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cm. 17 x 24, viii-108 pp. Corrispondenze (le) letterarie, scientifiche ed erudite dal Rinascimento all'et? moderna - Subsidia L?Autore studia la fortuna di due traduzioni del poeta-scienziato Alessandro Marchetti (1633-1714): Della natura delle cose (basata sul De rerum natura di Lucrezio) e l?Anacreonte (basato sui carmi anacreontici). Furono condannate entrambe per il materialismo epicureo e per l?amore greco, come risulta dalla ricca documentazione inedita, pubblicata in appendice, che proviene dall?Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede, Citt? del Vaticano. Costa examines the fortune of two verse translations by Alessandro Marchetti (1633-1714), a distinguished scientist and an elegant poet, who is considered a minor Italian classic: Della natura delle cose (based on Lucretius?s On the Nature of Things) and Anacreonte (based on the Anacreontics). Both of them were condemned by the Roman Catholic Church for their Epicurean materialism and sexual perversion, as appears from the documents published in the appendix, that come from the Archive of the Holy Office (now the Congregation for the Doctrine of Faith). 268 gr. viii-108 p.
Autori: Pierre Boyancé. Curatori: A. Grilli.
Autori: Alberto Grilli.
br. Pur mutuando la sua concezione di materia eterna e increata dalla fisica greca, nella fattispecie da quella di Stratone di Lampsaco, che nel dibattito moderno si contende con quella di Epicuro lo status di modello di materialismo coerente, Leopardi rompe con la filosofia antica. La sua riflessione porta infatti alle estreme conseguenze l'esito scettico del pensiero moderno, che, nonostante la sua negazione del platonismo, ha continuato a sostenere l'esistenza dell'assoluto. Per Leopardi la realtà non ha alcun fondamento: il principio delle cose è il nulla. Egli sovverte il razionalismo che ha imperato nella filosofia occidentale fin dalle sue origini greche. Anche quando è fondata su una visione della natura meccanicistica e ateleologica, l'etica greca rimane intellettualistica: l'epicureismo identifica nella conoscenza della verità il phàrmakon, il rimedio contro il dolore, condannando la sentenza silenica. Per Leopardi, erede della sapienza del Sileno e di Salomone, la ragione, che conosce "l'infinita vanità del tutto", vede nell'eternità dell'annullamento la "medicina di tutti i mali".
“L'essenziale per la felicità è la nostra condizione intima, di cui siamo padroni noi.” (Epicuro, Frammento 109) Autori: Francesco Adorno. Curatori: Franco Paris, Armando Girotti.