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2017brossura Un grande scrittore celebre per le sue piccole frasi: "Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni"; "La donna: una sfinge senza segreti"; "Amo molto parlare di niente. È l'unico argomento di cui so tutto". Ecco una guida, divisa per "argomenti", per citare Oscar Wilde.
2007br. "La bellezza è una forma di genio", "So resistere a tutto, tranne che alle tentazioni", "O si è un'opera d'arte, o la si indossa"... Una raccolta, organizzata secondo i temi che definiscono la vita e l'opera di Wilde l'arte, il piacere, la morale, la ricchezza - dei suoi celebri aforismi, ancora oggi ripetuti, usati, "commercializzati"; una lettura seducente, vitale, sgarbata, impertinente, affascinante dall'autore che fu definito da James Joyce "il più arguto parlatore del nostro secolo" e che fece dire a W.B. Yeats: "Non avevo mai sentito prima un uomo parlare con frasi perfette, come se le avesse tutte scritte faticosamente durante la notte, e tuttavia tutte spontanee".
2017ril.
1906In-8° pp. XVI-51, bross. edit. con mancanze al dorso. Firma anonima sul piatto ant.
1956in-16°, pp. 478 con ritratto dell'autore in antiporta. Leg. in tela edit. con sovrac. Buono stato.
2012br. Uno dei dialoghi wildeiani di più rilevante peso teorico, "La decadenza del mentire" (1898) rappresenta il manifesto dell'antinaturalismo e il più importante contributo dell'irlandese al dibattito sul rapporto tra valore dell'arte e ruolo dell'uomo nel mondo. La più grande aspirazione umana, quella alla bellezza, si condensa nella massima: "Primo dovere dell'uomo è quello di risultare il più artificiale possibile, il secondo nessuno l'ha ancora scoperto". L'artista tenta costantemente di rendere ciò che lo circonda più consono alle proprie esigenze di quanto lo sia "per natura'. Creare, produrre arte, significa trasfigurare la realtà e deviarne i fini naturali, troppo aspri e violentemente veritieri per essere sopportabili, significa rendersi sapienti nella suprema arte della menzogna. Significa riprodurre un mondo artificiale dove mentire diviene il più sublime esercizio del sapiente. Attraverso il confronto con le opere d'arte e con gli esiti della critica a lui contemporanea, Wilde mette alla prova le proprie teorie per giungere ad allontanare sempre più l'Arte e la Vita dalle catene della Verità, diremmo oggi dal realismo.
2012br. Uno dei dialoghi wildeiani di più rilevante peso teorico, "La decadenza del mentire" (1898) rappresenta il manifesto dell'antinaturalismo e il più importante contributo dell'irlandese al dibattito sul rapporto tra valore dell'arte e ruolo dell'uomo nel mondo. La più grande aspirazione umana, quella alla bellezza, si condensa nella massima: "Primo dovere dell'uomo è quello di risultare il più artificiale possibile, il secondo nessuno l'ha ancora scoperto". L'artista tenta costantemente di rendere ciò che lo circonda più consono alle proprie esigenze di quanto lo sia "per natura'. Creare, produrre arte, significa trasfigurare la realtà e deviarne i fini naturali, troppo aspri e violentemente veritieri per essere sopportabili, significa rendersi sapienti nella suprema arte della menzogna. Significa riprodurre un mondo artificiale dove mentire diviene il più sublime esercizio del sapiente. Attraverso il confronto con le opere d'arte e con gli esiti della critica a lui contemporanea, Wilde mette alla prova le proprie teorie per giungere ad allontanare sempre più l'Arte e la Vita dalle catene della Verità, diremmo oggi dal realismo.
2015br. Questi due saggi di Oscar Wilde sono dei veri e propri testi letterari e fanno parte della raccolta "Intentions" del 1891. "Il critico come artista" (1890) è scritto in forma di dialogo tra due amanti in una notte stellata: Gilbert (che impersona le idee di Wilde) ed Ernest discutono sul significato della critica d'arte. Il discorso si trasforma in un elogio dell'arte e dei suoi fini. L'arte e la critica, per Wilde, hanno un valore eversivo e sono in contrapposizione alla società. Da qui nasce il secondo saggio, "L'anima dell'uomo sotto il socialismo" (1891), dove si esprimono, forse in risposta al socialismo di George Bernard Shaw, le idee anarchiche di Wilde. Introduzione di Silvio Perrella.
1976ref. C1151Leipzig, Insel-Verlag 1976. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 587 S., 1. Auflage
1908ref. WEAU0147Wien, Wiener Verlag 1906-1908. Insgesamt 2705 S., OHLnbde., marmor. Deckel, mit goldener Rückenprägung, bestoßen u. berieben, Kopfschnitt angestaubt, ausgeschiedene Bibliotheksexemplare mit Stempel auf den Vorsätzen u. Aufklebern auf den vorderen Deckeln.
1908ref. WEAU0146Wien, Wiener Verlag 1906-1908. Insgesamt 2605 S., graue OLnbde. mit braunen Rückenschildchen gold geprägt, bestoßen u. berieben, Kopfschnitt angestaubt.
1922ref. WEAU0149Berlin, Deutsche Bibliothek [1922]. Kl.-8°. 376; 403; 477; 434; 407S., blaue OHLnbde. mit goldener Deckel- u. Rückenprägung, Lesebändchen, bestoßen u. berieben.
1918ref. WEAU0144aBerlin, Globus [1918]. Kl.-8°. insg.3157 S., gelbe OLnbde. mit schwarzen Rücken u. goldener Rückenprägung, Einbände u. Schnitt angestaubt u. mit Griffsuren, Titelbl. mit priv. Eignerstempel.
1930ref. C1785Berlin, Verlag von Th. Knaur Nachf., o. J., ca 1930. Flexibles Leinen, 8°, Dünndruckausgabe, Kopfgoldschnitt, 698 und 695 S., herausgegeben und eingeleitet von Arnold Zweig, inliegend Zeitungsausschnitt mit einem Text von Paul Wiegler »Tod im Hotel d'Alsace.«
1923ref. 003409Berlin, Grote'sche Verlagsbuchhandlung, 1923. Orig.-Halbleinenbände ohne SU, 426 / 380 / 433 / 397, 8°. Zweite Auflage 1923. Einbände etwas angestaubt. Seiten papierbedingt nur leicht gebräunt. Beim 4. Band wurde eine kleine Beschädigung am Buchrücken mit Textilklebeband ausgebessert - dies wurde bei der Preisfindung berücksichtigt. Ansonsten handelt es sich um noch gut erhaltene Exemplare. Sehr schöne Ausgabe mit einem Einbandentwurf von Hugo Steiner-Prag.
1925ref. 10679Berlin, G. Grote"sche Verlagsbuchhandlung 1925. Ganzleinen, 8°, 121 S., Neue Ausgabe mit Zeichnungen von Hans Baluschek, Inhalt: Der Letzte - Die Landpartie.
1970In 16? (cm 18), Brossura, pagg.377-(6) timbro di biblioteca privata e firma d'apparenenza al frontespizio, segni del tempo alla cop., leggera gora marginale alle ultime carte, buon es. Collana "I garzanti", 251. Prima edizione.
1900ref. Y864Stuttgart, Union Deutsche Verlagsgesellschaft, o.J., ca 1900. Ganzleinen, roter Schnitt, 8°, 397 S., mit Illustrationen von Fritz Bergen, Zweiter Band der Reihe »Ottilie Wildermuths Gesammelte Werke«, herausgegeben von ihrer Tochter Adelheid Wildermuth
1927ref. 5128Reutlingen, Enßlin & Laiblins Verlagsbuchhandlung 1927. Farbig illustr. Halbleinen, 8 , 127 S., mit farbigen Vollbildern. Einband Gebrauchsspuren, Ecken bestoßen, vorn etwas vom Block gelöst, Namensstempel auf Inneneinband. Hardcover
1923ref. Q519Reutlingen, Enßlin & Laiblins Verlagsbuchhandlung 1923. Halbleinen, 8°, 127 S., mit Farbdruckbildern von R. Trache
1925ref. S064Karlsruhe, Turmberg-Verlag, 1925. Halbleinen, 8°, 159 S., mit farbigen Original-Illustrationen von E. Reinhardt, Inhalt: Emmas Pillgerfahrt - Kann sein, s`ist auch so recht - Brüderchen und Schwesterchen - Das Bäumlein im Walde - Balthasars Apfelbäume
1908ref. Q518Berlin, Verlag Jugendhort 1908. Ganzleinen mit geprägtem Titelbild, 8°, 138 S., mit fünf schwarzen ganzseitigen Bildern sowie sechs farbigen Bildern von Eugen Hanetzog
1895ref. Q503Stuttgart/Berlin/Leipzig, Union Deutsche Verlagsgesellschaft 1895. Ganzleinen, 8°, 366 S., mit zahlr. Illustrationen von Fritz Bergen, Siebenter Band der »Gesammelte Werke«, herausgegeben von ihrer Tochter
1900ref. Y865Stuttgart, Union Deutsche Verlagsgesellschaft, o.J., ca 1900. Ganzleinen, roter Schnitt, 8°, 327 S., mit Illustrationen von Fritz Bergen, Zweiter Band der Reihe »Ottilie Wildermuths Gesammelte Werke«, herausgegeben von ihrer Tochter Adelheid Wildermuth
ref. 19914CBBerlin, Insel Verlag (= insel taschenbuch Band 4888), 2021. 8°, 255 S., farbig illustr. original Kartonage (Paperback), Erste Auflage Vorderdeckel mit winziger Druckstelle, sonst schönes, sauberes Exemplar.