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réf. 60357Lingua italiana, Il Saggiatore, I Gabbiani, 1965, 324 pp., brossura editore, tascabile, tracce d'uso, macchia sul taglio laterale, condizioni corrette.
réf. 51930(énsb-a), 1992, 63 pp., broché, bon état.
réf. 007535Léonce de Larmandie (1851-1921), poète, fondateur de la Rose-Croix esthétique avec Péladan. L.S. avec notes autographes, Paris, 12 décembre 1910, 1p in-4. A Achille Ségard (1872-1936), écrivain, journaliste. En-tête de la Société des Gens de Lettres. Il lui annonce qu'il a reçu le prix Frantz-Jourdain doté de 200 francs. Rare. [255]
réf. 012501Léonce de Larmandie (1851-1921), poète, fondateur de la Rose-Croix esthétique avec Péladan. L.A.S., 13 octobre, 1p in-4. A l'écrivain Lucien Descaves (1861-1949). Belle lettre le remerciant de l'accueil réservé à son fils, Hubert. Il dit avoir trouvé un exemplaire de son histoire de la Rose-Croix qu'il lui apportera à son retour et aura plaisir à « connaître [son] impression sur le Sentier des Larmes ». Rare. [248]
réf. 012504Léonce de Larmandie (1851-1921), poète, fondateur de la Rose-Croix esthétique avec Péladan. L.A.S., 18 avril, 1p et demi in-8. A l'écrivain Lucien Descaves (1861-1949). Lettre difficile à déchiffrer concernant l'échec de leur candidat. « Le minimum de points pour l'écrit est 20 et il a eu 11 ». Il parle de faire des démarches officieuses auprès d'Aristide Briand. « C'est tout à fait anti-officiel mais, paraît-il, non impossible ». Amusant de voir que les passes-droits fonctionnent à toute époque. Rare. [248]
réf. 012505Léonce de Larmandie (1851-1921), poète, fondateur de la Rose-Croix esthétique avec Péladan. L.A.S., 22 décembre, 1p in-8. A l'écrivain Lucien Descaves (1861-1949). Lettre difficile à lire concernant un « p. illustre qui dinait récemment avec [l'abbé] Mugnier » qui doit être accepté, peut-être à la société des gens de lettres. « Il faut 4 parrains, il n'en manquera point ». Rare. [248]
réf. 012506Léonce de Larmandie (1851-1921), poète, fondateur de la Rose-Croix esthétique avec Péladan. C.A.S. au crayon, sd, 2p in-12 (9 lignes). A l'écrivain Lucien Descaves (1861-1949). « mon cher ami, je suis venu, tel Mahomet à la Maicque(?). » Il est question notamment de candidats de Larmandie (difficile à déchiffrer). Rare. [248]
réf. 60359Lingua italiana, Silva, Classici minimi, 1964, 171 pp., brossura editore, tascabile, dorso un po' scolorito, tracce d'uso, piccola annotazione a penna sulla prima pagina, condizioni corrette.
réf. 12922Aubier Montaigne Collection Bilingue, 1943 - In-8, broché, 357 pages, 27 lettres avec le texte en regard Français/ Allemand - Bel exemplaire . Bilingue
1943réf. 56091943 Aubier, 1943. In-12, broché, 358p. Texte, traduction et préface de Robert Leroux.Etat : comme neuf
réf. 39214Un feuillet (262 x 204 mm) plié en deux, 21 lignes à l'encre noire sur papier bleu au recto, adresse et timbre au verso, petit cachet de cire, traces de plis.
2000bross. edit. ill. con bandelle, residuo di etichetta in quarta di cop. - prima edizione
2000Brossura in cartoncino flessibile, dalla copertina illustrata, con bandelle e fascetta editoriale. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate da tonalità ocra, comei i tagli. Numero pagine 90. USATO
2000In 8°, br. edit. con ali ill., pp. 90,(6); conserva fascetta edit., ottimo es.. (m307)
1983In-8° (cm. 22), pp. 128, (4). Cartoncino edit.a eisvolti. Glialtri Autori sono Lore Terracini, Liobnello Sozzi, Marco cerruti, Nicola Tranfaglia, Ulisse Jacomuzzi, Gianpiero Cavaglià, Elio Gioanola, Mario Ricciardi, Marziano Guglielminetti, Carlo Augusto Viano. Costava 10.000 Lit. Es. perfetto.
1976FELTRINELLI 1976 A CURA DI BERNARD GRUN INTRODUZIONE DI LUIGI ROGNONI, 405 PP. FONDO DI MAGAZZINO SEGNI DEL TEMPO, UN PICCOLO TAGLIO ALLE ULTIME DUE PAGINE FUORI TESTO, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO.
1971In 8', br. ed. con sovrac., pp. 310, ingiallimenti e lievi segni d'uso alla sovrac., interno in buono stato, bruniture ai margini, taglio sup. polveroso, segni del tempo.
1973Collana “Educatori antichi e moderni”, 241. Un volume di XVII-118 pagine, brossura editoriale. Dimensioni: 13x20,5 cm. Traduzione, introduzione e note a cura di Antonio Sbisà.
(énsb-a), 1992, 63 pp., broché, bon état. Bibliothèque Marcelin Pleynet.
1888TWO VOLUMES (different printings by the same publisher - same format, size and cover). 18x11.5cm. [XXXVII+441] + [406] pages. Marbled quarter-leather Hardcover. Gilt lettering on spine. Cover worn and rubbed. Cover edges bumped. Spine rubbed on edges and hinges. Endpapers detached. Pages yellowing and slightly age-stained. Else in good condition.
3 volumes in-12 (169 x 96 mm), plein veau marbré de l'époque, dos à nerfs ornés de compartiments fleuronnés et cloisonnés, pièces de titre et de tomaison de maroquin bordeaux et bronze, coupes filetées. Première édition sous ce titre des "Lettres d'un François sur les Anglois", donnée avec le consentement et sous la supervision de l'auteur et accompagnée d'une nouvelle préface. Adressées aux principales personnalités françaises du monde des lettres, des arts et des sciences (Buffon, Du Bos, Freret, Helvétius, Crébillon, Maupertuis, Duclos, le président Bouhier, Montesquieu, etc.), ces lettres "constituèrent la principale source sur l'Angleterre jusqu'à Montesquieu". L'abbé voyageur et philosophe rend compte de ses longs séjours en Angleterre et livre ses observations sur les moeurs, la religion, les sciences et les arts, l'industrie naissante, le commerce et la navigation, le gouvernement et "l'équilibre de pouvoirs", la justice, les modes, la gastronomie, la noblesse, l'architecture, le jardinage, la liberté de la presse et de l'édition, le théâtre, etc. Plusieurs concernent le statut des femmes. L'auteur traduisit lui-même son essai en anglais sous le titre de 'Letters on the English and French nations'. Né à Dijon, ecclésiastique, avocat au Parlement de Paris, homme des Lumières, Jean-Bernard Le Blanc (1707-1781) obtint la place d'historiographe des Bâtiments du Roi grâce à Madame de Pompadour. Il fut également l'un des premiers traducteurs de Hume en français. Selon Weller l'ouvrage aurait été imprimé à Paris. (Weller, II, 130). Quelques petits accrocs à la reliure. Très bon exemplaire, frais, bien relié à l'époque.
2020Singolare destino, quello di Alexander Gottlieb Baumgarten. Universalmente considerato uno dei più significativi pensatori del suo tempo, è passato alla storia soprattutto come “padre” dell’estetica, della quale coniò anche la parola: “æsthetica” da “aisthesis”, cioè “sensibilità”. Eppure i suoi maggiori eredi disciplinari hanno finito per emarginare sensibilmente la sua figura, fin quasi alla rimozione. Salvo che, per un curioso gioco del destino, Baumgarten è prepotentemente ritornato in primo piano con una particolare carica d’attrazione. Per la semplice ragione che egli intese l’estetica in modo molto più articolato di quello che poi s’impose nell’Ottocento, ossia una mera “filosofia dell’arte”; laddove per Baumgarten l’estetica riguarda un orizzonte ben più generale, ossia l’intera esperienza sensibile nei suoi vari ambiti: dal mondo delle arti alla ricerca scientifica, dalla pratica religiosa alla stessa vita quotidiana. Autori: Alexander Gottlieb Baumgarten. Curatori: Salvatore Tedesco.
2002Karl Wilhelm Ferdinand Solger (1780-1819) è una figura di grande spicco nel panorama filosofico della Germania nei primi decenni dell'Ottocento. Filologo di formazione (fu allievo del celebre omerista Wolf), autore di un'importante traduzione delle opere di Sofocle, fine letterato e profondo conoscitore della cultura antica e moderna, rivolse presto il suo interesse alla ricerca filosofica, sviluppando una prospettiva che s'inscrive con grande autonomia nel quadro dei grandi sistemi dell'Idealismo tedesco. Di singolare rilevanza è la dottrina estetica di Solger che ha il maggiore elemento di originalità nella concezione dell'opera d'arte come risultato di una specifica attività conoscitivo-creativa del soggetto, che culmina nella celebre teoria dell'ironia, attraverso la quale egli individua l'essenza specifica dell'arte in una finitezza che diviene tuttavia necessaria alla manifestazione dell'Assoluto. E comunque l'incidenza fondamentale dell'estetica di Solger, un tempo eclissata dalla fortuna di Hegel, appare ai nostri giorni sempre più manifesta e va richiamando l'interesse anche della cultura italiana. Le presenti Lezioni, apparse postume nel 1829, offrono un quadro completo dell'estetica solgeriana, sviluppando temi cruciali quali il rapporto fra antico e moderno, la concezione del simbolo e dell'allegoria, la dottrina del tragico e la teoria del brutto (Solger fu uno dei primi teorici a formulare una teoria del brutto come necessario complemento della teoria del bello). Esse peraltro, oltre ad offrire una presentazione sistematica, apportano anche alcuni significativi approfondimenti alla sua opera più famosa e di non facile accesso (Erwin. Quattro dialoghi sul bello e sull'arte, 1815) in merito ad argomenti importanti quali la dottrina dell'ironia e la classificazione delle arti. Corredano il testo, qui presentato per la prima volta in edizione italiana e puntualmente curato da Giovanna Pinna, esaustivi apparati esegetici, critici e bibliografici. Autori: Karl Wilhelm Ferdinand Solger. Curatori: Giovanna Pinna.
2020brossura Singolare destino, quello di Alexander Gottlieb Baumgarten. Universalmente considerato uno dei più significativi pensatori del suo tempo, è passato alla storia soprattutto come "padre" dell'estetica, della quale coniò anche la parola: "æsthetica" da "aisthesis", cioè "sensibilità". Eppure i suoi maggiori eredi disciplinari hanno finito per emarginare sensibilmente la sua figura, fin quasi alla rimozione. Salvo che, per un curioso gioco del destino, Baumgarten è prepotentemente ritornato in primo piano con una particolare carica d'attrazione. Per la semplice ragione che egli intese l'estetica in modo molto più articolato di quello che poi s'impose nell'Ottocento, ossia una mera "filosofia dell'arte"; laddove per Baumgarten l'estetica riguarda un orizzonte ben più generale, ossia l'intera esperienza sensibile nei suoi vari ambiti: dal mondo delle arti alla ricerca scientifica, dalla pratica religiosa alla stessa vita quotidiana.