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19954°, leg.edit., sovrac., pp.XVI-304, molte ill.n.t.
1993George Sand Storia della mia vita. , La Tartaruga 1993, Libro usato in buone condizioni. Pagine brunite ai margini. Tagli regolari impolverati. Copertina flessibile cartonata con alette informative. Sguardi con firma a penna. Buono (Good) . 258
1998AA.VV. (Del Cielo, Barbara e Schenone, Francesca: a cura di) La Piazza del popolo. La rappresentazione del conflitto sociale nella cultura di base del secondo dopoguerra. Rocca Grimalda (Alessandria) - Ovada (Alessandria), Edizioni del Laboratorio Etno-Antropologico di Rocca Grimalda - IPS srl (stampa) 1998 italian, in ottavo pp. 80+(8)=88 I ed.: stampato in occasione del Convegno «La Piazza del popolo», Rocca Grimalda (Alessandria), 30 aprile - 1° maggio 1998. VIII oblungo/80+(8)=88/brossura in cartoncino ruvido avorio con titoli seppia e illustrazione seppia al primo piatto (Carnevale di massa a Governlo, 1950). Illustrazioni in b/n f.t.. Stato buono (leggera usura della copertina - copertina leggermente brunita e polverosa).
1927Con una appendice dell'Architetto Giovanni Rocco. 36 illustrazioni fuori testo. Esemplare perfetto. Legatura editoriale, pp. 156, in 8°
1892(15x10,2 cm); (20) pp., CXLIX c. di tav. Legatura editriale in piena tela azzurra con titolo in nero al piatto anteriorequalche strofinatura. All'interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Centinaia di bellissime tavole molte anche a doppia pagina. Esemplare proveniente da antica scritta alla prima carta azzurra. Esemplare appartenuto al pittore Giuseppe Paladino di Piazza Armerina (Enna) ed al professore Conti Edoardo. Prima edizione di questo atlante di arte greca completo delle centinaia di bellissime tavole con immagini di templi, statue, bassorilievi ecc. esempi dell'arte greca. Non comune.
1867(21X20 cm); 16 pp. Legatura in cartoncino molle. Esemplare in buone condizioni di conservazione a parte qualche lieve segno del tempo. Interessante memoria archeologica degli scavi effettuati in Piazza Roma a Modena nel 1867. Lo scritto è opera del noto medico e letterato modenese Paolo Gaddi. Non comune.
197421,5x20 cm; 101, (3) pp. Brossura editoriale illustrata. Ottimo esemplare di questa monografia dedicata all'opera artistica ai quattro cavalli di San Marco analizzati non solo dal punto artistico ma anche fisico, chimico e prospettico. I Cavalli di San Marco rappresentano i quattro cavalli bronzei, originariamente parte di una quadriga in trionfo, oggi posta nella Basilica di San Marco a Venezia dal XIII secolo, ed un tempo appartenenti all'ippodromo di Costantinopoli. La realizzazione di questa scultura unica pervenutaci dall'epoca antica, potrebbe risalire all'epoca romana (alcuni la datano dalla metà del II secolo al III secolo d.C.) o più probabilmente a quella ellenistica (comunque non prima del II secolo a.C. secondo l'analisi al carbonio), sebbene alcuni autori moderni la datino al IV secolo a.C., attribuendola allo scultore greco Lisippo. L'analisi dell'opera suggerisce che fu realizzata con almeno il 96,67% di rame, non quindi di bronzo. L'alto contenuto di stagno avrebbe incrementato la temperatura di fusione fino a 1200-1300 °C. La grande purezza del rame fu scelta per dare una maggior e sufficiente doratura al mercurio.[3] Questo metodo produttivo suggerisce che la produzione dell'opera sia avvenuta in epoca romana, piuttosto che in quella ellenistica.[4] I quattro cavalli hanno un'altezza massima di 238 cm (131 cm è quella al garrese), lunghi 252 cm e pesano tra gli 8,5 e i 9 quintali ciascuno.Prima edizione.
1910In oblungo (37×13,5 cm per il cartoncino, 30×8 cm la fotografia). Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bella fotografia di una sfilata dei cadetti dell’Accademia di Modena, con i loro fucili d’ordinanza, all’inizio del XX° secolo. Sulla destra della foto un cittadino nei tipici vestiti dell’epoca. Sullo sfondo il Palazzo dell’Intendenza Camerale. La foto venne realizzata da Pellegrino Orlandini e figli, intorno al 1910. Pellegrino Orlandini (Modena, 18 aprile 1843 – Modena 28 maggio 1910), fu il fondatore e capostipite del più famoso studio fotografico modenese. Pellegrino apprese l’arte della fotografia da diversi celebri fotografi modenesi come Ruggero Porta, i F.lli Bozzetti, Giuseppe Obici soprattutto, Gaetano Sorgato. Iniziò la sua attività come fotografo ambulante nella provincia modenese, specializzandosi, in particolare, nella documentazione di edifici architettonici (con particolare attenzione alla documentazione di quelli a rischio architettonico) e nelle bellezze naturali dell’Appennino Modenese. Non è certa la data di apertura del suo primo studio fotografico a Modena ma con ogni probabilità, ciò avvenne fra il 1881 ed 1885. L’attività si sviluppa velocemente, tanto che già nel 1887, partecipa alla prima Esposizione nazionale di fotografia di Firenze, dove entra in contatto con l’attività dei Fratelli Alinari. A partire dal 1899, Pellegrino inizia, lentamente, a passare la gestione dell’attività ai figli Umberto (Modena, 5 maggio 1879 – Modena, 19 settembre 1931) ed Enrico (Modena, 1871 – Modena, 7 aprile 1921). In particolare Umberto, che nell’Esposizione Internazionale di Torino, assiste all’opera di alcuni dei più grandi fotografi americani dell’epoca che erano stati invitati a prender parte a questa manifestazione, è da considerarsi il più innovativo e sperimentale dei fratelli, e si legò alla corrente fotografica del pittorialismo. Rara fotografia in oblugno.
2012ill., br. Milano, 12 dicembre 1969, ore 16,37, una bomba squarcia la Banca Nazionale dell'Agricoltura. Uccide 17 persone e ne ferisce più di novanta. Cambia la storia d'Italia. Sotto la spinta d'imponenti trasformazioni sociali esplose negli anni Sessanta, si aprono i Settanta, decennio segnato da stragi e violenza politica. Più di quarant'anni dopo, nel marzo 2012, un film tenta di raccontare la vicenda. È "Romanzo di una strage" di Marco Tullio Giordana. E l'Italia di nuovo si lacera. Eppure Piazza Fontana è una strage senza condannati, non senza colpevoli. È una delle verità di cui abbiamo bisogno, perché nelle sue tragiche e comiche maschere ritroviamo tratti rilevanti della crisi di oggi. Una verità da difendere, quindi, se vogliamo trasferire ai più giovani quel senso del passato necessario a progettare il futuro oltre la retorica dei giorni della memoria. Alla verità, quindi, e al suo rapporto con quel passaggio chiave della nostra storia, dedicano in questo libro la propria riflessione il giudice Guido Salvini, artefice dell'ultima indagine sulla strage, Luciano Lanza, amico di Giuseppe Pinelli e memoria storica dell'anarchia milanese, Francesco Barilli e Matteo Fenoglio, autori delle graphic novels sulle stragi italiane, filosofi come Roberta De Monticelli, Paolo Costa, Andrea Zhok, storici come David Bidussa e Maurizio Cau, esperti della produzione e dei consumi letterari come il direttore editoriale di Longanesi, Giuseppe Strazzeri.
2017br. Cosa accadde veramente in piazza Fontana alle 16.37 di quel 12 dicembre 1969? Per quale motivo i servizi segreti intervennero per depistare le indagini? Chi furono i responsabili di questa e delle molte altre stragi che si susseguirono in una micidiale escalation di violenza a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e dei Settanta? Perché lo Stato, pur sapendo, non reagì? Dopo oltre 35 anni di latitanza sudafricana, l'ex generale del S.I.D. (Servizio Informazioni Difesa) Gian Adelio Maletti, unico condannato in via definitiva nei processi per la strage di piazza Fontana, accetta finalmente di raccontare la sua verità ai giornalisti Andrea Sceresini, Maria Elena Scandaliato e Nicola Palma. Superata la soglia dei novant'anni, Maletti rende noti per la prima volta nomi e cognomi di mandanti ed esecutori, complici e conniventi, sfogliando le pagine più oscure di un album di ricordi che attraversa un'intera, tragica stagione della storia italiana. I sette chili di tritolo alla Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana, la bomba nel cestino di piazza della Loggia, i quattro colpi di pistola con cui venne freddato Mino Pecorelli, si intrecciano alle trame della Loggia P2, alla storia di Ordine Nuovo e dell'Avanguardia Nazionale, "lo so i loro nomi", afferma Maletti in un passaggio dell'intervista. L'indagine dei tre giornalisti riapre gli archivi del generale e uno spiraglio di verità lontano dalle versioni ufficiali. Prefazione di Paolo Biondani.
2019br. Tre generazioni di storici concentrano anni di studio sulla strage di piazza Fontana in un volume corale, accostando le nuove linee di ricerca sul tema a un documentato inquadramento degli eventi. A partire dall'analisi di come oggi la strategia della tensione è studiata nelle aule di scuola e dallo sguardo dei mass media stranieri e italiani, gli autori provano a capire, cinquant'anni dopo le bombe, cosa rimane della strage di piazza Fontana e della strategia della tensione e come raccontare questa complessa fase della storia italiana ed europea, fornendo possibili nuovi strumenti di studio. Questo, anche se non sembra, è un libro di storia del tempo presente. Non perché non ci sia ancora tanto da dire e da indagare sulla vicenda, ma perché è sempre più urgente porre l'attenzione della storiografi a su come quegli eventi e quel periodo sono visti oggi. Smascherare l'origine di alcune storture attuali dell'immaginario collettivo è necessario per aiutare tutti, soprattutto i giovani, a comprendere che questa storia continua a essere la loro e la nostra storia e per correggere finalmente la rotta dell'attuale disgregazione politico-culturale. Postfazione di Mirco Dondi. Con scritti di: Aldo Giannulli, Davide COnti, Elia Rosati, Giulio D'Errico, Elio Catania, Erica Picco, Sara Troglio, Fabio Vercilli.
Litografia originale (mm 460x635). Interessante carta topografica databile intorno al 1875, dei progetti per l'aiuola Balbo di Piazza Cavour a Torino, su progetto di Ernesto Sambuy -sovrintendente ai giardini pubblici- che propose l'abbattimento dei baluardi di San Giovanni e Sant'Andrea per sostituirli da due polmoni verdi. Da notare la toponomastica delle vie, differente da quella attuale ( come Via del Re, attuale Corso Vittorio Emanuele; Via Borgo Nuovo, ora Via Mazzini; Via dell'Ospedale, odierna Via Giolitti). In alto centrale il titolo "Pianta del Giardino Pubblico dei Ripari e sue adiacenze", subito sotto la scala 1:2000; a sinistra indicazione della Città di Torino e dell'Ufficio d'Arte. . .
1799Incisione in rame (mm. 445x570 con margini), firmata dagli autori nella parte inferiore della veduta. In basso al centro il titolo: "Entrée des Francais dans Turin le 17 firmaire an 7", cui segue il resoconto dell'avvenimento su quattro righe. Seguono le indicazioni tipografiche: a sinistra, "Deposée à la Biblioteque Nationale"; a destra, "A Paris, chez Jean, rue Jean de Beauvais N° 32". Veduta prospettica - inusuale tra quelle dell'epoca - di Piazza delle Erbe (attuale Piazza Palazzo di Città) nel giorno dell'ingresso delle truppe francesi in Torino, il 7 dicembre 1798, sotto il comando del generale Joubert. Centrale il Palazzo del Municipio con, a lato, la Torre Civica abbattuta da Napoleone solo tre anni dopo durante la sua occupazione. Sulla battuta inferiore, centrale, il timbro "Bibliothèque de San Donato": la biblioteca fu dispersa a Parigi nel 1880 (cfr. Catalogue vente aux enchères publiques le mercredi 5 mai 1880 et les jours suivants). . A. Peyrot, I, 244, p. 372.
Penna misure: mm 240 x 330 Pittore, frescante e incisore italiano. Dopo gli studi scientifici, dal 1961 si dedica alla pittura grazie al maestro Bruno Saetti (Bologna 1902 - Bologna 1984) e grazie a diversi viaggi nelle città italiane durante i quali studia Giotto, Masaccio ma anche l'arte etrusca e i mosaici di Monreale. Nel 1964 si trasferisce in Spagna avvicinandosi all'opera di Goya e di Picasso e l'anno successivo a Parigi. Collabora con riviste e periodici e illustra libri per scrittori contemporanei. Si avvicina all'incisione presso la stamperia d'arte Busato di Venezia; qui oltre a stingere amicizia con diversi artisti quali Ernesto Treccani (Milano 1920 - Milano 2009), Gina Roma (Vazzola 1914 - Fratta 2005), Giorgio Celiberti (Udine 1929) produce diverse litografie. Dal 1974 si dedica principalmente alla pittura a fresco realizzando dipinti murali, pubblici e privati sia in Italia che all'estero. In questo foglio vediamo rappresentato uno scorcio della Piazza Maggiore a Feltre. L'opera appartiene probabilmente agli studi che l'artista esegue nel 1971 quando viene chiamato a illustrare scorci della città. Attraverso un tratto a penna rapido ma puntuale, quasi una sorta di bozzetto, mostra allo spettatore la Torre del Campanon e gli edifici che la affiancano. Tutto è descritto con una sorta di sguardo che abbraccia l'insieme, delicatamente suggerisce le forme e i volumi insistendo su alcuni dettagli. La vegetazione, i profili delle case, la scalinata che porta alla chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano e la statua sull'estrema destra in basso di Panfilo Castaldi (Feltre, ca. 1430 - Zara 1487) primo tipografo italiano e co-inventore con Gutenberg della stampa a caratteri mobili. Firma e data, VII 71, in basso a destra. Ottimo stato di conservazione, eccetto minimo ingiallimento del foglio.
Penna misure: mm 240 x 330 Pittore, frescante e incisore italiano., un artista poliedrico. Dopo gli studi scientifici, dal 1961 si dedica alla pittura grazie al maestro Bruno Saetti (Bologna 1902 - Bologna 1984) e attraverso diversi viaggi nelle città italiane studia Giotto, Masaccio ma anche l'arte etrusca e i mosaici di Monreale. Nel 1964 si trasferisce in Spagna avvicinandosi all'opera di Goya e di Picasso e l'anno successivo a Parigi. Collabora con riviste e periodici e illustra libri per scrittori contemporanei. Si avvicina all'incisione presso la stamperia d'arte Busato di Venezia; qui oltre a stingere amicizia con diversi artisti quali Ernesto Treccani (Milano 1920 - Milano 2009), Gina Roma (Vazzola 1914 - Fratta 2005), Giorgio Celiberti (Udine 1929) produce diverse litografie. Dal 1974 si dedica principalmente alla pittura a fresco realizzando dipinti murali, pubblici e privati sia in Italia che all'estero. Mediante una prospettiva dall'alto verso il basso, Calabrò rappresenta alcuni particolari della Piazza Maggiore a Feltre. L'opera appartiene probabilmente agli studi che l'artista esegue nel 1971 quando viene chiamato a illustrare scorci della città. Il tratto a penna rapido, quasi nervoso, descrive il lato sinistro della piazza; si riconosce la loggia del Palazzo neo-gotico Guarnieri, sullo sfondo la facciata della chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano che domina dall'alto, una parte della colonna con il Leone di San Marco e la statua di Vittorino de' Rambaldoni (Feltre 1373 - Mantova 1446) umanista ed educatore presso la corte dei Gonzaga. Firma, titolo e data in basso a destra a penna: Calabrò/Piazza Maggiore/luglio 71 Ottimo stato di conservazione, eccetto una piccola gora al centro.
1979Volume fotograficamente ben documentato sulla città da poco dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale agli anni del Dopoguerra e, poi, del Boom economico. Volume quasi perfetto, lievissime fioriture.
2020Tallone, Massimo Il fantasma di piazza Statuto. Torino - Trebaseleghe (Padova), GEDI-GNN srl-La Stampa-Edizioni del Capricorno, marchio di Centro Scientifico Arte s.r.l. (Corso Monte Cucco, 73) - Grafica Veneta S.p.A. (Stampa) 2020 italian, in ottavo pp. 272 ed. speciale pubblicata da GNN srl su licenza Centtro Scientifico Arte - Edizioni del Capricorno da vendersi all'origine in abbinamento esclusivo con il quotidiano La Stampa di Torino. Collana Piemonte in noir. VIII/272/brossura satinata (immagine di copertina: Rossana Berretta)/sovraccoperta patinata per l'ed. de La Stampa analoga alla copertina. Stato molto buono.
1984G. Roversi La Piazza Maggiore di Bologna. , Anniballi Edizioni 1984, Buono stato. Rilegato. Con inserto. La sovraccoperta è lievemente sporca. Buono (Good) . 245
1969Cecilia Pericoli Ridolfini Itinerari pedonali II Piazza Navona. , Palombi 1969, Copertina: flessibile in brossura, ingiallita e leggermente sporca con macchie d'umidità anche in quarta di copertina dove è presente un timbro, con margini leggermente stanchi. Taglio: ingiallito e leggermente sporco. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite e leggermente brunite ai margini. Margini delle pagine: ingialliti. Buono (Good) . 24 2564679290264
1985A clean, unmarked book with a tight binding. 9 1/4"w x 12 1/8"h. Catalogue for an exhibition in Rome at the Palazzo Braschi Piazza San Pantaleao, May 28 - June 16, 1985. Twelve black and white photos of Itralian gardens. Text in Italian. Slight wear, fading, and scuff marks on cover.
2011Autori: Fausto Carmelo Nigrelli, Maria Rosaria Vitale.
1994Scoppola, Francesco La piazza in Italia. , Banca di Roma 1994, Copertina rigida in seta con titolo oro, sovraccoperta plastificata illustrata, volume in perfette condizioni con illustrazioni a colori Buono (Good) . Copertina rigida 293
2019Padova, 18 aprile 1969. A tarda sera, in un appartamento vicino alla Stazione, si ritrovano alcuni membri del gruppo di estrema destra Ordine Nuovo, un agente dei Servizi segreti italiani e un misterioso personaggio arrivato in treno da Roma. La riunione ha lo scopo di decidere cosa fare per alzare il livello della tensione in Italia. Da quella sera in avanti si susseguiranno su tutto il territorio italiano numerosi atti terroristici, compiuti sotto la regia comune di Ordine Nuovo e di un altro gruppo di destra, Avanguardia Nazionale. Alla Fiera di Milano, alla Stazione Centrale, nei Tribunali di Torino, Roma e Milano, arrivando infine alle bombe del 12 dicembre 1969, fra cui quella che alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana ucciderà 17 persone. Un progetto comune, appoggiato anche da alcuni politici e dai Servizi, nato con un unico scopo: destabilizzare il Paese facendo ricadere la colpa sugli anarchici per provocare un colpo di Stato. Autori: Francesco Lisanti.
1694In 2°, (16) cc. (inclusi i due frontespizi), 489 (1) pp., (14) cc., doppio frontespizio in latino e italiano, entrambi con vignette tipografiche, con 79 tavole fuori testo, bianche al verso di cui 69 a piena pagina e 10 piu' volte ripiegate, legatura coeva in mezza pergamena e carta decorata con angoli.
1650In-folio, (32) carte, inclusa antiporta, 560 [i.e. 558] pagine, (30) carte, errori di numerazione. Bellissima antiporta figurata allegorica incisa in rame da Conelis Bloemaert su disegno di Giovanni Angelo Canini, ritratto di Innocenzo X, 1 grande tavola più volte ripiegata, 5 incisioni in rame a piena pagina (di Pietro Miotte), numerose xilografie nel testo, iniziali xilografiche, testo in carattere romano, corsivo, arabo, greco ed ebraico, marca tipografica in fine volume, brunitura su qualche carta, legatura in pergamena coeava, piccoli difetti.