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1982Mm 130x200 "Coleccion Punto y Lineas". Brossura originale, copertina a colori, 376 pagine con 23 figure in nero comprese nel testo in lingua spagnola - spanish text. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1987L' estetica per tutti o per pochi. Dall' autore di ingegneria della felicità
1987267 pagine; 21,5 cm. Brossura editoriale
1987STATO MOLTO BUONO
1987(Codice CU/2248) In 8° 271 pp. Prima edizione. Contributo alle ricerche sul "fare estetico" dell'uomo in tutti i campi, con molte figure. Brossura editoriale. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1987In 8°, br. edit., pp. 267,(5), con alcune ill. b.n. n.t.; prima ed., ottimo es.. (x066)
1987267 p.; 22 cm. Brossura editoriale. Dedica a penna al frontespizio. Buono
2010brossura L'incontro con la bellezza può lasciarci incolumi? La sua gioia novella può sbocciare senza frantumare all'istante dentro di noi ciò che era vecchio, attraverso quella ferita che solo l'invulnerabile sa infliggere? La sua sovrabbondanza annuncia nella prossimità l'offerta della lontananza. Ciò che ci afferra resta inafferrabile: tanto più quanto più si avvicina. Così Platone fa dello sgomento il primo regalo della bellezza, mentre per Dostoevskij e Rilke essa altro non è che l'inizio del terribile. Questa gioia dolorosa, smisurata come ogni amore, è la dimensione dimenticata dall'estetica. Il saggio indaga lo choc provocato dall'incontro con la bellezza quando essa si manifesta all'uomo. L'uomo ne resta trafitto, sgomento, irrimediabilmente cambiato, ma la ferita lo rivela a se stesso, aprendolo a ciò che lo eccede. Colpito da questa gioia dolorosa, l'uomo non può che celebrare la bellezza.
2007ill., br. Cent'anni fa il filosofo americano William James si è posto questo problema: "Pensai a ciò che chiamai una 'fidanzata automatica', intendendo con ciò un corpo privo di anima assolutamente indistinguibile da una fanciulla spiritualmente animata, che ride, parla, arrossisce, ci cura... Potrebbe qualcuno considerarla come un perfetto equivalente? Certamente no". Sembra un esperimento mentale, eppure è la descrizione di un fatto reale: biblioteche, sale da concerto e pinacoteche sono piene di fidanzate automatiche, che vengono chiamate "opere d'arte". Le opere sono oggetti fisici, che contano per la loro fisicità e per la loro bellezza; sono oggetti sociali che esistono solo perché ci sono persone; sono oggetti che suscitano sentimenti. Ma, ecco il punto, non ricambiano i sentimenti che suscitano. Se c'è una cosa che l'opera d'arte non può fare è proprio essere amica, pur svolgendo molte delle attività che di solito si attribuiscono agli amici. Come la fidanzata automatica, le opere d'arte sono oggetti che fingono di essere soggetti. Il libro contiene anche una lunga conversazione dell'autore con Fernando Botero, realizzata da Ferraris nello studio del pittore a Cartagena, in Colombia.
Bologna, Stab. Tip. Zamorani e Albertazzi, 1900, in-8, copertina fittizia, pp. 43.
2022br. Pubblicata nel 1930 come summa delle lezioni universitarie del biennio precedente, "La filosofia dell'arte" è il primo vero confronto di Giovanni Gentile con il tema dell'Estetica. Dopo decenni in cui il pensatore si era approcciato soltanto in parte o di sfuggita al problema dell'arte, in questo volume affronta esplicitamente l'argomento, per fornire il suo punto di vista - in polemica velata, fra gli altri, con Benedetto Croce - e inquadrarlo meglio all'interno della sua visione attualista, che tanto ha influenzato il pensiero della prima metà del XX secolo.
2019brossura "Nei nove saggi raccolti in questo volume Ananda Kentish Coomaraswamy formula le sue idee su temi e argomenti che spaziano dalla filosofia alla sociologia, dal folclore alla concezione indiana del ritratto ideale, ribadendo che quelle che espone non sono opinioni «personali» ma le «logiche deduzioni di una vita intera spesa a maneggiare opere d'arte» e a interpretare significati trasparenti solo a una mente temprata sull'esemplarismo delle Scritture, le uniche «autorità» in grado di guidare l'uomo a cogliere il significato simbolico delle forme e dei suoni espressi con l'arte. Per lo scultore di pietre dell'Europa medioevale, per il pittore di icone della Russia contadina, per il paesaggista giapponese seguace dello Zen, o per il miniatore persiano collegato a una confraternita sufi, il «capolavoro» non è la vistosa espressione di un parto creativo, ma l'esito finale di una lunga disciplina spirituale, che l'apprendista sottopone al vaglio dei maestri iniziati, e solo qualora la prova venga superata egli avrà diritto a esercitare in proprio la sua arte con la qualifica di «maestro». Inoltre il «genio», nella accezione greca del termine, non è un individuo dalla personalità eccezionale, ma quel nume che lo invade, risvegliandolo nell'azione alla contemplazione e mutando l'opera in preghiera. Perciò alle due domande dell'uomo comune: «A che cosa serve?» e «Di che tratta l'arte?», Coomaraswamy risponde: «Nella misura in cui fu un modo di vita, essa tratta di Dio, ma nella misura in cui è diventata una superstizione inutile, il suo effimero e tragico soggetto è l'animale-uomo»." (dallo scritto della curatrice)
1994219pp., 24cm., original softcover, text in Italian, Doctoral Dissertation (Dissertatio ad Lauream in Facultate Philosophiae Pontificiae Universitatis Gregorianae), stamp at verso of title page, text is clean and bright, F109730
1952'Il Pensiero storico' 9 - La mentalit? dell'epoca.. - La natura e la conoscenza della natura...- Psicologia e gnoseologia - L'idea della religione - La conquista del mondo storico - Il diritto, Stato e Societ? - I problemi fondamentali dell'estetica - Indice dei nomi 1 21,5x13,5 cm., in brossura, pp. (5), 495 (1), non refilate, molte ancora intonse, seconda ristampa, in italiano, alcune pagine con sottolineature in matita, normali segni d'uso e tempo, buone condizioni
Roma, Tip. Bencini, 1878, in-16, br., pp. (230). Dorso rinforzato. (Stralcio dall'opera "Lo Schopenhauer e il Rosmini").
2022br. Il pubblico che affolla le grandi mostre e le biennali si aspetta dalla filosofia dell'arte e dall'estetica degli strumenti per comprendere meglio le opere d'arte. Ma ciò accade raramente: i filosofi si occupano di analizzare in generale i caratteri dell'esperienza estetica, di offrire una definizione dell'arte ma difficilmente si avventurano in un confronto diretto con le opere. Stefano Velotti accorcia le distanze e mette in contatto diretto le acquisizioni della filosofia e la produzione artistica, soprattutto quella contemporanea, considerata la più "difficile" e sconcertante. Le domande a cui cerca di rispondere questo agile volume sono dirette e concrete: come mai, quando guardiamo una tela con sopra delle linee e dei colori riconosciamo cose, persone, paesaggi, eventi? Come facciamo a riconoscere dei personaggi fantastici che non abbiamo mai visto nella realtà? Perché mai ci emozioniamo, talvolta, fino a ridere o piangere davvero per situazioni, eventi e personaggi che sappiamo che sono frutto di finzione? Perché continuiamo a provare una certa suspense per un film che abbiamo già visto e che sappiamo come va a finire? Perché investiamo tempo, soldi, energie per seguire storie inventate, concerti, faticosi percorsi museali? Fra incursioni teoriche ed esempi concreti il testo è un ottimo strumento di base per comprendere la relazione fra filosofia e arte.
2012br. Il pubblico che affolla le grandi mostre e le biennali si aspetta dalla filosofia dell'arte e dall'estetica degli strumenti per comprendere meglio le opere d'arte. Ma ciò accade raramente: i filosofi si occupano di analizzare in generale i caratteri dell'esperienza estetica, di offrire una definizione dell'arte ma difficilmente si avventurano in un confronto diretto con le opere. Stefano Velotti accorcia le distanze e mette in contatto diretto le acquisizioni della filosofia e la produzione artistica, soprattutto quella contemporanea, considerata la più "difficile" e sconcertante. Le domande a cui cerca di rispondere questo agile volume sono dirette e concrete: come mai, quando guardiamo una tela con sopra delle linee e dei colori riconosciamo cose, persone, paesaggi, eventi? Come facciamo a riconoscere dei personaggi fantastici che non abbiamo mai visto nella realtà? Perché mai ci emozioniamo, talvolta, fino a ridere o piangere davvero per situazioni, eventi e personaggi che sappiamo che sono frutto di finzione? Perché continuiamo a provare una certa suspense per un film che abbiamo già visto e che sappiamo come va a finire? Perché investiamo tempo, soldi, energie per seguire storie inventate, concerti, faticosi percorsi museali? Fra incursioni teoriche ed esempi concreti il testo è un ottimo strumento di base per comprendere la relazione fra filosofia e arte.
1904FRATELLI BOCCA EDITORI 1904 VIII-278 PP. RILEGATURA NON EDITORIALE, SEGNI DEL TEMPO, NEL COMPLESSO OTTIME CONDIZIONI GENERALI, CONSIDERATI GLI OLTRE 110 ANNI DEL VOLUME.
2018brossura Oggi più che mai il mondo della cultura è alle prese con una domanda fondamentale e urgente: che cos'è l'arte e, soprattutto, qual è la sua funzione in una società sempre più tecnologica e complessa? Un interrogativo che sembra riguardare in particolare la musica, una disciplina che, sebbene nei secoli sia stata considerata come qualcosa di spirituale e idealistico, altro non è che una forma particolare di artigianato. Ecco perché è proprio la musica, secondo l'autore di questo saggio, la forma d'arte che più di ogni altra rischia oggi di essere in un vicolo cieco storico dal quale difficilmente potrà mai uscire. Articolato attorno a un solido impianto teorico, il libro s'interroga su uno dei temi fondamentali del nostro tempo e, proprio per la sua natura di saggio breve, si rivolge non solo agli studiosi di estetica e di filosofia, ma a tutti gli appassionati dell'arte in generale, e della musica in particolare.
2002Mm 115x215 "Collection Débats". Brossura originale, 272 pagine. Opera in buone-ottime condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2008Forme di emancipazione dal logocentrismo, l'arte e la riflessione estetica sempre più si accreditano come espressioni di libertà del senso e di fabulizzazione della verità. E in quanto tali s'impegnano a mettere in luce il lato infondato del logos, abilitando in qualche modo la "follia" che lo costituisce. Traendo spunto da una commedia di Eduardo nella quale il protagonista pazzo si trova spaesato nella quotidianità "sana" dell'arte, dei doppi sensi, delle metafore, La follia in scena prende alla lettera la pretesa "folle" dell'estetizzazione della verità e tenta di confrontarla con la follia effettiva, quella incarnata appunto nei pazzi. Allora, però, emerge una precisa differenza tra follia con e senza le virgolette: divaricazione tra una visione poetica e riflessiva che resta utilmente all'interno dei codici logici e realistici, sia pure per relativizzarli, e una pratica esistenziale che sconvolge il logos nell'assenza di una coscienza riflessiva e di finalità derealizzanti. Ed è proprio con questa assenza che va cercato il confronto. Autori: Gianluca Corrado.
1998SHAPE CHARTA 1998 152 PP. EDIZIONE BILINGUE: ITALIANO E INGLESE. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO, PERFETTO. In English and Italian and aiming to divulge Roda's work to the international artistic milieu this book represents his research that leads towards a crystal pure painting-idea that can communicate poetry, memory and philosophy. The study of colour drives the artist to express himself using the rigours of black and white, Aldo Roda. Catalogo della mostra (1998). Ediz. italiana e inglese: "Arte è comprensione dell'essere. Arte è comprensione del tempo" così scrive su nere lavagne l'artista per disancorare la mente dalle cose di tutti i giorni ed innalzarla verso un'atmosfera di consapevolezza. La Pittura, attraverso un processo evolutivo molto particolare, si tramuta in Grafico, mentre lo studio del colore lo porta ad esprimersi attraverso il rigore del bianco e nero, che incarnano per lui l'archetipo della costante pulsazione dinamica tra gli opposti.
1984bross. edit. ill., manca il frontespizio
2009DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Ce recueil présente une série d’articles dont la dispersion rendait l’accès malaisé et la cohérence difficile à percevoir. À la faveur de leur regroupement devrait apparaître le triple souci ayant constamment guidé leur auteur dans son analyse du roman français d’Ancien Régime. Le souci, inscrit au titre même de ce volume, d’une stricte articulation entre le sens de l’œuvre et la forme où ce sens trouve à se formuler ; celui de relier cette articulation à l’exploration de la subjectivité qui caractérise un genre qui s’écrivait préférentiellement – mémoires ou roman épistolaire – à la première personne ; le souci enfin de dégager l’arrière-plan idéologique et social sur le fond duquel se déploie un sujet certes en voie d’autonomisation, mais nullement enclin au repli solipsiste ni à la délectation morose de l’autofiction égotiste. Relire avec empathie les fictions classiques revient moins à faire un pèlerinage régressif aux sources de notre culture qu’à ressaisir un moment de notre imaginaire dont la richesse demeure à notre entière disposition. A reader unfamiliar with any of Pierre Hartmann's criticism might be disquieted to observe that this book is a collection of pieces that have nearly all been published already, some of them almost twenty years ago, and that they are now gathered under a title promising everything and nothing. The author himself actually appears to entertain a degree of scepticism about their ‘coherence’ when he asks in the Foreword just what kind of a whole these essays might now constitute (p. 9). But there is a strong, clear answer to be given on his behalf. It is that this is high-quality literary criticism, sustained by an ongoing interest in the relation between literary form and meaning. Hartmann often returns to questions of topicality, asking about... Descrizione bibliografica Titolo: La forme et le sens. Nouvelles études sur le roman des Lumières Autore: Pierre Hartmann Editore: Strasbourg: Presses Universitaires de France, 2009 Lunghezza: 304 pagine; 23 cm ISBN: 2868203876, 9782868203878 Collana: Volume 14 di Travaux du CELUS.: Nouvelle série Language: French Lingua: Francese Soggetti: Philosophie, Esthétique, French Studies, Roman Burgeois, Formalism juridique, Genre libertin, Spectateur français, Roman populaire, Critica letteraria, Saggi, Studi, Cultura francese, Forma e significato: nuovi studi sul romanzo dell'Illuminismo, Form and meaning: new studies on the Enlightenment novel, Filosofia, Estetica, Borghesia, Formalismo giuridico, Genere Libertino, Romanzo popolare, Philosophy, Esthetics, French Studies, Roman Burgeois, Literary Criticism, Studies, French Culture, Popular novel, French Literature Parole e frasi comuni 18e siècle amant amoureuse anti-Pamélas auteur boudoir Chesterfield classique cœur cohérence comtesse conscience correspondance Crébillon critique découvre dialogue discours doute éducation effet Égarements épisode érotique esthétique Faublas figure forme Furetière Gaudet genre libertin Guilleragues héros homme idéologique inversement Jacob jeune Juliette amour l'auteur l'écriture l'écrivain l'éducation L'Enfant du carnaval l'épistolière l'esprit l'héroïne l'histoire incipit occurrence œuvre lecteur Lettres Péruvienne Lettres persanes Lettres portugaises libertinage littéraire littérature Louvet Malédiction paternelle Mariane marivaudienne Marivaux Meilcour Mme de Graffigny modèle mondaine monde Montade Montesquieu morale narrateur narration Nouvel Abeilard œuvre Paméla paraît passion pathétique Paysan parvenu Paysan perverti pensée personnage philosophie Pigault plaisir plaisirs précisément première propos propre protagoniste qu'une question quiétisme récit référence registre réponse Rétif rétivienne Richardson Roman bourgeois roman épistolaire roman libertin roman sensible roman virtuel romancier romanesque Rousseau scène schéma sentiment sentimentale séquence seulement sociale sorte style subjectivité terme texte Turgot Varmont véritable Versac Zilia
2017br. Tutto non è dettaglio, ma ci sono dettagli dappertutto. A partire dalla "scienza senza nome" di A. Warburg, che ha permesso di pensare i dettagli come qualcosa che può trasformare radicalmente il nostro comune sentire e conoscere, fino a G. Deleuze, la cui filosofia delle singolarità e delle molteplicità ha aperto prospettive del tutto nuove alla riflessione teoretica, il problema dei particolari e dei dettagli si rivela sorprendentemente ricco di potenzialità. Questo libro prova a indicare un percorso che possa mostrare non solo la crucialità della questione, ma la valenza di apertura che un "pensiero dei dettagli" offre a chi ha il coraggio di inoltrarvisi. Il lavoro su Parigi di W. Benjamin, le acute analisi di Kracauer su fotografia, cinema e storiografia, i giochi di scala su cui si è soffermata la microstoria in Italia e la particolarissima "epistemologia dei dettagli" proposta da G. Bachelard si propongono nei rispettivi capitoli come una guida progressiva per capire in cosa consista quella che qui viene chiamata "la forza dei dettagli".