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8vo, pp.xi-144. ex library hardcover, ow good. biblical mystery play in the timeless night of istrael's persecution
2 volumes brochés, 362pp 474pp, collection mémoire
8vo, ril. tela ed. in sovracop. pp.508
8vo grande, ril. ed. tela in sovracoperta, pp. 636, 11 cartine nel testo.
8vo, . 227 x 152 mm. pp.274 The astonishing biography of Josef Ganz, a Jewish designer from Frankfurt, who in May 1931 created a revolutionary small car: the Maikafer (German for "May bug"). Seven years later, Hitler introduced the Volkswagen. The Nazis not only "took" the concept of Ganz's family car--their production model even ended up bearing the same nickname. The Beetle incorporated many of the features of Ganz's original Maikafer, yet until recently Ganz received no recognition for his pioneering work. The Nazis did all they could to keep the Jewish godfather of the German compact car out of the history books. Now Paul Schilperoord sets the record straight. Josef Ganz was hunted by the Nazis, even beyond Germany's borders, and narrowly escaped assassination. He was imprisoned by the Gestapo until an influential friend with connections to Goring helped secure his release. Soon afterward, he was forced to flee Germany, while Porsche, using many of his groundbreaking ideas, created the Volkswagen for Hitler. After the war, Ganz moved to Australia, where he died in 1967.
8vo, br. ed. bandelle. A Gerusalemme il soffio caldo dello Sharav accarezza gli oleandri dei viali, le sinagoghe e le moschee, la vita quotidiana di una città all'apparenza pacifica. Così come sembra serena la vita di due donne, due musiciste, giunte in Israele per tenere un concerto: Elisheva, una famosa violoncellista, e Rachel, la sua allieva prediletta, vengono da New York e resteranno a Gerusalemme solo tre giorni. Per entrambe, però, quello è un viaggio nel passato: Rachel, la più giovane, torna in famiglia, combattuta tra l'affetto per il padre, il senso di colpa (sente di aver tradito le sue aspettative di ebreo ortodosso) e il desiderio di fuggire da lui e dalla sua cultura. Anche la più anziana Elisheva è fuggita da qualcosa, anzi sopravvissuta: al campo di concentramento di Majdanek. E scampata alla morte, ma non ai ricordi che non hanno smesso di ossessionarla un solo giorno. A Gerusalemme incontra il suo figlioccio, Daniel, la cui madre era internata insieme a lei. Daniel, che è diventato un agente del Mossad, le consegna una valigia: all'interno c'è un'arma con cui la musicista vuole uccidere l'uomo noto solo come "Henker", il boia di Majdanek. Fuggito in Sudamerica, Henker si è costruito una nuova identità e proprio in quei giorni è a Gerusalemme con una comitiva di turisti. In un romanzo in cui ogni personaggio presenta la sua verità, Chochana Boukhobza intreccia due storie che segretamente risuonano l'una nell'altra, due storie di ferite mai rimarginate, di promesse fatte ai morti, di vendetta
8vo, br. ed., 377 pages, Until the publication of this remarkably comprehensive history of the Sephardi diaspora, only limited attention had been given to the distinctive Judeo-Spanish cultural entity that flourished in the Balkans and Asia Minor for more than four centuries. Yet the great majority of Sephardi Jews, after their expulsion from Spain in 1492 and subsequently from Portugal, found their way to this region, drawn by the political stability and relatively tolerant rule of the Ottoman Empire, as well as by promising socioeconomic conditions. Esther Benbassa and Aron Rodrigue show how Sephardi society and culture developed in the Levant, sharing language, religion, customs, and communal life as they did nowhere else, both during prosperous times and during the declining fortunes of the seventeenth and eighteenth centuries. The impact of westernization, the end of Ottoman power, and the rise of fragmenting nation-states transformed this vital community in the modern era. And, like many other Jewish communities, the unique Judeo-Spanish culture was dispersed and destroyed by the Holocaust and the migrations of the twentieth century. Sephardi Jewry presents its vivid history in a readable, well-documented narrative
Bross.ed. in-16 - pp. 324 - intr. e note di Fausto Parente
8vo. Prima guerra mondiale. Dopo iI massacro degli Armeni, la furia turca rischia di travolgere anche il popolo d'Israele. È allora che alcuni amici, spinti dall'urgenza di liberare la Palestina, decidono di istituire una rete di spionaggio per appoggiare i liberatori inglesi. Nasce così il N.I.L.I. (acronimo di Netzach Israel Lo Ishakare, La Gloria di Israele non mentirà né si pentirà), dal coraggio di piccoli uomini che, giunti da disparate zone, si erano insediati imparando a convivere pacificamente con gli arabi. A costo della vita stessa, per tutta la durata del conflitto, essi servirono da collegamento fra le truppe del generale Allenby di stanza in Egitto e gli ebrei ostili, trasportando armi, dispacci e informazioni sulla dislocazione del nemico. Aaron Aaronsohn, agronomo e botanico, scomparso in circostanze misteriose; sua sorella Sarah, vera fiamma del N.I.L.I., che quando il gruppo venne denunciato dall'Yishuv (comunità ebraica fedele agli ottomani) si tolse la vita per non tradire i suoi segreti; Absalom Feinberg, Yosef Lishanskye molti altri. Tanto determinante fu il loro ruolo nella vittoria inglese, quanto nullo il merito che fu loro tributato.
8vo grande, br. ed. pp.390.
8vo, cloth on dj, 560pp.During the Second World War, three prominent members of the Frankfurt School--Franz Neumann, Herbert Marcuse, and Otto Kirchheimer--worked as intelligence analysts for the Office of Strategic Services, the wartime forerunner of the CIA. This book brings together their most important intelligence reports on Nazi Germany, most of them published here for the first time. These reports provide a fresh perspective on Hitlers regime and the Second World War, and a fascinating window on Frankfurt School critical theory. They develop a detailed analysis of Nazism as a social and economic system and the role of anti-Semitism in Nazism, as well as a coherent plan for the reconstruction of postwar Germany as a democratic political system with a socialist economy. These reports played a significant role in the development of postwar Allied policy, including denazification and the preparation of the Nuremberg Trials. They also reveal how wartime intelligence analysis shaped the intellectual agendas of these three important German-Jewish scholars who fled Nazi persecution prior to the war. Secret Reports on Nazi Germany features a foreword by Raymond Geuss as well as a comprehensive general introduction by Raffaele Laudani that puts these writings in historical and intellectual context. (ISBN:069113413
8vo: Prima edizione, collezione Biblioteca di cultura, 116. Formato: XVII, 129 p., 21 cm, bross, fascetta editoriale. una macchia sul retro della copertina, altrimenti ottimo.,
8vo, br. ed. bandelle, pp.pp. XX-202, ill. b/n. Giochà è l’eroe, o l’antieroe, di una serie di storie popolari fiorite nel bacino del Mediterraneo e diffuse in particolare nella diaspora giudeo-spagnola e orientale: se le più antiche testimonianze risalgono infatti a racconti arabi anonimi del IX secolo, è nelle famiglie ebraiche di Turchia, Grecia, Jugoslavia, Bulgaria, Israele e Marocco, che si tramandano oralmente, di generazione in generazione, le gesta eroicomiche di questa figura popolare. Giochà è un ragazzo – ma è anche un adulto – che è tutto e il contrario di tutto: intelligente e stupido, furbo e credulone, onesto e disonesto, triste e allegro, povero e ricco, credente e miscredente. Lo si ritrova in ogni situazione possibile: realistica, fantastica, assurda. Non sa comprare nemmeno un pomodoro, ma sa vendere una pecora brutta e magra a un prezzo favoloso. È figlio di un ricco, ma non ha neppure una camicia. Non ha da mangiare, ma nutre gli affamati. Insomma è un saggio, ma di una saggezza che non si riconosce a prima vista. La raccolta di questi racconti, fedelmente trascritti da fonti orali giudeo-spagnole e tradotti in italiano con la cura di conservarne il particolare registro linguistico, ricostruisce il rapporto, tutto speciale, del narratore che parla al suo pubblico, dentificandosi, insieme con lui, nello stesso gruppo, nella stessa etnia, condividendone usi, valori, norme di comportamento.La comicità di queste «storie», spesso basata su fraintendimenti semantici, sull’esecuzione di ordini ricevuti, intesi, scioccamente, nel loro significato letterale, è, a volte, davvero esilarante. Ma Giochà incarna anche il ribelle alle convenzioni sociali, il burlone che si fa gioco di tutto e di tutti, che irride l’autorità, la paura, la morte stessa; e in questa sua incontenibile, clownesca provocazione sta forse l’effetto catartico che contagia il lettore e lo induce a sorridere.
8vo, cart. rig., sovracoperta, edit. pagg. 282, 27 foto f/testo., 23 cm
8vo, 209pp. In Superman Is Jewish Harry Brod reveals the links between Jews and superheroes in a penetrating investigation of iconic comic book figures. He describes how the role of each hero reflects the evolution of the Jewish place in American culture-an alien in a foreign land, like Superman; a figure plagued by guilt for not having saved his family, like Spider-Man; outsiders persecuted for being different (X-Men); a nice, smart guy afraid people wont like him when hes angry (the Hulk). Brod blends humor and sharp observation as he considers these well-known figures overtly and discreetly Jewish characteristics and talks about how their creators-including Jerry Siegel, Joe Shuster, Stan Lee, and Jack Kirby-integrated their Jewish identities and their creativity. His lively guided tour takes us from the Passover Haggadahs exciting action scenes of Mosess superpowers to acclaimed Pulitzer Prize winners and overseas animators. Brod has written and lectured extensively on this fun and provocative topic and through his expertise explores the deeper story of how one immigrant group can influence the larger culture through entertainment and, in the process, see itself in new, more empowering ways. superman ebreo?
8o, brossura con ali, bs., pp.263. A cura e traduzione di Daniela Leoni. Prima edizione italiana
8vo, br. ed. bandelle 22,5 cm. 208 pagine 16 tavole in bianco e nero fuori testo . Una città nelle Alpi, apparentemente tranquilla, si appresta a festeggiare i riti della Pasqua. Il piccolo figlio di Andrea il conciapelli scompare improvvisamente, nonostante le affannose ricerche dei genitori e delle numerose persone coinvolte non se ne trova traccia. Qualche settimana prima, durante la quaresima, un predicatore francescano aveva tuonato dal pulpito profetando che dagli ebrei sarebbe venuta una sciagura. La lotta contro l'usura era la giustificazione della sua accesa ostilità, ma le storie di ebrei malvagi pronti a compiere sacrilegi o a uccidere bambini erano già radicate nell'immaginario popolare. Non passò molto e iniziò a serpeggiare l'idea che si dovesse indagare nella direzione della piccola comunità ebraica e della sua modesta sinagoga. Giunse però la spontanea denuncia di alcuni maggiorenti della comunità che una sera si recarono a dichiarare di aver rinvenuto il corpo esanime del piccolo nella derivazione di una roggia che attraverso una saracinesca portava direttamente l'acqua del fiume negli scantinati all'interno delle loro case. Nonostante la collaborazione il loro arresto avvenne la sera stessa, con l'esclusione di donne e bambini, confinati nei loro domicili. Inizia così una vicenda processuale drammatica che ha visto finire torturati, uccisi e messi al rogo tutti i maschi della piccola comunità ebraica. Ogni cosa è stata meticolosamente registrata negli atti che ancora oggi parlano con dovizia di particolari della tragedia.
8vo, Hardcover in dj, pp.624. . 16.46 x 24.18 cm. escribes how Judaism has been viewed as a dangerous force to be opposed, criticized, attacked and eliminated for centuries, from the Romans' destruction of the Second Temple, through the Inquisition and up to the Holocaust. Questions of how we are Jewish and, more critically, how and why we are not have been churning within the Western imagination throughout its history. Ancient Egyptians, Greeks, and Romans; Christians and Muslims of every period; even the secularists of modernity have used Judaism in constructing their visions of the world. The thrust of this tradition construes Judaism as an opposition, a danger often from within, to be criticized, attacked, and eliminated.
Octavo, glossy paper covers, viii, 406 pp., notes on contributors, index Introduction by the editors. Articles are "The Origins of Anti-Semitism: Ancient Evidence and Modern Interpretations," Nicholas de Lange, "The Lamb and the Scapegoat: The Dehumanization of the Jews in Medieval Propaganda Imagery," Moshe lazar, "Traditional Prejudice and Reigious Reform: The Theological and Historical Foundations of Luther's Anti-Judaism," Jeremy Cohen, "Responses to Anti-Semitism in Midrashic Literature," Pinchas Hacohen Peli, "Jews as Magicians in Reformation Germany," R. Po-chia Hsia, "Stepping Out: The Writing of Difference in Rahel Varnhagen's Letters," Liliane Weissberg, Dualistic Thinking and the Rise of Ontological Antisemitism in Nineteenth-Century Germany: from Schiller's Franz Moor to Wilhelm Raabe's Moses Freudenstein," Walter H. Sokel, 'The Theme of Anti-Semitism in the Work of Austrian Jews," Ruth Kluger, "The Modern Charcater of Nienteenth-Century Russian Antisemitism," Alexander Orbach, Antisemtiism in Crisis Times on the United States: The 1920s and 1930s," Leonard Dinnerstein, "1918 and After: The Role of Racial Antisemitism in the Nazi Analysis of the Weimar Republic," Katz, "anti-semitism and the Killing of Latvia's Jews," Andrew Ezergailis, "The Rhetoric of Anti-Semitism in Postwar American Literature," Guy Stern, "Jewish Writers in Contemporary Germany: The Dead Author Speaks," Gilman, "The Arab World Discovers Anti-Semitism," Bernard Lewis, "The Jews of Iran: Between Shah and Khomeini," David Menashri, "German Reunification and the Jews," Gilman.
8vo, ril. ed. sovracoperta, pp. 670. (Supercoralli). Figlio unico di un commerciante ebreo, Kurt Gerron ha avuto una vita sensazionale: prima studente di medicina, poi attore e regista di fama, tra i più celebri protagonisti del cinema degli anni Venti. Ma la sua carriera è destinata a infrangersi sotto la scure delle leggi razziali: sospeso da ogni incarico, nel 1944 è deportato a Theresienstadt, il ghetto "modello" dietro cui i nazisti celarono a lungo la verità su campi di concentramento. Non solo la sua carriera, ma l'intera esistenza di Gerron sembra giunta alla fine. Finché non riceve un'inaspettata proposta: dirigere un film di propaganda che racconti all'Europa la vita di quella "città". Rifiutare significa morire, accettare vuol dire rendersi complice dei propri aguzzini. E lui accetta, sperando in una possibilità di salvezza. Gli undici giorni di riprese saranno l'occasione per ripercorrere il passato: la guerra, il matrimonio, e soprattutto la carriera, gli incontri - Brecht, Marlene Dietrich, Max Reinhardt -, i film. Fino al drammatico epilogo, assurdo eppure inevitabile: appena terminate le riprese Gerron sarà trasferito ad Auschwitz e ucciso.
8vo. br.cop.fig.a col.con bandelle. Traduz.di D.Leoni. cm.14,5x20, pp.XVIII,172, Coll.di Narrativa,24.
8vo, br. ed. "Preghiamo anche per i perfidi giudei", così recita nel venerdì santo il Missale romanum di Pio V, pubblicato nel 1570, sintetizzando l'immagine degli ebrei nella liturgia latina. Stanno qui le radici di uno stereotipo antisemita che le traduzioni in volgare dei testi liturgici introiettano nella mentalità cattolica. Ma dal tardo Settecento la cultura cattolica comincia a interrogarsi su questo "insegnamento del disprezzo" trasmesso dal culto pubblico e ufficiale della chiesa. Gli eventi culminati nella Shoah avviano poi un decisivo confronto con la storia, portando a un riesame del rapporto con gli ebrei. Lo testimoniano tormentati rifacimenti della preghiera del venerdì santo da Giovanni XXIII fino ai nostri giorni.