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2018brossura In cauda venenum. Avviatosi ormai alla sua conclusione, il secolo dei Lumi - quasi a voler rinnegare i suoi trionfi tutti consegnati alla razionalità dei saperi, o nell'intento di voler prendere congedo da quel mondo intriso di magia e soprannaturale che aveva presieduto ai suoi esordi - produce tre opere tutte intrise di mistero, orrore, perversione, "Vathek" di William Beckford (1786), il "Manoscritto trovato a Saragozza" di Jan Potocki che verrà pubblicato solo nel 1814, e "Pauliska ou la perversité moderne" di Révéroni Saint-Cyr (1798). La violenza delle pulsioni che abita questi romanzi, la sorprendente creatività che si manifesta negli scenari che accolgono le vicende, la novità di tanta parte delle narrazioni, ne fanno delle testimonianze preziose del radicale mutamento subito dalla sensibilità di tutta un'epoca, certo sullo sfondo anche degli eventi rivoluzionari in Francia, di cui ci consegnano emblematicamente un'anatomia inquietante e fascinosa al tempo stesso. Magia, erotismo, seduzione, coniugati a un irrefrenabile desiderio di assoluto ci consegnano un mondo che va ben oltre la tradizione del romanzo gotico, cui pure attingono, per annunciare prepotentemente la modernità, tanto più che l'Oriente cui fanno riferimento appare già carico di tutte le minacce dei giorni nostri.
2007br. Il "Cortegiano" è stato un libro "europeo", uno dei pochi della tradizione letteraria italiana a conquistare una presenza forte e stabile, e soprattutto profonda, nella cultura delle società dell'ancien régime. Si intreccia stretamente con la storia della cultura occidentale, anzi partecipa alla costruzione della sua "forma", del suo modello, della sua immagine pubblica. Questo è un testo problematico, percorso da inquietudini e reticenza, risultato di continue riscritture tra il 1513 e il 1518 e di tormentate stratificazioni: eppure diventa la grammatica fondamentale della società di corte fino alla Rivoluzione Francese e oltre, con gli opportuni adattamenti al nuovo ordine borghese.
1998brossura Nel 1506, a Urbino, gli intellettuali riuniti alla corte della duchessa Elisabetta intavolano una discussione volta a "formar con parole un perfetto cortegiano". Da questa cornice narrativa prende le mosse "Il libro del Cortegiano", la cui prima edizione (1528) fu pubblicata quasi contemporaneamente dai più prestigiosi tipografi del tempo, Manuzio e Giunti, a testimonianza dell'attesa che la circondava. E grande fu la sua fortuna in tutte le corti d'Europa. Fino alla Rivoluzione francese, infatti, essa fu considerata la grammatica della società di corte: la sua ricetta fondamentale era il primato della "grazia" e della "sprezzatura", ossia il dissimulare lo sforzo per far apparire naturali anche i gesti e i discorsi più ricercati. Per il lettore di oggi, "Il libro del Cortegiano" ha un pregio in più: fa rivivere la civiltà colta e raffinata delle corti italiane del Cinquecento e ne rivendica l'indiscutibile e inarrivabile supremazia culturale.
2014br. Assieme al "Principe" di Machiavelli, "Il Cortigiano" di Baldassarre Castiglione rappresenta il testo fondamentale per comprendere la società e la politica rinascimentali. Nella loro traduzione in italiano moderno, Aldo Busi e Carmen Covito fanno emergere l'abilità e la scaltrezza del Castiglione nel valutare strategie e comportamenti da adottare per raggiungere i propri fini e ci restituiscono tutta la modernità - e a volte la distanza - delle sue riflessioni: dall'arte della conversazione a quella della convivenza civile, dall'ambiguo modello del "giusto mezzo" ai "dialoghi da commedia" nel salotto della duchessa di Urbino. Busi e Covito riportano in vita l'atmosfera seducente ed enigmatica delle corti rinascimentali e ci mostrano sotto una luce rinnovata la realtà di un Cinquecento tanto splendido nelle arti quanto sanguinoso nella vita politica e sociale.
2017br. Pubblicato a ridosso del sacco di Roma, nel 1528, pochi mesi prima della morte del suo autore, e accompagnato subito da un immenso successo, "Il libro del Cortegiano" è un testo dalla complessa e affascinante architettura retorica, nella quale si riflettono i grandi modelli classici. Considerato per molto tempo la grammatica della società di corte, è soprattutto una prova letteraria che affonda le proprie radici nei problemi di un'epoca percorsa da cruciali dilemmi e lacerazioni. Un trattato che affronta i temi caldi di un momento di grandi cambiamenti: la crisi italiana nel contesto europeo, la dubbia moralità degli uomini di governo, l'assenza di un principe italiano, la centralità della Roma pontificia, l'emergere di nuove istituzioni monarchiche. L'introduzione e il commento di Walter Barberis lo riportano alla sua filigrana politica ed esistenziale, fornendo al lettore le chiavi per comprenderlo e apprezzarlo nella dimensione piú peculiare e innovativa.
1985In 8? (cm 23,8), Brossura, pagg.142 con alcune ill. b.n. n.t. di Volpi, dedica e firma autografa dell'autore alla prima carta bianca, rarissime e lievi fioriture alla cop., buon es. Prima e unica edizione censita da Iccu solo in due biblioteche. Raccolta di dialoghi in dialetto loretano andati in onda su Radio Loreto Marche tra l'ottobre 1978 e marzo 1979.
1987In 8? (cm 23,8), Brossura, pagg.87 con alcune ill. b.n. n.t. di Volpi, dedica e firma autografa dell'autore alla prima carta bianca, rarissime e lievi fioriture alla cop., buon es. Prima e unica edizione censita da Iccu solo in due biblioteche. Raccolta di dialoghi in dialetto loretano andati in onda su Radio Loreto Marche tra l'ottobre 1978 e marzo 1979.
1983In 8? (cm 21), Leg. edit. tutta tela, pagg. con titolo e fregi in oro al dorso, sovracop. ill. a colori, sguardie illustrate, pagg. 202-(4). Castellaneta, autore di diversi romanzi, nacque a Milano nel 1930
1913ref. EDzz0539Mchn., Langen (1913). 317(3) S. OHLdr. m. goldgepr. Rü.tit. Rü. geblichen; stellenw. abgerieben; Stempel auf Vors. EA. Kosch 2, 529.
1916ref. EDzz0540Mchn., Langen (1916). 252(4) S. OLn. m. Kopfgoldschn. sowie goldgepr. Deckelvign., Rü.-tit. u. -verz. Stempel a. d. Vortit., Name auf Tit. Schönes Ex. EA. Kosch 2, 529.
1931ref. EDzz0541Lpz. u. Wien, Tal (1931). 244(4) S. OLn. Rü. etw. abgerieben, ansosnten schönes Ex. EA. Kosch 2, 529.
1890ref. Q630Prag, Verlag von Alois Hynek 1890. Ganzleinen, 8°, 417 S., mit zahlr. Illustrationen von Schmidt und Coeurdame, Reihe »Moderne Bibliothek«
2013br. Carlos Castaneda racconta il suo apprendistato filosofico sotto la guida di un indio yaqui di nome Juan Matus, sciamano dalla personalità magnetica, e ci accompagna lungo un percorso iniziatico che conduce fino alle regioni inesplorate della nostra interiorità. Attraverso la descrizione delle pratiche rituali in uso presso la stirpe di don Juan, Castaneda ci insegna ad abbandonare i canoni di pensiero occidentali e a intraprendere un cammino di conoscenza e di ricerca interiori, per arrivare a riconoscere l'esistenza di una vita che trascende i confini della mera percezione sensibile. Ed è percorrendo questo itinerario - una vera e propria rinascita a cui i lettori partecipano passo dopo passo - che si potrà giungere finalmente alla piena consapevolezza di sé e a toccare il nucleo luminoso della propria libertà spirituale. Prefazione di Walter Goldschmidt.
2007br. Nel 1998, poco prima di morire, l'autore raccolse in un unico libro i passi fondamentali delle sue opere precedenti. Ne risultò un'antologia personale nella quale è percepibile il pensiero degli antichi sciamani sulla vita, sulla morte, sull'universo e sull'energia. La ruota del tempo è una sintesi del loro sistema cognitivo dove spazio e tempo sono elementi privi di limiti.
2013br. In questo suo secondo libro, l'autore racconta di come alcuni anni dopo la sua opera di esordio, "A scuola dallo stregone", nel 1968, ritornò da Don Juan per riprendere il processo iniziatico che aveva interrotto. Lasciando cadere ogni difesa e abbandonandosi completamente a questa affascinante esperienza, apprende le fondamentali differenze tra "guardare", il modo consueto in cui siamo abituati a percepire la realtà, e "vedere", un procedimento più complesso grazie al quale possiamo arrivare a conoscere l'essenza delle cose, entrando in contatto con l'energia che fluisce nell'universo. L'"incontro dell'uomo con l'infinito" può avvenire in parte con l'uso delle piante sacre allucinogene, ma implica un faticoso cammino di crescita.
2017brossura Giovane, ricchissima ed eccentrica, l'americana Romaine Brooks incontra Gabriele D'Annunzio alla Capponcina, quando lo scrittore viveva da principe del Rinascimento sulle colline fiorentine mentre la giovane pittrice si dedicava ad approfondimenti nel mondo dell'arte antica e moderna. Si rivedranno a Parigi, a partire dal 1910, intensificando i rapporti e la corrispondenza. Nasceranno - da un rapporto anche amoroso, breve e burrascoso - progetti culturali comuni, in particolare intorno al tema del martirio di san Sebastiano, che riunisce artisti dell'avanguardia culturale. Romaine Brooks eseguirà anche ritratti del poeta, che diventeranno poi celebri rappresentazioni dell'uomo in esilio e dello scrittore soldato. Ma, oltre questi progetti puntuali, realizzati con la partecipazione di altri celebri rappresentanti della cultura europea, il carteggio svela altri aspetti di un'esistenza sempre inquieta, alla ricerca della perfezione artistica, che contraddistingue questi due spiriti liberi, destinati ad osservarsi da lontano.
1998In 16? (cm 17,5), Brossura, pagg.232-(8) cop. ill. a colori, segni del tempo alla cop., piccolo segno a penna alla sguardia, ma buon es. Collana "Harmony oro", 501
1885ref. 317197Berlin: Issleib. 1885. 100 S. 21x13 cm. (II : vorderer Deckel etwas fleckig, gutes Exemplar) - ZUSTAND : Betrifft nur die Bücher mit der Nummer 300000 bis 330000 (II) gut erhaltenes Exemplar, auffällige kleine Mängel, die den peniblen Sammler stören könnten, sind angegeben. OHLwd
2016br. Che genere di storie sono i quindici racconti fantascientifici che Primo Levi pubblicò nel 1966 sotto l'ironico titolo "Storie naturali"? E come mai li firmò con lo pseudonimo Damiano Malabaila? Quali legami quelle pagine intrattenevano con i suoi libri d'esordio, legati alla distruzione degli ebrei d'Europa? E quando, cinque anni più tardi, pubblicò una nuova raccolta di storie d'invenzione sotto il proprio nome e con il titolo "Vizio di forma", si trattava di racconti dello stesso genere, o di un cantiere narrativo tutto diverso? Una zona ampia e poco frequentata - eppure essenziale - dell'opera di Levi si presenta costellata di punti di domanda; ed è un brillante storico della scienza a trasformarli uno per uno in efficaci risposte, mostrandoci che cosa c'è dentro, dietro e oltre quei testi così stranianti, così insoliti per la letteratura europea, e così assertivi.
2013br. Le rivoluzioni in corso nel mondo arabo sono fenomeni in divenire e per questo ancora difficili da interpretare. Quel che è certo è che le loro radici affondano nella storia, pressoché sconosciuta in Europa, del primo Novecento arabo. La rappresentazione della gioventù, dell'Europa, della soggettività femminile: questi sono i principali temi letterari che i tre autori esplorano, attraverso un'attenta lettura sia del romanzo egiziano canonico sia di biografie e autobiografie femminili che hanno atteso a lungo la propria legittimità. Al termine dell'indagine, la produzione narrativa egiziana si svela come un laboratorio di dibattito politico, d'incontro e d'invenzione culturale, nel quale la modernità non solo si racconta, ma si crea. Prefazione di Hilary Kilpatrick.
1953In 4°; 42, (6) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero ed azzurro al piatto anteriore. Qualche fioritura e foxing al piatto anteriore e alla prima carta, due strappetti senza perdita di carta al margine superiore di due carte e per il resto, in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rarissima di questa raccolta di prose delle nota scrittrice e poetessa originaria di Treviso, Wanda Casellato (Treviso, 1914 – Treviso, 2005). Scrive Maria Ester Nichele su ABCVeneto in un articolo a lei dedicato per ricordarene l'opera: "La sua prosa - più che sulla costruzione di vicende e personaggi come si addice a un romanzo - fu incentrata sulla descrizione di paesaggi, colori, sentimenti. Lavorò come assistente sociale e collaborò a vari giornali. Frequentava simposi e convegni poetici. Semplice, umile e modesta, era amante degli animali, che spesso adottava e proteggeva. Trascorse parte della sua vita in una casa sul Montello, fra piante, fiori e animaletti d'ogni genere. Fra i giornali e le riviste in cui pubblicava i suoi scritti ci sono: "Il gazzettino"; "Il gazzettino-sera"; "Il gazzettino illustrato" (tutti e tre di Venezia); "La Prealpina" di Varese; "La vita del popolo" di Treviso; "Le Venezie e l'Italia"; "Italia turistica" di Padova e per concludere "El Sil" di Treviso". Opera molto rara.
2017ill., ril. Il giorno in cui la famiglia trasloca nel New Hampshire, davanti agli occhi si apre un incanto: la casa è immacolata, le doghe di legno percorse dalle ombre del bosco, il tetto verniciato di un azzurro fiabesco. L'estate caldissima sembra non voler mai terminare, ma le allusioni misteriose nelle conversazioni con i vicini e i colleghi fanno presagire una minaccia. In un batter d'occhio arriva la neve, il grande fiume è già ghiacciato, bisogna attrezzarsi: le bambine e il cane ammirano in silenzio lo spettacolo bianco in cui vivranno per un anno. Tra sputaneve elettrici e cataste di legna, orsi nel giardino e incendi divampati nella canna fumaria, piste di fondo oniriche e impronte calcate nel bianco per essere certi di ritrovare la strada, la grande scoperta è che il gelo può diventare un membro della famiglia, una lente d'ingrandimento, un modo di sentire. L'esperienza quotidiana del freddo è un'avventura estrema, a cui non siamo più abituati e che potrà sorprenderci come una possente rivelazione. Con la praticità dell'uomo di casa e lo sguardo del filosofo, Roberto Casati ha elevato un altare al freddo in mezzo a betulle sottili che in primavera finalmente raddrizzano la schiena.
1995In 16? (cm 17,5), Brossura, pagg.441-(2) cop. ill., firma d'appartenenza e data a penna al frontespizio, ma buon es. Collana "I miti", 18
1922ref. 9799Berlin/Wien, Benjamin Harz Verlag 1922. Ganzleinen, 8°, 347 S., 1.-5. Tausend, erste deutsche Bearbeitung von Heinrich Conrad.