2,769 results
1988FELTRINELLI 1988. SEGNI DEL TEMPO, BRUNITURE AI TAGLI, ESEMPLARE PRESSOCHé PERFETTO. Una riflessione sull'esperienza del dolore in cerca dei luoghi comuni e topoi della tradizione greca e ebraico-cristiana dell'Occidente. Una ricerca sulle tensioni presenti nell'universo del dolore e sulle aporie del futuro. Un'occasione terapeutica di individuazione della giusta distanza per tener testa al proprio patire individuale. Parole e frasi comuni Adamo Aristotele Bibbia biblico bisogna capacità caso certo ché colpa colui contempo contesto creazione cristiana cristianesimo Cristo crudeltà dell'esistenza dell'uomo determinazione dice divina ebraica Empedocle Eraclito Eschilo esiste esperienza esso figura del Servo filosofia forma forza Genesi Gesù Giobbe giustizia giusto gnosi greci grido infatti Isaia Israele Jahvé Kierkegaard l'esperienza del dolore l'uomo Libro di Giobbe Ligier limite male manifesta mente metafisica modalità mondo morte natura Neher neopaganesimo Nietzsche originaria paganesimo parola patire peccato pena perfettamente Platone possibile potenza principio promessa Prometeo proprio pudore punto Qohélet radicale ragione rapporto realizza rende resta retribuzione rienza risulta salvezza sapienza senso sentimento significa Signore simbolica situazione sofferenza soffrire Sofocle soggetto speranza storia T.S. ELIOT tale tecnica tema tensione Teognide teologia teologia del patto Teologia dell'Antico Testamento termini terra tradizione ebraico-cristiana tragedia tragico uomini verso viene visione vivere YHWH Zeus
in-8°, 199 pp., broche, couv. illustree. Tres bel ex. [DV-12]
in-8 (14x19), 400 pp., broche, couv. Bel exemplaire. [PH-4]
1989Mm 160x235 Antologia a cura di Massimo Baldini - Brossura editoriale di 167 pagine. Letture critiche di Antiseri, Ayer, Bartley, Carnap, Engelmann, Feigl, Janik, Mc Guinnes, Malcolm, Neurath, Parak, Popper, Ramsey, Russell, Toulmin, von Ficker, von Wright. Diffuse sottolineature ed evidenziature colorate, buona copia da studio. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1987ref. fr679Armand Colin Revue de Métaphysique et de Morale Dos carré collé 1987 In-8 (15.5x24 cm), dos carré collé, 146-287 pp., n°2 de la 92e année de la 'Revue de métaphysique et de morale', avril-juin 1987 ; une pliure au dos, coiffes et coins à peine frottés, intérieur frais, bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
2006br. La via che Pietro Ubaldi indica è quella dell'evoluzione umana, volta alla conquista di una "nuova coscienza cosmica", capace non solo di far sentire ogni uomo membro di un'umanità che comprende tutti gli esseri dell'universo, ma anche di rappresentare una forza e di avere un gran compito nel funzionamento organico dell'universo stesso.
2016br. Molti osservano che le relazioni umane hanno subito nel corso degli ultimi decenni un processo di imbarbarimento e di degrado quasi inarrestabile. Tuttavia le denunce e le deplorazioni di tale fenomeno, che si manifestano in modo costante e puntuale tanto nell'opinione pubblica quanto nella teoria critica, non hanno portato ad una inversione di tendenza e sono rimaste per lo più inefficaci, sia quando sono ispirate dal rimpianto di un mondo passato, sia quando sono animate da propositi riformatori e progressisti. Conservatori e rivoluzionari hanno in comune una concezione massimalistica della civiltà e della virtù. Agalma, fin dalla sua fondazione nel 2000, si è mossa in un' altra direzione ed ha fatto propria, più a meno consapevolmente, l'analisi del filosofo scozzese Alasdair MacIntyre, secondo il quale il linguaggio della morale sta in uno stato così catastrofico da aver perduto ogni credibilità, tanto che nessuno può arrogarsi il diritto far prediche o di proporre mutamenti sociali radicali (Dopo la virtù, Armando Editore, 2007).
2019br. Contiene i contributi di: L. Manfreda (editoriale), A. Perniola, R. Esposito, F. Scrivano, E. Lisciani-Petrini, G. Traversa, G. Strummiello, F. Cimatti, R. De Gaetano, S. Facioni.
2020br. In questo numero che segna il ventennale di Agalma facciamo ritorno a Mario Perniola, con la consapevolezza, tuttavia, che nel breve arco di tempo che ci separa dalla sua morte non ce ne siamo mai davvero allontanati. Anche l'ultimo fascicolo, dedicato all'Italian Thought, ha mostrato, più o meno implicitamente, quanto molti, decisivi temi oggi rielaborati nella riflessione filosofica rinviino al suo pensiero. Così Andrea Tagliapietra, che apre con un suo scritto questo numero, sottolinea come già nel 1985 Perniola, riferendosi a Giordano Bruno o a Vico, parlasse di una 'differenza italiana'. Tagliapietra pone giustamente in evidenza come, attraverso una profonda revisione della categoria del 'sentire', Perniola intenda sottrarsi alla metafisica dualista corpo/anima, materia/spirito, coscienza/oggetto e alla sua inesausta ricerca di un senso originario, dell'eterno che precede ogni tempo, da una parte, e all'indifferentismo post-moderno, al già-tutto-sentito che caratterizza quella specie di estremo, irriconoscibile discendente del musiliano 'uomo cerebrale' della Zivilisation, dall'altra. Movimento che sembra prender forma in un 'Egitto del sentire' che si contrappone al suo uso genealogico, all'idea d'una remota sapienza che giace immutabile, protetta dal sedimentarsi delle differenze di stili e culture che si succedono nel corso del tempo. La modalità 'egizia', mai del tutto perduta, genera invece un continuum, una corrente percepibile tra interno ed esterno, natura ed arte, animale e cosa, cose vive e cose morte. Proseguendo su questo stesso solco, Massimo Di Felice ha posto in evidenza come Perniola, nei suoi testi, vada oltre il semplice allarme che l'espansione della dimensione connettiva digitale ha prodotto in molti studiosi riguardo all'integrità del soggettivo. È piuttosto da sottolineare come le forme stesse dell'esperienza individuale stiano subendo in questi nuovi processi una profonda trasformazione, tanto da porre in dubbio l'adeguatezza delle tradizionali categorie ermeneutiche sinora adoperate per la decifrazione e il giudizio di questi 'perturbanti' modi d'essere (...)
2020br. Rivista di studi culturali e di estetica fondata da Mario Perniola.
2021br. Rivista di studi culturali e di estetica fondata da Mario Perniola.
2017br. "In effetti in tutti e tre questi campi è avvenuta una frattura epistemologica per cui questi tre termini hanno assunto un significate molto differente da quello che la tradizione attribuiva loro. Per quanto riguarda l'arte, rimando al mio libro L'arte espansa' (Einaudi, 2015) che spiega come nel corso degli ultimi decenni si sia completamente erosa la differenza tra arte e non-arte. Per quanto riguarda il design, rimando alla recensione di Giuseppe Patella allibro di Vilém Flusser, 'Filosofia del design' (in Agalma, 7 -8), da cui risulta che la dimensione progettuale che viene attribuita al design si rivela piuttosto inadeguata per interpretare la situazione attuale troppo fluida e mutevole e perciò inadatta a fare piani di lunga scadenza. Infine per quanto concerne l'artigianato, il saggio di Sarah F. Maclaren 'Che cosa sono gli Studio Crafts?' (Agalma, n. 13) ha mostrato che anche questo campo è stato completamente destabilizzato da numerose altre forme di 'crafts (rural craft, folk craft, vernacular craft, studio craft, luxury craft, amateur craft, ethnic and tourist craft, women's craft ... )' ognuna delle quali richiede uno studio specifico. " (Dall'editoriale di Mario Perniola)
2011br. Questo nuovo numero di "Ágalma", la rivista di studi culturali e di estetica diretta da Mario Perniola, raccoglie gli articoli di Veronica Pravadelli, Giorgio Bertellini, Raffaele De Berti, francesco Pitassio, Cristina Jandelli, Lucia Cardone, Monica Dall'Asta, Maria Paola Pierini, Silvio Alovisio, Luca Mazzei, Denis Lotti, Valentina Colet, Donatella Orcchia, Filippo Ferraresi, Paolo Bartoloni, Massimo Fusillo.
2014brossura Editoriale: Con gli occhi chiusi; Premessa: Colloquio a due voci; Cinema e iconoclastia:; Maria Tilde Bettettini Storia dell'iconoclastia e del cinema nudo; Sara Damiani Il cinema e il trapianto iconoclasta delle immagini; Barbara Grespi L'immagine sfregiata. Il cinema e i volti del sacro; Daniele Dottorini Punto cieco. Isou, Debord, Monteiro e la negazione dell'immagine; Luca Venzi Tinte brucianti. Colore e cancellazione dell'immagine; Elio Ugenti I limiti del visibile nel cinema di Abbas Kiarostami; Bruno Roberti Una invisibile incarnazione; Enrico Carocci "Senza immagine". Inland Empire, immaginazione e iconoclastia; Documenti: Thomas Elsaesser "Where were you when...?"; or, "I Phone therefore I am"; Recensioni: Heinrich Detering L'Anticristo e il Crocifisso. L'ultimo Nietzsche (Massimo Canepa); Roberto Calasso L'impronta dell'editore (Isabella Vincentini); Marco Dotti Il calcolo dei dadi - Azzardo e vita quotidiana (Enea Bianchi); Segnalazioni: Nicola Chiaromonte; Arthur Coleman Danto; Michel De Certeau; Giulio Ferroni; Mariapaola Fimiani; Diego Fusaro; Roberto Mordacci; Nicola Perullo; Paolo Poma; Umberto Roberto; Andrea Tagliapetra.
2014brossura
2015br. Questo nuovo numero di "Ágalma", la rivista di studi culturali e di estetica diretta da Mario Perniola, raccoglie gli articoli di Miki Okubo, Fabrizio Scrivano, Sergio Benvenuto, Paolo Bartoloni, Antonio Romano, Marco Viscomi, Cristina Formenti.
2015br. Mi è stato riferito un episodio, a suo modo divertente, sul pensiero delle campagne in merito alle consuetudini matrimoniali. In occasione della redazione di una tesi di laurea sulla mentalità tradizionale in un ben preciso e circoscritto ambito territoriale, un parroco di campagna era rimasto molto turbato, quando l'autrice dell'inchiesta, armata di questionario e opportuni mezzi di registrazione, si era presentata a lui, ponendogli questa provocatoria domanda: 'Ma ci si sposa ancora...?' aggiungendo poi, dopo una pausa di sospensione '... in chiesa...', ma solo per rendere il quesito più vicino a lui e alla sua ottica. L'intervistatrice, tuttavia, intendeva non solo lì, ma in generale, ritenendo quella pratica retaggio di tempi remoti. Quello che infatti aveva in mente però era argomento di sociologia, non tematica per preti rurali. Il pover'uomo rimase, pare, letteralmente senza parole (forse gli sarà venuta in mente l'intimazione dei bravi a don Abbondio. Interdetto balbettò, incespicò, non seppe comunicare altro che non fosse il suo stupore. La responsabile di tale disagio, subito pentita per averlo messo in crisi, cercò di rimediare al suo sconcerto ridimensionando il contenuto del quesito e accollandosi la colpa di non essersi saputa esprimere.
2016brossura Questo nuovo numero di "Ágalma", la rivista di studi culturali e di estetica diretta da Mario Perniola, raccoglie gli articoli di: Anne-Emanuelle Demartini, Anselm Jappe, Luigi A. Manfreda, Stefano Catucci, Norihide Mori, Marika Pensa, Matteo Monaco.
2017br. Questo numero di Àgalma esce in concomitanza con un anniversario importante: è infatti proprio il 31 ottobre 1517 che, secondo la tradizione, Martin Lutero affisse sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg le 95 tesi che per convenzione storica segnarono la nascita della Riforma protestante. Non è dunque un caso che la parte monografica sia dedicata alle proteste, contestazioni e minoranze. L'articolo guida è un testo di Serge Moscovici che mostra quali siano le condizioni perché una minoranza, anche estremamente esigua, e addirittura limitata ad un solo individuo, possa esercitare influenza e ottenere un riconoscimento, naturalmente a condizione che sia attiva. Ciò premesso, bisogna tenere presente che la stragrande maggioranza delle proteste falliscono ed è anche legittimo chiedersi se questo tipo di azioni sia una forma di lotta efficace, oppure sia addirittura controproducente perché mette allo scoperto i dissenzienti consentendo al nemico di individuarli e di combatterli meglio. Uno dei famigerati Trentasei stratagemmi cinesi consiglia di "solcare il mare senza che il cielo se ne accorga". In effetti molto spesso la protesta nasce dall'ingenuità, vale a dire dal presupposto che l'avversario sia onestamente disposto ad ascoltare e a discutere al fine di trovare un compromesso tra opposte esigenze. Lutero stesso non intendeva operare una rottura risolutiva con la Chiesa di Roma e il successo della sua azione è dovuto alla concomitanza di fattori imprevedibili. Se si arriva ad un dialogo è perché la controparte teme una ritorsione, ma ciò implica che il "protestante" sia in grado di minacciarla: "tutt'i profeti armati vincono, e li disarmati ruinorno" (Machiavelli). Questo è tanto più vero se guardiamo alle proteste del nuovo millennio: per esempio, milioni di persone sono scese in piazza il 15 febbraio 2003 senza ottenere alcun risultato e la stessa cosa si può dire a proposito di tante altre proteste recenti in varie parti del mondo occidentale. La causa principale di questi fallimenti è dovuta all'egemonia assunta dal discorso economico che ha completamente soppiantato il discorso politico, al punto che chi osava criticare l'attuale stato di cose in nome di una teoria passava per un residuo del passato. Su questo punto non è superfluo citare Lenin, secondo cui "Senza teoria rivoluzionaria non vi può essere movimento rivoluzionario" (Che fare?).
2018brossura Rivista di studi culturali e di estetica fondata da Mario Perniola.
2018br.
2019brossura
2021br. Rivista di studi culturali e di estetica fondata da Mario Perniola.
2022br. "Ágalma. Rivista di studi culturali e di estetica" è una rivista semestrale fondata a Roma nel 2000 da Mario Perniola, insieme a Gianni Carchia e ad altri intellettuali italiani e internazionali. È diretta da Luigi Antonio Manfreda. Condirettrice Ivelise Perniola.