1928ref. W728Hellerau, Avalun Verlag, 1928. Ganzleinen, 8°, 303 S., 1. Auflage, »Man darf die Lassofrage nach dem Glück nicht weiter werfen als um den Hals des Nächsten. Anders fällt sie ins Leere, wird wie alle philosophisch erwiterten und vergrößerten Fragezeichen durchaus nicht, wie die Philosophn behaupten, Antwort bekommen auf ein simplex ignotum, sondern es wird daraus nur ein complex ignotius. Es ist da weit besser, ganz einfach an den lieben Gott zu glauben,als, philosophisch, einen schlafenden Hund nicht sclafen zu lassen.«
2009ref. 008418München, Süddeutsche Zeitung Bibliothek, 2009. Illustrierter Orig.-Pappband, 408 Seiten, 8°. Aus der Reihe: Süddeutsche Zeitung, Junge Bibliothek Band 3. Sauberes und sehr gut erhaltenes Exemplar. Ausgezeichnet mit dem Wolfgang-Hohlbein-Preis. Schöne Ausgabe mit Lesebändchen.
1976ref. C202Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 1976. Kartoniert, 8°, 109 S., 1. Auflage, edition suhrkamp 858
2021br. In questa raccolta di saggi Maurice Blanchot dà prova di uno straordinario lavoro di critica e di scrittura che unisce alla chiarezza del linguaggio uno spessore di stimolante complessità. Si tratta dell'esplorazione più importante, accanto a quella di Sartre, dedicata alle relazioni tra letteratura, arte e filosofia. La riflessione incrocia i nomi più importanti del XX secolo, da Georges Bataille ad André Malraux, da Pierre Klossowski a Marguerite Duras, da Michel Leiris a Jean Paulhan, da Albert Camus a Claude Lévi-Strauss, da Edmond Jabès a Emmanuel Levinas, da Martin Buber a Franz Kafka.
1947ref. vj1137GLM Broché 1947 In-12 (11,5 x 16,5 cm), broché, 69 pages, 1 de 400 exemplaires numérotés sur vergé édition ; pliure en bordure latérale des plats, bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1964ref. 48307ABAltötting, Blaha Eigenverlag., 1964. 8°. [21 x 15 cm]. 124 Seiten. Originalkarton. - Ein sehr gut erhaltenes, sauberes Exemplar ohne Eintragungen. 1. Auflage.
2008ref. 354235Berlin: Berliner Taschenbuch-Verl. 2008. 381 Seiten. 19cm. Zustand: Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat min. bis geringe Gebrauchsspuren; Broschiert
1987In 16? (cm 19,8), Brossura, pagg.477 cop. ill. a colori, segni del tempo alla cop., piccolo segno al frontespizio, ma buon es. Collana "Superbur", 27
ref. 12026des origines à la fin du XVème siècle de J.C 2 tomes en 2 volumes in 8 brochés, faux-titre, titre-186-453 pages. Librairie d’Amérique et d’Orient Adrien Maisonneuve 1964. (Tome 1 non coupé)
1920ref. X5817Leipzig, Insel Verlag 1920. Pappband, 8°, 117 S., übertragen von Mathilde Mann, Insel-Bücherei Nr. 48
1904ref. 007595München, Albert Langen, 1904. Orig.-Leinenbände, 367 / 361 / 427 Seiten, 8°. Gesammelte Erzählungen, Band 1 bis 3 (1904/1905). Einbände etwas berieben und mit kleinen Läsuren an den Kanten. Seiten papierbedingt leicht gebräunt. Insgesamt handelt es sich um gut erhaltene Exemplare. Schöne Werkausgabe mit Goldprägung, Kopfgoldschnitt und Lesebändchen. Autorisierte Übersetzung aus dem Norwegischen von Cläre Greveris Mjöen.
1913ref. B475München, Georg Müller, 1913. Pappband, 8°, 133 S., 1. Auflage, Deutsch von Niels Hoyer und Hanns von Gumppenberg, Inhalt: Der Satyr - Ruth - Ein Mann mit tirfen Augen - Die Zeder - Die Brücke - Mittelalter - Die Rose der Infantin - Bürgerkrieg - Der kleine Paul - Der Baum - Der Frosch - Die Armen
1900ref. 490693Leipzig: Reclam. 1900. ca. 3800 Seiten. 14x9,5cm. Zustand: Gut gering gebräunt, im Durchschnitt gering wellig (Innen); Ex Libris vor dem Titelblatt; Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; Wenn ich den Beschreibungen im Internet folge, fehlt wohl hier der Band 13; Gewebe (Brauner Leinen)
1991ref. 2311Wuppertal : Kiefel, 1991. 61 S. , mit farbigen Illustrationen OPappeinband
2019ill., br. Nella Norvegia del IX secolo, alla corte reale del Rogaland, nasce Geirmund Pelle Scura, destinato a diventare il «vichingo nero», cacciatore, viaggiatore, pioniere, definito «il signore dell'Atlantico» e «il più illustre tra i primi colonizzatori d'Islanda». Figlio del re Hjór e di una donna sami della Siberia, discriminato fin da bambino per i suoi tratti mongoli, Geirmund viene inviato nell'estremo Nord, fra le tribù del mitico Bjarmaland, prima di partire all'esplorazione dei fiordi islandesi. Qui costruisce il suo impero sulla caccia al tricheco, di cui ha imparato ogni segreto dai bjarmi, e sul commercio internazionale dei prodotti derivati che sono alla base dell'economia e dell'arte navale vichinghe - l'olio ricavato dal grasso, le corde realizzate con la pelle e le preziose zanne - grazie alla manodopera di centinaia di schiavi cristiani catturati in Scozia e Irlanda. Perché esistono così poche fonti su di lui e nessuna saga ne ha tramandato le singolari imprese? Lo scrittore e filologo Bergsveinn Birgisson si mette sulle tracce sperdute di questo suo misterioso antenato per ricomporne la storia dimenticata. Una ricerca che spazia tra archeologia, antropologia, genetica, biologia, linguistica, ecologia, dove la scienza richiede il contributo della poesia e dell'immaginazione. Un viaggio nell'epico mondo di Ragnarr e Harald Bellachioma in cui l'autore scosta il velo della leggenda e sfata il mito fondativo dell'Islanda, riportando alla luce l'avventura di «imprenditori» scaltri che si insediarono in questa terra vergine per sfruttarne economicamente le risorse, prima che gli eroi delle saghe vi trovassero una nuova patria e la libertà.
Mm 125x190 Collana "Classici italiani". Volume cartonato, legatura editoriale in tela avana, titoli in oro al dorso e al piatto anteriore, sguardie figurate, xilografia di Duilio Cambellotti al frontespizio, 303 pagine. Macchiette alla tela, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2015ill., br. Qual era il vero paese di Renzo e Lucia? Dov'era ubicato il castello dell'innominato? Com'era fatta la casa di Agnese? E la stradetta dei Bravi? Giuseppe Bindoni, analizza il testo manzoniano e ci svela le vie, i borghi e persino le abitazioni in cui hanno vissuto i protagonisti del celebre romanzo.
1935ref. 17665Frankfurt a. M. Rütten & Loening, ca 1935. 66 S. 8, Illustrierter Pappeinband ,ohne Schutzumschlag ,Frakturschrift ,
2008ref. 77433Wuppertal: J.H. Born. 2008. 256 Seiten. 22,5cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen (Innen); Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren;, Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Ppbd.
2021br. Paradiso terrestre e terra martoriata, luogo di magia e di guerra, di spiriti e di generali: su una mappa che Gabriel García Marquez disegna con confini incerti, questa Colombia è segnata da cammini di stupore che uniscono Bogotà. e Napoli, Cartagena e Mosca, Barranquilla e la Luna. Bisogna viaggiare lungo sentieri che costeggiano i luoghi della miseria endemica e del potere illusorio, così come della poesia e della baldoria infinita, antidoti alla solitudine dello scrittore e dei suoi personaggi. La Colombia è guerra civile, miseria, repressione, lotta; è anche il tempo sospeso di Macondo, paese immaginario, forse, ma non immune dal disordine del mondo. E chi meglio di Gabriel Garda Marquez può cantarla? Un giornalista di formazione, ancorato alla realtà e al tempo stesso prodigioso e ribelle, immerso in un mondo di tradizione e di magia, che non è solo superstizione ma saggezza che arricchisce la realtà. Alberto Bile Spadaccini segue Gabo nei suoi luoghi, senza forze di gravità e in un tempo imbizzarrito, e ci porta in viaggio tra reportage chimerici e crude finzioni, planando sui tetti di città furibonde abitate da bambine libere e patriarchi prigionieri, delinquenti felici e puttane tristi. Al ritorno, balleremo le canzoni del vallenato e parleremo lingue nuove, per raggiungere dalla stanzetta di Aracataca il mondo intero.
2017br. Che cos'è il silenzio? È l'assenza di qualunque suono? È una mera astrazione del pensiero, o forse - come scrisse José Saramago - solo il silenzio esiste davvero? Nel silenzio possiamo riordinare i pensieri scossi dalla frenesia della quotidianità, trovare pace dopo aver subito delusioni o prevaricazioni; ma possiamo anche vivere l'angoscia dell'attesa, l'inquietudine dell'ignoto, lo spettro della solitudine. Il silenzio dei vili può coprire nefandezze e sopraffazioni, ma il silenzio dei forti può essere un gesto di estremo coraggio, di fiera opposizione alle lusinghe e alle minacce del potere. Mentre oggi la scienza pone in dubbio la sua reale esistenza, autori come Shakespeare, Sterne, Twain, Poe e Rilke, artisti come Rothko e Duchamp, e musicisti come Cage si sono interrogati sul significato del silenzio e sulla sua rappresentazione nella letteratura e nell'arte. E proprio nella varietà e contraddittorietà delle risposte risiede il grande fascino del silenzio, che John Biguenet restituisce in questo libro indagandone le mutevoli e variegate sembianze: premio o punizione, arma letale o strumento di resistenza, vuoto da riempire o sensazione di pura pienezza, bene di lusso o disturbo da evitare. In un mondo che procede febbrile, snervante e caotico, sempre più spesso il silenzio sa esprimere meglio delle parole le passioni umane, dalle più esaltanti e virtuose alle più tristi: con prosa lieve e cultura sconfinata, Biguenet ci ricorda che inseguirne il fragile, utopico incantesimo è oggi il modo migliore per prenderci cura di noi stessi.
2014br.
2012brossura Filo conduttore del lavoro è l'esplorazione del romanzo "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana", ultima e tormentatissima fatica dello scrittore. L'oggetto dell'indagine è traguardato da differenti angolature, che dovrebbero restituirne, o almeno suggerirne, la prismatica complessità, senza perdere di vista il nesso che lega, in circolo ermeneutico, le questioni generali (ad es. il riuso del poliziesco) all'esame delle singole zone testuali (ad es. lo splendido passo del ritrovamento del cadavere). La solidarietà tra i diversi saggi è anche metodologica e comporta un'attenzione privilegiata ai dati espressivi, alla rete dei rapporti intertestuali e agli intrecci, sempre molto fitti, col resto dell'opera, specie con la produzione che orbita attorno al romanzo (soprattutto Eros e Priapo). Il titolo del volume funge anche da ipotesi critica. Nella dimensione atemporale dell'inconscio, in cui gli avvenimenti per tutta la seconda parte sembrano sprofondare, lo "gnommero" invade tutti i livelli dell'esperienza, ineliminabile come il "male oscuro" della Cognizione, come il "quanto di erotia" che soggiace a individui e collettività.
2011br. Beppe Fenoglio (1922-1963) ha ormai da tempo un posto di prima fila tra i classici del nostro Novecento. Tuttavia, nonostante l'attenzione critica e filologica che gli è stata riservata, il suo ritratto ha ancora bisogno di alcune essenziali messe a punto. È quel che si propone di fare in questo agile saggio Roberto Bigazzi, il quale intende non solo ripercorrere l'intera parabola esistenziale e artistica dello scrittore, ma soprattutto riportare in primo piano la grandiosa impresa narrativa della storia di Johnny. Dopo tante discussioni e edizioni, si continua a dimenticare l'assetto originario del capolavoro fenogliano, da cui sono nate le versioni in circolazione, "Primavera di bellezza" e "Il partigiano Johnny, ambedue variamente scorciate rispetto all'originale, che appartiene però a una diversa idea di romanzo: lo dimostra la primigenia parte finale dell'opera, il cosiddetto UrPartigiano Johnny, sottratto da troppo tempo alla lettura e qui riproposto come chiave interpretativa. Ma è tutto l'universo narrativo di Fenoglio, caratterizzato da una incessante sperimentazione, ad essere ripercorso.
2021br. Conteso dalle case editrici di tutto il mondo, Il dottor Zhivago di Boris Pasternak fu pubblicato per la prima volta in assoluto nel 1957 dall'italiana Feltrinelli. Per poter essere letto in Unione Sovietica, il grande romanzo dovrà attendere oltre trent'anni. Dietro alle vicende editoriali di questo capolavoro si cela una storia oscura costellata di colpi di scena, manovre ordite da poteri occulti e servizi segreti, primi fra tutti CIA e KGB, colpi di mano e intrighi maturati all'ombra della Guerra Fredda. In questo saggio, basato su fonti d'archivio e documenti inediti, il "caso Zhivago" è ricostruito con dovizia di particolari, mostrando le molte ambiguità, dando risposta agli interrogativi irrisolti, senza tralasciare le teorie più suggestive.