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1965réf. 2090502113717332Not Available 1965. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Not Available paperback
réf. 0521EIO40T7Fine. New cloth hardcover Fine color pictorial dust jacket unclipped. Clean tight bright. Pomegranate Press 1st ed. 1st printing 2003 Hardcover 200pp. Color photos throughout. hardcover
2015ill., br. "Siamo arrivati sulla Luna ma ci sono luoghi sulla Terra ancora inesplorati. Come gli astronauti, gli alpinisti sfidano l'estremo e l'ignoto." La vede così Daniele Nardi, ragazzo di pianura con la montagna nel cuore. E lui estremo lo è davvero, tanto che affronta le scalate più difficili "a mani nude", in stile alpino, senza ossigeno, con attrezzature ridotte al minimo, senza corde fisse o campi preinstallati. Testardo e sognatore, Daniele persegue da anni con tenacia un obiettivo ai limiti dell'impossibile: completare la prima scalata invernale del Nanga Parbat, nona montagna più alta della Terra, aprendo una nuova via che ricalchi i passi di un pioniere dell'alpinismo le cui imprese e la tragica fine - sono avvolti nella leggenda, Albert Frederick Mummery. Nardi giura che prima o poi riuscirà nell'impresa e questa è la sua storia, dalle prime arrampicate sulle pareti e le cime scabre del centro Italia di cui è originario, alle spedizioni che nel corso degli anni lo hanno portato a calcare le vette più alte del pianeta. Questa edizione del libro contiene il diario della sua ultima avventura, la Nanga Parbat Winter Expedition 2015: Daniele lo ha scritto giorno per giorno a oltre quattromila metri di quota, componendo l'epica storia in presa diretta di un atleta che sogna di lasciare un segno indelebile nella neve. Nuova edizione rivista e aggiornata.
2016ill., br. "Se non sogniamo, siamo morti." Questo è il motto di Kilian Jornet, il giovane skyrunner catalano che il 21 agosto 2013 ha stabilito il nuovo record di salita e discesa del Cervino: 2 ore e 52 minuti per toccare il cielo e tornare indietro. Per Kilian la montagna rappresenta il sogno più grande ma, come ha imparato tragicamente, può anche trasformarsi nel peggiore degli incubi. Durante una traversata del Monte Bianco, infatti, Kilian ha perso il suo maestro, il suo idolo, il suo migliore amico. E il suo mondo è andato in pezzi. Nel periodo che è seguito, fatto di tante domande, dubbi e interrogativi su ciò che stava facendo, ha elaborato un nuovo progetto, studiato per mettersi alla prova ancora una volta, per sondare il confine tra coraggio e incoscienza, per capire davvero se stesso e il senso delle sue imprese. Il progetto prevede di scalare una delle vette più alte dell'Himalaya, il Gosainthan, al confine tra Cina e Nepal. Sono solo in tre, per un'avventura impossibile. Una spedizione invernale, senza corde, armati solo di un paio di sci, qualche provvista e una tenda. Questo libro racconta quel viaggio, che è allo stesso tempo una ricerca, una fuga, un momento di conoscenza, un incontro con luoghi e persone lontane e con gli angoli più profondi di sé. In queste pagine di una sincerità toccante, Kilian Jornet ci invita a seguirlo nel suo viaggio, ad andare oltre noi stessi, a oltrepassare le frontiere...
2001ill., ril. Questo libro è il resoconto di un'impresa alpinistica: la conquista della parete ovest del Changabang, la più impegnativa parete di granito dell'Himalaya del Garhwal, in una spedizione leggera a due. Ma è anche la storia di come salire una montagna possa diventare lo scopo che tutto trascende, al di là di ogni considerazione su una probabile sconfitta. Ed è la storia della tensione e del reciproco isolamento che si creano in quaranta giorni di convivenza a due fino al momento della grande gioia per il successo di quella che Chris Bonington definì "l'impresa più difficile compiuta in Himalaya".
2008ill., ril.
2019brossura Con i suoi 8201 m, il Cho Oyu è la sesta montagna più alta della terra. Considerata oggi tra gli ottomila più facili, non lo era sicuramente quando Herbert Tichy, viaggiatore, geologo, fotografo e scrittore, decise di tentarne la prima salita nell'ottobre del 1954 con una spedizione per molti aspetti innovativa: leggera, con un uso limitato di corde fisse, senza ossigeno e organizzata nel periodo post monsonico. Il libro non racconta soltanto di come Tichy raggiunse la vetta nonostante un grave congelamento alle mani, ma è un vero e proprio viaggio nella terra del Nepal e nella cultura degli Sherpa.
2020br. «Ho raccontato più volte che la sfida dei quattordici ottomila è nata con una storia d'amore e lo strano è che le mie parole sono sempre state interpretate in senso figurato, quando invece erano reali. Ma forse non è poi così strano, visto che quanto mi accingo a dire adesso non l'ho quasi mai rivelato...» Un libro confessione, questo di Edurne Pasaban, una fra i maggiori interpreti dell'himalaysmo contemporaneo, che racconta di un'adolescenza trascorsa più fra i boschi e le montagne che in discoteca e che prosegue con l'ineluttabilità di una passione invincibile: quella per l'alpinismo. Una passione che non le ha impedito di laurearsi in ingegneria e di lavorare per anni nell'azienda di famiglia prima di fare dell'alpinismo la sua professione, una scelta quasi obbligata per chi matura la determinazione di salire tutti i quattordici ottomila. Perché Edurne Pasaban ha deciso da subito di non entrare nel mondo della roccia e del free climbing, ma di puntare all'alpinismo affascinante e avventuroso degli ottomila. La sfida più ardua, soprattutto per una donna che si muove in un ambiente tradizionalmente maschile e ancora machista, ma in cui Edurne Pasaban ha saputo imporsi con autorevolezza tecnica, spirito di sacrificio e con la propria femminilità.
2020ril. Mentre cresceva la tensione fra le potenze europee negli anni Trenta del XX secolo, in Himalaya si stava già combattendo una battaglia di altro genere. I migliori alpinisti provenienti dal Regno Unito, dalla Germania nazista e dagli Stati Uniti avevano attrezzato i loro campi base alle pendici degli Ottomila, sperando di conquistare le vette più alte, comprese l'Everest e il K2. Diversamente dagli alpinisti di oggi, disponevano di pochissime mappe e fotografie, non avevano bombole d'ossigeno efficienti, indossavano scarponi di cuoio e giacconi di tweed. Ma contro ogni pronostico, andarono più in alto di quanto fosse possibile immaginare. E non appena raggiunsero dei record di altitudine straordinari, su di loro si concentrò l'attenzione dei media e della politica mondiale. Gli alpinisti venivano assediati dalla stampa alle stazioni dei treni indiani, erano celebrati in film e in rappresentazioni teatrali. James Hilton creò la mitica Shangri-La in Orizzonte perduto mentre un eccentrico alpinista inglese di nome Maurice Wilson partiva per il Tibet per scalare l'Everest da solo e a bordo di un biplano che aveva appena imparato a pilotare. Intanto, nei corridoi del ministero nazista per la propaganda, i gerarchi scoprivano l'importanza di piantare la bandiera tedesca su un Ottomila. Ambientato a Londra, a New York, in Germania, in Tibet e in India, I conquistatori del cielo è una storia non solo di alpinismo, ma anche di passione e ambizione, coraggio e follia, tradizione e innovazione, tragedia e trionfo. Ellsworth si muove fra le strade di Manhattan e di Berlino e le pareti scoscese del Nanga Parbat, in mezzo alle rivolte nel Kashmir e nel paesaggio rarefatto della Nuova Zelanda, dove un uomo di nome Hillary sognava di salire in cima all'Everest.
2018ill., br. "K2. La vicenda, il vissuto di questo libro si impernia sulla meravigliosa e terribile montagna, la montagna-sogno, la montagna sopra la montagna, simile a un immenso cristallo di cui evoca la sfolgorante e misteriosa regolarità. Nelle facce di questo cristallo si riflettono gli eventi nelle loro infinite angolazioni: il K2 degli esordi; i pensieri e i progetti di Hermann Buhl che al suo cospetto, poco prima di salire il Broad Peak e di morire sul Chogolisa, nel 1957, discusse con l'allora venticinquenne Kurt Diemberger il famoso stile «Alpi occidentali»; l'immenso spigolo nord che sale verso il cielo come una linea infinita; le parole di Shipton, uno dei primi esploratori occidentali giunto al suo cospetto, che incantarono Diemberger e lo avvolsero in un'invincibile magia; il tentativo lungo questo spigolo, la vita ai suoi piedi in uno dei più remoti angoli del Sinkiang - dove egli ritorna, carico di esperienza e di dolore, ma anche di amore, nelle ultime pagine del libro. Parallelamente si delinea il rapporto umano con gli amici, con Julie Tullis, la compagna con cui, da qualche anno, ha fondato the highest filmteam of the world e il suo rapporto di solidarietà con lei. Infine la tragica estate del 1986: le speranze, qualche successo, le prime tragedie, una catena che sembra senza fine e che assimila la montagna a una roulette russa. La salita, da parte di coloro che non vogliono rinunciare all'ultima chance, i problemi di tante cordate indipendenti in quota, il sogno della vetta che diventa realtà. Infine la bufera, l'allucinante dramma a 8000 metri, senza più viveri né gas - dunque senz'acqua - prigionieri per cinque giorni nelle piccole tende, Julie si «addormenta» per sempre, poi, man mano, anche i compagni muoiono. I tre superstiti, sull'orlo del collasso, iniziano una discesa allucinante nella tormenta, sotto il perenne pericolo di valanghe, poi sullo sperone Abruzzi coperto di verglas. Solo in due arrivano vivi alla base della montagna. In questo racconto, ricco di pathos ma anche di humour, la montagna non è vissuta come oggetto da conquistare, ma piuttosto come entità da rispettare e da amare e di cui, salendo, si arriva a far parte. Un rapporto con la montagna sviluppatosi in decenni di grande alpinismo sulle vette del mondo, nel cuore di chi ha vissuto questa tragedia e della quale, forse per caso, o per miracolo, o... non è rimasto vittima". (Maria Antonia Sironi)
2021ill., ril. La storia della conquista dell'Himalaya è rivissuta attraverso la dimensione umana che traspare dalla corrispondenza di Reinhold Messner e di chi, prima di lui, ha affrontato quella sfida: Mummery, Mallory, Herzog, Buhl e gli altri protagonisti di un capitolo fondamentale di storia dell'alpinismo. Le loro lettere raccontano sogni, speranze, orgoglio, paure e disillusioni. L'immediatezza e spontaneità di queste parole fanno vivere al lettore la potenza delle emozioni, senza il filtro del tempo.
2017ill., br. Ella Maillart (1903-1997), nata a Ginevra, donna straordinaria, esploratrice e anche navigatrice, racconta in questa libro del suo viaggio nel mondo affascinante degli sherpa e del popolo del Nepal, negli anni in cui l'Himalya era ancora da scoprire e senza il turismo commerciale. Fotografie dell'epoca, un libro di grande valore storico per chi intende viaggiare in quelle zone allora inesplorate e selvagge, oggi tanto famose.
19798vo., First Edition; original pictorial wrappers, a very good, bright, clean copy. Paddy Fermor's travelogue, written in memory of Robin Fedden, appears between pp. 65-78. SCARCE.
1923Sm. 8vo., First Edition, endpapers lightly browned; cloth gilt, gilt back, uncut, covers a trifle age-marked else a sound, clean copy. Published as a companion to the bird volumes of 'The Fauna of British India' . Scarce
19998vo., First Edition, with 65 coloured plates on 24, 22 monochrome plates on 8, several maps (a number full-page) in the text, and endpaper maps; grey cloth, gilt back, a fine copy in unclipped dustwrapper. SIGNED BY THE AUTHOR ON TITLE.
19468vo., First Edition, on laid paper, with a frontispiece, 59 plates on 46 and 7 full-page maps in the text; original blue buckram, gilt back, blue top, a very good, bright, clean copy in unclipped dustwrapper, the latter lightly age-browned and chipped (not affecting lettering) at head and tail of backstrip. Written from a Japanese POW camp at Singapore, Russell's classic account records summer camps with New Zealand pioneer A.P.Harper, experiences in Jan Mayen and the Arctic, and an expedition to the Karakoram-Himalaya under Shipton. SCARCE IN THIS CONDITION. Neate R98.
19668vo., First Edition, with a frontispiece and 45 plates on 32; cloth, a very good, clean copy in unclipped dustwrapper, the latter lightly frayed and creased at edges. Uncommon account of two women's expeditions to Kulu and Jagdula Himal. Neate 684
19864to., First Edition, with numerous coloured and monochrome photographs (many full-page); blue cloth, backstrip lettered in silver, a fine copy in unclipped dustwrapper. Vividly-written and sumptuously illustrated account of the author's four expeditions to the world's highest peak.
19408vo. First Edition on laid paper with frontispiece plates and folding map (creased at folds); handsomely bound in blue full morocco sides with gilt frame border back with raised bands second and fourth compartments lettered in gilt all other compartments Lovely copy of a scarce and important work. Neate C27
19208vo., First Edition, with frontispiece, plates and illustrations in the text, title lightly age-soiled; handsomely bound in full burgundy morocco, sides with gilt frame border, back with raised bands, second and fourth compartments lettered in gilt, all other compartments tooled in gilt, uncut, laid endpapers, a most attractive copy ideal as a gift or for presentation.
19588vo., Uncorrected Proof Copy, neat contemporary signature on front wrapper; original printed wrappers, covers very lightly sunned else a near fine copy. Noyce relates the ascent of Machapuchare in the Nepal Himalaya. PROOF COPIES ARE VERY SCARCE. Neate 579.
19578vo., Uncorrected Proof Copy; original printed wrappers, backstrip very lightly sunned else a near fine copy. Advance reading copy of the Everest climber's novel set in the Himalaya. PROOF COPIES ARE VERY SCARCE. Neate 578.
1993Folio, First Edition, with coloured frontispiece and numerous coloured and monochrome photographs (many full-page) throughout; black cloth, backstrip lettered in silver, black endpapers, a fine copy in unclipped dustwrapper. Profusely illustrated anthology, including detailed registers of successful and failed attempts.
19678vo., First Edition, with plates and maps; blue cloth, gilt back, a near fine copy in unclipped dustwrapper. Vividly-written biography of the 'father of modern mountaineering', who disappeared on Nanga Parbat in 1895. Neate 854.