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ill. Gli autori hanno ordinato la materia trattata in modo tale da rendere il loro lavoro un manuale pratico per l'apprendimento del karate da parte del profano, e nel contempo un testo per tutti coloro che già studiano questa disciplina. Le tecniche sono state esposte ed illustrate in modo completo, razionale e soprattutto rispettando il graduale schema didattico che viene adottato nelle scuole.
ill. Il karate, codice guerriero giapponese, ha suscitato l'interesse di tutto il mondo ed è considerato una delle arti marziali più efficaci e spettacolari mai concepite dall'uomo. Non si può non rimanere sbalorditi avanti alla potenza del karate, quando si vedono legni e pietre spaccati con le mani; si direbbe trattarsi di una magia capace di rendere possibile l'impossibile. Il karate, considerato come mezzo di difesa, comporta una vigoria fisica ed una potenza non riscontrabili in altre arti marziali. Ma è altrettanto vero che esso rappresenta una forza di saggezza e di bravura.
ill. Il Bubishi è una classica opera cinese, gelosamente custodita per secoli, che comprende e mette in relazione tra loro filosofia, medicina, tecnica e arti marziali. Gli argomenti trattati sono quindi molteplici ed affascinanti: storia, medicina cinese, farmacologia erboristica, punti vitali, tecniche di combattimento. Bubishi è stato presentato al mondo occidentale nel 1987, tradotto in inglese da Patrick McCarthy, e, successivamente, riveduto e corredato da ulteriori note e spiegazioni.
ill., br. Per molti anni Javier Martinez ha compiuto ricerche sui kata tradizionali di Okinawa e in seguito, essendo soprattutto interessato all'applicazione dei movimenti piuttosto che alla forma, ha deciso di pubblicare alcune delle sue scoperte che costituiscono la base dell'arte segreta del Tuite. Il Tuite (tui, afferrare, te, mano) era un metodo appannaggio della famiglia reale, delle guardie del corpo del re, degli alti ufficiali e dei membri della classe d'élite, che non proveniva dalla Cina ma era autoctono. Si tratta di un sistema dinamico per proiettare e afferrare, molto diretto, la cui efficacia non dipende dalla forza fisica. L'obiettivo è sconfiggere l'aggressore con una sola tecnica perché, ipotizzando la presenza di più avversari, chi si difende non deve fermarsi mai e non dare l'opportunità agli altri attaccanti di afferrarlo e di colpirlo. Il manuale di Martinez, con numerosissimi disegni molto chiari, rivela al pubblico occidentale le tecniche e gli schemi di base del Tuite, spiegando i segreti del pugno verticale, le prese e i kata fondamentali che hanno poi influenzato i successivi sviluppi moderni del karaté. Prefazione di Bruno Ballardini.
ill. Utile per una comprensione approfondita del mondo delle arti marziali. L'autore, attraverso le più antiche fonti cinesi e giapponesi, è riuscito a ricostruire fedelmente la storia del Karate, fin dalle sue origini, e l'evoluzione della storia delle attuali arti marziali giapponesi. Il volume analizza nel dettaglio le caratteristiche delle maggiori scuole di Karate attraverso la presentazione del modello di vita dei maestri fondatori e presenta, per la prima volta in italiano, il Bubishi, origine delle tecniche di combattimento, con 48 disegni originali.
ill., br. Il karate ebbe origine nell'isola di Okinawa come metodo di autodifesa a mani nude e, tradizionalmente, non faceva distinzione tra kata (forma) e kumite (combattimento), che venivano insegnati come un'unica arte. La pratica odierna, invece, è assai diversa poiché influenze occidentali hanno portato a considerare questa disciplina soprattutto come uno sport, separando le due componenti. L'autore ha appreso i segreti dell'arte antica da anziani maestri di Okinawa, ne ha testato l'efficacia combattendo incontri di full contact, kick boxing, muay thai e, in seguito, li ha insegnati a migliaia di allievi nel suo dojo negli Stati Uniti. I lettori troveranno in questo libro la chiave dei principi del karate com'era insegnato fino al 1800, prima che venisse alterato da interpretazioni moderne, e scopriranno la sua profondità, la sua ricchezza tecnica e la sua efficacia.
br. Gichin Funakoshi, "il padre del karaté", una volta disse che "lo scopo ultimo del karaté non è vincere o perdere, ma perfezionare il carattere di chi lo pratica". Al fine di fornire sostegno a quest'attitudine che va mantenuta tutta la vita, offrendo una guida ai futuri praticanti, egli redasse i suoi ormai leggendari "Venti principi". L'approccio del Maestro Funakoshi dà più importanza alle considerazioni di ordine spirituale e all'agilità mentale più che agli aspetti legati alla forza fisica e alla tecnica. I praticanti non devono fare affidamento soltanto sulla tecnica - pugni, calci, parate - ma devono coltivare in pari misura anche gli aspetti spirituali della pratica. "Occupati di te stesso, il resto verrà da sé" è il messaggio che lasciò ai posteri oltre sessantanni fa. Essendo assiomi, i "Principi" di Funakoshi si prestano a varie interpretazioni. Il secondo principio, ad esempio esempio ("Nel karaté non esiste iniziativa") ha dato origine a infinite riguardo al suo vero significato. Molte di queste ambiguità vengono chiarite dal commento, ricco di riflessioni filosofiche, di episodi storici oltre che di consigli per chiunque stia cercando il modo migliore di praticare la Via. Questo trattato, è stato tradotto in inglese per la prima volta da John Teramoto, anch'egli praticante di karaté.
ill. In quest'opera il Maestro Funakoshi spiega il pensiero del karate e la sua pratica anche a chi di karate nulla conosce. Il testo comprende scritti inediti che risalgono agli anni precedenti la sua scomparsa, avvenuta nel 1957, oltre ai kata semplificati e sintetizati da Funakoshi partendo dai kata per principianti dell'Okinawa karate-do.
Carta topografica (cm. 36,5 x 43,1) con i confini colorati, suddivisa in 6 riquadri, telata e ripiegata, disegnata e prodotta dall’Ing. geografo Giovanni Brenna, incisa da G. Cattaneo, pubblicata a Milano nel mese di agosto 1838. Sono evidenziati: Seregno - Verano - Carate - Arcore. Ben conservata.
Carta topografica in due fogli montati su tela a stacchi, rispettivamente di Monza e Carate. Coloritura coeva. Bibliografia: Donati, "Giovanni Brenna Cartografo di Lombardia".