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2017br. Dal modello classico all'estetica dell'assenza di regole: la storia dell'idea di bellezza è segnata dal progressivo disgregarsi del paradigma armonico di un perfetto ordine cosmico in cui il bello si collega al vero e al bene. Se in età moderna si fa esperienza del molteplice e dell'individuale, a fine Settecento si approda a una netta rivincita del sublime e del brutto. Ma è soprattutto il Novecento che rivendica il valore estetico della deformità e delle dissonanze come generatori di ordini sconosciuti. Malgrado il discredito che in alcune teorie colpisce oggi il concetto di bello, sorprendentemente esso continua a rinnovarsi, sottraendosi a qualunque definizione univoca e conclusiva.
2006Arles, Actes Sud, 2006; in-8, 271 pp., broché. État neuf.
1991DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, QUALCHE MACCHIETTA/FIORITURA, LIEVE ONDULATURA. Le grandi correnti dell'estetica novecentesca è una ricognizione a compasso aperto su scuole e protagonisti di questa branca moderna della filosofia, criticamente valutata da chi opera all'interno della comunità accademica italiana e di altri quattordici paesi: Francia, Germania, Inghilterra, Svezia, Finlandia, Belgio e Paesi Bassi, Polonia, Ungheria, Stati Uniti, Cina, Giappone, India e Turchia. L'occasione per tratteggiare una mappa cosi vasta e precisa degli studi contemporanei di estetica in Occidente e Oriente, un unicum nel suo genere, fu un convegno internazionale all'Università di Siena nel maggio 1990 le cui risultanze, arricchite di ulteriori contributi dall'Asia orientale, sono ora raccolte in questo volume in tre lingue a cura di Grazia Marchianò, di cui è in programma un'edizione condensata in cinese. Atti del Convegno Internazionale svoltosi all'Università di Siena 17-20 Maggio 1990. Grazia Marchiano è una studiosa comparatista impegnata, all'Università di Siena dove è professore straordinario di Estetica, in una serie di progetti interuniversitari volti alla costituzione di un Centro Internazionale di Studi Umanistici «Oriente e Occidente». E segretario generale dell'Associazione Italiana per gli Studi di Estetica (AISE). La sua opera saggistica includei volumi della trilogia: Il codice della forma, L'armonia estetica. Lineamenti di una civiltà laotziana, La parola e la forma (Bari 1968, 1973, 1977), nonché: La cognizione estetica tra Oriente e Occidente, Milano 1987; La creatività. Le basi poetiche della mente, Milano 1988; Aforismi di Ananda K. Coomaraswamy, Roma 1988. I testi degli autori non italiani sono pubblicati nelle lingue originali, tranne quelli di F. Fellmann, tradotto da F. Guano, di L. Wiesing, tradotto da G. Tateo, e di Fei Xinpei, tradotto dal cinese in inglese da Zhou Ping. Descrizione bibliografica Titolo: Le grandi correnti dell'estetica novecentesca: scuole, tendenze, problemi analizzati da specialisti di 14 paesi europei e extra-europei Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Grazia Marchianò Copertina di: Ferdi Arzenton Appendice: Sichuan Aesthetics and Art Association Editore: Milano: Guerini e Associati Studio, Maggio 1991 Lunghezza: 410 pagine; 23 cm; ill. b/n ISBN: 8878022497, 9788878022492 Collana: Università Lingua: Italiano, Inglese, Francese Language: Italian, English, French Soggetti: Filosofia, Estetica, Arte, Correnti artistiche, Pensiero filosofico, Architettura, Scuole, Teorie, Europa, Studi culturali, Novecento, Bellezza, Armonia, Stili, Libri Vintage Fuori catalogo, Seminari, Convegni, Oriente, Asia, Occidente, Tradizioni culturali, Cina, Giappone, Olanda, Polonia, Francia, Italia, Estasi, Bello, Cesare Brandi, Bibliografia, Stefano Benassi, Fosca Mariani Zini, Ferdinand Felmmann, Lambert Wiesing, Bibliografia, Critica, Studi filosofici, Iconografia, Fenomenologia dell'estetico, Praxis, Moritz Geiger, Fruizione, Luciano Anceschi, Opera d'arte, Essenza, Percezione, Gusto, Immaginario, Oskar Becker, Scaramuzza, Stefano Zecchi, Struttura, Teoretica, Metafisica, Waldemar, Piacere, Wertnehmung, Oggettivazione, Canoni, Aloys Fischer, Atteggiamento, Dino Formaggio, Edmund Husserl, Eduard Marbach, Eidetica, Roman Ingarden, Ästhetik, ästhetische, ästhetischen, Hartmann, Intenzionalità, Johannes Daubert, Significato, Ontologia, Coscienza, Gillo Dorfles, Andreas Renyi, Federico Vercellone, Mikel Dufrenne, Hubert Dethier, Carlo Gentili, Sergio Givone, Kortan, Fei Xinpei, Amsterdam, Michael H. Mitias, Moriani, Guido Morpurgo-Tagliabue, Piselli, Benedetto Croce, Giuseppe Prestipino, Sonja Servomaa, Finlandia, Lathi, Donald Crawford, Daniel Charles, Rosario Assunto, Leonardo Amoroso, Francesco Solitario, Vittorio Stella, Antonio Russi, Ananta Sukla, Aldo Trione, Costruzione, Edifici, Mausolei, Templi, Religione, Sacro, Internazionalismo, Ankara, Istanbul, Turchia, Paesi Bassi, Brutalismo, Fascismo, AISE, Strutturalismo, Purismo, Purezza, Razionalismo, Formalismo, Van Der Rohe, Las Vegas, Yener, Eldem, Siena, Arezzo, Toscana, Poesia, Poetica, Gianni Vattimo, Rivista, Riti, Ritualità, Mythe du rite, Giorgio Colli, Fausto Moriani, Svezia, Goran, Sorbon, Scandinavia, Terence J. Diffey, Richard Woodfield, Pragmatismo, Simbolismo, Germania, Berlino, Tecnologia, Willem Elias, Belgio, Sublime, Tatarkiewicz, Alicja Kuczynska, Ungheria, Kenjiro Yoshioka, Grecia, India, Russia, Burkhardt, Est, Politecnico, United States of America, Great Britain, Poland, Netherlands
réf. 0364015209.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
2017ill., br. Qual è il nostro sguardo sulla guerra? In che modo i nuovi media hanno trasformato i conflitti e hanno mutato il nostro modo di guardare gli eventi bellici rispetto al XIX secolo? Che rapporto esiste tra la percezione (o la crescente anestesia) in relazione alla violenza bellica e i media che la mostrano (o la rimuovono)? Le guerre da sempre sono portatrici di violenza, sangue, morte; sono situazioni nelle quali prendono corpo di volta in volta modi concreti di intendere lo spazio politico, in cui si realizza uno specifico modo di vivere dell'uomo. A un secolo dallo scoppio della Prima guerra mondiale - la prima guerra fotografata in massa, in modo diffuso e dissonante -, a settant'anni dalla Liberazione e dalla chiusura dei campi di sterminio, questa raccolta di studi intende tornare a riflettere su alcuni momenti fondamentali di trasformazione della guerra all'interno della storia contemporanea, a partire dalle immagini cui tali eventi bellici sono connessi. Se le guerre sono i luoghi di esplosione della violenza pura, le immagini ci aiutano a capire se e come i paesaggi che hanno preso forma intorno al fuoco della guerra sono cambiati nel corso del tempo. Le immagini danno un volto alla guerra, indicano il senso (e l'assenza di senso) di un conflitto, in modo consapevole o meno sono prese di posizione politica nella storia.
2017ill., br. Qual è il nostro sguardo sulla guerra? In che modo i nuovi media hanno trasformato i conflitti e hanno mutato il nostro modo di guardare gli eventi bellici rispetto al XIX secolo? Che rapporto esiste tra la percezione (o la crescente anestesia) in relazione alla violenza bellica e i media che la mostrano (o la rimuovono)? Le guerre da sempre sono portatrici di violenza, sangue, morte; sono situazioni nelle quali prendono corpo di volta in volta modi concreti di intendere lo spazio politico, in cui si realizza uno specifico modo di vivere dell'uomo. A un secolo dallo scoppio della Prima guerra mondiale - la prima guerra fotografata in massa, in modo diffuso e dissonante -, a settant'anni dalla Liberazione e dalla chiusura dei campi di sterminio, questa raccolta di studi intende tornare a riflettere su alcuni momenti fondamentali di trasformazione della guerra all'interno della storia contemporanea, a partire dalle immagini cui tali eventi bellici sono connessi. Se le guerre sono i luoghi di esplosione della violenza pura, le immagini ci aiutano a capire se e come i paesaggi che hanno preso forma intorno al fuoco della guerra sono cambiati nel corso del tempo. Le immagini danno un volto alla guerra, indicano il senso (e l'assenza di senso) di un conflitto, in modo consapevole o meno sono prese di posizione politica nella storia.
Presses Universitaires de rennes, PUR, Didact musique, 2000, 136 pp., broché, traces d'usage, exemplaire gondolé, rousseurs, état correct.
1976Un "Dictionnaire des formes artistiques et des écoles d'art" (sous-titre de jaquette): les "styles de toutes les manifestations artistiques de la Préhistoire à nos jours" (rabat de jaquette), en classement alphabétique, par l'historien de l'art Germain BAZIN (1901-1990); index; très nombreuses vignettes en noir in texte; bibliographies par entrées. Exemplaire bien complet de sa jaquette. Français
in-16 (10x15), 85 pp., illustrations n/b, broche, couv. à rabats. Bel exemplaire. [P-43]
in-8, 278 pp., illustrations, broche, couv. illustree. Bel exemplaire. [109B-19]
1956Bould et Gay 1956, In-8 broché de 346 pages. Photos. Trés bon état.
2000réf. 24667Paris, Gallimard, 2000. 414 S. Gr.-8°, OBrosch. OSu.
2007brossura
2018Autori: Olivier Boissière.
Mimesis, 2010, 171 pp., broché, neuf.
in-16°, 328 pp., figures, broche, couverture illustrée. Tres bel exemplaire. [@]
grand in-8°, 173 pp., planches n&b, broche, couv. Etat correct. [WE-CA]
Harcover in-8°, 158 pp., illustrations et figures n&b, cartonnage illustre.- ISBN 9782815202367 Tres bon etat. [BL-5][AR-2]
190419 cm, rilegatura coeva in mezza pelle con tracce d'uso, titolo e fregi in oro al dorso che è diviso da 4 nervi; pp. ix, 350, 64 figure nel testo, qualche brunitura; timbretto privato
196619 cm, brossura editoriale illustrata; p. 118, (8) con 48 tavole in b/n fuori testo. Tagli ingialliti, ma molto buono
In 16o, pp. 132, brossura. esemplare perfetto (07674/ DORFLES - GUSTO - ESTETICA - CONSUMISMO)
2004ill., br. Attraverso l'applicazione dei più recenti metodi di indagine - dalla teoria dell'informazione alla linguistica strutturale - Gillo Dorfles si propone di offrire al lettore una facile e agile chiave per decifrare molte delle "oscurità" e dei problemi presentati dall'arte contemporanea: il dissidio tra artisti e pubblico, le trasformazioni stilistiche e percettive che si possono individuare nelle diverse epoche e che sono alla base di molti preconcetti da parte dell'"uomo della strada".
2013br. Negli ultimi millenni l'evoluzione culturale ha avuto una tale accelerazione rispetto alla evoluzione biologica, da scardinare quel rapporto di coevoluzione tra cultura e biologia in cui la cultura era ancora un adattamento a garanzia della sopravvivenza nella evoluzione per selezione naturale. Questo squilibrio provoca uno smarrimento delle originarie funzioni e del valore di alcune pratiche, prima fra tutte l'arte. L'operazione arte, in origine sintesi riuscita di comunicazione di significati e di contemplazione di forme con sue specifiche funzioni, regredisce, succube della razionalità filosofica, matematica e scientifica, a mera comunicazione estetica. Si impone allora la domanda se questo tramonto dell'artistico nell'estetico (narrativo, decorativo o matematico) non sia che il sintomo più appariscente di una prossima mutazione antropologica.
In 8°, legatura coeva in T.Tela grezza con titolo e disegno policromo al piatto, titolo manoscritto al dorso, copp. originali conservate, pp. 237(3). Buon esemplare.
In 8o, pp. 230, br. Vol 5 collana Le Roseau d'Or. Minime fioriture (2233/ ESTETICA - CRITICA D'ARTE)