1992ref. 490044Bromley: Independent Books. 1992. 380 Seiten. 24cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt, unterer Seitenrand gering wellig (Innen); Kleiner Schrifteintrag vor dem Titelblatt, hier Signatur von Steinhilper; Einband (Außen) hat min. Gebrauchsspuren; Ppbd.
1989ref. 490042Kent: Independent Books. 1989. 331 Seiten. 24cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt, unterer Seitenrand leicht wellig (Innen); Kleiner Schrifteintrag vor dem Titelblatt, hier Signatur von Steinhilper; Einband (Außen) hat min. Gebrauchsspuren; Ppbd.
1991ref. 490043Bromley: Independent Books. 1991. 432 Seiten. 24cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt, unterer Seitenrand gering wellig (Innen); Kleiner Schrifteintrag vor dem Titelblatt, hier Signatur von Steinhilper; Einband (Außen) hat min. Gebrauchsspuren; Ppbd.
2000ref. 007257Freiburg, Libri / Books on Demand, 2000. Orig.-Broschur, 76 Seiten, 8°. Kurze Texte, kleine Geschichten. Sauberes und sehr gut erhaltenes Exemplar.
1983ref. C251Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 1983. "Kartoniert mit Schutzumschlag, 8°, 130 S., 1. Auflage, »24 Variationen über ein Thema, von ebenso unaufdringlicher wie präziser Erzählart; von einem, der sich Jene zu eigen gemacht hat, die mit der Not umgehen. Das ist Jörg Steiners Kunst, eine Kunst von hohen Graden.«"
2000ref. X4317Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 2000. Hardcover mit Schutzumschlag, 8°, 103 S., 1. Auflage, »Der Autor erzählt in seinem neuen Buch von etwas, das in der gegenwärtigen Literatur selten thematisiert wird: von der Zuneigung, ja Liebe eines Bruders zu seinem Bruder.«
1997ref. 973825München [u.a.]: Hanser. 1997. 351 Seiten. 20cm. Zustand: Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Kleiner Schrifteintrag vor dem Titelblatt; Einband (Außen) hat min. Gebrauchsspuren; Broschiert
1982ref. X4755Zürich, Amman Verlag 1982. Ganzleinen mit Schutzumschlag und Zellphanhülle, 8°, 211 S., 1. Auflage, »28 zusammenhängende Geschichten erzählen die Stationen eines Textilreisenden, der Jahr um Jahr in einem ländlich-bergigen Gebiet seine Kunden besucht.«
2010ril. Un lettore eccezionalmente colto, che ha padronanza di diverse lingue e che si trova a suo agio a parlare di Platone, Heidegger e Simone Weil come di Fernando Pessoa e Aleksandr Sol?enicyn. Un lettore in grado di appassionare gli intellettuali ma anche il «lettore comune» a libri nuovi, a idee vecchie e ad argomenti insoliti. Nell'arco di trent'anni, dal 1967 al 1997, George Steiner è stato tra i collaboratori più assidui del «New Yorker», una delle riviste più autorevoli e prestigiose, ineguagliabile per la cura e il livello dei suoi contributi. A un contesto di eccellenza, Steiner ha dato un'impronta inconfondibile, con una serie di saggi esemplari per profondità e lucidità, per la capacità di affrontare tematiche complesse con chiarezza, e spesso con grande forza di provocazione. I testi raccolti in Letture. George Steiner sul «New Yorker» offrono una lezione straordinaria. Attraverso l'esempio, e dunque nella maniera migliore, Steiner insegna come si legge un libro, come si affronta un autore, come si approfondisce un tema (o un enigma culturale), come si crea una connessione inedita che illumina il nostro sguardo sul mondo, come si va dritto al cuore di un problema. Le sue intuizioni sono sempre innescate da un'accurata lettura dei testi, dalla capacità di concentrarsi - al di là e contro ogni faciloneria postmoderna - sul senso di una frase, sul significato delle parole. I giudizi sono sorretti da una profonda cultura e dall'ampiezza degli orizzonti, oltre che da lucidità e autonomia intellettuale. Ad animarlo, come ha riconosciuto Susan Sontag, è il suo impegno a favore della «serietà»: un impegno ravvivato dalla generosità del maestro e dal gusto della provocazione. Un ulteriore motivo di interesse è costituito dai saggi dedicati al nostro paese. Da un lato emergono la conoscenza e l'amore per Dante, Michelangelo o Verdi (ma anche per Salvatore Satta), dall'altro l'attenzione per la nostra storia, dall'unità d'Italia al caso Moro.
2021br. In qualunque storia del romanzo moderno, a prescindere dai metodi e dal gusto di chi la scrive, Tolstoj e Dostoevskij sono inevitabilmente destinati a occupare i capitoli centrali. Nelle loro opere si espandono e giungono a piena maturazione i caratteri maggiormente significativi della grande narrativa dell'Ottocento: il senso del drammatico della storia e dei conflitti sociali, la riflessione individuale, le passioni più pure e quelle più torbide, l'introspezione e l'analisi minuziosa e profonda dell'animo umano. In «Tolstoj o Dostoevskij» Steiner pone a confronto i due maestri, riconoscendo nelle loro opere le massime espressioni della scuola russa, e il momento in cui essa si solleva con più decisione al di sopra delle altre esperienze europee.
1999ref. 14890Berlin, Das Neue Berlin 1999. Illustriertes Hardcover, 8°, 221 S., 1. Auflage,
1935ref. 12187Stuttgart, K. Thienemanns Verlag, o.J 1935. Farbig illustrierter Pappeinband, 8°, 64 S., mit sieben Bildern von Tilde Eisgruber.
1961ref. 6643Gütersloh, Bertelsmann Lesering 1961. Halbleder, 8 , 701 S., Steinbeck sagt zu diesem Buch, das alles, was er vorher geschrieben habe, sei irgenwie nur Vorübung für dieses Buch gewesen sei. Guter Zustand Hardcover
2015ill., ril. Nel 1936, nel pieno della Grande depressione, il San Francisco News commissiona a John Steinbeck una serie di articoli sulla condizione dei braccianti agricoli immigrati in California. Sono americani del Midwest, colpiti dalla crisi e costretti a fuggire dalle tempeste di sabbia della Dust Bowl. Reduce dal grande successo di Pian della Tortilla, Steinbeck sale su un furgone da panettiere e inizia il suo viaggio fra le vallate della California. Osserva le strade riempirsi di camioncini sgangherati, carichi di fantasmi vestiti di stracci e diretti alle piantagioni di uva, mele e cotone. Si imbatte in un'umanità prostrata, sfinita dal lavoro, umiliata. Annota nei suoi taccuini la vita fragile e penosa trascorsa in baraccopoli di latta, brandelli di stoffa e cartone, che si sciolgono sotto la pioggia. Incontra famiglie, un tempo orgogliose, scivolate nella povertà più amara e in un'apatia senza ritorno dopo aver perso i propri figli. E traccia il negativo fotografico del mito della frontiera, dove all'epopea del pioniere si sostituisce il destino tragico di un popolo di senza terra Ma Steinbeck, nemmeno di fronte al vortice più fondo del degrado, smette di cercare la luce di una soluzione, di denunciare con il coraggio del cronista d'inchiesta e l'avventatezza del poeta le responsabilità dei latifondisti e le connivenze politiche, e di indicare gli esempi felici in cui l'abiezione cede il posto al riscatto. Postfazione di Cinzia Scarpino, appendice fotografica di Dorothea Lange.
1961In 16? (cm 19), Leg. edit. tutta tela, pagg. con titoli in oro al piatto e al dorso, pagg. 274-(2),traduzione di Giorgio Monicelli, lievi fioriture ad alcune carte, buon es. Collana "Medusa", 190
2013ill., br. "Con il coinvolgimento dell'America nel conflitto mondiale contro il nazi-fascismo, Steinbeck era desideroso di fare la sua parte nello sforzo bellico, scrivendo un libro su come l'U.S. Army Air Force recluta e forma la squadra di un bombardiere. In generale, la guerra non era il terreno letterario di Steinbeck. D'altro canto, la sua sensibilità letteraria sembrava preferire gruppi o ritratti collettivi di diversi personaggi, in perfetta coincidenza con la strategia dell'Army Air Force: quella di unire gli uomini di una larga fetta d'America e di insegnare loro a lavorare insieme per uno scopo comune, come squadra di un bombardiere. Steinbeck scrive: 'L'intento di questo libro è quello di spiegare in maniera semplice la natura e la missione di un equipaggio di bombardiere e la tecnica e l'addestramento di ogni suo membro. L'equipaggio di bombardiere avrà una parte importante nel difendere questo paese e nel combattere i suoi nemici. È la più grande squadra del mondo.' Steinbeck usò il suo grande talento per convincere molti altri americani a diventare parte di questa squadra, anche se ignorava le conseguenze future della campagna di bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. Fosse o no uno scrittore di guerra, alla fine Steinbeck era un patriota americano che usava il proprio grande talento per aiutare il suo paese a combattere una guerra che minacciava le democrazie di tutto il mondo." (dall'introduzione di James Meredith)
1967ref. 12413Berlin: Volk und Wissen Volkseigener Verlag, 1967. 2. unveränderte Auflage 239 Seiten , 22 cm, geb. Pappeinband
1980ref. X5466Zürich, Eco Verlags AG 1980. Kartoniert, 8°, 267 S., Band 4 der Reihe »literatheke«
1944ref. X2291Leipzig, Paul List 1944. Halbleinen, 8°, 413 S., "Droben Gnade drunten Recht" umfaßt die beiden früher unter dem Titel "Nathanael Maechler" und "Die Nachkommen oder Jochen Maechler" erschienenen Romanteile des Werkes "Das Geschlecht der Maechler"
1944ref. X2460Leipzig, Paul List Verlag 1944. Halbleinen, 8°, 439 S., »Das Buch schließt sich den früher unter den Titeln "Nathanael Maechler" und "Die Nachkommen oder Jochen Maechler" erschienenen Romanteilen an und bildet zugleich den Abschluß des Werkes "Das Geschlecht der maechler".«
1915ref. 12890Leipzig, Verlag von Philipp Reclam jun., o.J 1915. Blauer Pappband, 8° (Reclamformat), 77 S., mit einem Nachwort von Dr. Hans Knudsen.
19581 Vol. In-8 pag. 226. Sovracpt.ill PROG 10190 CATT_ATT 19
2000In 16? (cm 17), Brossura, pagg.411-(8) traduzione di Grazia Maria Griffini, segni del tempo alla cop., ma buon es. Collana "I miti", 176.
1986In 8? (cm 20), Leg. edit. tutta tela, pagg. sovracop. ill. a colori, pagg. 494, buon es. Collana "Pandora", 316.
1935ref. 100153803Calmann-Lévy Editeurs 1935 in12. 1935. Broché. Racine et Shakespeare est un pamphlet de Stendhal (1823-1825) où il prend parti pour le romantisme contre le classicisme. Il défend l'idée d'une littérature moderne rejette la règle des trois unités et fait l'apologie du théâtre en prose pour offrir plus de plaisir au spectateur