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(Codice ZZ/0698) Lunghezza 12 cm. Raro modello con caricamento a pistone. Fermaglio e anelli dorati. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1939Cartella editoriale a 3 lembi ed in cartoncino flessibile, con fioritura, macchie ed aloni marroni lungo i margini, strappi ai bordi e lungo le basi, strappo e scotch al retro del dorso, all'interno 30 tavole sciolte, in b/n, naturalmente ingiallite e con fioritura, alcune di esse anche ripiegate, altre con piccola nota a matita sotto la didascalia. Numero pagine 30 USATO
1965Copertina editoriale editoriale morbida, leggermente ingiallita ai margini e con normali segni di usura, pagine in buonissimo stato di conservazione, leggermente ingialliti i bordi e leggero segno di piega agli angoli. Numero pagine 15 USATO
2002Autori: Giorgio Cencetti. Curatori: P. Supino Martini.
2014Ho rivolto la mia indagine principale, fino ad oggi, su due circuiti ripetuti due volte, cioè quello delle discipline scientifiche e quello delle discipline umanistiche con un continuo e vivo interesse per le convergenze di struttura. Per la seconda volta ho esaminato in particolare la base etimologica delle aree della zona europea, indo-iranica e qui di quella sino-nipponica e semito-camitica. In definitiva si dimostra per l'ennesima volta in modo inequivocabile (pur tralasciando altre prove in mio possesso) che il focolaio della lingua-fonte per tali zone si trova in Europa, con nucleo nella Francia meridionale. Autori: Mario Mameli Carzedda.
2017br. Oggi abbiamo quasi dimenticato il significato originario di espressioni come "capire l'antifona", "in camera caritatis", "refugium peccatorum", "avvocato del diavolo", "bacucco" o "repulisti". In tutta l'era cristiana la pratica religiosa ha intriso con i propri lasciti il linguaggio quotidiano: esclamazioni, intercalari, proverbi, massime, metafore, similitudini. "Sicuterat" è un vero e proprio catalogo ragionato alla ricerca di questo passato da disseppellire, in cui Beccaria si addentra passeggiando tra le parole che hanno accompagnato i discorsi dei nostri padri.
2008br. Il libro ha un impianto molto semplice. La prima parte espone il tema: chi sono, quando vissero e dove abitarono originariamente gli Indoeuropei; che cos'era l'Europa prima di loro; quando sono arrivati in Europa. La seconda parte espone tutto quanto allo stato si può dire di loro: che tipo di società era, com'era la religione, la famiglia, la società, l'economia, l'arte, i nomi, i numeri, la razza. La terza parte è dedicata per intero alla lingua; la quarta fornisce una breve descrizione della ventina di popoli la cui lingua è riconducibile alla comune radice indoeuropea. L'ultima parte affronta il problema dei rapporti di parentela tra le lingue indoeuropee.
2014br. Nelle culture orali il pensiero e l'espressione richiedono strutture e forme di organizzazione estranee alle culture alfabetizzate. È stata l'introduzione della scrittura a trasformare lo stile cognitivo e la coscienza degli uomini, producendo nuovi modelli di pensiero che hanno reso possibile l'enorme sviluppo della cultura. Punti di svolta altrettanto decisivi sono stati l'invenzione della stampa e la diffusione del computer. Impostosi come un classico negli studi sul tema, il libro ricostruisce le tappe e i profondi mutamenti che hanno scandito questo lungo e affascinante cammino. John Hartley ci illumina sullo stato delle conoscenze prima e dopo la proposta interpretativa di Ong.
1987ill.
2016brossura Il volume ospita quindici contributi interdisciplinari - relativi all'omonimo convegno (Rovereto, 22-24 maggio 2014), organizzato dall'Accademia Roveretana degli Agiati di Rovereto - che ripercorrono l'uso delle scritture veloci e abbreviate nell'arco di due millenni: i sistemi abbreviativi nell'antichità e nel medioevo, le reporationes e la stampa delle origini, le scritture crittografiche, stenografiche, tachigrafiche e calligrafiche e i fenomeni odierni della scrittura sul Web e dei graffiti murali dei writers.
2007ill.
2004br. È sempre più diffusa la consapevolezza che la storia letteraria comprende, come momento irrinunciabile, lo studio della trasmissione dei testi. Sono perciò indispensabili, a chiunque si accosti al testo letterario o documentario, le nozioni elementari di storia della scrittura, storia del libro e critica del testo. Questa guida descrive le forme del libro manoscritto, dall'antico "volumen" al codice umanistico; quelle del libro a stampa, dai primi gloriosi esperimenti quattrocenteschi ai giorni nostri; illustra l'evoluzione della nostra scrittura dalle origini alle tipizzazioni medievali e umanistiche; offre, infine, una sintesi dei problemi relativi all'edizione critica dei testi.
2011ill., br. Il volume offre una esposizione complessiva e aggiornata della storia della scrittura greca per i corsi universitari di Paleografia greca fornendo un quadro dei metodi dell'indagine paleografica, nonché delle forme e dello svolgimento della scrittura greca, dall'antichità all'epoca della stampa. Il libro è anche utile a quanti, interessati allo studio della civiltà antica e medievale, intendono farsi un'idea della cultura scritta in età ellenistico-romana e bizantina, nel quadro complesso e articolato delle vicende culturali e storiche che ne scandiscono le fasi. La mancanza di modelli aggiornati e lo stato ancora problematico di molte questioni relative ad aspetti importanti della storia della scrittura greca, fanno del libro risultato del lavoro coordinato di un gruppo di studiosi con competenze specifiche sui diversi argomenti - oltre che un tentativo di trattazione complessiva della materia, anche uno stimolo alla riflessione sui modelli di sistemazione e di esposizione di una disciplina complessa e dalle prospettive ancora feconde di approfondimenti e sviluppi. Completa il testo un ampio capitolo su materiali e tecniche di confezione del libro manoscritto greco.
2002brossura Le iscrizioni paleocristiane sono una fonte preziosa per conoscere meglio tanti aspetti della società cristiana dei primi secoli. Gli studi qui raccolti ne sono una prova eloquente: le testimonianze epigrafiche fanno emergere molti elementi utili e talvolta inediti sulla lingua usata dei fedeli di allora, sulla loro religiosità, sulla loro affettività, sulla loro concezione sociale e su tanti particolari, di cui nessun documento ufficiale ha mai fatto cenno.
1997brossura
2012brossura Le lingue sono nate orali e sono tramandate oralmente. Da Omero a Socrate, fino agli attuali abitanti di Takéo, provincia della Cambogia ove tuttora si comunica in modo essenzialmente orale, la voce umana è stato il mezzo primario di comunicazione e di acquisizione linguistica. Miliardi di esseri umani hanno vissuto e vivono la propria esistenza senza leggere né scrivere, certamente per tutti millenni precedenti l'introduzione della scolarizzazione pubblica (e in passato anche la maggioranza dei re, delle regine e dei grandi imperatori non sapeva tenere in mano un papiro o una penna). Gli scritti possono essere ignorati, ma il parlato, come un ruggito di leone nella savana, stimola una reazione immediata, quasi inevitabile, non può e non viene mai ignorato . Socrate - nel Fedro di Platone - insegnava che "la scrittura è disumana", e ne scoraggiava l'uso considerandola simile a un virus che attacca e distrugge la memoria umana, estinguendone la necessità.
2014br. Intorno al 1420 il noto calligrafo italiano Niccolò Niccoli ideò una forma di scrittura "corsiva", inclinata leggermente verso destra e angolata. Questa grafia diventò la base della scrittura italica. Una versione di questa grafia, considerata adatta ai documenti ufficiali, venne adottata negli ambienti pontifici e chiamata Cancelleresca. Essa conferiva un senso di grande eleganza, ma anche di maggior confidenzialità. La cancelleria pontificia inviava le lettere in questo stile a vescovi e regnanti, tanto che divenne il tipico "stile regale". La Cancelleresca divenne presto molto popolare in Europa per la sua eleganza, velocità di scrittura e facilità di lettura.
1992ill., br.
2018ill., br. In un'Europa segnata dall'avvento dei fascismi e del nazismo e drammaticamente precipitata nella seconda guerra mondiale, la storiografia contemporanea ha costruito una visione di Augusto e della genesi del principato tanto solida quanto preconcetta e infondata. I saggi raccolti in questo volume forniscono invece una ricostruzione assai diversa, avvalorata soprattutto dai numerosi documenti epigrafici e papirologici di recente rinvenimento. Questi, grazie anche a un serio riesame delle fonti di tradizione manoscritta, contribuiscono alla demolizione dei più radicati luoghi comuni sulle vicende politiche dopo le Idi di marzo del 44 a.C., la persona di Augusto e la sua posizione istituzionale. Ma non solo. La documentazione complessiva mette anche in luce il profondo rapporto tra il princeps e uno dei protagonisti di quella infuocata e tragica fase della storia costituzionale di Roma, Marco Tullio Cicerone, tanto da poter definire il primo come il vero erede politico del secondo e autore di una nuova forma rei publicae in verità delineata nei celeberrimi trattati ciceroniani.
2018brossura Legata alla cultura faraonica e sua espressione diretta, la lingua egiziana classica costituì per secoli un modello ideale di comunicazione: una lingua nata dal parlato, poi cristallizzatasi come parte integrante della cultura del testo scritto. L'egiziano classico fu usato dall'amministrazione, ma espresse anche una vasta produzione letteraria che si fece segno distintivo dell'Egitto faraonico. Fortemente connessa alla scrittura geroglifica, questa lingua seppe farsi espressione di identità culturale, prima ancora che nazionale, e la sua riscoperta ha quindi aperto le porte di un mondo antico, affascinante, ma certo non staccato dalla realtà storica. Questo volume si muove nella documentazione antica seguendo un percorso che è soprattutto culturale, e non solo grammaticale, per fornire ampie prospettive a chi si accosti allo studio dell'antica lingua dei faraoni. L'inquadramento storico-culturale è la premessa alla trattazione grammaticale, mentre la crestomazia mette a disposizione del lettore documenti di varia natura ed epoca, compresa una scelta di materiali tardi con fenomeni di 'crittografia'. L'apparato didattico comprende una serie di supporti (esercizi con relative soluzioni, lista dei segni, glossario egiziano-italiano) che consentono di acquisire una progressiva familiarità con la lingua e la scrittura.