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2015br.
2007ill.
2004br. È sempre più diffusa la consapevolezza che la storia letteraria comprende, come momento irrinunciabile, lo studio della trasmissione dei testi. Sono perciò indispensabili, a chiunque si accosti al testo letterario o documentario, le nozioni elementari di storia della scrittura, storia del libro e critica del testo. Questa guida descrive le forme del libro manoscritto, dall'antico "volumen" al codice umanistico; quelle del libro a stampa, dai primi gloriosi esperimenti quattrocenteschi ai giorni nostri; illustra l'evoluzione della nostra scrittura dalle origini alle tipizzazioni medievali e umanistiche; offre, infine, una sintesi dei problemi relativi all'edizione critica dei testi.
2011ill., br. Il volume offre una esposizione complessiva e aggiornata della storia della scrittura greca per i corsi universitari di Paleografia greca fornendo un quadro dei metodi dell'indagine paleografica, nonché delle forme e dello svolgimento della scrittura greca, dall'antichità all'epoca della stampa. Il libro è anche utile a quanti, interessati allo studio della civiltà antica e medievale, intendono farsi un'idea della cultura scritta in età ellenistico-romana e bizantina, nel quadro complesso e articolato delle vicende culturali e storiche che ne scandiscono le fasi. La mancanza di modelli aggiornati e lo stato ancora problematico di molte questioni relative ad aspetti importanti della storia della scrittura greca, fanno del libro risultato del lavoro coordinato di un gruppo di studiosi con competenze specifiche sui diversi argomenti - oltre che un tentativo di trattazione complessiva della materia, anche uno stimolo alla riflessione sui modelli di sistemazione e di esposizione di una disciplina complessa e dalle prospettive ancora feconde di approfondimenti e sviluppi. Completa il testo un ampio capitolo su materiali e tecniche di confezione del libro manoscritto greco.
2002brossura Le iscrizioni paleocristiane sono una fonte preziosa per conoscere meglio tanti aspetti della società cristiana dei primi secoli. Gli studi qui raccolti ne sono una prova eloquente: le testimonianze epigrafiche fanno emergere molti elementi utili e talvolta inediti sulla lingua usata dei fedeli di allora, sulla loro religiosità, sulla loro affettività, sulla loro concezione sociale e su tanti particolari, di cui nessun documento ufficiale ha mai fatto cenno.
1997brossura
2012brossura Le lingue sono nate orali e sono tramandate oralmente. Da Omero a Socrate, fino agli attuali abitanti di Takéo, provincia della Cambogia ove tuttora si comunica in modo essenzialmente orale, la voce umana è stato il mezzo primario di comunicazione e di acquisizione linguistica. Miliardi di esseri umani hanno vissuto e vivono la propria esistenza senza leggere né scrivere, certamente per tutti millenni precedenti l'introduzione della scolarizzazione pubblica (e in passato anche la maggioranza dei re, delle regine e dei grandi imperatori non sapeva tenere in mano un papiro o una penna). Gli scritti possono essere ignorati, ma il parlato, come un ruggito di leone nella savana, stimola una reazione immediata, quasi inevitabile, non può e non viene mai ignorato . Socrate - nel Fedro di Platone - insegnava che "la scrittura è disumana", e ne scoraggiava l'uso considerandola simile a un virus che attacca e distrugge la memoria umana, estinguendone la necessità.
2014br. Intorno al 1420 il noto calligrafo italiano Niccolò Niccoli ideò una forma di scrittura "corsiva", inclinata leggermente verso destra e angolata. Questa grafia diventò la base della scrittura italica. Una versione di questa grafia, considerata adatta ai documenti ufficiali, venne adottata negli ambienti pontifici e chiamata Cancelleresca. Essa conferiva un senso di grande eleganza, ma anche di maggior confidenzialità. La cancelleria pontificia inviava le lettere in questo stile a vescovi e regnanti, tanto che divenne il tipico "stile regale". La Cancelleresca divenne presto molto popolare in Europa per la sua eleganza, velocità di scrittura e facilità di lettura.
1992ill., br.
2018ill., br. In un'Europa segnata dall'avvento dei fascismi e del nazismo e drammaticamente precipitata nella seconda guerra mondiale, la storiografia contemporanea ha costruito una visione di Augusto e della genesi del principato tanto solida quanto preconcetta e infondata. I saggi raccolti in questo volume forniscono invece una ricostruzione assai diversa, avvalorata soprattutto dai numerosi documenti epigrafici e papirologici di recente rinvenimento. Questi, grazie anche a un serio riesame delle fonti di tradizione manoscritta, contribuiscono alla demolizione dei più radicati luoghi comuni sulle vicende politiche dopo le Idi di marzo del 44 a.C., la persona di Augusto e la sua posizione istituzionale. Ma non solo. La documentazione complessiva mette anche in luce il profondo rapporto tra il princeps e uno dei protagonisti di quella infuocata e tragica fase della storia costituzionale di Roma, Marco Tullio Cicerone, tanto da poter definire il primo come il vero erede politico del secondo e autore di una nuova forma rei publicae in verità delineata nei celeberrimi trattati ciceroniani.
2018brossura Legata alla cultura faraonica e sua espressione diretta, la lingua egiziana classica costituì per secoli un modello ideale di comunicazione: una lingua nata dal parlato, poi cristallizzatasi come parte integrante della cultura del testo scritto. L'egiziano classico fu usato dall'amministrazione, ma espresse anche una vasta produzione letteraria che si fece segno distintivo dell'Egitto faraonico. Fortemente connessa alla scrittura geroglifica, questa lingua seppe farsi espressione di identità culturale, prima ancora che nazionale, e la sua riscoperta ha quindi aperto le porte di un mondo antico, affascinante, ma certo non staccato dalla realtà storica. Questo volume si muove nella documentazione antica seguendo un percorso che è soprattutto culturale, e non solo grammaticale, per fornire ampie prospettive a chi si accosti allo studio dell'antica lingua dei faraoni. L'inquadramento storico-culturale è la premessa alla trattazione grammaticale, mentre la crestomazia mette a disposizione del lettore documenti di varia natura ed epoca, compresa una scelta di materiali tardi con fenomeni di 'crittografia'. L'apparato didattico comprende una serie di supporti (esercizi con relative soluzioni, lista dei segni, glossario egiziano-italiano) che consentono di acquisire una progressiva familiarità con la lingua e la scrittura.
2019br. L'intenzione che ci ha mossi era quella di stampare un'edizione critica, dopo le altre già pubblicate, meritorie nelle loro intenzioni di far conoscere a un vasto pubblico questa perla della nostra letteratura minore, integrando con commenti, ampliamenti, delucidazioni di carattere storico, soprattutto di storia locale, toponomastico, linguistico, etimologico o letterario il testo curato da Padre Pirri - di questo straordinario studioso tracciamo una bio-bibliografia molto più completa ricavando le notizie dalle molte apparse dal 1969, data della sua morte. Le stesse note del curatore, sia nell'indispensabile introduzione che a piè pagina - sono precise e profonde; ma riteniamo che per alcune di esse siano necessari ulteriori chiarimenti, così come è opportuna la spiegazione di termini e modi di dire locali che soltanto chi è originario della zona a cavallo tra Umbria e Marche probabilmente oggi può conoscere o capire. Crediamo inoltre indispensabile affrontare anche il tema dei poeti-pastori, uno (o molto più probabilmente due) dei quali sarebbe stato, secondo una teoria consolidata, ma discutibile, l'autore (o gli autori) del poemetto. Abbiamo affrontato questa...
2019ill., br. I saggi della prima sezione della rivista sono dedicati alla memoria di Armando Petrucci, scomparso il 23 aprile 2018. Ci siamo rivolti a tutti i suoi allievi e collaboratori, invitandoli a commemorarlo con un contributo a carattere personale o scientifico. Molti di loro hanno declinato l'invito per non ripetere cose già dette in altre occasioni, nell'ambito delle numerose cerimonie di rievocazione del paleografo che ci sono state nei mesi successivi alla sua morte. Altri, che non avevano avuto l'opportunità di intervenire su questo tema, hanno aderito con commozione. È nostra intenzione che l'omaggio tributato a un maestro ed amico, al di là della partecipazione dei singoli, sia inteso come una celebrazione collettiva da parte di tutti coloro che hanno avuto occasione di conoscerlo e lavorare insieme a lui, che ancora lo ricordano con gratitudine.
2019br. Il libro manoscritto non è un semplice contenitore di testi, bensì un oggetto materiale e culturale complesso e dinamico, il cui assetto riflette le trasformazioni subite nel corso di una storia pluricentenaria in relazione al mutare delle circostanze della manifattura e dell'uso. Saper "leggere", al di là dei contenuti, i materiali, le strutture e le modalità di presentazione dei libri medievali equivale perciò a disporre di una chiave di accesso privilegiata alla vita intellettuale, sociale ed economica degli ambienti in cui sono stati prodotti e utilizzati. Conoscere la storia del libro manoscritto permette inoltre di apprezzarne pienamente il valore di tramite fra passato e presente e di comprendere la necessità di documentare e tutelare il prezioso patrimonio antico e medievale custodito nelle odierne biblioteche.
2019ill., br. La presentazione del Professor Dr. Alejandro Jiménez-Serrano, Profesor Titular de Egiptología Universidad de Jaén, ben inquadra l'importanza di questa nuova opera di Marco Chioffi e Giuliana Rigamonti "Antico Regno. jm(y).t-pr II" concernente gli atti testamentari relativi alle disposizioni funerarie di alti dignitari appartenenti alla V e VI dinastia. L'argomento, che già ha suscitato molto interesse con il volume precedente "Antico Regno. jm(y).t-pr I", continua l'approfondimento di tali temi che scaturiscono dai testi geroglifici incisi sulle pareti delle tombe di Nikaiankh I e II e su una lastra rinvenuta nel complesso funerario di Kaiemneferet (Cairo, CG1432). Nel Cimitero Centrale di Giza, all'interno dell'enclosure di Khafra e appena più a Sud del tratto iniziale della Via Processionale del sovrano, sorge il complesso funerario di Kaiemneferet, capo del culto di Nekheb, e della sua famiglia. Questo è costituito da tre màstabe unite, ma autonome, aventi ciascuna ogni struttura architettonica essenziale per una tomba: ingresso, cappella funeraria, falsaporta, nicchia, serdab e pozzo.
2020br. Moltissimi, e quasi tutti anonimi, sono gli autori delle molte migliaia di iscrizioni funerarie ritrovate in ogni parte dell'impero romano. Pur caratterizzate da grande varietà di supporti ai quali corrisponde una grande difformità dei testi incisi sullo specchio epigrafico, unico è il fine che induce alla loro realizzazione: il desiderio di sopravvivere alla morte, lasciando memoria di sé alle generazioni future. Le parole incise sulla pietra, rievocando i mestieri esercitati e le imprese compiute, illustrando le qualità manifestate durante la vita, sono una solida realtà che consente al defunto di occupare, oltre la morte, il ricordo degli uomini tanto a lungo quanto dureranno le generazioni future.
2021br. Accostare Erodoto ai papiri greco-egizi può sembrare anomalo: lo storico greco visse e scrisse più di un secolo prima delle più antiche attestazioni scritte provenienti dall'Egitto ellenistico. Eppure, entrambe le fonti forniscono una dettagliata descrizione dell'Egitto antico dal duplice punto di vista dei Greci e degli Egiziani. Lo scopo di questo volume è quello di mettere a confronto i due mondi (l'Egitto di Erodoto e quello dei papiri greci) per verificare come e quanto la cultura egiziana si sia saputa mantenere solida e compatta di fronte all'avanzata ellenica.
2021br. "In questo volume ho cercato di riunire le mie due identità primarie, quella del ricercatore di epigrafia maturata alla scuola di maestri quali Luigi Moretti e Reinhold Merkelbach, e quella del professore di letteratura greca e latina, consolidata in anni di continuativo esercizio della docenza in tali materie presso il Liceo Dante Alighieri di Roma. Alla sua realizzazione ho raccolto, da alcuni anni, materiali disparati (...). Progressivamente ho cominciato a raccogliere le iscrizioni anche con l'ausilio dei ben noti repertorî epigrafici, anche se spesso, a seconda del criterio adottato, la ricerca pareva vacillare per l'eccessiva abbondanza del materiale pertinente e la conseguenza impossibilità (almeno per un unico redattore) di poterlo elaborare da solo, non oso dire in maniera esaustiva, ma perlomeno significativa. Alla fine ho messo in piedi questa raccolta, di cui ho già pubblicato uno specimen in lingua latina, sotto il titolo di Scriptorum Antiquorum Ttituli I (...). L'opera è sostanzialmente articolata in tre parti: la presente [vol. 1] costituisce una trattazione nella quale sono inglobate notizie e fonti circa gli autori, in particolar modo quelli la cui importanza è sottolineata dal rinvenimento casuale di iscrizioni che li riguardavano (...). La seconda parte del lavoro [vol. 2] è la raccolta medesima delle iscrizioni, collegate attraverso numeri progressivi e lettere (entrambi in neretto) alle pagine del testo (...). La terza parte [vol. 3] è costituita dagli indici." (l'autore)
2021ill., br. Questa raccolta ripropone le pubblicazioni che meglio consentono di delineare, all'interno della vasta produzione scientifica di Alfredo Buonopane, i suoi concreti itinerari di ricerca connessi con l'ambiente geografico della sua sede universitaria di appartenenza. Il volume si articola in tre grandi sezioni: epigrafia veronese vera e propria, temi economico-sociali e interessi collezionistico-antiquari.
2019br. La storia dell'umanità è la storia della parola scritta. Di un segno. Lasciato sulle pareti di una caverna, e poi evoluto, cresciuto e addomesticato di pari passo con l'evoluzione della civiltà, il filo d'oro della comunicazione scritta. La scrittura è stata impressa in tavolette di argilla, arrotolata in papiri, legata in codici, rilegata in libri e codificata in bit. Milioni di mani hanno scritto usando scalpelli, bacchette, piume d'oca, grafite, pennelli, caratteri mobili di piombo, stilografiche metalliche, penne a sfera, macchine da scrivere, tastiere e - oggi - schermi. Il filo d'oro è l'epopea affascinante e sorprendente di quel miracolo culturale che è la parola scritta, da sempre strumento insuperabile di comunicazione e motore del progresso culturale, scientifico e politico dell'umanità. Stiamo vivendo un periodo di svolta e di grandi cambiamenti tecnologici. Eppure mai come ora gli uomini hanno scritto con tanta abbondanza, e in questo loro gesto, forse inconsapevolmente, continuano a tramandare segni che sono figli di una storia lunga e ancora in divenire.
2017ill., br. Il volume si rivolge a tutti coloro che desiderino acquisire una conoscenza di base del sistema di scrittura cinese. L'intento è quello di offrire un quadro complessivo delle problematiche collegate, nel passato come nel presente, a questo singolarissimo tipo di scrittura. Le varie questioni affrontate - origine ed evoluzione, campi di applicazione, vantaggi e svantaggi, impiego in epoca moderna - sono trattate in modo da evidenziare la natura particolare del sistema e le peculiarità delle sue unità grafiche, così da consentire al lettore di saggiare quanto i nostri orizzonti culturali possano essere diversamente influenzati da scritture diverse.
2013ill., br. Pubblicata a Venezia nel 1514, la "Theorica et pratica de modo scribendi" è l'opera d'esordio di un matematico ferrarese, Sigismondo Fanti, che nel 1521 era "inzegnero general" della Serenissima Repubblica e che è noto al lettore di cose cinquecentesche soprattutto per le quartine oracolari del Triompho di fortuna (1527). L'opera era il punto di arrivo della prima stagione di un dibattito che nel Quattrocento aveva coinvolto artisti come Leon Battista Alberti, Mantegna e Leonardo, umanisti e antiquari come Felice Feliciano, matematici come Luca Pacioli, e a sua volta inaugurava la nuova stagione dei trattati di scrittura, destinata a lasciare tracce significative nella cultura grafica della modernità, e non solo di quella italiana. In quattro libri la Theorica offriva una trattazione sistematica della materia, che veniva presentata come un momento fondamentale nella formazione professionale e morale di ogni scrivente. Il primo libro, in particolare, ne illustrava gli aspetti tecnici, sia quelli materiali (si parlava della carta, dell'inchiostro, della penna) che quelli più propriamente teorici (a partire dalle logiche geometriche implicate, soprattutto quelle euclidee). I tre successivi si impegnavano nell'illustrazione analitica, condotta lettera per lettera, dei più importanti modelli grafici allora in corso.