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2008br. Pochi sono i testi filosofici in grado di cogliere le grandi svolte epocali. Questo saggio che Friedrich Schlegel pubblica nel 1797 con il chiaro intento di dare una svolta decisiva alla celebre querelle des Anciens et des Moderne, è senza dubbio una di queste. Neanche il ritardo sopravvenuto alla sua pubblicazione, che gli impedisce di uscire prima del celeberrimo saggio di Schiller "Sulla poesia ingenua e sentimentale", lo privano di questo importante significato. Con il testo del giovane Schlegel si inaugura infatti una nuova querelle, quella che chiama in causa la legittimità e l'autonomia stessa della modernità estetica e che definisce la paradossalità del nuovo compito che essa ci impone, cioè quello di riconquistare un'origine collocata nel futuro. "Se il presente non va paragonato all'antico ma avvalorato nella sua autonomia - ecco che anche il suo volto conflittuale e lacerato può far mostra di sé al mondo senza timore di venir disconosciuto o, peggio ancora, respinto. Lo stato conflittuale del presente in contrasto con l'armonia che domina l'antico schiude così la via a una a un'autoriflessione storica dell'estetica".
2008br. Pochi sono i testi filosofici in grado di cogliere le grandi svolte epocali. Questo saggio che Friedrich Schlegel pubblica nel 1797 con il chiaro intento di dare una svolta decisiva alla celebre querelle des Anciens et des Moderne, è senza dubbio una di queste. Neanche il ritardo sopravvenuto alla sua pubblicazione, che gli impedisce di uscire prima del celeberrimo saggio di Schiller "Sulla poesia ingenua e sentimentale", lo privano di questo importante significato. Con il testo del giovane Schlegel si inaugura infatti una nuova querelle, quella che chiama in causa la legittimità e l'autonomia stessa della modernità estetica e che definisce la paradossalità del nuovo compito che essa ci impone, cioè quello di riconquistare un'origine collocata nel futuro. "Se il presente non va paragonato all'antico ma avvalorato nella sua autonomia - ecco che anche il suo volto conflittuale e lacerato può far mostra di sé al mondo senza timore di venir disconosciuto o, peggio ancora, respinto. Lo stato conflittuale del presente in contrasto con l'armonia che domina l'antico schiude così la via a una a un'autoriflessione storica dell'estetica".
1825In-folio; pp. (2), 29, con 1 tav. a p. pag. incisa su rame. Carta marmorizzata. Esemplare tarlato ai margini interni bianchi. Raro trattato sulla chirurgia plastica.
2008ill., br. A partire dall'ultimo scorcio del XIX secolo, la crisi del pensiero metafisico ha trasformato radicalmente il nostro modo di considerare lo "schermo" del sensibile in cui l'arte affonda le sue radici: anziché occultare la verità, si è riconosciuto che esso la rende visibile, mostrandosi possibilità stessa del suo irradiarsi. Muove da qui, nella filosofia francese dell'ultimo Novecento, una tradizione di riflessione sulla pittura inaugurata da Merleau-Ponty e rilanciata da Lyotard, Foucault, Maldiney, Deleuze, Derrida, Nancy, per ricordare solo i nomi più noti. È una tradizione dallo stile inconfondibile, mediante cui la filosofia - invece di assumere le arti a proprio oggetto secondo le arti riflette per interrogarle e interrogarsi su come pensare ed esprimere il nostro mutato rapporto con gli altri, le cose, il mondo. Cercandovi insomma le parole per dirlo e per dirsi. In quella tradizione s'inscrive questo libro, nel contempo discutendola e tentando di prolungarla.
1992194 pagine; 24 cm. Brossura editoriale. Ottimo
2008ill., br. I "Discorsi sulla pittura del monaco Zucca Amara" di Shitao (inizi del XVIII secolo) costituiscono uno dei testi più importanti e originali del pensiero estetico cinese, e condensano la maggior parte delle idee filosofiche sulla pittura discusse nel corso dei secoli precedenti da letterati, calligrafi e pittori. I diciotto brevi capitoli del trattato, di cui si offre un'ampia antologia, si presentano non soltanto come un'ottima introduzione all'estetica pittorica cinese, ma anche come densa riflessione sul significato profondo della produzione artistica, dell'incontro tra uomo e natura, del rapporto tra arte e vita.
Piatti MDCCCXXVIII. 16°:pp.45n. bross.origin. muta.
2003ALFREDO GUIDA 2003 150 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PICCOLA PIEGA AL MARGINE ANGOLARE INFERIORE ESTERNO DELLA COPERTINA, COME FORSE SI VEDE IN FOTO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Parole e frasi comuni Abert Alcmane àpuoviKoi Archita Arist Aristosseno Aristotele Aristox Asheri astronomia Ateneo Barker base Bélis bibliografia citato Comotti considerazione consonanze contesto corde corpi vibranti culto eroico Cultura culturale Damone degenerazione Dùringentrambi epimorici evidente festa dei Poseidoniati festa greca filosofia Filosseno fonti frammento Fraschetti 1981 Glaucone Gostoli Grecia antica Greco-Theodorescu 1983 Greek Harm harmonica imbarbarimento innovazioni intervalli intervalli musicali invece Lasserre letterario Longo curr Lucani Magna Grecia matematica Meriani misura musica musica greca Napoli neopitagoriche npòq numeri Onesicrate oùK òxi Paestum parla particolare passo Pitagorici Plat Platone Plut Plutarco politica Pontrandolfo Poseidonia prassi musicale problemipseudoplutarcheo punto rapporti realtà riferimento Rios rituale Rocconi senso simposio Socrate soltanto Soterico stosseno strumento Taranto teatri tecnico teoria musicale teorici termini Terpandro testimonianza testo tratta Vegetti Visconti Wehrli West Westphal xcòvxf\q xfjc xoù xòv xr|v yàp Ziegler Soggetti: Musica, Grecia, Storia, Antichità, Leipzig, griechischen Musik, Grecia antica, Cultura Classica, Aristosseno di Taranto, V Secolo, VII, VI, Hermann Abert, Glaucone, Socrate, Pitagorici, Tradizioni, Poseidonia, Cerimoniali, De musica, Platone, Struttura letteraria, Lirica, Ellenismo, Empirismo, Bibliografia, Greek Music, Classical, Poetry, Sinfonia, Teatro, Feste, Simposio, Letteratura simposiaca, Organologia
2018ill., br. Da dove viene? E soprattutto dove va? E giunto fin lì, agli estremi confini del mondo, per poter guardare oltre: fermo e ben saldo sulla roccia, il viandante romantico di Friedrich sembra essere consapevole che l'infinito è più grande di lui, ma proprio da questa smisurata grandezza, da questa espansione soverchiarne è tentato. Irraggiungibile, l'infinito è però anche irrappresentabile. Perché allora non cessa di incuriosire e tormentare pittori, filosofi, matematici e letterati, e in generale tutti i comuni mortali?
2019br. L'estetica, prima di essere il carattere proprio dell'arte, è un dato fondamentale della sensibilità umana. Il sentimento estetico è un sentimento di piacere e di ammirazione che, quando è intenso, diventa meraviglia e felicità. Può essere suscitato da uno spettacolo naturale, da un'opera d'arte, ma anche da oggetti o opere che noi estetizziamo. Per la prima volta nella sua lunga carriera Edgar Morin riunisce in questo libro le proprie riflessioni sulla bellezza, l'arte e il sentimento estetico. Da dove viene la creatività artistica? Cosa significano ispirazione o genio? Da Lascaux a Beethoven, da Dostoevskij a Orson Welles, Edgar Morin richiama le opere e gli artisti che l'hanno segnato e accompagnato, per mostrare la profondità dell'esperienza estetica. Le grandi opere non sono solo divertissements: consentono la comprensione della condizione umana, con le sue commedie e le sue tragedie.
1984bross. edit. ill., minime tracce d'uso in cop.
1947Introduzione - Immanenza dell'elemento estetico - Importanza dell'elemento estetico - Bibliografia 1 20,5x13,5 cm., in brossura, pp. 97 (6), ancora intonse, prima edizione, in italiano, normali segni del tempo, buone condizioni
2017ill., br. Il disegno è la più profonda tra tutte le attività umane. L'uomo che ritraeva bisonti, gufi e leoni nella grotta di Chauvet, decine di migliaia di anni fa, sapeva che per lui il sole non sarebbe sorto per sempre: si trovava di fronte alla propria finitudine e a quella del mondo in cui viveva. Nello spazio metafisico della grotta, celebrava e indagava, con tratti di carbone sulla roccia, il mistero delle apparizioni e delle sparizioni, della presenza e della morte. Da allora disegnare non ha mai cessato di essere un atto di conoscenza. Si disegna per interrogare il visibile ed esaminare la struttura delle apparenze, per dare forma alle idee e comunicarle, per esorcizzare una memoria. Il disegno, rispetto alla pittura, non tenta l'illusione di realtà, non cessa mai di mostrare la propria nuda natura di progetto. Quello che osserviamo, attraverso linee di costruzione, spazi di luce e aree di colore, è un processo: la danza della mano di un artista che tenta di fissare una molteplicità di sguardi ed esperienze nell'eterna simultaneità di un'immagine. John Berger, negli scritti che compongono "Sul disegnare", segue la danza delle mani sulle rocce di Chauvet, quella di Vincent van Gogh che trasforma in immagine la sua capacità di amare la materia, quella di Pablo Picasso che mette in opera l'orrore per il decadimento della carne. Berger segue la propria mano mentre traccia i lineamenti del volto paterno sul letto di morte, per catturare una vita intera. E attraverso gli schizzi di Giacometti, Rembrandt e Goya, mostra come disegnare sia un modo di scoprire, di catturare il mistero del reale, per amplificarlo e viverlo come evento.
rif. 63978Lingua italiana, Cadmo, Esedra, 1990, 91 pp., brossura editore, condizioni buone.
Paris,Hachette, 1845.In 8°pp. XX+ 372n. cartone editoriale spellato ai margini, fioriture sparse.
1965Roma, (Arti Grafiche "Mondo Domani"), (1965), in-16, br., pp. 70, (2). Alcune correzioni a penna di mano dell'autore. Estratto.
1877In 8° (22,5x14,5 cm); (4), 325, (3) pp. Brossura editoriale, dorso con rinforzo in carta marmorizzata coeva. Piccoli strappetti agli angoli del frontespizio. Qualche traccia di sporco ai piatti. Esemplare ancora in barbe. Prima rara edizione di questo importante studio di interesse manzoniano di Ferrante Ferranti, stampato a Firenze da Cellini. L’opera è uno dei commenti più rari al grande romanzo manzoniano. All’interno qualche macchiolina di foxing, non significativa, e nel complesso in buonr-ottime condizioni di conservazione.
2019br. Dai tempi di Aristotele fino alla filosofia analitica contemporanea è stata discussa una serie di criteri atti a rendere conto di cosa siano i sensi e a tassonomizzarli. Nel corso del libro, l'autore articola a livello concettuale il criterio esperienziale-ontologico e il criterio sottrattivo, e studia come essi aiutino a inquadrare i casi empirici del dolore, delle percezioni artificialmente assistite, delle sinestesie, dell'olfatto e dei sensi animali.
1994Mm 140x205 Brossura editoriale di pp. 238, con qualche intervento a matita, peraltro in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1961rif. 1123965Amsterdam, L. J. Veen, (1961). Gr.-8vo. 93 S. OKart.
2015brossura La rottura del patto mimetico, basato sulla corrispondenza fra io e mondo, fra visione e rappresentazione, prende avvio irreversibilmente con il Romanticismo. La riflessione sul sublime riprende in questo momento; nell'Arte, non più imitazione del mondo naturale, né creazione o invenzione del Bello, si sancisce il definitivo superamento dell'imitazione del dato reale. Derivato da sub-limine, il sublime indica qualcosa di altissimo, che sta sopra l'architrave della soglia di casa (limen), ma anche, considerando la diversa accezione di sub-limo, ciò che sta sotto il fango, il profondo e l'abissale. Mai lo sguardo che accompagna l'esperienza del sublime sarà immobile rispetto all'orizzonte. Il testo si sviluppa entro questi due termini: da una parte le immagini, fra gli altri, di Friedrich e Goya che, da differenti punti di vista, indagano fino al limite estremo il paesaggio e gli abissi dell'anima; dall'altra il percorso intrapreso da Kandinskij a Malevic, che, dal superamento del visibile, condurrà verso l'invisibile e l'infigurabile. Entrambi i poli del sublime, l'Altissimo e l'Abisso, raccontano in tal modo, anche se da ambiti distinti, la crisi irreversibile del soggetto e della ragione classica.
1985rif. ART5704MRelié, 479 pages, paru en 1985 chez Alternatives, très bon état général.
rif. 32418Gallimard, TEL, 1999, 443 pp., poche, très bon état.
rif. 67232Gérard Monfort, Imago mundi, 1996, 233 pp., broché, couverture très légèrement empoussiérée, bon état.
1980VOLUME I ONLY. Contains b&w plates. 315x215 mm. XIV+252 pages. Gilt hardcover with dust-jacket. Jacket yellowing and slightly stained. Jacket edges worn. Cover slightly rubbed. Cover corners and spine edges bumped. Pages yellowing. Else in good condition.