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ref. 71815P., Le Seuil, 1981, in 8° broché, 218 pages ; illustrations in et hors-texte ; couveture illustrée ; des traits de stylo en marge.
Ceschina, Milano, 1971 - In 8°piccolo, legatura tt tela edit con sovracc, pp.1053
1963ref. 98643The Hague: Mouton 1963. 211 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2013ill. Il presente volume parte dalla recente ricerca genetica, che ha definitivamente dimostrato l'affinità genetica degli Etruschi con i Turchi anatolici, e mira a dimostrare come anche la linguistica e la storia culturale rafforzino e confermino tale affinità. Fonetica, morfologia e lessico delle due lingue mostrano infatti numerose e notevoli corrispondenze, e ancora più numerose e significative sono le corrispondenze culturali: nel mito delle origini da una lupa, nella religione, nella pittura e ritrattistica, nell'architettura, nell'oreficeria e gioielleria, nell'equitazione, nella lotta, nella musica, nella danza, nel banchetto rituale, nell'abbigliamento.
2012brossura Questo volume s'inserisce nell'ambito degli studi sul ruolo dell'interprete in incontri di tipo istituzionale e analizza in che maniera gli interpreti svolgano il loro compito quando sono "in azione". In particolare vengono esaminate le decisioni traduttive e le iniziative discorsive degli interpreti per evidenziare se e come contribuiscano all'interazione che sono chiamati a mediare. A questo scopo è stata condotta un'analisi della selezione dei turni che vengono tradotti, dei contributi autonomi al discorso e alla costruzione dell'ordine conversazionale, e dell'orientamento nei confronti dei parlanti primari nel corso dell'interazione. Lo studio getta una luce nuova sulla funzione di coordinamento svolta dall'interprete e dimostra che quest'ultimo non svolge un singolo ruolo, bensì una molteplicità di ruoli, andando ben oltre il compito del tradurre inteso come semplice passaggio da una lingua all'altra.
2016Autori: Andrea Gualano. L''Arte muy curiosa' di Francisco Trenado de Ayllón (Medina del Campo, 1596) è la prima grammatica italiana per ispanofoni. L'analisi linguistica evidenzia i modelli, non solo letterari, che hanno condizionato l'autore nel descrivere l'italiano, indice dell'interesse di Trenado verso la variabilità linguistica sul territorio italiano. Notevoli le annotazioni di carattere fonologico e contrastivo.
2018ill., br. Lo scopo di quest'opera è evidenziare come mondi apparentemente distanti, come per esempio quello latino/romanzo da cui sono derivati l'italiano, il francese e lo spagnolo e quello germanico/anglosassone, culla dell'inglese e del tedesco, siano in realtà risalenti a una medesima matrice, quella indoeuropea, da cui si sono sviluppate gran parte delle lingue moderne europee. Si analizzano quindi i vari e complessi rapporti che collegano tra loro il latino, padre delle lingue romanze di oggi, e la lingua germanica emersa nel tempo come lingua franca del mondo contemporaneo, l'inglese, curando nel contempo i contatti diretti e collaterali di queste due lingue con altre lingue del ceppo comune indoeuropeo. Di certo lo studente adolescente ma anche il lettore adulto curioso di filologia saranno sorpresi da quali e quante parole di uso comune nella nostra lingua italiana derivino da un patrimonio collettivo, linguistico e culturale, di cui fanno parte non solo le lingue classiche ma anche l'inglese. Se si desidera comprendere meglio il presente occorre rifarsi al passato, spesso un passato lontanissimo come nel nostro caso: le origini delle lingue che parliamo e che abbiamo parlato.
2015Negli ultimi trent'anni la ricerca linguistica ha dedicato un'attenzione particolare alla metafora, affiancando e influenzando i tradizionali studi di retorica e "nuova retorica". L'analisi di questo intricato fenomeno tocca aspetti insieme verbali e concettuali, dal livello lessicale e sintattico fino a quello semantico, pragmatico e comunicativo. Essa si muove tipicamente tra i poli dell'analogia e della distintività, da un lato mettendo in luce la capacità dei meccanismi metaforici di collegare sistematicamente domini concettuali, dall'altro rilevando la produttività di senso che scaturisce dallo scarto, dal contrasto tra unità linguistiche in opposizione. Gli articoli che presentiamo in questo volume raccolgono i risultati del lavoro svolto da un gruppo di ricercatori interessati alla linguistica testuale e ad un ambito degli studi sulla metafora che ha avuto, finora, un'attenzione ridotta: l'uso di metafore come strumenti testuali. Il punto di partenza è rappresentato dalla convinzione che l'uso di metafore sia legato alle strutture e alle strategie testuali e, in questo senso, l'esame puntuale di singoli testi si rivela illuminante; esso permette di scoprire e descrivere percorsi metaforici, soprattutto ponendosi nella prospettiva del ricevente, che si trova a individuare i momenti e i modi dell'interpretazione metaforica nella ricezione del testo... Curatori: F. Lorenzi, A. Marcaccio.
2013L'America Latina è probabilmente il continente nel quale la presenza degli italiani ha contribuito in modo sostanziale e determinante allo sviluppo delle culture locali. Non si tratta di tracce isolate da seguire in chiave antropologica o storica, bensì di una serie innumerevole e continuativa di fenomeni linguistico-culturali di diversissima entità, in cui l'elemento italiano è ampiamente identificabile. Elemento però che va cercato nell'ibridazione, nella commistione, nella contaminazione. Parole e concetti tutti quanti che non piacciono a chi vorrebbe - purtroppo ancora oggi - che la lingua e la cultura italiana penetrate nel contesto latinoamericano avessero conservato una loro purezza, una loro forma originaria. Al contrario, tutto ciò che si potrebbe chiamare italiano convive in America Latina con le lingue e le culture ispanoamericane e lusoamericane e proprio all'interno di esse questo elemento trova una sua riformulazione. I saggi che compongono questo volume - scritti da studiosi italiani e latinoamericani - si propongono di tracciare un panorama analitico ed interpretativo di questa sorta di "vida nueva" dell'italiano nella vasta geografia del Nuovo Mondo. Curatori: A. Patat.
2022br. Il volume descrive le principali componenti del quadro linguistico di tre aree del mondo: le Americhe, nella loro tradizionale tripartizione (e con particolare attenzione per le complesse dinamiche extralinguistiche che hanno "ridisegnato" il profilo linguistico del Nuovo Continente), lo spazio austronesiano e quello australiano e comprende una sezione dedicata alle lingue di contatto, pidgin e creoli. La prospettiva che accomuna i saggi, redatti da autorevoli studiosi, prevede un'integrazione tra le dimensioni geo-linguistica, storico-linguistica e tipologico-linguistica, allo scopo di far luce sia sull'attuale distribuzione delle lingue nelle aree esaminate sia sulle vicende storiche che ne hanno determinato assetto e caratteristiche strutturali.
2017br. Il volume descrive la posizione e il ruolo della complessa realtà linguistica dell'Italia così come essa appare riflessa in Europa, nel Mediterraneo e nel Levante nel corso del secolo XIX. Il lavoro muove da un paradosso: e cioè che, proprio nel momento in cui l'Italia, a metà Ottocento, vedeva concretizzarsi la tormentata idea - antica e mai del tutto tramontata - di farsi "stato-nazione", la lingua italiana pareva via via perdere sul piano internazionale quel primato che era stato, con particolare intensità tra i secoli XVI e XVIII, cifra essenziale dei suoi rapporti con l'Europa, il Mediterraneo e il Levante. Tuttavia, pur in tale mutato contesto, l'italiano varrà ancora per tutto l'Ottocento quale strumento di cultura, del teatro musicale in Europa e di comunicazione "pratica" nel Mediterraneo e nel Levante. E, accanto ad esso, vitali saranno, al di fuori della penisola, altre varietà italo-romanze: il veneziano in Istria, in Dalmazia e nell'Epta-neso ionico; il siciliano a Malta e in Tunisia, il genovese in Tunisia e a Gibilterra.
2021brossura Il volume propone una riflessione sulle pratiche di mediazione in una prospettiva interdisciplinare ed evidenzia alcuni rischi derivanti dall'attivazione di tali pratiche in assenza di azioni efficaci di inclusione educativa da parte delle istituzioni. Attraverso alcuni studi di caso e specifici ambiti di intervento, vengono proposti orientamenti e strumenti pratici di azione per favorire processi di integrazione linguistica e culturale e per la formazione alla lingua del paese di accoglienza, così come per il successo scolastico e professionale, ricercando pratiche che valorizzino la ricchezza inter-culturale e la varietà delle competenze dei differenti attori dei processi di mediazione.
1906ref. 104240Couverture souple. Broché. 44 pages. Mouillure en marge.
2011ill., br. Questo libro esplora il tema della scrittura, intesa non semplicemente come "trascrizione" di lettere e parole su una pagina, ma in un senso ancora più ampio, quale complesso lavoro di "incisione" di segni nel mondo, attraverso le svariate forme che la comunicazione va assumendo nella nostra epoca. Il libro parte dalla riflessione su come siano cambiati e cambino i concetti di creatività, autoralità, lavoro linguistico, libro, in particolar modo nell'era tecnologica, e come da questi si generi un'idea di scrittura di cui sono le tecnologie stesse a mostrare la complessità. Viene quindi proposta una interpretazione socio-semiotica delle composite scritture del web che hanno ridefinito i confini e le forme della testualità. La scrittura finisce così per il dispiegare a pieno le sue metamorfosi nei discorsi sociali, alcuni dei quali - in particolare dalla pubblicità, al turismo, al cibo, alla comunicazione politica - vengono analizzati. Scrittura e corpo mostrano, infine, alcuni nuovi aspetti del loro eterno intersecarsi e significarsi reciproco, in abiti come la moda, la fotografia, il linguaggio verbale.
2023br. La canzone è utilizzata nelle lezioni scolastiche e nei corsi come materiale autentico di lingua e cultura. Il suo utilizzo, però, non trova spesso una consapevolezza sul perché e soprattutto sul come impiegarla al meglio in classe. Il volume, alla luce delle più recenti teorie neuroscientifiche e psicopedagogiche sull'apprendimento linguistico e sull'uso della musica e delle canzoni a fini didattici, vuole offrire a chi si occupa di edulinguistica a diverso titolo (ricercatori, docenti) motivazioni scientificamente fondate sul perché e sul come utilizzare la canzone in aula, nonché coerenti spunti didattico-metodologici per l'insegnamento di lingua e cultura di lingua materna, lingua seconda e straniera e per favorire l'educazione interculturale e l'educazione letteraria attraverso tale risorsa. Una visione d'insieme innovativa su quanto la canzone possa diventare una risorsa strategica per motivare gli studenti all'apprendimento delle lingue e i docenti a integrare strategicamente tale risorsa all'interno di una didattica delle lingue che risulti facilitante e più motivante per gli studenti.
1991In 8, br. edit. ill. col., pp. 244.Reca sul antip. timbro dell'editore Omaggio per recensioneStato di nuovo.Luogo di pubblicazione FirenzeEditore La Nuova Italia EditriceAnno pubblicazione 1991Collana Didattica viva 191Materia/Argomento Didattica, Linguistica
2016ill., br. Del 'non detto' si fa grande uso. Nei nostri quotidiani scambi verbali, nella comunicazione politica, giornalistica, pubblicitaria, ciò che si dice in modo esplicito rappresenta solo la punta visibile di un'enorme massa di informazioni comunicate in modo implicito. Attraverso una molteplicità di esempi gli autori ci fanno entrare nel mondo sconosciuto e non visibile di ciò che è comunicato senza essere detto, mettendo in luce il ruolo strategico giocato da ciò che viene dato per scontato e ciò che viene lasciato intendere, svelando così gli usi e abusi dei sottintesi.
1954ref. 3127272Utrecht: Editions Spectrum 1954. 36 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2012brossura Secondo l'opinione largamente prevalente nella riflessione contemporanea, il linguaggio è la caratteristica essenziale della natura umana, ciò che rende gli umani unici e imparagonabili con il resto del mondo animale. Alla base di una concezione di questo tipo è la tesi, cara alla tradizione cartesiana, della "differenza qualitativa" tra gli umani e gli altri esseri viventi. Secondo tale tradizione, esplicitamente ripresa nei modelli standard della scienza cognitiva, il linguaggio umano risponde a principi "del tutto diversi" da quelli in gioco nella comunicazione animale al punto da rendere vana qualsiasi forma di confronto. Contro l'approccio neocartesiano oggi imperante, in questo libro si fa appello a una diversa tradizione di pensiero: assumendo che le differenze tra gli umani e gli altri animali debbano essere interpretate in termini di grado e mai di qualità, i due autori propongono un modello del linguaggio in accordo con i principi dell'evoluzione darwiniana e alla base di una prospettiva naturalisticamente fondata della natura umana.
2022br. Dal 1989, anno in cui furono tenute queste lezioni finora inedite, l'incremento della produzione teorica sul tema del tradurre è stato esponenziale, accompagnato dal progressivo fiorire di scuole di specializzazione, corsi universitari, master e via dicendo tesi a consacrarne la dignità di materia di studio autonoma. E tuttavia, a sottolineare una particolare osticità dell'argomento, da sempre refrattario ad essere inquadrato in un sistema di regole, o anche, più umilmente, a una chiara classificazione dei fenomeni linguistici che esso coinvolge, decenni di fermento hanno proposto scarsissime novità. Di contributi teorici che abbiano rivoluzionato i termini del problema non si ha notizia, mentre il traduttore continua ad occupare il gradino più basso fra gli operatori della cultura. Di qui l'attualità e la sorprendente freschezza di queste pagine (la base scritta delle menzionate lezioni, recuperata presso l'Archivio Fortini dell'Università di Siena, e integrata da un ricco apparato informativo e bibliografico), in cui il problema della traduzione viene approfondito da vari punti di vista - quello della critica letteraria, della linguistica, ma anche quello socioeconomico e ideologico-politico. E dato che per Fortini il modo in cui si traduce è un indicatore privilegiato per decifrare l'evoluzione globale di un contesto culturale nel suo insieme, il gran numero di esempi tratti dagli scrittori italiani del Novecento e non solo (soprattutto fra i poeti), ci apre una serie di nuove, insospettate prospettive per una rilettura complessiva della letteratura italiana del secolo appena trascorso. «Ma la conclusione di questi esempi tratti da una esperienza di traduttore vorrebbe non essere autobiografica. Se si crede verisimile che la traduzione possa essere considerata come situata nella serie multicolore delle scritture che si chiamano interpretazioni ermeneutico-critiche, parafrasi esplicative, translitterazioni, imitazioni, parodie, rifacimenti e così via; ossia come atto a un tempo letterario e metaletterario; e se non si dimentica - come le statistiche ci dimostrano - che di fatto la rilevanza ideologico-politica e quindi socioeconomica delle traduzioni è determinante per ogni comunità culturale e politica, ne verrà che il grado di rapporto della traduzione con il sistema della o delle istituzioni letterarie dovrà essere visto come rapporto rivelatore, come indice privilegiato della qualità di relazioni, in un tempo e in una società data, fra le ideologie e le culture in conflitto. Indice privilegiato rispetto ad altre formazioni testuali.» (Franco Fortini). Premessa di Luca Lenzini.
2021brossura Il concetto di traduzione è complesso e abbraccia la quasi totalità degli atti comunicativi manifestando lo strutturale bisogno dell'uomo di interpretare e decodificare la realtà che lo circonda. L'esigenza di comprendere l'Altro e di recuperare un'unità nella terribile e feconda molteplicità delle lingue esistenti è avvertita fin dalle origini, come conferma il celebre passo biblico della Genesi sulla costruzione della Torre di Babele, e attraversa l'intera storia umana intrecciandosi indissolubilmente con il costruirsi e il delinearsi delle varie tradizioni linguistico-culturali. Il testo ripercorre le tappe fondamentali di un dibattito secolare che ha coinvolto linguisti, filosofi, scienziati, teologi, antropologi, sociologi. Un'attenzione particolare è dedicata alla dimensione etica della traduzione, alla sua evoluzione di strumento culturale e di mediazione attraverso il quale si incontra l'Alterità all'interno di uno spazio comunicativo interculturale che si fonda sull'ospitalità delle differenze in esempi pratici e costitutivi della realtà sociale: accogliere lo straniero, dunque, evitando un trasferimento di senso etnocentrico e auto-referente ma, al contrario, mantenendo e garantendo la sua espressività, nel bilanciamento di lingue, culture e linguaggi.