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2014ril. "In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong". Inizia con queste parole il viaggio personale di Karen Blixen attraverso il continente africano, quello dei colori e dei suoni, delle risate della sua gente e del calore da essi inconsapevolmente esercitato. Il viaggio della crescita e dell'amore: quello umano e incondizionato e quello pregnante ma, allo stesso tempo, struggente inteso come amore che viene dato e, in seguito, tolto. Il freddo della sua terra d'origine, la Danimarca, viene a confondersi con il caldo dell'Africa, trasmettendo l'inconfondibile magia che Karen Blixen riversa nei suoi scritti: dai racconti minuziosamente descrittivi alle opere intrise dei suoi ricordi africani. Ma è proprio questa la grandezza di Karen Blixen: il suo essere stata attenta osservatrice degli umani risvolti ritraendone, con la cura dell'artista, fisionomie e sentimenti e descrivendone le vite quasi fosse lei a tessere le trame dei destini che incontrava. Per diventare, poi, vittima lei stessa degli scherzi del Destino.
2021br. Soldato, eterno debuttante, nevrotico all'ultimo stadio, eremita in una casupola di fronte dallo Stretto di Messina: la figura di Giuseppe Berto è stata considerata da molti come una meteora nel panorama letterario nazionale, spesso per motivi che con la letteratura avevano poco a che fare. Nella convinzione che si tratti di un errore di prospettiva, Saverio Vita ne rilegge l'opera da una diversa angolazione, in modo da metterne in luce i numerosi aspetti ancora poco studiati. Dotato di uno stile metamorfico, facilmente in grado di adattarsi al proprio tempo, l'obiettivo di Berto è sempre stato quello di parlare al pubblico coevo tracciando un discorso non solo narrativo, ma soprattutto etico, lungo quei trent'anni di dopoguerra che hanno disegnato la contemporaneità. Dai primi racconti ai romanzi maggiori, la sua opera è costruita su un vero e proprio "sistema autobiografico" che si fonda sul ricorrere costante di episodi e temi, ma soprattutto su una complessa dinamica psicologica che dà forma a ogni espressione della sua scrittura. La pagina di Berto è viva, perché la sua tessitura è complicata da un groviglio emozionale di vergogna e senso di colpa che, se ben letto, restituisce ai lettori la pienezza di un vero, dimenticato protagonista del Novecento.
1923ref. 307583ABBerlin, Propyläen-Verl., 1923. gr.8°. 505 S. 8". Original-Halbleder. (Einband berieben u. bestoßen, Name a. Vors., sonst gut). = Werke der Weltliteratur.
1932ref. S578Berlin, Verlag der Zeit-Romane, 1932. Ganzleinen, 8°, 283 S., 1.-10. Tausend
2022ill., cart. Pier Paolo Pasolini avrebbe compiuto cento anni il 5 marzo 2022. Un traguardo negato da una morte violenta il 2 novembre 1975, quando il suo cadavere venne rinvenuto sulla spiaggia dell'Idroscalo di Ostia. L'autrice, prima giornalista testimone del massacro, riflette a quasi 50 anni dal delitto sul complesso rapporto che legava Pasolini a Ostia e alla morte. In appendice i documenti per comprendere perché l'assassinio di Pier Paolo Pasolini è l'ultimo mistero italiano senza soluzione.
ref. 81243N° 40 - octobre-décembre 1957 - revue illustrée - Broché
2011brossura Il volume comprende la traduzione e il commento dell'Aetna, opera didascalica in esametri attribuita dalla tradizione a Virgilio, ma verosimilmente frutto di un anonimo autore del I secolo d.C. Il componimento mira a descrivere gli aspetti fisici delle eruzioni del grande vulcano siciliano e a spiegarne le cause. L'accuratezza scientifica dell'apparato critico è coniugata con l'intento divulgativo, così da offrire un'edizione che possa coinvolgere anche chi non è un 'addetto ai lavori' ma sente forte il fascino inestinguibile delle vette. Ed è proprio in quest'ottica che si è scelto, in sede esegetica, di soffermarsi sui problemi mitologici sollevati dal testo latino. Per quasi un sesto dell'intero poema, infatti, l'autore riferisce i miti che i poeti hanno diffuso sul vulcano e le sue eruzioni di fuoco.
1925In 24°(11x6,5); (7), 54, (9), pp. Brossura editoriale illustrata in carta pergamena, con cornice e titoli in rosso e nero, fregi con putti e stemma dell'editore al piatto anteriore e al dorso. Ritratto di Carlo Delcroix in antiporta in bianco e nero. Testatine incise in rosso. Firma e data coeva in antiporta. Alcune sottolineature a matita nera. Capilettera incisi. Esemplare in barbe. Volume elzeviriano appartenente alla collana: Medaglie, stampato su carta filigranata: AMOR ET LABOR VITAST. SECOLO XX (prima metà). Esemplare in buone ottime condizioni di conservazione.
1812ref. zy110Savy Relié 1812 Quatre volumes in-12 (9 x 13,7 cm), reliure demi-peau, dos lisses ornés de dorures, d'une pièce de titre et de tomaison, xlvj-298, 279, 319 et 329 pages ; quelques épidermures sur les plats, coupes frottées, papier reliure usé aux plats, important manque de papier reliure au quatrième plat du tome 2, coins cornés au premier plat du tome 3, par ailleurs assez bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
2020br. La letteratura rosa, così bistrattata e considerata di serie B, è un'incredibile fucina di best seller. Con i romanzi d'amore sempre in vetta alle classifiche è nata una vera e propria industria del rosa, imperi editoriali internazionali hanno capitalizzato sulle storie d'amore. La Breve storia della letteratura rosa ripercorre cambiamenti e trasformazioni di questo genere letterario, dagli albori nel diciottesimo secolo fino ai giorni odierni, tra serie televisive, app e tecnologie. Con l'obiettivo di comprendere e approfondire i dettagli dello storytelling sentimentale: dai romanzi di appendice di Carolina Invernizio per arrivare all'erotismo delle Cinquanta sfumature e alla fan fiction di Anna Todd.
2017br. Divertire e divertirsi era il talento di Beppe Viola. Con questo libro, fatto di testi dimenticati o dispersi ("fogli, foglietti, appunti... più un tot di pezzi strepitosi, distribuiti a chi capiva la stoffa e a chi no", racconta Giorgio Terruzzi), veniamo catapultati nel laboratorio Viola in tutta la sua più irriverente sardonicità, lì dove è concentrato il suo istinto creativo, fatto di sorpresa, stupore, spiazzamento. Naturalmente, si parla di calcio: Milan, Inter, doping, arbitri, moviola, presidenti, tifosi, ma anche di rugby, amicizia, cavalli, donne; poi ci sono interviste mai realizzate, una serie di «quelli che» tagliati dalla canzone, progetti per altre canzoni, spot pubblicitari e trasmissioni radiofoniche. Sono pezzi che possono essere letti anche come una biografia in filigrana dell'ultimo Viola, segnata dalla creazione dell'agenzia giornalistica Magazine, altrimenti detta Marchettificio: «La scelta dei collaboratori - scrive Viola a Franco Carraro, presidente del Coni - viene fatta soltanto ed esclusivamente sulla base della mia simpatia personale. In tanti anni di marciapiede sappiamo perfettamente quali sono i giornalisti bravi, quelli modesti, chi becca la stecca e chi lavora seriamente e con competenza». Quella Milano e quell'Italia vengono spietatamente scansionate dal suo occhio vigile e malinconico, e filtrate da un «lessico famigliare» che è ormai diventato patrimonio nazionale. Con scritti di Marco Pastonesi, Giorgio Terruzzi e Marina Viola.
ref. 1390616657.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
1985ref. 32206Verlag Philipp Reclam jun. Leipzig. 1985. 102 Seiten. Klein-Oktav. mit Abbildungen. Band 621. 3. Auflage. Broschiert. Reclams Universal Bibliothek.
2019br. C'è una fiaba in questo libro, e la fiaba racconta di una bambina e di una creatura misteriosa. La Creatura d'acqua scura che striscia nella soffitta è forse il fantasma di un uomo ucciso durante la Resistenza e il cui corpo è stato occultato nello stagno. La Creatura d'acqua scura somiglia - dal buio nel quale la bambina la incontra - al lupo che attende Cappuccetto Rosso, al ginepro che conserva vita e morte nei suoi rami, al fuso di Rosaspina bella addormentata nel bosco, alla mela avvelenata di Biancaneve. La Creatura d'acqua scura torna, come in una favola nera, ad avvertire, raccontare, raccordare la vita adulta e l'infanzia, le colpe e le assoluzioni, i morti propri e quelli degli altri, gli amici perduti e i luoghi ritrovati. Simona Vinci, raccoglitrice di erbe per l'arrosto, fichi per le conserve e storie per queste pagine, continua a dire della sua paura e della nostra, svelando perché abbiamo tutti vissuto nelle fiabe dei fratelli Grimm e come, qualche volta, torniamo a viverci. Un viaggio dentro e fuori "il gusto della paura" di una scrittrice italiana che, per sua stessa ammissione, talvolta vede ancora l'invisibile.
1929Volume parzialmente intonso in brossura di cartoncino semirigido decorato e copertina che si presenta usurata ai margini e velata da brunitura e patina di sporco. Risguardi decorati. Presente immagine dell' Autore all' interno. Introduzione, commento e appendice a cura di Antonio Pompeati. Lo stato di conservazione appare buono con pagine brunite e tagli, non rifilati, nella stessa tonalità. Numero pagine 285. USATO
1906Vol. in -16 (11 x 17,5 cm.), brossura editoriale verde chiara con titoli in nero sul piatto e al dorso, pp. 350, (2). Modeste fioriture sulla copertina per il resto in buono stato di conservazione. Collana: BIBLIOTECA CLASSICA ECONOMICA (N. 96).
1947Vol. in -12 (12,5 x 19 cm.), brossura editoriale con alette col. avorio con piccolo disegno e titoli in nero e marrone sul piatto ant., velina trasparente di protezione, pp. 191, (5). Leggere fioriture sulla copertina e su qualche foglio, nel complesso in abb. buone condizioni. 1. EDIZIONE della collana LO SPECCHIO (i prosatori del nostro tempo): ottobre 1947.
LEGATURA IN MEZZA PELLE MARRONE CON TITOLI IN ORO, TAVOLA CON RITRATTO DELL'AUTORE numero pagine: (XXXX) 300 + 150 formato: 16.3X9 stato conservazione: FORO DI TARLO ESTINTO ACCANTO AL MARGINE INTERNO, PAGINE BRUNITE edizione: QUARTA ACCRESCIUTA
1948ref. 13721Imprimerie S.A.D.I.A.C 1948 281 pages in8. 1948. broché. 281 pages. Recueil de poésie et prose de Vincent Peretti publié en 1948 par l'imprimerie Sadiac à Nîmes. L'ouvrage est présenté comme étant en très bon état non coupé
1982ref. 90609Heidelberg, Verlag Lambert & Schneider, 1982. 307 S. 8° Oktav, Leinen
1902ref. X4729Wiesbaden, Verlag des Volksbildungsvereins 1902. Heft, 8°, 46 S., 1.-15. Tausend, Wiesbadener Volksbücher Nr. 25
1981ref. Y433Lipzig und Weimar, Gustav Kiepenheuer Verlag, 1981. Pappband, 8°, 191 S., 1. Auflage, mit elf Zeichnungen von Jiri Salamoun
2008br. "Che fra i cronisti francesi del Medioevo Villehardouin sia da considerarsi il politico, il realista per eccellenza, è idea manualisticamente diffusa e avallata dalla nettezza del suo racconto - che non indulge mai alla descrizione, al pittoresco - e dalla sobrietà del suo dettato, spoglio di ogni artificio [...]. Detto questo, è già detto anche che non siamo in presenza di un testo anodino, di un racconto puro e semplice, scritto per il solo piacere del narrare, bensì di un'esposizione fatta a ragion veduta e con uno scopo ben preciso: una sorta di risposta ad un processo che si immagina intentato contro i crociati del 1202, che mancarono completamente il loro scopo, o meglio quello che si considera per definizione lo scopo di una crociata. [...] Questa quarta crociata è infatti tipica della risoluzione del fatto ideologico-mistico in un fatto di conquista e colonizzazione. Occorreva in qualche modo giustificare l'allentamento dell'idea-forza, della tensione alla liberazione del Santo Sepolcro, legittimare questa nuova fisionomia della crociata latina [...]. Questo è dunque l'impegno che Villehardouin assume: dimostrare che questo contegno era il solo possibile, farsi avvocato difensore dei crociati e fornire loro una giustificazione politica. [...] Concetto d'onore, reciproca fedeltà d'armi e sentimento cristiano sono i princìpi che governano la sua narrazione e sorreggono il suo giudizio: in base ad essi, ci dice Villehardouin, lo svolgimento della crociata non poteva essere che quello che fu. Il racconto che ne esce è teso, essenziale: da questo suo angolo visuale di avvocato difensore, Villehardouin ha una visione prospettica degli avvenimenti di cui, tralasciando l'occasionale, coglie le coordinate lineari: il suo assunto costituisce il punto di fuga unico in fondo al suo quadro." (dallo scritto di Fausta Garavini)
2021br.