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1994In-4°, pp. 237, (3), copertina editoriale illustrata a colori. Con numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Catalogo della mostra "Signore cortese e umanissimo. Viaggio intorno a Ludovico Ariosto", Reggio Emilia, Sala delle Esposizioni dell'Antico Foro Boario, 5 marzo - 8 maggio 1994. Indice: Signore cortese e umanissimo. Jadranka Bentini, Introduzione; Cesare Gnudi, L'Ariosto e le arti figurative; Lionello Giorgio Boccia, Curiosa di armamentaria ariostea; Carmen Ravanelli Guidotti, L'Ariosto "istoriato" sulla maiolica italiana del Cinquecento; Francesco Sberlati, Iconologia tardogotica e letteratura cavalleresca; Marta Cuoghi Costantini, Tessuti e moda del mondo delle corti padane fra Quattro e Cinquecento; Diego Cuoghi, Per la definizione dell'originale collocazione del Camerino dipinto e del Paradiso nella rocca di Scandiano; Giovanna Paolozzi Strozzi, Vicissitudini storiche degli affreschi abateschi della rocca dei Boiardo a Scandiano; Le macchine teatrali dell'Orlando Furioso di Luca Ronconi, Intervista a Luca Ronconi a cura di Giuseppe Anceschi. Viaggio intorno a Ludovico Ariosto. Il percorso espositivo; La vita di Ludovico Ariosto; La biblioteca di corte e lo "scrittoio" del poeta; Ferrara: la corte per eccellenza.
17734 volumi in-4, bella legatura coeva in piena pelle, riquadro di filetti in oro ai piatti, titolo e fregi in oro ai dorsi. Illustrati da 1 ritratto dell'A. di Eisen inc. da Fiquet e 46 figure in stupende tavole fuori testo, di Cipriani, Cochin, Eisen, Greuze, Monnet, Moreau incise da Bartolozzi, Choffard, Duclos, ed altri. Celebre edizione dell'Orlando Furioso. Ottimo esemplare.. .
1973Mario Santoro Lettere Ariostesche. Napoli, Liguori 1973 italian, 214 Opera con copertina rigida, con sovraccoperta acetat. n2.
1840Seconda edizione. La Divina Commedia, col commento del P. Bonaventura Lombardi M. C. con le illustrazioni aggiuntevi dagli editori di Padova nel 1822 e con un'appendice compilata per questa ristampa. Le Rime di F. Petrarca con l'interpretazione di G. Leopardi e gli argomenti di A. Marsand. L'Orlando furioso di L. Ariosto e le dichiarazioni di G. Barotti con parecchie di altri al Poema. La Gerusalemme Liberata di T. Tasso secondo la lezione e le annotazioni scelte da G. Gherardini. Opera in 2 volumi in 4to, mm. 175x255; pag.VI+738(1); segue fino a pag. 1552. Frontespizi in elegante cornice tipografica, volumi illustrati da 12 incisioni in acciao fuori testo protette da veline. Belle legature coeve in mezza pelle con nervature, titoli e fregi dorati ai dorsi. Sui piatti in percallina, dedica impressa e dorata, del padre (Agostino Paradisi) al figlio (Luigi) come premio ed incoraggiamento. Ottima la conservazione. Codice inv.1031033
In 16°, br. edit., pp. (2)122(2) con 1 ill. p.p. n.t. e Indice dei nomi del "Furioso" citati nel testo. Ediz. orig.
In 8°, cart. post. con tit. in oro su tass. al d., pp. XV-631.Seconda edizione corretta e accresciuta. In fine, Indice delle fonti e dei riscontri.
In 8°, legatura in mezza pelle coeva con titolo e filetti oro al dorso, piatti marmorizzati, pp. 222 (6). Ottimo.
1540In-8vo, cc. 185 (su 244, [12]). Esemplare mutilo di 60 carte. Note manoscritte sulle sguardie e a qualche carta. Menzione del principe di Vallaraghi (?), qualche foglio slegato e qualche macchia. Pergamena floscia coeva, rovinata.
2020Poema della crisi del Rinascimento, l’Orlando furioso risente delle vicende tumultuose e drammatiche dell’epoca in cui venne composto, licenziato ed emendato: la catastrofe degli Stati italiani e la fine della loro indipendenza, lo scontro con la potenza ottomana e la sua cultura. È risaputo che un persistente motivo di inquietudine trascorra le ottave dell’Orlando furioso, pur senza venire apertamente tematizzato; il “poema della crisi del Rinascimento”, infatti, risente delle vicende tumultuose e drammatiche dell’epoca in cui venne composto, licenziato ed emendato: la catastrofe degli stati italiani e la fine della loro indipendenza. Ma persino la rappresentazione del musulmano, quand’anche complessa e articolata, non è affatto pretestuosa, quasi fosse nient’altro che un mero espediente narrativo avulso dal contesto storico e dalla realtà politica del proprio tempo: rimanda, piuttosto, alla minaccia della penetrazione ottomana in Europa e al concretissimo conflitto che si andava prospettando. Nel capolavoro ariostesco, dunque, le topiche sull’Italia e le rappresentazioni dell’alterità turca e musulmana, pur aderendo entrambe alle forme, ai modi, alle retoriche e ai modelli previsti dagli statuti letterari del classicismo civile, rivelano le implicazioni dell’opera con la storia, i conflitti, gli scontri di potere e di civiltà del proprio tempo e sembrano dar voce a una sorta di inconscio politico collettivo. In questo saggio si prova ad abbozzare qualche ulteriore percorso di lettura e ad aggiungere qualche notazione interpretativa a quanto già acquisito dalla critica, la quale ha ormai da tempo messo in discussione la proverbiale armonia ariostesca, insistendo sugli aspetti contraddittori e conflittuali del poema. Autori: Matteo Di Gesù.
1543In-4°; cc. 243, (1), al frontespizio grande ritratto xilografico dell’Autore, al verso dell’ultima carta grande marca tipografica incisa su legno. Legatura in piena pelle con tassello e titolo in oro al dorso, tagli spruzzati. Precedono il testo due dediche a Francesco Gonzaga, una firmata dall’Autore, l’altra da Pietro Aretino. Edizione originale di questo singolare poema, continuazione del fortunato capolavoro di Ariosto, scritto in italiano ma con numerosi termini e espressioni in lingua dialettale umbra e dell’alta Italia. Sigismondo Paulucci detto Filogenio, nacque a Cerreto, vicino Spoleto intorno al 1501 (morto nel 1590); fu giureconsulto e segretario del duca di Camerino; frequentò l’ambiente degli umanisti di Mantova e Bologna; è l’autore del Le notte d’Aphrica, Messina 1535, e de I trionfi di Carlo V nell’Affrica e l’impresa di Tunisi fatta, Venezia, 1543. Sander 5464; Agnelli-Ravegnani II, 196-98 “raro”; Choix 4999. Sigismondo Paolucci detto Filogenio di Cerreto di Spoleto poeta del secolo XVI / Alunno, Aurelio, in: Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, 29, 1932, 167-185. In-4 °; cc. 243, (1), on the frontispiece a large woodcut portrait of the Author, on the back of the last paper, a large printer’s woodcut mark. Full calf binding with label and gilt title on the spine, sprayed edges. The text is preceded by two dedications to Francesco Gonzaga, one signed by the author, the other by Pietro Aretino. Original edition of this singular poem, a continuation of Ariosto's successful masterpiece, written in Italian but with numerous terms and expressions in the Umbrian and northern Italian dialects. Sigismondo Paulucci known as Filogenio, was born in Cerreto, near Spoleto around 1501 (died in 1590); he was a jurist and secretary of the Duke of Camerino; he was part of the milieu of the humanists of Mantua and Bologna; he is the author of Le notti d’Aphrica, Messina 1535, and of I trionfi di Carlo V in Africa e l’impresa di Tunisi fatta, Venezia, 1543. Sander 5464; Agnelli-Ravegnani II, 196-98 “raro”; Choix 4999. Sigismondo Paolucci detto Filogenio di Cerreto di Spoleto poeta del secolo XVI / Alunno, Aurelio, in: Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, 29, 1932, 167-185.
1574"In-4°, (12pp), 330, (29cc), legatura in piena pergamena coeva con titolo manoscritto al dorso. Ariosto usava l'allegoria con l'esplicito scopo di dare varietà alla sua opera, così come usava i miti classici, le narrazioni medievali, le storie pie o piccanti, e molto altro ancora. La prova di questa predilezione si trova nelle Bellezze del Furioso di Orazio Toscanella, pubblicate nel 1574. In questo commento canto per canto ai punti salienti stilistici del poema, Toscanella propone che uno dei notevoli attributi artistici di Ariosto fosse quello di ""molto variare"". La capacità del poeta di variare lo stesso argomento o situazione è ben illustrata nelle descrizioni dei duelli e, in diverse occasioni, analizza le tecniche di variazione che Ariosto usa nel raccontare questi incontri. La dilatazione e l'abbreviazione, vengono esaminati per primi. Ma ancor più impressionante, secondo Toscanella, è la capacità del poeta di variare gli elementi che costituiscono la descrizione di un combattimento cavalleresco per evitare la noia che potrebbe produrre la ripetizione di tali combattimenti. L'analisi di Toscanella è piuttosto specifica. Ad esempio, mentre commenta i colpi che Marfisa, Bradamante e Ruggiero infliggono agli uomini di Marganorre nel canto 37, Toscanella classifica i mezzi per realizzare tale diversificazione: distinguendo le cavalcature, le armature, le armi o gli usi delle armi; differenziando i tipi di colpi, ferite, cadute o morti subite; concentrandosi sui diversi arti colpiti dai colpi. E Toscanella illustra come l'Ariosto modifichi questi particolari. La sua attenta analisi rende consapevoli di quanto i lettori moderni siano diventati disattenti a queste sottili alterazioni. I loro occhi tendono ad appannarsi quando incontrano questo tipo di ripetizione, nonostante le notevoli variazioni individuate da Toscanella. Eppure la capacità illimitata di Ariosto di scoprire mezzi per alterare le componenti di azioni o eventi ricorrenti potrebbe essere stata il segno distintivo della sua arte per i suoi primi lettori. A parte i duelli, tali azioni ed eventi includevano giostre formali, combattimenti su larga scala, assedi, morti, funerali e gli altri avvenimenti che segnarono la vita dei cavalieri erranti: prove di abilità, salvataggi di sfortunate vittime, viaggi, prigioni. Si ripetono, inoltre, situazioni e motivi relativi alle 'donne e amori': descrizioni di bellezze femminili, di corteggiamenti, di amanti traditi; i lamenti degli innamorati abbandonati; e così via. Daniel Javitch, The poetics of Variatio in Orlando Furioso; Francesco Sberlati, Il genere e la disputa. La poetica tra Ariosto e Tasso. In-4°, (12pp), 330, (29cc), contemporary vellum binding, with manuscript title at the spine. Ariosto used allegory with the explicit aim of giving variety to his work, much in the same way as he used classical myths, medieval narrations, pious or spicy stories, and so much more. Evidence of this predilection is found in Orazio Toscanella’s Bellezze del Furioso, published in 1574. In this canto-by-canto commentary on the poem’s stylistic highlights, Toscanella proposes that one of Ariosto’s notable artistic attributes were to ‘far variare’. He finds that the poet’s capacity to vary the same subject or situation is well illustrated in the descriptions of duels, and on several occasion, he analyzes the techniques of variation that Ariosto uses when recounting these encounters. Dilation and abbreviation, other standard school exercises, are brought up first. But even more impressive, according to Toscanella, is the poet’s ability to vary the elements that constitute the description of a knightly combat so as to avoid the boredom that the repetition of such combats could produce. Toscanella’s analysis is quite specific. For example, while commenting on the blows that Marfisa, Bradamante, and Ruggiero inflict on Marganorre’s men in canto 37, Toscanella categorizes the means to achieve such diversification: by distinguishing the mounts, armors, weapons, or uses of the weapons; by differentiating the types of blows, wounds, falls, or deaths suffered; by focusing on the different limbs struck with blows. And Toscanella illustrates how Ariosto alters these particulars. His close analysis makes one aware how inattentive modern reader have become to these subtle alterations. Their eyes tend to glaze over when they encounter this kind of repetition, despite the remarkable variations Toscanella singles out. Yet Ariosto’s limitless ability to discover means of altering the components of recurring actions or events may well have been the hallmark of his artistry for his early readers. Aside from duels, such actions and events included formal jousts, large-scale combats, sieges, deaths, funerals, and the other happenings that marked the lives of knights errant: tests of prowess, rescues of hapless victims, voyages, imprisonments. Moreover, there were repeated situations and motifs relating to ‘donne e amori’: descriptions of feminine beauty, of courtships, of lovers betrayed; the laments of abandoned lovers; and so on. Daniel Javitch, The poetics of Variatio in Orlando Furioso; Francesco Sberlati, Il genere e la disputa. La poetica tra Ariosto e Tasso. "
1836in-8 grande, pp. VI, 904, legatura editoriale in tela verde (un po' sciupata). In antiporta ritratti di Dante, Petrarca, Tasso e Ariosto (Gaitte del. - Hopwood sc.). Ricercata antologia che comprende: «La Divina Commedia», «Le Rime», «I Trionfi», «L'Orlando Furioso», «La Gerusalemme Liberata» e una selezione di poemi di autori italiani dal XIII al XIX secolo. Precedono il testo 12 pp. di pubblicità editoriale. Brunet (IV, 1005): «Cette édition est mieux imprimée que le Parnaso classico italiano, publié précédemment à Florence et à Padoue».. Graesse, V-521..
2008Autori: Giulio Ferroni.
1836Quattro volumi in 8°, pagg. XXVI, 474; 488; 475; 496. con ritratto dell'Ariosto inciso in rame all'antiporta del primo volume. Elegante legatura coeva in mezza pelle blu con angoli, titoli oro e fregi al dorso. Sguardie marmorizzate e tagli dorati. Con la vita dell'Ariosto scritta dal Barotti. Qualche arrossatura sparsa ed una pallida gora all'inizio del 2° volume. Esemplare ottimo. peraltro bell'esemplare ad ampi margini ed in ottimo stato di conservazione. . Graesse I, 200..
2020Autori: Sara Giovine. Nel panorama dell'amplissima bibliografia dedicata all'ottava ariostesca, non molto numerosi sono in verità i contributi che abbiano adottato come punto di osservazione privilegiato per lo studio del poema la sua costruzione sintattica, che costituisce invece secondo la critica uno degli aspetti di maggiore originalità del Furioso. Il presente contributo intende quindi offrire uno studio a tutto tondo della sintassi del capolavoro ariostesco, che ne approfondisca i differenti livelli e le diverse forme di interazione con gli altri piani del discorso, a partire dalle questioni più minute, come l'uso dei costituenti della frase semplice, fino ad arrivare all'analisi delle principali modalità di costruzione del periodo complesso e della variegata strutturazione sintattico-retorica del metro (messe in relazione con il ritmo dell'ottava, oltre che con le differenti situazioni narrative dell'opera). L'illustrazione dei principali meccanismi costruttivi della sintassi ariostesca permetterà così di giungere a una più esatta conoscenza di uno degli aspetti che maggiormente marca la distanza tra Ariosto e la precedente tradizione narrativa in ottave.
1993Ariosto, Ludovico (Spinella, Mario: Presentazione di - Onofri, Sandro: A cura di) I poeti italiani / 4 Ludovico Ariosto. s.L. (ma Roma) - Cles (Trento), Editrice l'Unità s.p.a. (Presidente: Antonio Bernardi) - AME stab. NSM (stampa) 1993 italian, in sedicesimo pp. 76+(4)=80 I ed. della raccolta supplemento al quotidiano l'Unità (Direttore: Walter Veltroni): gennaio 1993. Collana Poeti italiani / 4. Hanno collaborato alla realizzazione di questa collana: Renato Angelini, Nicola Fano, Giovanni Lussu, Mario Massini, Sandro Onofri, Matilde Passa. XVI/76+(4)=80/brossura in cartoncino bianco patinato con grafica in gtrigio chiaro, nero e blu e con il primo e l'ultimo piatto pubblicitari, illustrati rispettivamente in giallo e e nero (Enel) e inn nero (Coop). Copertina: Giovanni Lussu. Fotocomposizione e impaginazione: Rinascita News. Stato buono (copertina e pagine leggermente brunite).
1968Ariosto Ariosto. , Mondadori 1968, Libro in buone condizioni, presenta pagine interne lievemente ingiallite N.5 Buono (Good) . 133
2013Autori: Franco Musarra. Questo studio sull'ironia nell'"Orlando Furioso" di Franco Musarra mostra, seguendo le linee dei "mali d'amore" e delle "ambizioni politiche e sociali", come il grande poema dell'Ariosto sia "più avanti" del proprio tempo e partecipi del vitalissimo movimento verso la modernità, pur essendo nato nella società cortigiana del primo Cinquecento, e non vada letto e considerato come opera ad essa "organica". Attraversando il poema con la lente dell'ironia, ne mostra la ricchezza umana e linguistica, la molteplicità di livelli che s'intrecciano e si nascondono. Il lettore ha l'impressione che il meraviglioso mondo del testo gli sfugga costantemente, se non ne coglie le implicazioni più profonde in piani che chiedono di essere distinti, ma che contemporaneamente si negano, quasi rifiutando di farsi afferrare. Nella sorprendente capacità di muovere personaggi, di creare combinazioni e sorprese, Ariosto mostra, sorridendo, illusioni, menzogne, sotterfugi, ipocrisie, artifici sociali del suo tempo, attuali ancora oggi.
17974 volumi, cm. 17, cartonato originale, pag. XLII, 438 (1 c.b.) più ritratto in rame dell'A. e 14 tavole incise da Lapi; (1 c.b.) (2) 495 più 12 tavole f.t.; (2) 458 (1 c.b.) più 13 tavole f.t.; (1 c.b.) (2) 508 più 7 tavole f.t.. In fine al 4° volume sono presenti i primi 5 canti della Continuazione. Lavori di tarlo al margine bianco interno di alcune pagine al primo volume, comunque ottimo esemplare in barbe. Graesse, vol. 1, pag. 200; Brunet, I, 438.
2009br. Questo saggio letterario, la cui prima edizione risale al 1933, è incentrato sulla vicenda di Orlando, il cavaliere, nipote di Carlo Magno, che divenne una leggenda nella storia delle Crociate e poi il protagonista "innamorato" dell'opera di Matteo Maria Boiardo. Panzini ritiene che l'"Orlando Innamorato" sia alla base di due grandi opere della letteratura mondiale: l'"Orlando Furioso" di Ludovico Ariosto e il "Don Chisciotte della Mancia" di Miguel de Cervantes. Nel primo caso Panzini intende dimostrare come l'opera dello scrittore emiliano debba moltissimo a quella del Boiardo, senza la quale probabilmente oggi l'"Orlando Furioso" sarebbe stato molto diverso, o addirittura non sarebbe esistito. Nel caso di Cervantes sottolinea l'importanza che il Boiardo ha avuto per la nascita del personaggio di Don Chisciotte e della sua leggendaria pazzia, che trae origine da quei libri che il cavaliere della Mancia era solito conservare nella sua libreria. Panzini coglie l'occasione per illustrare, in un modo del tutto inedito, i personaggi, i luoghi e le vicende narrate dal Boiardo nel suo capolavoro.
1989Ariosto, LudovicoSantoro, Mario Opere: Carmina, Rime, Satire, Erbolato, Lettere, volume terzo. Torino, Unione tipografico-editrice torinese ©1989 italian, 628 ST1125 Opera con copertina rigida, illustrazioni ft. 628 p. ; 24 cm.
1981Ludovico Ariosto, Remo Cesarini (a cura di) Orlando Furioso, volume primo. Torino, Unione tipografico-editrice 1981 italian, 910 ST1125 Opera con copertina rigida, sovraccoperta in acetato, illustrazioni ft in b/n.
1924Ludovico Ariosto Lirica. Bari, Laterza 1924 italian, 379 BTT83Brossura editoriale,a cura di G. Fatini, volume in discrete condizioni, segni da scaffalatura e piccolissimi strappi agli angoli della copertina, 379 pagine circaCopertina come da foto
2004Ariosto, Ludovico. Caretti, Lanfranco ( a cura di) Orlando Furioso. Roma, Ricciardi - Treccani 2004 italian, 1248 2004. Collana "Letteratura Italiana: storia e testi /vol. 41" diretta da Mattioli - Pancrazi - Schiaffini. Copertina con mezza legatura in pelle e brossura telata al piatto con titoli in bassorilievo in oro al dorso e al piatto. In custodia. Edizione di pregio. SL12