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1953TITOLO: Langue et culture de la France. Histoire du français littéraire des origines à nos jours. AUTORE: Vossler,Ch. CURATORE: Préface et traduction d'Alphonse Juilland. EDITORE: Payot DATA ED.: 1953, COLLANA: Collection Bibliothèque Historique.
2021In-8 (Cm 21 x 14), pp. 428, brossura editoriale illustrata. Collana Biblioteca Universale, 366. COME NUOVO
1983ref. 155962Tübingen, Narr, (1983). M. 1 Portr. X, 521 S. OLwd. Bibliotheksex. m. Rsign. St. a. Tit. Schnitt farb. markiert.
1980ref. 155867Wiesbaden, Steiner, 1980. M. 3 Abb. u. 109 Ktn. XVI, 382 S. OKart. Bibliotheksex. m. Sign. a. Umschl. St. a. Tit. Schnitt farb. markiert. (Zeitschrift Dialektologie u. Linguistik, Beih. N.F. 33)
français Paris, Larousse-Bordas, 1998. In-8 de XVII-427 pp.; cartonnage souple imprimé de l'éditeur. Très bon état.
1990Due volumi (24 cm) di complessive XVII-557 pagine. Brossure editoriali con titolo alle copertine. Ottime condizioni.
1911ref. 194486Leipzig, Deichert, 1911. XII S., 1 Bl., 82 S. OU. Dieser etwas eingerissen. Unt. Rand bestoßen u. teils m. Feuchtigkeitsspur. Unaufgeschn. (Münchener Beiträge zur romanischen und englischen Philologie 53).
1971Note, riferimenti bibliografici ed indici.
ref. 49650P., PUF, 1963, in 8° broché, 262 pages ; cachets de bibliothèque.
1986ref. 151248Tübingen, Niemeyer, 1986. XVI, 296 S. OKart. Bibliotheksex. m. Rsign. Schnitt farb. markiert. St. a. Tit. (Germanistische Linguisitk 64)
1948ref. 1104601Lüneburg, Heliand, (1948). 152 S. (Schriften d. Gesellsch. f. Dt. Sprache 1). OKart. (leicht gebräunt).
ref. 511124Berlin, Akademie-Verlag, 1953. In-4 broché, 229 pp. (Deutsche Akademie der Wissenschaften zu Berlin, Institut für Orientforschung, Veröffentlichung, 12).
ref. 518262Halle, Druck. E. Karras, 1904. In-8 broché, sans couv. tel que paru, [1] f., 87 pp.
1990Whitney, William DwightD'Ovidio, FrancescoVincenzi, Giuseppe Carlo La vita e lo sviluppo del linguaggio. Milano, Biblioteca universale Rizzoli 1990, Copertina in brossura, con lievi segni d'usura. Paginazione brunita. Frontespizio con timbro di appartenenza. Interno in ottime condizioni.XLIV, XX, 448 p. ; 18 cm. Buono (Good) . 448 8817167452
1990ref. 39953BBUppsala, Uppsala Universitet, 1990. Original Flexible Boards with original Dust-jacket. Ex-Library-Copy. Library-Sticker on the Spine. Library-Stamp [dropped out] on Title. Inside otherwise very good Condition. No Markings in the Text! No Underlinings! No private Owner's Note! Cover and Dus (Runrön, Vol. 3).
1983Vol.in 8°bross.edit.208 pp.Ottimo
ref. 505438Freiburg, Paulusdruckerei, 1943. In-8 broché, VIII-124 pp., bibliographie.
1944In 8° br. bella cop. fig. col. pp. 299, buon esemplare
Sugar, Milano, 1989 - In 8°, legat cart edit, pp. XIX+219, ill fotogr bn ft, esemplare ottimo
ref. 506171Berlin, Weidman, 1896. In-8 cart. ordinaire postérieur, dos toile verte, 47 pp., [1] f.
2020ril. La Cina e il suo espansionismo spaventano l'Occidente. Si teme però solo ciò che non si conosce - spiega la sinologa Thekla Chabbi - e l'unico modo per capire il gigante dell'economia globale è avvicinarsi alla sua quintessenza: la lingua. Vero legame identitario, anche al di fuori dei confini nazionali, il cinese riflette le evoluzioni di una cultura millenaria e rappresenta uno strumento di potere fondamentale. Questo saggio avvolge il lettore nelle armonie ritmiche del mandarino, la lingua più parlata al mondo, e lo conduce nella dimensione etica ed estetica degli enigmatici caratteri cinesi, la scrittura più antica dell'umanità ancora in uso. Vengono così raccontati miti e storie, curiosità e aneddoti che svelano l'unicità delle dinastie imperiali e le contraddizioni della Repubblica Popolare di oggi. Con acume e ironia, Chabbi descrive i pregiudizi alla base dell'incontro fra Oriente e Occidente, decostruisce frasi, decifra giochi semantici per sottolineare valori e modalità di pensiero, come ad esempio il particolarissimo concetto di tempo. Molteplici piani di lettura si intersecano in un'architettura solida, in cui grammatica e sintassi svelano la struttura della società, rendendoci parte di una straordinaria ricchezza culturale e di una logica spesso considerata inafferrabile. Così anche il lettore che non sa nulla dell'Asia può calarsi negli abissi della storia cinese, dagli insospettabili riti confuciani alle antiche poesie della dissidenza, dalla corsa agli armamenti alla sorveglianza dei social network, fino alla censura legata all'epidemia del Coronavirus. Unendo passato e presente più di quanto non faccia un'altra lingua occidentale, il cinese riesce a intessere la continuità della Storia nelle storie, singole e potenti, di chi rende viva e attuale la sua eredità millenaria.
2008ill., br. Questo laboratorio raccoglie giochi, esercizi, narrazioni e immagini per sviluppare nei bambini della scuola dell'infanzia e dei primi anni della scuola primaria le abilità fondamentali per l'apprendimento della letto-scrittura. Il libro si struttura in 5 sezioni, ognuna delle quali propone attività per sviluppare una particolare competenza: lessicale (conoscere il significato delle parole), fonologica (saper pronunciare correttamente le parole), sintattica (imparare a costruire le frasi), pragmatica (utilizzare le parole nel giusto contesto per comunicare), narrativa (inventare e raccontare storie).
2021br. Negli anni Novanta la semplificazione del linguaggio amministrativo è stata molto dibattuta da politici, amministratori, giornalisti, ricercatori. Poi l'interesse per il tema si è affievolito, come se il problema, soprattutto nel suo versante concreto della comprensibilità delle comunicazioni delle istituzioni pubbliche, fosse stato risolto. In realtà non è così. Il volume analizza la questione da diverse prospettive: quella descrittiva, con la definizione delle caratteristiche del linguaggio amministrativo; quella storica, soprattutto per quel che riguarda i tentativi di riforma; quella teorica, con il richiamo alle riflessioni su cosa si debba intendere per semplificazione linguistica; quella sociolinguistica, incentrata sul valore del linguaggio amministrativo come modello di prestigio o come "antilingua". Una parte considerevole della trattazione è di carattere operativo: il libro commenta esempi sia positivi sia negativi di testi amministrativi reali, ne propone riscritture, fornisce suggerimenti per una scrittura efficace e discute proposte organizzative per raggiungere l'obiettivo della modernizzazione del linguaggio amministrativo italiano.
2019Sembra incontestabile che il linguaggio serva a comunicare, ma la parola può assolvere anche un'altra funzione: quando è necessario, essa confonde e occulta. Lo sanno gli adulti e i bambini, i filologi e i banditi: tra le facoltà implicite del linguaggio, c'è quella di smontare e ricostruire una lingua per farne un idioma nuovo, sconosciuto, accessibile soltanto a pochi. È dal Quattrocento, in Europa, che si attestano le prime lingue intenzionalmente segrete. Sviluppate da malviventi e briganti, queste si diffusero in tutti i volgari moderni: dal gergo dei banditi francesi al thieves' cant dell'Inghilterra rinascimentale, dal dialetto dei ladri denunciato da Martin Lutero ai furbeschi degli imbroglioni italiani, portoghesi, spagnoli. Ma l'arte di forgiare parole impenetrabili risale molto più indietro nel tempo, e non è sempre stata legata a tali equivoche finalità. In India, nell'antica Grecia e a Roma, in Provenza e in Scandinavia, cantori e scribi si sono appropriati delle lingue intorno a loro e le hanno alterate, non per ingannare, bensì per rivelare e tramandare un'entità sacra: l'idioma degli dèi, del quale i veri maestri – così si diceva – erano i poeti e i sacerdoti. "Lingue oscure" si destreggia tra questi multiformi linguaggi ermetici. Dall'argot criminale al gergo degli spiriti, dal lavoro di Saussure e Jakobson sugli anagrammi e le strutture subliminali nella poesia, fino al codice segreto che il dadaista Tristan Tzara pretendeva di aver scoperto nelle opere di Villon, "Lingue oscure" esplora le arti condivise da furfanti ed enigmisti che seppero giocare a scacchi col suono e col senso delle parole. Autori: Daniel Heller-Roazen. Traduttori: Giuseppe Lucchesini.
2019ill., ril. Questo libro parla di un'invenzione ancora avvolta nel mistero: la scrittura. È ormai quasi sicuro che sia stata concepita da zero più volte nella storia. Ma come si è arrivati a questa rivoluzione? Che cosa ci ha portato a scrivere? Per aiutarci a svelare questo arcano, Silvia Ferrara ci guida alla scoperta delle scritture inventate dal nulla e di quelle rimaste indecifrate fino a oggi, non solo tra i segreti della storia, ma anche nei meandri della nostra mente. Cina, Egitto, Messico, Mesopotamia, Cipro e Creta. Gli enigmi delle isole, la grande macchina delle città e degli imperi. Gli esperimenti sulla scrittura e le invenzioni solitarie, i sistemi ancora indecifrati dell'Isola di Pasqua e della Valle dell'Indo, il manoscritto di Voynich, gli oscuri khipu inca, il disco di Festo e tanti altri. Questo libro è un viaggio nella nostra capacità illimitata di creare storie e simboli, fatto di iscrizioni sibilline, di lampi di genio nel passato, della ricerca scientifica di oggi e dell'eco, vaga e imprevedibile, della scrittura del futuro.