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1977réf. RO90001193EDITIONS 10/18 N° 1193. 1977. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. Non Renseigné. . . . Classification Dewey : 0-GENERALITES
1979réf. 04975810/18 broché Bristol illustré 1979 429 pages en format 11 - 18 cm 2-264-00246-8
1979réf. 02132010/18 broché Bristol illustré 1979 429 pages en format 11 - 18 cm 2-264-00246-8
1979Broché. 430 pages. Format de poche.
réf. 68968Vol. V. - N° 4 - Octobre-Décembre 1935 - in-8 broché - revue illustrée - Publiée tous les trois mois par les Oblats de Marie Immaculée de l'Université d'Ottawa - 208 pages
réf. FR14130kPHOTOS SUR DEMANDE
réf. FR20061PHOTOS SUR DEMANDE
réf. 31254N° 84-85 de 1994 - 1 vol in-8 broché - 172 pages - illustrations hors texte
1978réf. 1253261978 Revue trimestrielle - Numéro spécial - 1978 - In-8, broché, couverture illustrée - 111 pages - Illustrations et reproductions photographiques en N&B
réf. 4669348e année - N° 1 et 2 - Janvier-février 1923 - Félix Alcan, Editeur - Broché
réf. 4416010e année - N° 6 - juin 1885 - Félix Alcan, Editeur - Broché
in-4, 207 pages, illustrations in-t. n/b, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire. [HP-4]
1884réf. S61396London, Kegan Paul 1884 xvii + 299pp.+ engraved frontispice (author's portrait), 17cm., beautiful modern half-leather binding (gilt title on spine), upper edges in gilt, few foxing, VG
1884xvii + 299pp.+ engraved frontispice (author's portrait), 17cm., beautiful modern half-leather binding (gilt title on spine), upper edges in gilt, few foxing, VG
réf. 35954Leeds Yorkshire : Compiled by P.G.M. J. A. Rhodes and G.S. Charles Bonfield 1911 . 8vo. 8.75" x 5.75" . pp.72 . A very good original green cloth binding. Front board with large gilt crest to centre. Edges lightly rubbed and one small ink spot to lower outside corner of the front board. Clear English text in red & black. Pages very clean except for a few light blemishes from previous use. A well preserved copy of a scarce book. Leeds [ Yorkshire ]: Compiled by P.G.M. J. A. Rhodes and G.S. Charles Bonfield, 1911 . hardcover
Kimé, 1995, ENVOI autographe de l'auteur, 457 pp., broché, légères traces d'usage, plis de lecture sur le dos, état correct.
Kimé, 1999, ENVOI autographe de l'auteur, 288 pp., broché, légères traces d'usage, pli de lecture sur le dos, état correct.
1917réf. 6152Paris, Librairie Félix Alcan, 1917 ; in-8, broché ; XI pp. , 414 pp. , 10 pp. , (1) f. de catalogue de l’éditeur.
2015ill., br. L'indagine del volume si incentra sull'esame di alcune idee estetiche del Giappone tradizionale che non sono state oggetto di analisi teoretiche sistematiche, ma hanno trovato espressione in concrete pratiche di vita e attività artistiche concepite come vere e proprie "vie" di perfezionamento spirituale. Il saggio si compone di due parti. Nella prima si pongono le premesse per indagare le idee-patrimonio dell'arte e della cultura estetica nipponica; la messa a fuoco di alcuni principi cardine che affondano le loro radici nella sensibilità "classica" giapponese contribuisce a illuminare taluni tratti della visione del mondo estremo-orientale. Nella seconda parte si analizzano alcune significative idee estetiche, la cui peculiarità è di non essere mai state organizzate in un sistema organico, forse perché troppo ovvie o troppo "vissute". Proprio nello spirito di tale dimensione esistenziale la struttura del libro segue un percorso non lineare, dettato essenzialmente da libere associazioni, ispirandosi al genere classico "zuihitsu" - letteralmente "seguire il pennello", ovvero pensieri in libertà, non necessariamente legati da nesso logico. Lungo questo percorso si sviluppano poi ulteriori diramazioni innescate da quei punti di congiunzione con il pensiero filosofico ed estetico occidentale che si offrono all'intuizione nella prospettiva di un'ermeneutica comparata.
2020br. La dimensione estetica associa l'umano sentire a un "comune" che si è soliti qualificare "universale" per via di una natura percettivo-sensibile di cui tutti siamo partecipi e che l'arte trasfigura in forme. Di questo sentire ci parlano le voci diversissime eppure segretamente accordate di venti figure esemplari della cultura moderna che hanno intrecciato nei loro sguardi Occidente e Oriente e che sono qui ripartite sotto tre insegne. La prima, Sguardi da Occidente, allinea le voci di Goethe, Schlegel, Schopenhauer, Montessori, Rilke, Focillon, Lacan, Malraux, Lévi-Strauss, Dorfles, Barthes, Zolla. Sotto la seconda, Sul confine tra Occidente e Oriente, troviamo Solov'ëv e Florenskij. La terza, Sguardi da Oriente, raccoglie le interpretazioni di Tagore, Nishida Kitar?, Coomaraswamy, Kuki Sh?z?, Fung Yu-lan, François Cheng. Sono venti perle di un pensiero comparativo con due secoli di storia scelte per costituire un unico filo di riflessioni sulla bellezza, sullo svelarsi inesauribile dei suoi riflessi; perché, come dice Solov'ëv, «la bellezza non appartiene né al corpo materiale del diamante né al raggio di luce che quello rifrange ma è un prodotto d'ambedue nella loro azione reciproca».
1998EDIZIONI D'ARTE FRATELLI POZZO 1998, FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PICCOLE ABRASIONI (COME DA FOTO), PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Con interventi di: Ulla Alasjärvi, Aldo Carotenuto, "Controluce" Teatro d'ombre, Hgues Decointet, Ezio Gribaudo, Arrigo Lora-Totino, Laura Mancinelli, Maria Angela Masino,Maria Micozzi, Antonio Miredi, Raffaele Palma, Luisa Rabbia, Enrico Remmert,Graziella Riviera, Marino Tarizzo, Marco Vallora, Stefano Zecchi. Noi nasciamo e la morte nasce con noi. Mentre l'istante e un po' di noi con "lui". L'affannosa corsa al domani consente soltanto la fuga dallo spazio della riflessione, spazio che attiene alla solitudine e che può essere letto come luogo di incontro con il sentimento della morte. Procrastinando all'infinito la riflessione sulla morte e quindi sul senso della vita, varchiamo indifesi la soglia del lutto, incapaci di consolazione, e nell'infelicità non intravediamo il piacere della rinascita. Della morte la nostra cultura ne ha fatto un tabù, frustrando la riflessione intorno alla vita, unità inscindibile di Eros e Thanatos: poli di ogni esperienza di trasformazione. Nel presente testo la riflessione intorno a Thanatos si attesta sul piano simbolico e coglie alcuni aspetti dei suoi numerosi volti. La cifra poetica di ciascun autore costituisce un approccio stimolante alla riflessione intorno alla vita. La scelta di autori distanti tra loro per formazione ed esperienze linguistiche conferisce all'opera un volto composito, e l'intervento di ciascuno di essi costituisce per l'autrice l'avvio a riflessioni ed elaborazioni concettuali e linguistiche. Indice del testo Locandina Graziella Riviera, Aldo Carotenuto, Marco Vallora, Stefano Zecchi intervista di Maria Angela Masino Thanatos tra Cosmo e Caos Maria Micozzi, Fragilità e potenza di un ventre Riccarda Montenero Divagazioni sullo stesso tema Arrigo Lora-Totino Danza con la morte Riccarda Montenero Avete presente guerre stellari? Ovvero paura e morte. Ovvero: paura e morte Enrico Remmert, Voglia di immortalità Riccarda Montenero Il pianto di Eros, il riso di Thanatos. Una divagazione poetica Antonio Miredi, L'archetipo della conoscenza Riccarda Montenero Il giorno dei morti viventi Marino Tarizzo, Essere e apparire Riccarda Montenero Eros e Thanatos Ulla Alasjärvi, "Se ne è andata un'altra ora" Riccarda Montenero Carissima amorte mia Raffaele Palma, "Carissima amorte mia" Riccarda Montenero Una maschera per ascoltare Luisa Rabbia, Maschera e specularità Riccarda Montenero Morire e rinascere Luisa Mancinelli, Ad vitam Reditus Riccarda Montenero "Intorno a Thanatos" "Controluce" teatro d'ombre, Lo scenario dell'Io e l'Ombra Riccarda Montenero Chambres obscures Hugues Decointet, Della fusionalità Riccarda Montenero Il calesse Ezio Gribaudo, Le lusinghe di Thanatos Riccarda Montenero Biografie In
2019I Padri della Chiesa raccontano che Gesù di Nazareth è venuto tra gli uomini in figura “vile e dispregevole”, per sancire il primato della bontà sulla bellezza, dell’etica sull'estetica. Eppure, alle soglie della modernità, gli artisti rinascimentali rappresentano il Cristo incarnato come un Dio greco: alto, bello e muscoloso. È un passaggio simbolico di fondamentale importanza. Della bellezza dei corpi scava nel passato per spiegare il presente: anche oggi, i personaggi dello sport e dello spettacolo sono idolatrati per le loro capacità atletiche e il loro aspetto fisico, si assiste a una continua esibizione di corpi perfetti sui media per veicolare messaggi pubblicitari e molte persone comuni dedicano gran parte del tempo alla “manutenzione” e all'esibizione del proprio corpo. C’è chi parla di deriva edonistica della società occidentale, ma il culto della bellezza corporale può anche essere interpretato come un ritorno alle radici, come un risveglio della sensualità pagana. Autori: Riccardo Campa.
1989Annata incompleta del periodico del Centro Internazionale studi di estetica. Disponibile un volume: volume 24, giugno 1989. Legatura editoriale; presenza di sfumate bruniture. Pagine lievemente ingiallite. Con un'illustrazione in nero su carta patinata, ripiegata. Pubblicazione che affianca la collana "Aesthetica". Numero pagine 88. USATO