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1905ref. 008147London, Thomas Nelson & Sons, 1905. Orig.-Lederband, 331 / 191 / 162 Seiten, Kl.-8°. Reihe: New Century Library (1905). Einband mit deutlichen Läsuren. Der Buchdeckel ist lose und sollte neu fixiert werden. Vorne mit kleinen Namenseinträgen. Ansonsten ist der Buchblock noch gut erhalten. Natürlich wurde der Zustand bei der Preisfindung berücksichtigt. Schöne Ausgabe mit Goldprägung, Kopfgoldschnitt und Lesebändchen in englischer Originalsprache.
1990In-8° (20,3 x 13,4 cm), pp. LIV, 328, (2), legatura editoriale con sovraccoperta. Qualche piccolo, leggero segno d'umido al taglio di testa e a quello davanti. Normale patina del tempo alle pagine, per il resto, molto ben conservato. Prima edizione, gennaio 1990. Sommario: Introduzione, di Gioacchino Lanza Tomasi. Parte prima. Le origini Chaucer Gli elisabettiani I primi poeti. Scrittori di storia, religione e morale. L'invasione normanna. Le Ballate e Chaucer. Lana e oro. L'età elisabettiana. Il teatro elisabettiano. Shakespeare. Il teatro sino al 1642. Scrittori di teatro anteriori a Shakespeare. Gli apocrifi shakespeariani. Autori di teatro contemporanei e posteriori a Shakespeare. I «grandi» minori. Un po' d'ordine. La lirica elisabettiana. Spenser. Thomas Campion. Altri poeti lirici. I Song Books. John Donne. La prosa elisabettiana. La Bibbia. I prosatori originali. Sintesi superflua per una necessaria conclusione. Parte seconda. L'età puritana La Restaurazione L'età polemica L'età puritana La Restaurazione. La «Rivoluzione» inglese. I Puritani. Milton. Gli altri due Puritani: Marvel e Bunyan. I poeti sacri. Altri poeti lirici e popolari. La letteratura che non è arte. Il teatro. La prosa. Izaak Walton. L'età di Dryden. Dryden. Butler. Il teatro della Restaurazione. Il dramma della Restaurazione. I poeti di corte. La prosa. Difficoltà e miserie di una Restaurazione. Il giornalismo sino al 1750. Daniel Defoe. Steele e Addison. Swift. Alexander Pope. Poeti minori. Altri scrittori. L'età di Johnson. Il teatro Augusteo. I romanzieri. Samuel Richardson. Henry Fielding. Tobias Smollett. Laurence Sterne. Oliver Goldsmith. Romanzieri minori. Samuel Johnson. La poesia. Gibbon. Appendice L'Ossianesimo e Macpherson.
1957In 16? (cm 18,5), Leg. edit. tutta tela, pagg. con socracop. ill. a colori, pagg. 279-(10), traduzione di Maria Eugenia Morin, segni del tempo alla sovracop. ma buon es. Collana "Il cammeo", 111
8° (ca. 22 x 14 cm). 78 Seiten. Original Ganzleinen und Original Schutzumschlag mit Rücken- und Deckeltitel. Schutzumschlag teilweise gegilbt mit Randläsuren. Widmung des Autors auf dem Schmutztitel. Insgesamt guter Zustand. Erstausgabe. WG 2.36. Mit einer datierten Widmung von Franz Tumler (1912-1998) für den renommierten Berliner Architekten Hermann Fehling (1909-1996).
1959Le 19 strofe di varia lunghezza di UNGARETTI occupano 6 pagine. Il libro con questo titolo apparve da Mondadori nel 1960. Il fascicolo in-8° (cm. 22,8x18.4), cartoncino leggero editoriale, è completo delle sue 146 pp. + indici del 1958 + 5 TAVOLE f.t. (Braque, Fautrier, Lega, Bonnard) e contiene inoltre: 1) Carlo BO, "La danza del GATTOPARDO", 16 pagine. 2) Prose di Nicola LISI, DI tecchi (su GADDA nel Lager; "Storie naturali" (cioè su animali) di Luigi BARTOLINI (Un gatto), Marise FERRO, Piero POLITO, Bino SAMMINIATELLI. 3) Nella Rassegna, fitte recensuioni di Piero CITATI a "Il Gattopardo" e ai "Racconti" di CALVINO.4) M. A. Krestovskaja su Eleonora DUSE (9 pp.). 5) Poesie di Alessandro PARRONCHI e trad. poetiche da l'Odissea di Giovanna BEMPORAD. E saggi di alto prestigio, su Pascoli, Whtehead, ecc.
1962ref. 533671962 Editions Gallimard / NRF, collection "Bibliothèque de la Pléiade" - 1962 - In-12, reliure pleine peau de l'éditeur vert émeraude, dos lisse orné de titres et filets horizontaux dorés, tranche de tête leue, signet vert, jaquette illustrée, sous jaquette rhodoïd - 1491 pages sur papier Bible
1859Vol. in -32 (6,5 x 10,5 cm.), brossura editoriale col. avorio con titoli in nero sul piatto e al dorso, pp. XXXVII, (1), 436. Copertina brunita, nel complesso in abbastanza buone condizioni. COLLEZIONE DIAMANTE.
1932In 16? (cm 17), , pagg. legatura, piatti cartonati beige, pagg. 237, traduzione di Alberto Tedeschi,dorso mancante, mancanze e segni a matita colorata ai piatti, fioriture, annotazione a penna coeva al margine di una pagina interna, peraltro buon es.
1825ref. 951955Stuttgart und Tübingen: J.G. Cotta. 1825. Quarto. 245 x 200 mm. (Einband leicht berieben und bestoßen; innen papierbedingt etwas stockfleckig.) [4 Warenabbildungen] Lithographierter Titel, 18, [1], [1 weiße] Seiten,. Pappeinband um 1900, bezogen mit gelbem Kiebitzpapier und montiertem Rückentitel.,
1986ref. 14802BBStuttgart, Deutscher Verlagsanstalt / DVA, 1986. 8°, 335 S., Illustrationen, original Leineneinband (Hardcover), original Schutzumschlag, Vorsätze als Karten, Erstausgabe der Neuausgabe Zustand wie frisch aus der Buchhandlung, da original verschweisst (wir haben die Folie zwecks Auflagenprüfung vorsichitig einseitig geöffnet).
1990ref. 13615BBNew York, Atlantic Monthly Press, 1990. gr.8°, 167 S., mit ein paar s/w-Illustration sowie einigem Buchschmuck, Text: englisch, original Halbleinen-Einband (Hardcover), farbig illustr. original Schutzumschlag, erste Auflage dieser Ausgabe ein sehr gutes, sauberes Exemplar.
1980ref. 32345BKöln:, edition liberales zentrum köln., 1980. (20,9 x 14,8 cm). 78 S. Original-Karton mit Rückentitel und illustriertem Deckeltitel (Johannes Grützke). Einband mit geringen Gebrauchsspuren. Bildstempel auf Vorsatz ("Bibliothek von Johannes Grützke"), sonst wohlerhalten. Insgesamt guter bis sehr guter Zustand.
1907ref. 28941BBerlin:, Deutscher Liederverlag., [1907]. Gr.8°. 48 (2)S. (Fraktur). Original Interims-Karton mit Deckeltitel, unbeschnitten. Einband leicht berieben und gerändert, Verlagsänderungs-Stempel auf Deckeltitel und Titel, Klammerbindung etwas angerostet, sonst gut erhalten.
1869ref. 7454CPesth. (Budapest):, Gustav Heckenast., 1869. (ca. 20 x 15,3 cm). XVIII, 336 S. Leineneinband der Zeit (rot) mit goldgeprägtem und dekoriertem Rücken- und Deckeltitel sowie Dreikantgoldschnitt. Dritte Auflage. Einband mit Gebrauchsspuren, etwas berieben und an den Ecken bestoßen, Abrieb an den Kapitalen, kleine Schadstelle am Scharnier unten. Innen gut erhalten, Papier vereinzelt gering fleckig, Bleistiftnotate im Innendeckel.
2021br. «La critica letteraria è in via di sparizione sia perché gran parte dell'attuale letteratura non è più un oggetto che abbia interesse critico, sia perché gli studiosi non è detto che siano lettori interessati a formulare giudizi.» Queste righe di Alfonso Berardinelli potrebbero suonare come un addio alla critica letteraria. E in effetti sembrano spiegare perché in "Giornalismo culturale" la critica letteraria sia in netta minoranza. Dal 2013 al 2020, periodo nel quale sono stati scritti gli articoli qui raccolti, l'oggetto privilegiato non è la letteratura, ma la cultura nel suo insieme: le idee correnti o dominanti, le élite intellettuali, i linguaggi, le istituzioni, le mode culturali, i luoghi comuni del discorso politico e gli effetti della rete sulla vita di tutti. Eppure quello di Berardinelli è un giornalismo culturale anomalo e singolarmente enciclopedico. È soprattutto analisi del conformismo sociale, delle sue ragioni e delle forme in cui si manifesta. Ed è contraddistinto da una grande mobilità critica a partire dalla grande varietà di occasioni, spunti e casi offerti dall'attualità e dalla cronaca - cui fa da corrispettivo una grande varietà di stili, che spaziano dalla dialettica argomentativa all'ironia distanziante alla vera e propria satira culturale. Una satira tanto più necessaria da quando arti, scienze, filosofia e letteratura sono viste come valori in sé, attività autogarantite e indiscutibili per principio, al punto da far sembrare scorretta o inconcepibile qualunque valutazione selettiva e qualitativa che orienti in una cultura di massa in continua espansione e da cui gli stessi intellettuali sono stati conquistati, ipnotizzati e disarmati. Per Berardinelli il giornalismo culturale è un genere letterario nel quale esprimersi pienamente, in prima persona, con le proprie insofferenze e idiosincrasie, praticato attraverso la critica dei linguaggi specializzati e gergali a partire dalla lingua comune e da un'ottica che non trascura mai di mettere a confronto le parole e le cose, le maschere culturali e le realtà di fatto, per quanto ambigue e sfuggenti siano. Un punto di vista inconsueto sul reale, attraverso cui scoprire verità prima celate.
2006ill., br. Tiepolo passò la vita a eseguire opere su commissione in chiese, palazzi, ville. Talvolta affrescando vasti soffitti, come per la Residenz di Würzburg o per il Palazzo Reale di Madrid. Intorno scorreva la vita di un'epoca - il Settecento - che lo apprezzò e ammirò, ma senza troppo preoccuparsi di capirlo. Così fu più facile per Tiepolo sfuggirgli, quando volle dedicarsi a effigiare il suo segreto, che tale è rimasto, in una sequenza di trentatré incisioni: i Capricci e gli Scherzi. Ciascuno di quei fogli è il capitolo di un romanzo nero, abbagliante e muto, popolato da personaggi disparati e sconcertanti: efebi fiorenti, Satiresse, Orientali esoterici, gufi, serpenti e anche Pulcinella e Morte. Li ritroveremo tutti nelle pagine di questo libro, insieme a Venere, Tempo, Mosè, numerosi angeli, Armida, Cleopatra e Beatrice di Burgundia: una variegata, zingaresca compagnia sempre in cammino, "tribù profetica dalle pupille ardenti", come suona un verso di Baudelaire. Oltre che un intermezzo smagliante nella storia della pittura, Tiepolo fu un modo di manifestarsi delle forme, un certo stile nell'ostentarsi della loro sfida. Le sue figure rivelavano una fluidità senza ostacoli e senza sforzi. Accedevano a tutti i cieli, senza dimenticare la terra, incarnando per un'ultima volta quella virtù suprema della civiltà italiana che è stata la "sprezzatura".
2018br. Il 12 ottobre 1492 l'impresa di Cristoforo Colombo trova il suo terminale nelle distese del nuovo mondo, animato da antiche e gloriose culture. Assecondato dai re spagnoli, egli si prefigge di inaugurare il più agevole itinerario delle spezie e della seta, per garantire, sia la conservazione delle derrate alimentari del vecchio continente, sia le esigenze estetiche dei suoi ceti preminenti. In questo volume, Riccardo Campa pone in evidenza come l'irradiazione delle leggende («La Città dei Cesari», «El Dorado», ecc.) costituisca l'espediente letterario con il quale gli «adelantados» si propongono di sottrarsi al giudizio dell'Europa riformista e in evoluzione verso la rivoluzione industriale, sfoggiando le risorse metallifere. La temperie dell'avventura rinascimentale si compendia nel «viaggio», descritto da Bernal Diaz del Castillo, e nel «naufragio», delineato da Alvar Nùnez Cabeza de Vaca: due cronisti, impegnati a rappresentare l'epopea dell'innocenza indiana e dell'intraprendenza iberica.
2020br. Il treno, con la sua comparsa e la sua diffusione, ha modificato il modo di viaggiare e di concepire gli spostamenti, ma ha trasformato profondamente anche lo sguardo sul mondo circostante, ha inciso sulla concezione del tempo e ha alimentato l'immaginario, divenendo protagonista di molte pagine letterarie, realistiche o simboliche, demonizzatrici nei confronti del nuovo mostro meccanico o dominate dall'entusiasmo per la velocità e il progresso. Un unico mezzo di trasporto (il treno), per quanto tecnologicamente modificato nel tempo, e le sue molteplici rappresentazioni, stanno alla base di questo volume. Dai treni letterari del secondo '800 (tra Carducci, Pascoli, Verga, Tarchetti e Fogazzaro) si passa così alle locomotive novecentesche di Pirandello e di Svevo, delle avanguardie, del Neorealismo, di Sciascia e Brancati, di Buzzati, Calvino e di Anna Maria Ortese, con percorsi tematici sui treni parlamentari, di guerra, in «giallo e in nero», utilizzati per le vacanze o per il lavoro, al centro di narrazioni fantastiche o di storie d'amore, tra incontri e addii.
2016br. Nel contesto dell'ampio dibattito letterario, filosofico e culturale relativo alla possibilità di definire l'attuale congiuntura storica del tardo-capitalismo globale attraverso la formula del "ritorno del reale", il volume problematizza la questione del Reale attraverso il riferimento alla critica lacaniana e post-marxista di Slavoj Zizek, allo scopo di illustrare come l'apparente ritorno anacronistico al "realismo" costituisca una fuga dalla dimensione "impossibile" del Reale, in senso lacaniano. L'inchiesta problematizza il rinnovato interesse per alcuni specifici generi letterari, come il noir, l'auto-finzione, il romanzo storico-documentario e la docu-fiction di carattere testimoniale, la cui fortuna editoriale riflette la crescente domanda di storie che raccontino, nei suoi più feroci e truculenti dettagli, la realtà di cui si è partecipi. In questo contesto il libro sviluppa un'analisi comparatistica dell'opera di due autori ritenuti, sotto questo profilo, paradigmatici: William T. Vollmann e Roberto Saviano. La loro visionarietà, che si realizza in un'inedita e traumatica commistione di fiction e non-fiction imperniata sulla figura perturbante dell'autore-protagonista, impone alle coscienze anestetizzate dei lettori una lucida e violenta critica ideologica del sistema storico-culturale del tardo-capitalismo globale, mettendo a nudo quel grumo di fantasie perverse che ne sorreggono l'impianto simbolico e l'economia libidinale.
2021br. Nei romanzi e nei racconti di Machado de Assis (1839-1908) - considerato "il più grande scrittore brasiliano" - ci sono molti elementi intertestuali tratti dalla Bibbia. Scommettendo sul fatto che tali elementi siano la traccia di un dialogo tra lo scrittore e il testo biblico, questo studio si propone di inseguire queste tracce in modo da scoprire - come in una caccia al tesoro - quello che lo scrittore aveva probabilmente intravisto in questo dialogo. L'intento, tuttavia, non è quello di ricostruire il pensiero dello scrittore, quanto piuttosto quello di guidare il lettore a costruire un proprio pensiero! In concreto, il libro si compone di quattro capitoli che prendono in considerazione due racconti ciascuno. Ogni racconto è tradotto, analizzato, studiato nella sua struttura, interpretato da diversi punti di vista e, infine, considerato all'interno di una riflessione teologica che costituisce la Weltanschauung elaborata dall'autore di questo saggio dialogando con Machado de Assis.
1967ref. 143654Nendeln/Liechtenstein: Kraus Reprint 1967. 64 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Fadengeheftete Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2021br. A cent'anni dalla morte di Federigo Tozzi, l'Accademia Petrarca di Arezzo dedica un libro miscellaneo alla figura di uno degli scrittori che continua ad essere centrale nella storia della letteratura italiana del Novecento. Un libro per Tozzi sotto il segno di Francesco Petrarca, autore di un libro supremo come il suo Canzoniere; un libro per Tozzi che di un libro aveva fatto l'immagine riassuntiva di tutto il reale esistenzialmente attraversato e, mediante la creazione di altri libri, interrogato. Scrive Tozzi in una delle sue bellissime prose di Bestie: «Nei grandi prati, che mi piacevano anche prima di leggere il Petrarca, torno per vedere i fiori che avrei offerto, molti anni fa, a qualche ragazza che me l'immaginavo come ora la vedo disegnata in qualche libro». Del curatore del volume, Marco Marchi, è la scrittura binaria della vita e delle opere di Tozzi, mentre ad altri studiosi è lasciato il compito dell'analisi dello sperimentalismo di Tozzi, della sua forma breve, della rappresentazione della morte e dei morti e delle persone e dei personaggi. Infine a Gloria Manghetti (direttrice del Gabinetto letterario Vieusseux) il compito dello studio dell'archivio dello scrittore.
2012ill., ril. "Il Museo dell'innocenza" narrava l'ossessione amorosa di Kemal per la giovane Füsun. Ma è un amore destinato all'infelicità, così Kemal, per placare il suo desiderio verso la ragazza che non può avere, inizia a raccogliere ogni oggetto che gliela ricordi: a cominciare ovviamente dall'orecchino che lei perse la prima volta che fecero l'amore insieme, "il momento più felice della mia vita". Proprio per riconquistare quell'attimo perduto nel tempo, Kemal accumula oggetto dopo oggetto con una compulsività che agli occhi del mondo non può che apparire follia. Giunto al termine della vita, Kemal chiederà all'amico scrittore Orhan Pamuk di costruire un museo che raccolga queste memorie: il Museo dell'innocenza. E lo scrittore l'ha fatto, progettando e inaugurando a Istanbul - nel vecchio palazzo dove "abitava" Füsun - il museo di cui questo libro è il catalogo. "L'innocenza degli oggetti" è un testo completamente illustrato che restituisce tutta la magia di quel luogo, uno spazio incantato dove i confini tra realtà e immaginazione sono labili come in un romanzo di Pamuk.
1896ref. 213149Burgsteinfurt, Leipzig: Heinrich Schultz. 1896. VIII.; 87. 15,5x9,5cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut, für das Alter noch, gering gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; GOLD-Komplettschnitt; Gewebe (Roter Leinen)
1886ref. 372429Regensburg: Manz. 1886. 434 S. ; 222 S. 23,5 cm. Zustand: Gut leicht gebräunt u. wellig (Innen); Besitzerstempel u. Schrifteinträge vor dem Titelblatt; Einband (Außen) hat mind. leichte Gebrauchsspuren; Sauberes Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Einband hat Klebeschutzumschlag, ist foliert; Halbleinen (Schwarzer Leinen)