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8vo, ril. ed. sovracop. 811pp. gli ultimi due secoli di storia della comunità ebraica romana, la più numerosa e antica d'Italia, sono caratterizzati dai profondi - e talvolta drammatici - mutamenti nelle relazioni fra la maggioranza cristiana della Città Eterna e questa piccola minoranza, che, nel volgere di convulsi decenni, ha conosciuto l'emarginazione e l'inclusione, l'integrazione e, in seguito, la discriminazione e lo sterminio. Nella prima metà dell'Ottocento, i timidi segnali di emancipazione degli ebrei visibili nelle società europee più avanzate si manifestano anche a Roma, dove per una breve stagione la repubblica si sostituisce al dominio pontificio. E solo dopo l'unità d'Italia che nella nuova capitale del regno si avverte chiaramente un'impetuosa ondata di cambiamento: gli ebrei iniziano a partecipare con grande passione alla costruzione del Paese che, in virtù del tributo di sangue da essi versato sui campi di battaglia del Risorgimento e della Grande Guerra, considerano a pieno titolo la loro patria. La Chiesa di Roma, tuttavia, sconfitta ma non rassegnata, addebitando l'oltraggio di Porta Pia a un complotto di forze anticattoliche rilancia la propaganda antigiudaica e rinnova contro gli ebrei le tradizionali accuse di deicidio e di omicidio rituale, fornendo argomenti e alibi sia ai ricorrenti episodi di violenza antigiudaica sia all'antisemitismo moderno, che condanna senza appello l'ebreo alla sua presunta identità razziale, negandogli ogni reale possibilità di assimilazione. Esito e culmine di questa martellante campagna d'odio è la pagina nera - vergognosa e incancellabile - delle cosiddette «leggi razziali», promulgate dal regime fascista nel 1938 come atto di adesione all'ideologia del Terzo Reich hitleriano, che sanciscono l'esclusione degli ebrei dal corpo vivo della società italiana. Accolte dapprima con indifferenza e senza un'esplicita protesta della Santa Sede, dopo l'8 settembre 1943 tali leggi spianano la strada alla deportazione ad Auschwitz e alla morte di oltre 2000 ebrei romani. E anche se molti italiani e una parte del clero si riscattano, creando a proprio rischio e pericolo una vasta rete di solidarietà a favore dei perseguitati in fuga, molte ombre continuano a gravare sul silenzio di Pio XII (a cui Riccardo Calimani dedica un'ampia e lucida analisi), che non condannò mai apertamente lo sterminio, pur essendone informato da diversi prelati dei Paesi in cui venne perpetrato. La segreta, ma ferma speranza dell'autore è che questo racconto «sia fonte di ispirazione, affinché tutti i popoli, nessuno escluso, in ogni parte del mondo, sappiano trovare la via della concordia e della giustizia, e possano vivere insieme su questa terra, se non con gioia, almeno in pace fra loro.
8vo, br. ed. - 158 pagine
8vo, br. ed. Enclosure marshals bold new and persuasive arguments about the ongoing dispossession of Palestinians. Revealing the Israel-Palestine landscape primarily as one of enclosure, geographer Gary Fields sheds fresh light on Israel s actions. He places those actions in historical context in a broad analysis of power and landscapes across the modern world. Examining the process of land-grabbing in early modern England, colonial North America, and contemporary Palestine, Enclosure shows how patterns of exclusion and privatization have emerged across time and geography. That the same moral, legal, and cartographic arguments were copied by enclosers of land in very different historical environments challenges Israel s current rationale as being uniquely beleaguered
16mo, br. ed.
8vo, pp.303. Quando i tedeschi occupano la Boemia e la Moravia, nel marzo 1939, Zdenka Fantlová ha 17 anni. Nonostante le discriminazioni che i nazisti impongono da subito agli ebrei, cerca di vivere normalmente la sua vita. Fino a quando il padre viene deportato a Buchenwald: Zdenka non lo rivedrà più. Nel 1942 viene deportata, insieme alla famiglia e al fidanzato Arno, a Terezín, un campo di concentramento a nord-ovest di Praga. Mentre Arno viene spedito in un campo a est, Zdenka vi rimane fino al 1944, quando viene «trasferita» ad Auschwitz: lei e la sorella Lydia sopravvivono alle selezioni, la madre no. Ma a questo punto le sorti della guerra si sono ribaltate, i russi incalzano e cominciano le terribili «marce della morte» verso ovest. Zdenka e Lydia transitano così da Kurzbach e poi dal famigerato campo di Gross-Rosen. E poi sono di nuovo «spostate» a Mauthausen e infine a Bergen-Belsen. Qui, dopo la morte della sorella, Zdenka viene infine liberata dagli inglesi, unica sopravvissuta della sua famiglia. Oggi, a 95 anni, Zdenka è impegnata a portare la sua testimonianza in giro per il mondo, perché tutto ciò che lei ha vissuto non sia dimenticato.
1967pp.xx-233, cloth in dj, vg. author, a Jewish philosopher, Biblical commentator and Hebrew grammarian who lived in France in the late 12th or early 13th century, added his own narrative details to the traditional stories, using every opportunity to introduce Biblical quotations and allusions and use the language and lessons of the Old Testament, orchestrating the change which these fables underwent when viewed in the mirror of Hebrew culture. This edition consists of 119 fables. First published, 1967.
8vo, br. pp. 329, cartes, illustr. en français. la storia di una comunità pugliese convertitasi all'ebraismo. conversion to judaism of an italian village from Puglia.
8vo gr. pp. XXVIII-656, con 124 illustrazioni fotografiche su tavv. f. testo Tela editoriale, sovrac. illustrata, acetato trasp., fascetta editoriale Importante testo di storiografia spagnola. Prima edizione italiana
8vo, br. ed. 190pp. Fra il 1875 e il 1914 sbarcarono a Buenos Aires più di cinque milioni di stranieri. Molti di questi immigrati erano ebrei provenienti dai più disparati luoghi dell'Europa orientale. Dalla fusione di tutte le culture che in quel paese si erano incontrate nasceva il tango. L'apporto degli ebrei a questa avventura collettiva ha contribuito a fare di questo ballo-canzone un'arte universale. Gli ebrei lottarono duramente per integrarsi in Argentina, paese in cui i sentimenti antisemiti erano largamente diffusi. Per molti di loro il tango, musica e danza scandalosa per la borghesia "porteña", fu un mezzo di assimilazione e non è un caso se entrambi ebbero come comuni nemici sia i militari golpisti, che i movimenti fascisti.
12mo, The Jewish joke is as old as Abraham, and like the Jews themselves it has wandered over the world, learned countless new languages, worked with a range of different materials, been performed in front of some pretty hostile crowds, but still retained its own distinctive identity. So what is it that animates the Jewish joke? Why are Jews so often thought of as funny ? And how old can a joke get? The Jewish Joke is a brilliant - and very funny - riff on Jewish jokes, about what marks them apart from other jokes, why they are important to Jewish identity and how they work. Ranging from self-deprecation to anti-Semitism, politics to sex, it looks at the past of Jewish joking and asks whether the Jewish joke has a future. With jokes from Woody Allen, Lena Dunham and Jerry Seinfeld, as well as Freud and Marx (Groucho mostly), this is both a compendium and a commentary, light-hearted and deeply insightful.
8vo, br. ed. pp.140. Nell'antitesi tra il collettivismo della società di massa - sostrato imprescindibile dei totalitarismi della prima metà del Novecento - e il suo individualismo atomizzato, Martin Buber coglie il segno più visibile della crisi dell'umano. Muovendo da qui, il volume ripercorre le diverse stazioni dell'agire e del pensiero politico del filosofo ebreo-tedesco: il suo difficile legame con il movimento sionista; l'amicizia con Gustav Landauer; il rifiuto del comunismo sovietico, cui egli contrappone la ricerca di un socialismo religioso e utopico; la resistenza spirituale buberiana negli anni del nazionalsocialismo; il suo instancabile impegno per il dialogo e la riconciliazione, tanto con la Germania posthitleriana quanto all'interno del conflitto arabo-israeliano. Al tempo stesso, vengono ricostruite le invarianti strutturali del discorso politico-sociale buberiano: la comunità, la società, lo Stato.
3 vols., 387; 393; 358p., illus., facsimiles, bibl., index, wrps. (Fuentes para el Estudio del Romancero. Serie Sefardi; I, II & III) Tomo I: Catalogo de Textos A-K. Tomo II: Catálogo de Textos L-DD. Tomo II: Transcripciones musicales editadas por Israel J. Katz; Antología - Indices. clear taped spines, library labels and stamps, ow. a vg copy. heavy: international customers please inquire on shipping. Ex-Library
br. ed. 315pp. Prima di morire Mosè pronuncia il suo discorso più importante, che contiene una riflessione politica rivoluzionaria, incentrata sul rapporto tra religione, potere e forza. L'ultimo discorso è l'eredità che lascia al popolo d'Israele per affrontare il futuro in assenza della sua voce profetica; un messaggio etico che indica la via per gestire quelle responsabilità politiche di cui un leader e un popolo dovranno farsi carico. Sulla scia di grandi pensatori come Freud e Buber, Micah Goodman affronta il personaggio Mosè da una prospettiva inedita, basata su una sorprendente conoscenza delle fonti e un'ispirata vicinanza emotiva, costruendo così un testo originale e profondo nel quale l'esegesi biblica diventa un messaggio politico, un monito quanto mai attuale.
8vo, br. ed. 160pp. II 1° aprile 1882 nella cittadina ungherese di Tisza Eslar scompare Esther Solymosi, una giovane contadina cristiana. È il sabato che precede la Pessach, la Pasqua ebraica e, per l'antico pregiudizio del sangue, la piccola comunità ebraica locale viene ingiustamente accusata di omicidio rituale. Moritz Scharf, un ragazzo ebreo, è il teste chiave del processo. Sotto tortura testimonia di aver assistito dal buco della serratura della sinagoga a un rito di sangue per il quale è stata sacrificata Esther Solymosi. Il rischio è che il mito del sangue nel tribunale di Nyíregyhàza si confonda con la storia.
16mo, br. ed. 77pp. Gennaio 1933: Adolf Hitler viene nominato cancelliere e adotta una serie di provvedimenti volti a instaurare un regime totalitario e spiccatamente antisemita. Lion Feuchtwanger e Arnold Zweig, celebri scrittori ebreo-tedeschi, si trovano all'estero e decidono di non tornare in Germania. Continueranno però a riflettere su temi come la storia, la cultura e l'identità ebraiche. I due saggi contenuti ne "Il compito degli ebrei" che, pubblicati a Parigi in quello stesso fatidico 1933, vengono proposti ora al lettore italiano si inseriscono perfettamente nella medesima tradizione di pensiero rivelandosi nel contempo assai stimolanti e stilisticamente pregevoli. Ciò vale per il contributo di Feuchtwanger, secondo il quale il nazionalismo ebraico, in quanto fenomeno cosmopolita ed esclusivamente culturale, sarà in grado di arricchire in misura determinante un mondo ormai senza frontiere, come per il breve saggio di Zweig, il quale prende in esame l'insopprimibile volontà di esprimersi che aveva contraddistinto l'attività di tanti artisti provenienti dalle comunità ebraiche dell'Europa orientale e i risultati prodotti nei diversi ambiti artistici.
16mo, br. ed.
large 8vo, as new cloth in dj with a repaired tear (no loss), 864 pp. Written by 118 scholars in the field, the book is arranged chronologically, moving from the 11th century to the present. Throughout, it depicts the contribution that Jewish writers have made to German culture and at the same time explores what it means to the "other" within that mainstream culture. The contributors view German-Jewish literature as a historical and cultural phenomenon from a wide array of critical perspectives. Many essays focus on significant social and political events that affected the relationship between Germans and Jews: others concentrates on a particular genre, author, group of writers, cultural debate, or literary movement. Entries include an account of the Crusades in 1076, a treatment of Jewish mysticism in the Renaissance, a 17th-century memoir by a woman, the description of a meeting between Heinrich Heine and Karl Marx in 1843 and discussions of works by such luminaries as Sigmund Freud, Arthur Schnitzler, Joseph Roth, Martin Buber, Walter Benjamin, Elias Canetti, Hermann Broch, Hannah Arendt, Theodor Adorno and Peter Weiss. heavy will require extra shipping for international customers.
16mo, br. ed. 206pp. Le "Melodìe ebraiche", scritte da Heinrich Heine (1797-1856) quando era ormai prostrato dalla malattia, concludono il "Romanzero", la sua ultima raccolta poetica, e rappresentano per certi versi il suo testamento spirituale nonché l'omaggio alla religione dei padri. In quest'opera il poeta cerca di far rivivere il mondo, che tanto lo affascinava, degli ebrei spagnoli nell'epoca aurea della cultura ebraica entro la sfera intellettuale araba. Le "Melodie ebraiche" rappresentano pertanto una sorta di approdo spirituale dopo i tentativi di sganciarsi, attraverso la conversione, dal mondo ebraico, sentito come ostacolo alla piena integrazione nella società e nella cultura tedesca. Cantando i poeti ebrei di Spagna Heine riesce a ridare voce a una tradizione millenaria. Sarà dunque proprio il linguaggio della poesia il luogo privilegiato in cui l'ebraismo di Heine troverà una "patria" e un rifugio. Il saggio introduttivo di Liliana Giacoponi si sofferma in particolare su un'identità scissa tra ebraismo e germanesimo, mostrando come il rapporto complesso con l'ebraismo, a partire dall'opera giovanile "Almansor" del 1820 e dal "Rabbi di Bacharach" (già iniziato negli anni fra il 1824 e il 1826 ma pubblicato solo nel 1840), caratterizzi comunque l'opera di Heine. La traduzione di Giorgio Calabresi qui utilizzata è accompagnata da un apparato di note che permette di ricostruire, in maniera meticolosa, il contesto in cui si muove l'autore.
8vo, br. ed. pp413. "Ciò che mi spaventa è che pian piano il tempo vada avvolgendo tutto in una polvere sottile che smussa i contorni, spegne i colori. Anche la più fedele delle fotografie ingiallisce e s’accartoccia agli angoli [...]. Dal passato più lontano invece, se sei disposta a scavare nel profondo, puoi far emergere ricordi spezzati, magari a lembi e brandelli ma netti, addirittura vivi. Forse la memoria sa davvero ciò che deve conservare.” Così riflette Frida, che vive in una casa di riposo a Tel Aviv ma non ha nulla della vecchietta stanca e rassegnata: con tenacia e humour scava nel passato per raccontarci il suo viaggio, piccolo tassello della grande storia che ci riguarda tutti. Poco più che bambina, rimasta sola con la sorella Abigail in uno sperduto villaggio dell’Asia centrale, Frida trova salvezza a Bukhara, in casa del ricco mercante Asherov, ebreo come loro. Ma anche nell’Uzbekistan sovietico la sorte si volge contro gli ebrei, e le due sorelle insieme alla loro famiglia acquisita cominciano un’avventurosa e amara aliyah, che attraversa l’Iran, l’Afganistan e l’India, giunge alla Palestina degli anni ’40 per ripartire ancora verso l’Italia. Attingendo a una testimonianza di vita vissuta e mescolandola con una fantasia accesa e nutrita di letture, Franca Cancogni racconta il destino di una famiglia ebrea del Novecento secondo percorsi sorprendenti e ridà vita a un mondo duro eppure ancora aperto a molti futuri possibili. Questo romanzo pieno di giovinezza e di speranze di pace scritto da un’autrice nei suoi novant’anni è come un non, il “pane del ritorno”, posto in Uzbekistan all’ingresso di casa per offrirlo a chi intraprende un lungo viaggio, perché lo assaggi e un giorno torni a mangiarne il resto. Nata a Roma nel 1920, sorella dello scrittore Manlio insieme al quale scrisse nel 1978 il romanzo Adua, Franca Cancogni Violani ha lavorato come sceneggiatrice e firmato decine di traduzioni, tra cui quelle di Joyce, D.H. Lawrence e Conrad per Einaudi.
8vo, br,. ed. pp.400, br.cop.fig.con bandelle. Coll.Biblioteca di Storia
8vo hardcover. Dustjacket. 256 pp.- This biography of Walther Rathenau (1867-1922) tells of a man who-both thoroughly German and unabashedly Jewish-rose to leadership in the German War-Ministry Department during the First World War, and later to the exalted position of foreign minister in the early days of the Weimar Republic. His achievement was unprecedented-no Jew in Germany had ever attained such high political rank. But Rathenau's success was marked by tragedy: within months he was assassinated by right-wing extremists seeking to destroy the newly formed Republic. Drawing on Rathenau's papers and on a depth of knowledge of both modern German and German-Jewish history, Shulamit Volkov creates a finely drawn portrait of this complex man who struggled with his Jewish identity yet treasured his "otherness." Volkov also places Rathenau in the dual context of Imperial and Weimar Germany and of Berlin's financial and intellectual elite. Above all, she illuminates the complex social and psychological milieu of German Jewry in the period before Hitler's rise to power.English text. Condition : as new.
8vo, br, ed. xxvii,484 pp., Translated and edited by Hans H. Gerth and Don Martindale. Contents: Preface; The Natural and Cultural Background of Ancient Judaism: The Social Structure and its Setting; The Gerim and the Ethic of the Patriarchs; The Covenant and Confederacy: The Social Laws of the Israelite Legal Collections; Warfare and War Prophecy; Social Significance of the War God of the Confederacy; Priesthood, Cult, and Ethics: Culthic Peculiarities of Yahwism; Priests and the Cult Monopoly of Jerusalem; Forms of Israelite Intellectuality in the Pro-Prophetic Era; Ethics and Eschatology of Yahwism; Intercultural Relations in Pre-Exilic Ethics; The Establishment of the Jewish Pariah People; The Ethic and Theodicy of the Prophets; The Pariah Community; The Exile; Suplement: The Pharisees: Sects and Cults of the Post-Exile Period; Judaism and Early Christianity. Trans. Hans H. Gerth and Don Martindale. First ed Trade Paperback. Out of Print. Book in very good condition, without dust jacket "According to Weber, the world historical importance of Judaism is not exhausted by the fact that it fathered Christianity and Islamism. It compares in historical significance to Hellenic intellectual culture, Roman law, the Roman Catholic church resting on the Roman concept of office, the medieval estates, and Protestantism." 484 pages ISBN: 0029341302 .