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8vo, cloth on dj, 560pp.During the Second World War, three prominent members of the Frankfurt School--Franz Neumann, Herbert Marcuse, and Otto Kirchheimer--worked as intelligence analysts for the Office of Strategic Services, the wartime forerunner of the CIA. This book brings together their most important intelligence reports on Nazi Germany, most of them published here for the first time. These reports provide a fresh perspective on Hitlers regime and the Second World War, and a fascinating window on Frankfurt School critical theory. They develop a detailed analysis of Nazism as a social and economic system and the role of anti-Semitism in Nazism, as well as a coherent plan for the reconstruction of postwar Germany as a democratic political system with a socialist economy. These reports played a significant role in the development of postwar Allied policy, including denazification and the preparation of the Nuremberg Trials. They also reveal how wartime intelligence analysis shaped the intellectual agendas of these three important German-Jewish scholars who fled Nazi persecution prior to the war. Secret Reports on Nazi Germany features a foreword by Raymond Geuss as well as a comprehensive general introduction by Raffaele Laudani that puts these writings in historical and intellectual context. (ISBN:069113413
8vo, br. ed., 377 pages, Until the publication of this remarkably comprehensive history of the Sephardi diaspora, only limited attention had been given to the distinctive Judeo-Spanish cultural entity that flourished in the Balkans and Asia Minor for more than four centuries. Yet the great majority of Sephardi Jews, after their expulsion from Spain in 1492 and subsequently from Portugal, found their way to this region, drawn by the political stability and relatively tolerant rule of the Ottoman Empire, as well as by promising socioeconomic conditions. Esther Benbassa and Aron Rodrigue show how Sephardi society and culture developed in the Levant, sharing language, religion, customs, and communal life as they did nowhere else, both during prosperous times and during the declining fortunes of the seventeenth and eighteenth centuries. The impact of westernization, the end of Ottoman power, and the rise of fragmenting nation-states transformed this vital community in the modern era. And, like many other Jewish communities, the unique Judeo-Spanish culture was dispersed and destroyed by the Holocaust and the migrations of the twentieth century. Sephardi Jewry presents its vivid history in a readable, well-documented narrative
Traduzione di Mantovani V. 8vo; br., pp. 164, cm 14,5x22. (I Narratori). Etgar Keret racconta sette anni della sua vita a Tel Aviv: la nascita del figlio, la storia della sorella ultraortodossa e dei suoi undici figli, i tassisti irascibili, i genitori superstiti dell'Olocausto, le movimentate tournée letterarie. e l'atteggiamento non banale da assumere quando suona la sirena dell'allarme antiaereo. Etgar Keret ci offre in queste cronache intime una sorprendente radiografia dei suoi contemporanei, un condensato di vita, humour ed emozione
8vo Dionigi Albera, Maria Couroucli, While devotional practices are usually viewed as mechanisms for reinforcing religious boundaries, in the multicultural, multi-confessional world of the Eastern Mediterranean, shared shrines sustain inter-communal and inter-religious contact among groups. Heterodox, marginal, and largely ignored by central authorities, these practices persist despite aggressive, homogenizing nationalist movements. This volume challenges much of the received wisdom concerning the three major monotheistic religions and the "clash of civilizations." Contributors examine intertwined religious traditions along the shores of the Near East from North Africa to the Balkans.
réf. BN607792Sixth and Seventh Books of Moses: Moses' Magical Spirit-art Known as the Wonderful Arts of the Wise Hebrews Paperback Jun 01 1986 Sixth and Seventh Books of Moses: Moses' Magical Spirit-art Known as the Wonderful Arts of the Wise Hebrews Paperback Jun 01 1986 Sixth and Seventh Books of Moses: Moses' Magical Spirit-art Known as the Wonderful Arts of the Wise Hebrews Paperback Jun 01 1986 paperback
8vo. Prima guerra mondiale. Dopo iI massacro degli Armeni, la furia turca rischia di travolgere anche il popolo d'Israele. È allora che alcuni amici, spinti dall'urgenza di liberare la Palestina, decidono di istituire una rete di spionaggio per appoggiare i liberatori inglesi. Nasce così il N.I.L.I. (acronimo di Netzach Israel Lo Ishakare, La Gloria di Israele non mentirà né si pentirà), dal coraggio di piccoli uomini che, giunti da disparate zone, si erano insediati imparando a convivere pacificamente con gli arabi. A costo della vita stessa, per tutta la durata del conflitto, essi servirono da collegamento fra le truppe del generale Allenby di stanza in Egitto e gli ebrei ostili, trasportando armi, dispacci e informazioni sulla dislocazione del nemico. Aaron Aaronsohn, agronomo e botanico, scomparso in circostanze misteriose; sua sorella Sarah, vera fiamma del N.I.L.I., che quando il gruppo venne denunciato dall'Yishuv (comunità ebraica fedele agli ottomani) si tolse la vita per non tradire i suoi segreti; Absalom Feinberg, Yosef Lishanskye molti altri. Tanto determinante fu il loro ruolo nella vittoria inglese, quanto nullo il merito che fu loro tributato.
1889Placchetta, in -8°, 16 pp. più tre tavole riproducenti caratteri tipografici ebraici e musicali.
2 volumi, tela ed. in sovracoperta e cofanetto. XXIII+951 e 97 ill-;XXVI+897 e 44 ill. Il primo e il secondo dei due volumi che ricostruiscono la storia degli ebrei nella penisola italiana dal Medioevo fino ai giorni nostri: gli insediamenti, l'identità, la cultura, le attività economiche, i rapporti con la Chiesa, la vita nei ghetti. il vol. Ii A partire dall'emarginazione e dalla chiusura dei ghetti (processi che terminano solo a metà Ottocento) gli ebrei italiani acquisiscono finalmente uno status di cittadini "normali", il che accellera il processo di piena integrazione nella nascente società civile dell'Italia unita. Ma sul finire del secolo, un fenomeno di segno uguale e contrario rilancia l'idea della specificità ebraica: nasce il sionismo, e con esso il sogno di una patria ben diversa da quella di adozione. Proprio quando l'elaborazione dei temi sionistici sembra matura, la tragedia del fascismo e del nazismo segna una frattura irrimediabile con il passato, che prelude alla creazione dello stato di Israele e alle sue vicissitudini del dopoguerra
8vo, ril. ed. sovracop. 811pp. gli ultimi due secoli di storia della comunità ebraica romana, la più numerosa e antica d'Italia, sono caratterizzati dai profondi - e talvolta drammatici - mutamenti nelle relazioni fra la maggioranza cristiana della Città Eterna e questa piccola minoranza, che, nel volgere di convulsi decenni, ha conosciuto l'emarginazione e l'inclusione, l'integrazione e, in seguito, la discriminazione e lo sterminio. Nella prima metà dell'Ottocento, i timidi segnali di emancipazione degli ebrei visibili nelle società europee più avanzate si manifestano anche a Roma, dove per una breve stagione la repubblica si sostituisce al dominio pontificio. E solo dopo l'unità d'Italia che nella nuova capitale del regno si avverte chiaramente un'impetuosa ondata di cambiamento: gli ebrei iniziano a partecipare con grande passione alla costruzione del Paese che, in virtù del tributo di sangue da essi versato sui campi di battaglia del Risorgimento e della Grande Guerra, considerano a pieno titolo la loro patria. La Chiesa di Roma, tuttavia, sconfitta ma non rassegnata, addebitando l'oltraggio di Porta Pia a un complotto di forze anticattoliche rilancia la propaganda antigiudaica e rinnova contro gli ebrei le tradizionali accuse di deicidio e di omicidio rituale, fornendo argomenti e alibi sia ai ricorrenti episodi di violenza antigiudaica sia all'antisemitismo moderno, che condanna senza appello l'ebreo alla sua presunta identità razziale, negandogli ogni reale possibilità di assimilazione. Esito e culmine di questa martellante campagna d'odio è la pagina nera - vergognosa e incancellabile - delle cosiddette «leggi razziali», promulgate dal regime fascista nel 1938 come atto di adesione all'ideologia del Terzo Reich hitleriano, che sanciscono l'esclusione degli ebrei dal corpo vivo della società italiana. Accolte dapprima con indifferenza e senza un'esplicita protesta della Santa Sede, dopo l'8 settembre 1943 tali leggi spianano la strada alla deportazione ad Auschwitz e alla morte di oltre 2000 ebrei romani. E anche se molti italiani e una parte del clero si riscattano, creando a proprio rischio e pericolo una vasta rete di solidarietà a favore dei perseguitati in fuga, molte ombre continuano a gravare sul silenzio di Pio XII (a cui Riccardo Calimani dedica un'ampia e lucida analisi), che non condannò mai apertamente lo sterminio, pur essendone informato da diversi prelati dei Paesi in cui venne perpetrato. La segreta, ma ferma speranza dell'autore è che questo racconto «sia fonte di ispirazione, affinché tutti i popoli, nessuno escluso, in ogni parte del mondo, sappiano trovare la via della concordia e della giustizia, e possano vivere insieme su questa terra, se non con gioia, almeno in pace fra loro.
8vo, ril. ed. in sovracop- Una storia della diaspora sefardita, la minoranza ebrea spagnola che, cacciata dalla penisola iberica all'indomani della scoperta dell'America, si insediò nei territori dell'Impero Ottomano, nei Balcani e in Asia minore. E lì si è sviluppata mischiando lingua, tradizioni, costumi e vita sociale con l'Islam mediterraneo. L'Impero Ottomano era un contesto multietnico e multiculturale in cui lingue, religioni e modelli economici e sociali si integravano e in cui gli ebrei, così come greci e armeni, godevano di ampie autonomie e funzionavano di fatto come uno stato nell'Impero, sotto la guida dei rabbini e dei notabili. La nascita di nuovi Stati con forte identità nazionale su base etnica segnerà la fine di quella fase e l'inizio delle persecuzioni. esaurito fuori catalogo. firma di app. altrimenti come nuovo.
8vo, tela ed. in sovracoperta, pp.710. L'ebraismo ha mantenuto invariata la sua fortissima identità nonostante le innumerevoli forme e credenze che hanno costellato il suo corso millenario. Il libro di Martin Goodman offre la prima storia complessiva della sua nascita, della sua evoluzione e delle sue diverse correnti e tradizioni. Dalle origini della religione ebraica nel mondo politeistico del secondo e primo millennio al culto del tempio d'epoca cristiana, Storia dell'ebraismo racconta le vicende di rabbini, mistici e messia medievali e agli albori dell'età moderna, descrive le varietà religiose contemporanee dall'Europa alle Americhe, dall'Africa all'India e alla Cina, così come le istituzioni e le idee sulle quali si fonda ogni forma di ebraismo. Intrecciando i diversi fili del dibattito filosofico e dottrinario che attraversa tutta la sua storia, questo libro, autorevole e coinvolgente insieme, restituisce la cronaca di una tradizione fondamentale per l'eredità spirituale umana.
8vi, ril in sovracop. pp. 240. Un'indagine sull'unica unità combattente che nella Seconda guerra mondiale vide tra le sue file ebrei della Palestina. Un libro che è, al contempo, la riscoperta di una vicenda vera, ma mai raccontata sul serio, e una riflessione sull'uso pubblico e politico della storia. La Brigata ebraica fu una brigata inquadrata nell'esercito britannico, nata nel 1944 per operare in Italia, composta soprattutto (ma non solo) da ebrei, molti dei quali provenienti dalla Palestina. Questo libro è importante per almeno due ragioni. In primo luogo non vi è sostanzialmente nessun lavoro storiografico su questa vicenda straordinaria: gli ebrei d'Europa, durante la Shoah, trovano un'occasione di riscatto a guerra ancora in corso, combattendo contro i nazifascisti nel teatro bellico italiano. In secondo luogo, in Italia, negli ultimi anni, la presenza della Brigata ebraica nelle manifestazioni del 25 aprile è stata occasione di forte conflitto, tra comunità ebraiche e simpatizzanti di sinistra filopalestinesi. Spesso, nell'ambito di questa diatriba, si sostengono tesi storiograficamente errate sia sulla Brigata ebraica sia sul legame negli anni Quaranta tra palestinesi e nazismo. È il momento di riformulare questo dibattito – in modo pacato – partendo da fatti concreti e non da leggende militanti. La Brigata ebraica – Jewish Brigade Group – fu l'unica unità combattente che vide tra le sue file ebrei di Palestina. Si batté in Italia, e solo in Italia. Perché un libro sulla Brigata ebraica? Prima di tutto perché la vicenda è di estremo interesse. La nascita della Brigata ebraica, il suo impiego operativo, la sua eredità militare e morale si intrecciano con una serie di fatti storici e di questioni storiografiche di grande rilevanza. La storia della Brigata ebraica getta nuova luce su queste vicende e permette di guardare a tali questioni da un punto di vista inconsueto. Tra questi temi si devono annoverare: la storia della Palestina negli anni Trenta e Quaranta; la storia del sionismo; il rapporto tra fascismo e mondo islamico. Inoltre la Brigata ebraica ha fatto notizia negli ultimi anni a causa delle polemiche sorte per la presenza di manifestanti che hanno sfilato con le sue bandiere, bianche e blu con la Stella di Davide, dunque le bandiere di Israele, al corteo del 25 aprile, festa della Liberazione. Questo libro parla quindi della "riscoperta" della Brigata ebraica, e di come la sua storia sia stata pubblicizzata da alcuni gruppi di pressione che sono una componente importante dell'ebraismo italiano. Si discute anche degli attacchi alla Brigata che sono arrivati da altri gruppi. Entrambe queste posizioni sono analizzate con attenzione come casi esemplari di un uso pubblico e politico della storia.
8vo grande, br. ed. pp.390.
8vo tela, sopracoperta, edit. pagg. XVI-366, ill. f/testo., 21 cm 12 BELLISSIME TAVOLE FUORI TESTO. 7 CARTINE E 3 GRAFICI NEL TESTO. TRACCE D'USO E LEGGERI STRAPPI ALLA sovracop. VECCHIO TIMBRO ALLA PRIMA CARTA BIANCA , macchie al dorso, altrimenti ottimo.
In 8° 192 pp. Prima edizione. Ampia e non comune documentazione, moltissime riproduz. a colori di lettere, buste, cartoline, francobolli, timbri, documenti, ecc. Con interess. notizie e commenti. Testo italiano e inglese, glossario e bibliografia. Bross.ed., cop.ill. Ottimo, come nuovo
8vo, br. ed. bandelle, pp.pp. XX-202, ill. b/n. Giochà è l’eroe, o l’antieroe, di una serie di storie popolari fiorite nel bacino del Mediterraneo e diffuse in particolare nella diaspora giudeo-spagnola e orientale: se le più antiche testimonianze risalgono infatti a racconti arabi anonimi del IX secolo, è nelle famiglie ebraiche di Turchia, Grecia, Jugoslavia, Bulgaria, Israele e Marocco, che si tramandano oralmente, di generazione in generazione, le gesta eroicomiche di questa figura popolare. Giochà è un ragazzo – ma è anche un adulto – che è tutto e il contrario di tutto: intelligente e stupido, furbo e credulone, onesto e disonesto, triste e allegro, povero e ricco, credente e miscredente. Lo si ritrova in ogni situazione possibile: realistica, fantastica, assurda. Non sa comprare nemmeno un pomodoro, ma sa vendere una pecora brutta e magra a un prezzo favoloso. È figlio di un ricco, ma non ha neppure una camicia. Non ha da mangiare, ma nutre gli affamati. Insomma è un saggio, ma di una saggezza che non si riconosce a prima vista. La raccolta di questi racconti, fedelmente trascritti da fonti orali giudeo-spagnole e tradotti in italiano con la cura di conservarne il particolare registro linguistico, ricostruisce il rapporto, tutto speciale, del narratore che parla al suo pubblico, dentificandosi, insieme con lui, nello stesso gruppo, nella stessa etnia, condividendone usi, valori, norme di comportamento.La comicità di queste «storie», spesso basata su fraintendimenti semantici, sull’esecuzione di ordini ricevuti, intesi, scioccamente, nel loro significato letterale, è, a volte, davvero esilarante. Ma Giochà incarna anche il ribelle alle convenzioni sociali, il burlone che si fa gioco di tutto e di tutti, che irride l’autorità, la paura, la morte stessa; e in questa sua incontenibile, clownesca provocazione sta forse l’effetto catartico che contagia il lettore e lo induce a sorridere.
16mo, br. ed.
8vo. ril. ed. XIV+518 p., 55 b/w ill. + 8 colour ill., 12 b/w tables, 15 b/w line art. Hardback A cross-cultural and cross-temporal journey in the city of Istanbul and its Jewish community from the Ottoman conquest of Constantinople (1453) to the establishment of the Turkish Republic (1923). This book presents ten chapters in the history of the Jewish community of Istanbul from the Ottoman conquest of Constantinople (1453) to the establishment of the Turkish Republic (1923). While delving into specific subjects such as the Romaniot presence in the city, the Karaite society, family life throughout the generations, material culture and its meaning, social life, urban history, economic life, and relations with the Ottoman regime, a common thread binds all of them. Each of the chapters, individually and together, constitutes a journey between different cultures and religions. The history of Istanbuls Jews carries the imprint of Greek Orthodoxy and Catholicism, as well as Islam. It moves in cycles between the Byzantine and Ottoman realms, between Catholic Europe and the Muslim Ottoman Empire, and finally, between the Ottoman Jewish culture and a modern Europe in the throes of secularization. Over fifty images are included to illustrate the multicultural aspect of the history presented here. The essays in this volume present high quality scholarship, but equally they provide a fascinating insight to general readers with an interest in Constantinople-Istanbul-Qosta, as well as readers interested in Jewish urban history, the transmission of culture, and multiculturalism
8vo, 209pp. In Superman Is Jewish Harry Brod reveals the links between Jews and superheroes in a penetrating investigation of iconic comic book figures. He describes how the role of each hero reflects the evolution of the Jewish place in American culture-an alien in a foreign land, like Superman; a figure plagued by guilt for not having saved his family, like Spider-Man; outsiders persecuted for being different (X-Men); a nice, smart guy afraid people wont like him when hes angry (the Hulk). Brod blends humor and sharp observation as he considers these well-known figures overtly and discreetly Jewish characteristics and talks about how their creators-including Jerry Siegel, Joe Shuster, Stan Lee, and Jack Kirby-integrated their Jewish identities and their creativity. His lively guided tour takes us from the Passover Haggadahs exciting action scenes of Mosess superpowers to acclaimed Pulitzer Prize winners and overseas animators. Brod has written and lectured extensively on this fun and provocative topic and through his expertise explores the deeper story of how one immigrant group can influence the larger culture through entertainment and, in the process, see itself in new, more empowering ways. superman ebreo?
8vo Or.cloth. with dustjacket, XVIII, 702 pp.
softcover 346 lots. Many illustrations of Jewish books and Judaica art
16mo, br. ed. pp.120. Molto più della guerra, delle bombe che riducono Budapest in macerie, molto più dei rischi che lui stesso corre in quanto ebreo, a occupare i pensieri di Józsi Beregi è il campionato di calcio. E poi trovare il modo di procurarsi quello che più gli manca: un po'di carne da mettere sotto i denti. Ma non dovrà sforzarsi troppo, giacché a offrirgli, con entusiastica e spontanea generosità, tutto ciò di cui ha bisogno saranno le donne, nessuna delle quali sembra poter resistere al suo fascino. Se "Epepe" si presentava da subito come un incubo, "Tempi felici" appare sin dalle prime battute come un divertissement - quasi uno schnitzleriano girotondo. Solo in una commedia, infatti, farsi crescere un paio di baffi può sottrarre un giovane ebreo alle terribili Croci frecciate nell'Ungheria dell'inverno del 1945; e solo in una commedia il giovanotto in questione può vivere le sei drammatiche settimane dell'assedio dei Sovietici, in una città squassata dai bombardamenti e ridotta allo stremo, come una parentesi beata, deliziosamente propizia agli amori clandestini, riuscendo a farsi proteggere, nutrire e coccolare da prostitute e borghesi, da giovani e da vecchie - e perfino da una miliziana fascista. Con una nota di Marion Van Renterghem.
8vo, br. ed. pp. 340, cm 12x24. (Frecce). Il volume fa luce sulle origini più profonde di una disputa iniziata molto prima del 1947, l'anno della partizione della Palestina da parte dell'ONU. Il ruolo delle religioni, lo sviluppo e la cristallizzazione delle identità, il possesso della terra, le strategie delle grandi potenze e quelle dei paesi arabi, l'antisemitismo e le discriminazioni, le prospettive dal basso degli abitanti che da oltre un secolo si contendono pochi chilometri quadrati: ognuno di questi tasselli è parte di un mosaico in cui spiccano le cicatrici della storia e vengono meno le verità assolute proprie di larga parte delle narrazioni correnti. Avere il controllo di questi luoghi millenari significa interpretarne il passato. È un aspetto che è rimasto costante nel corso dei secoli. Solo gli interpreti sono cambiati.