5 255 résultats
1934Mm 140x200 Collana di Testi Filosofici. Brossura editoriale leggermente usurata ai margini, dorso brunito, 158 pagine. A cura di Antonio Banfi. Volume intonso. Testo in buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2018br. Un saggio di filosofia dell'arte. Una ridefinizione del concetto di Classico a quasi due decenni dalla fine del secolo della "Krisis". Gli statuti fondamentali dell'arte sono ripercorsi alla luce dei classici, da Aristotele a Leonardo, fino ai moderni: Hegel, ma anche Hölderlin, Leopardi, Baudelaire. La rilettura del '900 delle Avanguardie e dei Totalitarismi assume invece la forma di una critica della crisi che ne attraversa le filosofie e le ideologie, con un'attenzione particolare a movimenti come il Futurismo e il Cubismo, ma anche alle Avanguardie del secondo '900. Cesare Brandi ne "La fine della Avanguardia" scriveva: «possa l'epoca, che con fatica s'inizia, riconquistare nel futuro la dimensione temporale che rese l'uomo capace e degno di storia». Rifiutando ogni callida retorica del "post-moderno", il saggio scommette sulla possibilità, anzi la necessità, di una nuova "epoca" nella quale il Moderno recuperi il senso della "storia", non solo come "tempo" ma come "civiltà".
1974(Codice LT/2964) In 8° 54 pp. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Paris, Perrin et C.ie, Libraires-Editeurs, 1894, in-16, br. editoriale, pp. (4), 246, (2). Diffuse fioriture, fenditura al dorso.
1978In 8º; pp. 164 con illustrazioni in b/n nel testo; brossura editoriale con sovraccoperta; rilegato all'americana (fresato, non cucito). Condizioni del libro più che buone (segnaliamo però sovraccoperta lievemente scolorita al dorso e al piatto posteriore).
1990Mm 170x240 Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo. Studi e Ricerche 18. Brossura editoriale di pp. 167. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE
1968In-16°, pp. 162, (12), copert. edit. N. 166 ne "I Libri Pocket".
Milano, Longanesi, (1954), in-16, cartonatura editoriale, pp. 153, (7). Con illustrazioni n.t. e tavole f.t. (di cui una più volte ripiegata).
195715 tavole fuori testo, 6 illustrazioni. Trad. di E. Dazzi. (La vostra via). 16°, pp.153 (6)-3 bb., tavv. f.t. con fortogr. di persone prima e dopo il metodo proposto dall'Aut. e 1 tav. fot. +vv.rip. con 7 fotogr. a illustrazione di 7 esercizi. T. tela ed., tit. oro al dorso.
1955bross. edit. con bandelle, piccole rotture alle unghiature
Minuit, Critique, 1995, 349 pp., broché, pli de lecture sur le dos, bon état.
2020Pubblicato nel 1986, "La destituzione filosofica dell'arte" costituisce uno dei maggiori contributi della cultura angloamericana all'estetica del secondo Novecento. In quest'opera, Danto elabora una della storia dell'arte di matrice hegeliana, il cui motore di sviluppo viene identificato nell'aspirazione dell'arte stessa a trovare la propria essenza. Tappa decisiva dell'itinerario criticofilosofico dell'autore, questo libro affronta, intorno al nucleo teorico della "fine dell'arte", anche altri problemi cruciali dell'estetica contemporanea, quali l'apprezzamento e l'interpretazione delle opere d'arte, il rapporto della filosofia con la letteratura e dell'arte con il testo, fino a intrecciare l'arte e la sua storia con la teoria darwiniana dell'evoluzione. Autori: Arthur C. Danto. Curatori: T. Andina. Traduttori: C. Barbero.
1972Mm 120x210 Volume rilegato in tela che mantiene al suo interno la copertina della brossura originale, 119 pagine. Libro in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1979SUGARCO 1979, PREFAZIONE DI LUCIANO PELLICANI. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO.
1994In 8°; pp. 186; brossura editoriale; cucito. CONDIZIONI BUONE (tagliate due pagine bianche iniziali contenenti una dedica)
2014Cosa cambia nell'immagine quando si passa dallo specchio allo schermo? Il modo di capirla: non è un mistero da evocare ma un testo da leggere, una macchina linguistica. Non l'estatica ammirazione ma la conoscenza dei linguaggi consente di capirla. Di qui l'intento di istituire la formazione estetica, non con nuove materie ma con una nuova didattica. Per mostrarne quanto sia urgente educare la creatività e il pensare analogico, occorre allacciare tante diverse opinioni, confrontarsi con tanti diversi teorici. Scegliere degli esempi vale a capire come nelle teorie d'oggi si possa disegnare una linea paradigmatica che consente di vedere nell'estetica la via regia dell'educazione che parte dall'immagine, dall'Iconic Turn. I bambini, gli adolescenti e gli adulti hanno tutti necessità di ragionare di bellezza, di salute della mente, di entusiasmo: la formazione estetica è nella scuola ma soprattutto, da sempre, è nella vita. Autori: Clementina Gily.
1992Milano, Garzanti (Vallardi) 1992, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 122
1978Trad. F.Canobbio-Codelli. 16°, pp.101 (7), br.ed. Sottolin. Firma all'occh.
1973In 8°, br. edit., pp. 239,(1); strutture della pornografia nell'epoca borghese, copia molto buona. (x078/d)
1973Collana “Estetica dell'osceno”. Un volume di 239 pagine, brossura editoriale. Dimensioni: 12,5x20,5 cm. Minime tracce d'uso alla brossura, piccole fioriture ai tagli; interno in ottime condizioni. Traduzione di Maria Laura Petrelli.
2009Il concetto di "disseminazione" viene usato consapevolmente da Derrida nel testo "La dissémination", riferendosi al linguaggio, e da Menna nella mostra Disseminazione nel 1978. Il testo di Giorgio Bonomi, riallacciandosi a quelle prime considerazioni, ha lo scopo e l'ambizione di dare "fondamento teorico" a quelle opere che vari artisti, nel corso del Novecento e in seguito, hanno realizzato proprio con una poetica, e tecnica, della "disseminazione" che così diviene una categoria concettuale di interpretazione di una parte della storia dell'arte contemporanea. Alla luce, quindi, della "frammentazione" della realtà all'inizio del secolo XX in virtù delle nuove teorie scientifiche (fisiche, chimiche, psicoanalitiche), filosofiche, letterarie, artistiche, si affrontano, a partire dai "pezzetti di carta" di Arp gettati in terra e ricollocati a formare il quadro, gli artisti emblematici della seconda metà del Novecento quali, dopo una rapida ricognizione dei "disseminatori" di segni (Dorazio, Accardi, Nigro), Fontana che "disseminava" buchi sulla superficie, Castellani i chiodi dietro la tela, Tony Cragg, Christian Boltanski, Giulio Paolini, Paolo Icaro, Mimmo Paladino, Marco Gastini, Luigi Mainolfi e altri, fino all'artista che della "disseminazione" ha fatto il fondamento forte della sua poetica, Pino Pinelli, per poi esaminare velocemente artisti più giovani, come Maurizio Arcangeli, Paola Pezzi, Ketty Tagliatti, Simona Uberto, Eduard Habicher, Vanessa Beecroft, Christiane Lòhr. Autori: Giorgio Bonomi.
2018Da sempre considerata come l'estremo tentativo di costruire una teoria classica dell'opera d'arte, l'estetica di Adorno ha subito nell'ultimo trentennio una decisa marginalizzazione. La sua concezione del prodotto artistico come enigma irrisolvibile, la sua idea dell'opera come speranza di fronte all'oppressione sociale, possono oggi sembrare, in effetti, residui di un'epoca ormai tramontata. Del resto, i fenomeni artistici più recenti - il pastiche di stili, il citazionismo esasperato, lo sfrangiamento dei confini fra i generi, la contaminazione tra le pratiche - sembrano sfuggire all'austerità con cui Adorno determinava la funzione dell'opera d'arte. Seguendo un percorso che attraversa i principali nodi costituitivi dell'estetica di Adorno, Farina intende invece dimostrare come la liquidazione della filosofia adorniana dell'arte sia stata eccessivamente frettolosa. Attraverso una critica serrata dei fenomeni artistici, una critica che non dà per scontato nulla di ciò che il pubblico e le istituzioni definiscono come «arte», Adorno incrocia infatti alcune delle argomentazioni chiave delle teorie estetiche del tardo Novecento, e in particolare quelle che in ambito analitico hanno decretato la fine storica delle arti e la nascita di un'arte post-storica, individuandovi una dinamica che conduce alla dissoluzione dell'estetico. A differenza delle teorie postmoderne, però, Adorno intende opporsi a tale dissoluzione. Questo libro vuole appunto illustrare in che modo la teoria di Adorno, anziché liquidare l'arte come morta, permetta una riformulazione del principio estetico - attraverso l'estetica come teoria letteraria dell'arte. Autori: Mario Farina.
2001brossura Alla sua pubblicazione questo lavoro di Bourdieu fu accolto con interesse, perché proponeva in modo radicalmente nuovo le eterne riflessioni su estetica, arte e cultura. Discorsi che prendono volentieri la tangente dell'astrattezza venivano concretamente rivisitati - sulla base di una capillare ricerca empirica - come problema di scelte e preferenze dei diversi soggetti sociali. A circa vent'anni di distanza dall'edizione originale, viene riproposto questo saggio.
Roma, Casini Editore, 1952, in-16, br., pp. 220. Con 16 tavv. esemplificative f.t. (Collana “La Scienza e la vita”, 13).
Sciascia, Caltanissetta/Roma, 1979 – In 16° gr, brossura, pp.333, esemplare ottimo