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1965Paris, Aubier-Montaigne, 1965; in-12, 438 pp., broché. Hegel est un philosophe allemand, d'origine protestante, né en 1770, à Stuttgart et mort en 1831, à Berlin. Son oeuvre est postérieure à celle de Kant. Il fait parti de l'«Idéalisme allemand ». Il pense et enseigne sa philosophie en système qui englobe toute la philosophie (art, politique, droit…). Édition de 1812. Traduction, présentation et notes par Labarrière et Jarczyck. Très bon état.
1965réf. D2372Paris, Aubier-Montaigne, 1965 ; in-12, 438 pp., broché. Hegel est un philosophe allemand, d'origine protestante, né en 1770, à Stuttgart et mort en 1831, à Berlin. Son oeuvre est postérieure à celle de Kant. Il fait parti de l'«Idéalisme allemand». Il pense et enseigne sa philosophie en système qui englobe toute la philosophie (art, politique, droit…). Édition de 1812. Traduction, présentation et notes par Labarrière et Jarczyck. Très bon état.
1976Napoli, Liguori, 1976, 8vo br. cop. ill. pp. 247
1976Mm 135x200 Nuovo - Collana "Le forme del significato". Brossura editoriale di 247 pagine. Libro in condizioni di nuovo.
1928Mm 125x205 Brossura editoriale di pagine 368, fioriture ai piatti, carte ingiallite. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1921réf. GITc132Hanoi-Haiphong Imprimerie d'extrême Orient 1921. In-8 broché 86pp. Bel envoi de l'auteur. Rare.
2016br. Le due principali tesi di questo libro, che pone come cardine del valore letterario la profondità emotiva e intellettuale, sono l'impostura del concetto di bellezza, quindi l'infondatezza dell'estetica formale a vantaggio di quella estesiologica, e i limiti della gnoseologia, dai quali deriva la necessità di attuare una sorta di teoria della comprensione.
2013ill., br. "Attraverso la trasposizione dell'oggettività artistica nel campo del fenomenico, la concezione prospettica sbarra ogni accesso per l'arte religiosa alla regione del magico, nel cui ambito l'opera stessa compie il miracolo, e nella regione del dogmatico e del simbolico, nel cui ambito l'opera testimonia, o preannuncia, il miracolo. Ma dischiude per essa una regione completamente nuova, la regione del visionario, nel cui ambito il miracolo diventa un'esperienza immediatamente vissuta dello spettatore, poiché gli eventi soprannaturali irrompono nello spazio visivo apparentemente naturale che gli è proprio e gli permettono così di 'penetrare' realmente la loro essenza soprannaturale; inoltre la concezione prospettica dischiude all'arte religiosa la regione dello psicologico nel senso più alto, nel cui ambito il miracolo avviene ormai nell'anima dell'uomo raffigurato nell'opera d'arte; non soltanto le grandi fantasmagorie del barocco - preparate in ultima analisi dalla Sistina di Raffaello, dall'Apocalisse di Dürer e dalla pala di Isenheim di Grünewald, anzi, se si vuole, già dall'affresco di San Giovanni a Patmos in Santa Croce a Firenze, opera di Giotto -, ma anche le tarde opere di Rembrandt non sarebbero state possibili senza la concezione prospettica dello spazio, la quale, trasformando la realtà in apparenza, sembra ridurre il divino a un mero contenuto della coscienza umana, ma insieme amplia la conoscenza umana..." Con uno scritto di Marisa Dalai Emiliani.
2017br. Questo saggio ha come scopo primario quello di interagire con la razionalità scientifica in genere dal punto di vista umanistico-artistico e soprattutto estetico-ricettivo, poiché la musica, fin dal mondo filosofico greco, è stata utilizzata indebitamente per gli scopi pseudoscientifici condizionandone in negativo tutto l'arco evolutivo fino ai nostri giorni, anziché utilizzare le teorie a sostegno della pratica e della realtà sonora vera e propria. Dunque si cercherà di fare chiarezza sulle specificità professionali e disciplinari, evitando gli sconfinamenti indebiti e/o confusivi cui molto spesso oggi - vista la relativizzazione della realtà alla quale siamo soggetti - si rischia di incorrere da ambo le parti, limitando non solo il riduzionismo (a cui molto spesso la scienza mostra di rimanere attaccata, rischiando addirittura di scientificizzare la musica e l'arte in genere, altre volte invece analizzando persino la scienza) ma anche la complessità compilativa fine a se stessa riguardante il mondo umanistico-culturale (poco incline invece ad interagire con la scienza), per una maggiore comprensione della realtà estetico-musicale come fenomeno ricettivo integrale all'interno del mondo sodale-globale per un continuo accrescimento della sensibilità interiore individuale e collettiva.
2005réf. 3624Gallimard 2005 402 pages 10 8x2 4x17cm. 2005. broché. 402 pages. Ouvrage de Marc Jimenez analysant les polémiques et débats fondamentaux qui traversent le champ de l'art contemporain explorant les tensions entre tradition et modernité légitimité artistique et réception critique
in-16, 402 pp., biblio, notes, 2 index, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire. [PM-LP3]
in-12, 319 pages, broche, couv. Bel exemplaire. [BE-2]
2016br. Dalla poesia epica e lirica della Grecia arcaica a Platone, da Kant a Hegel, dal materialismo dialettico a Adorno, le varie forme che la dialettica del bello ha assunto nel corso del pensiero occidentale sembrano disegnare una costellazione che continua a sollecitare chi la contempla, anche in prospettiva non strettamente filosofica. Pensiamo ai gesti provocatori di molta arte contemporanea, o al nostro controverso rapporto con l'idea di "natura"; ma anche a mentalità e ideologie che sembrano oggi pervadere ogni aspetto del mondo globalizzato, costruendo le identità simboliche collettive e insinuandosi negli individui in modo da plasmarne in profondità le menti e i corpi. Senza rinunciare a riflettere sulla bellezza, la filosofia deve ponderare con cautela le definizioni rassicuranti che di essa produce la razionalità strumentale. Pensare l'esperienza del bello in modo dialettico richiede di soffermarsi sulle pieghe e sulle incertezze della tradizione, per riconoscervi l'inquieta coappartenenza di bellezza e libertà.
2007br. Che cosa è una cosa? Circondati, talvolta assediati dalle cose, usiamo volentieri il termine "cosa" per parlare d'altro, dimenticando proprio quel che fa di una cosa una cosa (ad esempio, di una brocca una brocca). Quattro grandi filosofi del Novecento provano qui a ricordarcelo. Ragionando di vasi, di brocche, di manici, Simmel e Bloch, Heidegger e Adorno ci offrono quattro casi esemplari di quel ritorno alle cose stesse che è stato non solo la parola d'ordine di un movimento filosofico particolare, la fenomenologia, ma anche un complessivo orientamento del pensiero contemporaneo verso l'esperienza nella sua vivente corporeità: un'esigenza urgente di concretezza che non significa cedimento all'empirismo, ma piuttosto delicata empiria, scrupolosa dedizione agli oggetti, infaticabile svelamento dei loro infiniti strati di senso. Il lettore può sperimentare qui quattro diversi stili, profondamente affini ma anche irriducibili nelle loro peculiarità, con cui la filosofia è tornata ad accostarsi ai molteplici sensi delle cose: a partire dal senso estetico, quello che in primo luogo e originariamente ci dischiude l'oggetto in quanto cosa della percezione e dell'immaginazione, aprendoci al mondo.
2010br. Corruzione a tutti i livelli della vita economica, civile e politica, la pratica endemica degli scambi di favori, lo sfruttamento di risorse pubbliche a vantaggio di interessi privati, la diffusa mafiosità dei comportamenti. E una sorprendente maggioranza di italiani che approva e nutre questa impresa. Come siamo giunti alla misera situazione nella quale ci troviamo? Per Roberta De Monticelli il male è antico e affonda in una storia di sudditanze che ancora crea personalità fragilissime dal punto di vista dell'assunzione di responsabilità, mentre le élite intellettuali restano incapaci di interpretare il profondo bisogno di rinnovamento. Contro questo scetticismo etico, il rimedio è difendere la serietà della nostra esperienza morale, smentendo la convinzione che non esista verità o falsità in materia di giudizio pratico, cioè del giudizio che risponde alla domanda: "che cosa devo fare?". Anche la politica deve riprendere la via di Socrate.
Galilée, 1984, 248 pp., broché, légères traces de plis sur le dos, bon état.
1967Mm 170x240 Numero monografico dedicato a Benedetto Croce, con scritti di Binni, Scrivano, Savarese, Varese, Ghidetti, ecc. Brossura editoriale di 313 pagine. Un piccolo strappo (2 cm), dovuto a pressione, al piatto anteriore e al frontespizio, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1982Premessa - Frammento di storia critica del disegno architettonico nel ventesimo secolo - Il mito della natura come modello: da Frank Lloyd Wright a Eero Saarinen - Lo scoppio dell'espressione soggettiva: da Bruno Taut a Paolo Soleri - L'estetica della ragione: da Tony Garnier a Richard Meier - La fascinazione della tecnologia: da Richard Buckminster Fuller a Norman Foster - L'ambiguit? della tradizione: da Enrich Tessenow a Michael Graves - Verso una nuova autonomia: da Louis Kahn a Aldo Rossi - Note e fonti - Indice dei nomi - Traduzione italiana di Denise Lupi Schmid21,5 cm 1 28x21,5 cm., legatura in piena tela, sopraccoperta con illustrazione a colori (Theo van Doesburg, Contro-costruzione 1923), pp. 195 (1), 168 illustrazioni in nero e a colori, prima edizione italiana, buone condizioni
réf. 60024Lingua italiana, Einaudi, Piccola Biblioteca, 1977, 264 pp., tascabile, copertina con tracce d'uso, condizioni discrete.
1989réf. 1226951989 N°6 - Juin 1989 - Revue semestrielle éditée par Paris Audiovisuelle et Presses Universitaires de Vincennes, Université Paris VIII - In-4 broché - 88 pages - Nombreuses photographies en N&B in et hors texte
2011(Codice FS/5414) In 8° 371 pp. Brossura editoriale, come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
2022br. Nel saggio La regola del gusto il punto di partenza è la varietà e variabilità dei gusti. Vi è in essi un'apparente concordanza: le stesse parole, osserva Hume, designano in tutte le lingue approvazione e pregi, oppure disapprovazione e difetti. Accordo che non va al di là delle parole; anche nella critica, come nell'etica, queste concordanze universali non oltrepassano il significato tautologico delle espressioni: nessuno può negare che il bene è bene e il bello è bello, ma la diversità comincia quando si tratta di determinare quali cose siano buone e quali belle. Tuttavia questa istanza scettica è per Hume solo un punto di partenza. Essa sta a provare che il gusto è soggettivo, e quindi non si possono trovare regole critiche universali; ma soprattutto che non esistono regole a priori, e che anche le regole del gusto, come tutte le altre, sono empiriche, a posteriori. Con ciò è posto il problema fondamentale dell'estetica di Hume: trovare un fondamento alle regole del gusto, tale che renda compatibile la loro universalità con la soggettività che abbiamo prima constatata. Che ci sia un'universalità del gusto è per Hume una cosa indubbia: ciò per lui si manifesta nei casi-limite, quando si rivelano valori imponenti e disvalori indubbi, o quando si mettono a raffronto produzioni letterarie, o in genere artistiche, di valore notevolmente differente, per esempio una poesia di un qualsiasi autore mediocre con quella di un grande poeta. Questo fatto prova che, in un certo senso, esiste un gusto universale, oggettivo, pur difficile da scoprirsi. La ricerca di Hume non è metafisica, non mira a definire un'idea trascendente del bello, ma a indagare come si formano quei «campioni», quei «modelli» del gusto che stabiliscono la norma effettiva e positiva del giudizio del gusto.
réf. 569205Genève, Mamco, 2004. In-8 br. couv. rempliée, 311 pp., plusieurs fig. in texte en n. et bl., CD en sus. Envoi manuscrit de l'auteur.
1958réf. 6488Librairie Arthème Fayard 1958 442 pages in8. 1958. broché. 442 pages. Ouvrage historique classique de Frantz Funck-Brentano analysant la Renaissance italienne ses figures majeures (Machiavel La Fontaine) ses expressions artistiques et philosophiques et établissant des liens avec la Révolution française dans sa conclusion
1959réf. JJQ-35Exemplaire dédicacé à sa propre fille. Très bon état général Couverture souple, broché.