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1977Mm 155x215 Collana di classici di filosofia. Traduzione e note di Niso Ciusa. Brossura editoriale di 77 pagine. Bruniture alla copertina e timbro omaggio perforante al retro, timbro di biblioteca privata dismessa al frontespizio, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1985ref. ln507Vie et action Dos carré collé 1985 In-12 (14x20 cm), dos carré collé, couverture illustrée, 55 pages, préface de René Hottekiet, illustrations noir et blanc hors-texte ; coiffes un peu frottées, quelques annotations au feutre, par ailleurs bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
195014143 Francesco Egidi Francesco Egidi. Un grande medium. Daniel D. Home. Roma, Cooperativa E.S.I.M. 1950 , cm 19,5 x 13 168 14143 Francesco Egidi - UN GRANDE MEDIUM : DANIEL D. HOME - 1950 lingua : italiano editore : Cooperativa E.S.I.M. / Roma edizione : 1950 collana : Piccola Biblioteca di Metapsichica rilegatura : brossura cm. 19,5 x 13 pag. 168 condizioni : buonissime le condizioni generali La spedizione "PIEGO DI LIBRI" non è tracciabile e sebbene lo si possa riconoscere come un ottimo servizio, non si escludono rischi che saranno a carico dell'acquirente Per spedizioni internazionali scriveteci per sapere le tariffe applicate For international shipping please contact us to find out the fees charged Pour les envois internationaux s'il vous plaît nous contacter pour connaître les frais facturés
ref. 92442Paris, Presses Universitaires de France (PUF), 1969. 11 x 18, 128 pp., broché, bon état.
1990ref. fj1314Editions Pangé Dos carré collé 1990 In-8 (13.5 x 21.5 cm), dos carré collé, 272 pages ; petit défaut de massicotage, coiffes un peu frottées ; très bon état par ailleurs. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1971BUONO. SOVRACOPERTINA VISSUTA
1976ref. 4056Seghers 1976 230 pages in8. 1976. broché. 230 pages.
1948Prima edizione Dottrina kantiana nella quale confluiscono le principali correnti del pensiero anteriore e da cui deriva tanta parte del pensiero moderno.
1996Mm 120x160 Collection "Philosopher", n. 14. Brossura editoriale di 63 pagine. Esemplare in ottime condizioni, pari al nuovo. Testo in francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1964Libriccino, sotto forma di diari.
1982Mm 110x180 Collana "I Filosofi". Brossura originale, 194 pagine con bibliografia in chiusura. Sottolineature e postille a matita e a penna. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2012br. Tra cinema e verità sembra sussistere un'opposizione insanabile. Mentre, infatti, in quanto è una forma di poiesis, il cinema ha a che fare col "verosimile", la filosofia tende a raggiungere la verità. A ciò si aggiunga che il cinema appare lontano, in quanto intrattenimento, dall'austera serietà di cui è accreditata la filosofia. Risalendo alla "poetica" di aristotele, e richiamando gli esiti più maturi della filosofia francese della seconda metà del novecento, in questo saggio umberto curi cerca di dimostrare che al cinema può essere riconosciuto uno statuto paragonabile a quello del mythos antico, sicché esso esprime un altro modo, non meno rigoroso rispetto al locos, di sviluppare l'interrogazione filosofica.
1927ref. 5027Couverture souple. Broché. 256 pages.
1997ref. 203266Couverture souple. Broché. 197 pages.
1993brossura
1916ref. pt1600Librairie Félix Alcan Bibliothèque de philosophie contemporaine Broché 1916 In-12 (12 x 18,5 cm), broché, 165 pages, exposé et critique par Harald Höffding, traduction et avant-propos par Jacques de Coussange, suivis d'une lettre de Henri Bergson à l'auteur ; couverture en partie salie, coins cornés, dos plissé et sali, coiffes et mors frottés, quelques surlignages au crayon papier, état général correct. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1929J. CHEVALIER L' habitude. Essai de métaphysique scientifique. Parigi, Boivin 1929 french, 256 CH79 Brossura editoriale volume in discrete condizioni, abrasioni agli angoli della copertina, segni di lettura sul dorso, pagine leggermente ingiallite e sfalzate, testo in francese 256 pagine circaCopertina come da foto
2020È stato presto chiaro all'essere umano capace di riflessione che i sensi ci possono ingannare. Non solo sono strumenti fisici imprecisi e soggetti a prestazioni altalenanti rispetto a un obbiettivo ideale, ma vi è anche un aspetto concettuale che riguarda quello che effettivamente percepiamo quando, per esempio, guardiamo l'albero che sta di fronte a noi. Che cosa succede esattamente? Da pochi decenni conosciamo piuttosto bene il funzionamento del nostro sistema visivo: come la luce si rifletta sugli oggetti e raggiunga la nostra retina e i segnali elettrico-chimici nel cervello diano luogo all'immagine di un albero davanti a noi e agli stati mentali coscienti connessi. In realtà, i meccanismi della coscienza ci sono ancora oscuri (e fa bene Andrea Bucci, in appendice, a rilevare le lacune attuali del riduzionismo materialistico). Ma, in genere, ciò non tocca l'elaborazione che la filosofia da quasi tremila anni conduce. E di cui abbiamo un assaggio in questo agile libro. Presentazione di Andrea Lavazza. Autori: Andrea Bucci. Prefazione: Andrea Lavazza.
2022br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
2022br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
1968ref. 98504Neuchatel: Baconniere 1968. XVII, 248 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2020br. Ogni immagine, diceva György Lukács, è di questo mondo e il suo sguardo brilla per la gioia di esistere. Riprodurre e rappresentare la vita in un'immagine è uno dei più antichi dispositivi sentimentali per trattenere la presenza reale dei corpi dal loro svanire attraverso il tempo. Dalla video-arte di Bill Viola risalendo fino alla pittura di Masolino da Panicale o del Pontormo, da un racconto di Borges sulla creazione artistica al teatro, e dal teatro alla fotografia, queste tre riflessioni, nate in tre diversi laboratori di pensiero, interrogano la capacità dell'immagine contemporanea di produrre una rottura estatica e di aprire uno stato di sospensione nel flusso "cronovoro" di una realtà sempre più estetizzata e spettacolarizzata. Per scoprire che dentro l'immagine il tempo dello spettatore non ha esattamente la stessa direzione che fuori da essa e che l'arte può ancora, malgrado tutto, salvarci e trasformare la vita. Prefazione di Antonella Anedda.