1079 resultados
2010In 8°, br. edit. ill., pp. 182,(2); atti del convegno di Milano, Camera del Lavoro, dicembre 2009; con allegato DVD dello spettacolo "12/12... la bomba. Dall'autunno caldo a Piazza Fontana", ideato e curato da Angelo Ferranti e Leonardo Gervasi ottimo es.. (m081)
2017br. Cosa accadde veramente in piazza Fontana alle 16.37 di quel 12 dicembre 1969? Per quale motivo i servizi segreti intervennero per depistare le indagini? Chi furono i responsabili di questa e delle molte altre stragi che si susseguirono in una micidiale escalation di violenza a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e dei Settanta? Perché lo Stato, pur sapendo, non reagì? Dopo oltre 35 anni di latitanza sudafricana, l'ex generale del S.I.D. (Servizio Informazioni Difesa) Gian Adelio Maletti, unico condannato in via definitiva nei processi per la strage di piazza Fontana, accetta finalmente di raccontare la sua verità ai giornalisti Andrea Sceresini, Maria Elena Scandaliato e Nicola Palma. Superata la soglia dei novant'anni, Maletti rende noti per la prima volta nomi e cognomi di mandanti ed esecutori, complici e conniventi, sfogliando le pagine più oscure di un album di ricordi che attraversa un'intera, tragica stagione della storia italiana. I sette chili di tritolo alla Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana, la bomba nel cestino di piazza della Loggia, i quattro colpi di pistola con cui venne freddato Mino Pecorelli, si intrecciano alle trame della Loggia P2, alla storia di Ordine Nuovo e dell'Avanguardia Nazionale, "lo so i loro nomi", afferma Maletti in un passaggio dell'intervista. L'indagine dei tre giornalisti riapre gli archivi del generale e uno spiraglio di verità lontano dalle versioni ufficiali. Prefazione di Paolo Biondani.
2017br. Cosa accadde veramente in piazza Fontana alle 16.37 di quel 12 dicembre 1969? Per quale motivo i servizi segreti intervennero per depistare le indagini? Chi furono i responsabili di questa e delle molte altre stragi che si susseguirono in una micidiale escalation di violenza a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e dei Settanta? Perché lo Stato, pur sapendo, non reagì? Dopo oltre 35 anni di latitanza sudafricana, l'ex generale del S.I.D. (Servizio Informazioni Difesa) Gian Adelio Maletti, unico condannato in via definitiva nei processi per la strage di piazza Fontana, accetta finalmente di raccontare la sua verità ai giornalisti Andrea Sceresini, Maria Elena Scandaliato e Nicola Palma. Superata la soglia dei novant'anni, Maletti rende noti per la prima volta nomi e cognomi di mandanti ed esecutori, complici e conniventi, sfogliando le pagine più oscure di un album di ricordi che attraversa un'intera, tragica stagione della storia italiana. I sette chili di tritolo alla Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana, la bomba nel cestino di piazza della Loggia, i quattro colpi di pistola con cui venne freddato Mino Pecorelli, si intrecciano alle trame della Loggia P2, alla storia di Ordine Nuovo e dell'Avanguardia Nazionale, "lo so i loro nomi", afferma Maletti in un passaggio dell'intervista. L'indagine dei tre giornalisti riapre gli archivi del generale e uno spiraglio di verità lontano dalle versioni ufficiali. Prefazione di Paolo Biondani.
1996In-8, cartonato editoriale, sovracoperta, pagine 348. In buono stato di conservazione (good copy). Da oltre dieci anni gli autori, nel tentativo di svelare la complessa trama che si cela dietro questa 'strage di stato', conducono ricerche su piazza Fontana: hanno setacciato l'Italia, si sono recati in Spagna, Portogallo e negli Stati Uniti, hanno raccolto centinaia di testimonianze, seguito da vicino l'inchiesta del giudice Salvini e analizzato una serie infinita di documenti. Dalla loro indagine emerge una rete di complicità che si estende dalla Spagna alla Grecia, dal Portogallo alle ex colonie africane, fino agli Stati Uniti.
2019br. In un racconto serrato e documentatissimo, Benedetta Tobagi indaga la strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969) a partire dal primo processo sull'attentato, un processo-labirinto celebrato tra Milano, Roma e infine Catanzaro nell'arco di quasi vent'anni. Prima di essere affossato da assoluzioni generalizzate, esso porta alla luce una sconcertante trama di depistaggi fino a trasformarsi in un processo simbolico allo Stato: una ricostruzione che si arricchisce e trova sostanziali conferme nei decenni successivi. Piazza Fontana sottopone il sistema della giustizia a una torsione estrema; è un incubo, ma insieme un risveglio. Se da un lato la tragedia dell'impunità alimenta un profondo sentimento di sfiducia, dall'altro comporta una dolorosa presa di consapevolezza che contribuisce alla maturazione di una coscienza critica in ampi settori del mondo giudiziario e tra i cittadini.
2019ril. Il 12 dicembre 1969, una bomba scoppia all'interno della Banca nazionale dell'agricoltura in piazza Fontana a Milano provocando 17 morti e 88 feriti. È la «madre di tutte le stragi», il prologo di una stagione di violenti attentati che insanguinerà l'Italia negli anni successivi, ma per Gianni Barbacetto rappresenta anche il primo atto di una strategia eversiva molto più ampia e ispirata a un sistematico disegno criminale. Quell'ordigno segna infatti l'inizio di una «guerra non ortodossa»: da una parte, un esercito occulto, senza divise e senza bandiere ma pronto a tutto, che riteneva di combattere contro il «mostro» comunista; dall'altra parte, cittadini inermi con l'unica colpa di trovarsi al momento sbagliato nel luogo sbagliato: una banca, un treno, una piazza, una stazione. Dopo gli anni dell'orrore e dell'indignazione, e dopo il fallimento quasi completo della via giudiziaria, quelle stragi sono state ridotte a occasione per meste cerimonie di commemorazione. Questo libro, frutto di una ricerca di decenni, dà voce in presa diretta ai magistrati che hanno indagato sull'eversione, getta nuova luce su eventi tra i più oscuri della nostra Repubblica, li collega tra loro e sottolinea come le vicende siano ormai chiare, le responsabilità accertate, il disegno e le connessioni svelati. E ribadisce che raccontare resta un dovere per non dimenticare.
2021br. Il 12 dicembre 1969, una bomba scoppia all'interno della Banca nazionale dell'agricoltura in piazza Fontana a Milano provocando 17 morti e 88 feriti. È la «madre di tutte le stragi», il prologo di una stagione di violenti attentati che insanguinerà l'Italia negli anni successivi, ma per Gianni Barbacetto rappresenta anche il primo atto di una strategia eversiva molto più ampia e ispirata a un sistematico disegno criminale. Quell'ordigno segna infatti l'inizio di una «guerra non ortodossa»: da una parte, un esercito occulto, senza divise e senza bandiere ma pronto a tutto, che riteneva di combattere contro il «mostro» comunista; dall'altra parte, cittadini inermi con l'unica colpa di trovarsi al momento sbagliato nel luogo sbagliato: una banca, un treno, una piazza, una stazione. Dopo gli anni dell'orrore e dell'indignazione, e dopo il fallimento quasi completo della via giudiziaria, quelle stragi sono state ridotte a occasione per meste cerimonie di commemorazione. Questo libro, frutto di una ricerca di decenni, dà voce in presa diretta ai magistrati che hanno indagato sull'eversione, getta nuova luce su eventi tra i più oscuri della nostra Repubblica, li collega tra loro e sottolinea come le vicende siano ormai chiare, le responsabilità accertate, il disegno e le connessioni svelati. E ribadisce che raccontare resta un dovere per non dimenticare.
2008Brossura in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata, con bandelle. Timbro commerciale al frontespizio. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate da tonalità seppia, come i tagli, con numerose fotografie in bianco e nero, nel testo. Numero pagine 351. USATO
2012ill., br. Milano, 12 dicembre 1969, ore 16,37, una bomba squarcia la Banca Nazionale dell'Agricoltura. Uccide 17 persone e ne ferisce più di novanta. Cambia la storia d'Italia. Sotto la spinta d'imponenti trasformazioni sociali esplose negli anni Sessanta, si aprono i Settanta, decennio segnato da stragi e violenza politica. Più di quarant'anni dopo, nel marzo 2012, un film tenta di raccontare la vicenda. È "Romanzo di una strage" di Marco Tullio Giordana. E l'Italia di nuovo si lacera. Eppure Piazza Fontana è una strage senza condannati, non senza colpevoli. È una delle verità di cui abbiamo bisogno, perché nelle sue tragiche e comiche maschere ritroviamo tratti rilevanti della crisi di oggi. Una verità da difendere, quindi, se vogliamo trasferire ai più giovani quel senso del passato necessario a progettare il futuro oltre la retorica dei giorni della memoria. Alla verità, quindi, e al suo rapporto con quel passaggio chiave della nostra storia, dedicano in questo libro la propria riflessione il giudice Guido Salvini, artefice dell'ultima indagine sulla strage, Luciano Lanza, amico di Giuseppe Pinelli e memoria storica dell'anarchia milanese, Francesco Barilli e Matteo Fenoglio, autori delle graphic novels sulle stragi italiane, filosofi come Roberta De Monticelli, Paolo Costa, Andrea Zhok, storici come David Bidussa e Maurizio Cau, esperti della produzione e dei consumi letterari come il direttore editoriale di Longanesi, Giuseppe Strazzeri.
2019br. Milano, 12 dicembre 1969. Una bomba esplode nella sede della Banca nazionale dell'agricoltura, in piazza Fontana. È una strage. È l'inizio della strategia della tensione che con il sangue e la violenza tenta la via del colpo di Stato autoritario. Lucarelli ricostruisce questo «romanzo nero della Storia d'Italia», guidandoci in un percorso disseminato di bugie, capri espiatori, coperture e depistaggi. In appendice, a cura di Nicola Biondo, la cronologia degli avvenimenti, la sintesi delle fasi processuali, le biografie dei protagonisti, la bibliografia e filmografia essenziali.
1920Stampa fotografica di misura 142x94 mm. La fotografia raffigura Piazza Duomo di Trento dove alcune persone passeggiano. In secondo piano la Cattedrale di San Vigilio e piccolo scorcio della Fontana del Nettuno. Al verso note manoscritte.
1895Stampa all'albumina di misure 130x95 mm. Buono, ordinari segni d'uso e del tempo, piccola mancanza nell'angolo inferiore destro.
1942Foto in buono stato di dimensioni 18x13.
1967In-4, tela editoriale, sovracoperta (lievi tracce d’uso), pp. 205 con XL tavole a colori e 221 illustrazioni in bianco e nero. In buono stato (good copy).
900Cm 36x25 al vivo, riproduzione di stampa d’epoca, stampata a torchio e acquerellata a mano. In buono stato.
1986In-8 (cm. 22.80), brossura illustrata, pp. 241, (3), con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. In ottimo stato (nice copy).
2008In-8 (cm. 21), brossura illustrata, pp. 104, con illustrazioni in bianco e ner nel testo. Prefazione di Massimiliano Orsatti. In ottimo stato (nice copy).
Foto originale all'albumina del 1870 circa che mostra la veduta animata di Piazza del popolo presa dalla porta. Al verso "Sommer & Behles" fotografi attivi con questo marchio tra il 1867 e il 1874. La fotografia è applicata su cartoncino originale marchiato. Dimensioni cartoncino: mm 63x101. Dimensioni foto: mm 59x90. In ottime condizioni. Original albumine photo of 1870 circa showing the view of Piazza del popolo from porta in Rome. In the verso "Sommer & Behles" photographer active with this trademark between 1867 and 1874. The photo has been applied in an original marked carton paper. Size of page: mm 63x101. Size of the photo: mm 59x90. In very good conditions.
Firenze, [s.n.t.], [1850], incisione in rame, mm. 155x192 (l'impronta della lastra), mm. 262x350 (il foglio). Firmata in lastra: Saverio Pistolesi del. sculp. Tavola proveniente da "Album pittorico disegnato ed inciso da Saverio Pistolesi", Firenze, 1850. Ottime condizioni.
1982In-8 (cm. 27.10), brossura illustrata, pp. 167, (1), con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Prefazione di Lodovico B. Belgiojoso. In ottimo stato (nice copy).
1989Mm 220x310 Volume cartonato di pp. 341 con centinaia di illustrazioni a colori, sovraccoperta figurata. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1842Bella acquaforte del 1842-45, tratta dall'opera "Corografia fisica storica statistica d'Italia" dello Zuccagni Orlandini. La veduta animata rappresenta una scena di vita quotidiana nella Piazza dei Mercanti a Milano. Testo in lingua italiana. In discrete condizioni, fioriture, segni di umidità. Rifilatura al margine inferiore. TECNICA: Acquaforte DIMENSIONI FOGLIO: cm 46x32,5 DIMENSIONI INCISIONE: cm 28,5x19 EPOCA: 1842/45. Beautiful etching of 1842-45 taken from the work "Corografia fisica storica statistica d'Italia" by Zuccagni Orlandini. The animated view represents a scene of daily life in the Piazza dei Mercanti in Milan. Text in italian language. In fair conditions, foxings. Humidity signs. Lower edge has been cut TECHNIQUE: Etching LEAF SIZE: cm 46x32,5 PRINT'S SIZE: cm 28,5x19 PERIOD: 1842-45
900Cm 36x25 al vivo, riproduzione di stampa d’epoca, stampata a torchio e acquerellata a mano. In buono stato.
Acquatinta misura: mm 140 x 190 Importante acquafortista e disegnatore attivo per lo più a Milano. Autore di un gran numero di vedute fù il principale illustratore dell'Album Esposizione di Belle Arti in Milano. Tale album venne pubblicato annualmente dal 1839 al 1861 prima da Carlo Canadelli e poi da Giuliano Canadelli e C., in forma di strenna con tavole ritraenti le opere esposte annualmente presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Egli fu un abile e attento vedutista capace di cogliere il bello della vita quotidiana tanto incidendo da sue stesse invenzioni tanto riproducendo dipinti o fotografie di altri autori. A tal proposito vale la pena ricordare la serie del Dragherrotipo delle vedute milanesi, primo esempio di impiego della fotografia quale modello per le incisioni, esteso anche ad altre città italiane per un totale di 119 tavole. Questa tavola di traduzione riprende un dipinto eseguito da Angelo Inganni (Brescia 1807 - Gussago 1880) su commissione del Nobile Signor Filippo dei Marchesi Villani. Vediamo Piazza Borromeo a Milano durante una copiosa nevicata. Gli edifici che circondano la piazza hanno i tetti imbiancati, gli esili alberi in primo piano sono spogli, animano la scena signori in tuba e pastrano, un curato, due cani, un carro e una carrozza, una scena animata che pare descritta come in un fotogramma. Si noti a destra l’insegna di un rivendita di "Tabacchi/sale e cartaboll” appena sotto l’insegna con l’aquila bicipite dell’Imperatore d’Austria. Oltre l’immagine in basso inciso il titolo e più sotto nell'angolo destro "Cherbuin dis. et inc". Impressione eccellente dai contrasti chiaroscurali. Ottimo stato di conservazione. Piccoli margini oltre la battuta del rame. Bibliografia: Paolo Arrigoni, Milano nelle vecchie stampe, 1970 (Album Esposizione di Belle Arti in Milano, a III-XI, 1839-51), 1970, 189/6.
(Palermo), Poligraf, (1978), in-8, br. edit., pp. (64): tutte illustrate da riproduzioni fotografiche a col.