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1948In 8 pic, pp. 94. Br. ed. Con ritratto dell'autore all'antip. da parte di Norah Borges. Ediz. originale.
1989ref. 401741Stuttgart: Steiner. 1989. XVII; 332. 23cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Besitzerstempel (Innen); Es gibt nur eine Seite min. BL-Anmerkungen; Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren; Zwei Stempel im Schnitt; Schnitt oben ist min. bis gering angestaubt; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Ppbd.
2022ril. "Variazioni su Grazia" comprende una serie di saggi tematici nati dal raffronto fra testi deleddiani e di autori italiani e stranieri. Il senso del Sacro, la concezione della Donna, la Malattia, la Scrittura, la Solitudine, l'Arte, i rapporti con la tradizione orale trovano posto accanto agli scenari della sua biografia, sardi e non solo. Una dimensione spaziale che include le coordinate geografiche e i luoghi dell'anima e dell'ispirazione, un vicino e un lontano dentro cui l'Isola trova una nuova misura. A 150 anni dalla nascita della scrittrice nasce l'esigenza di ampliare il contesto culturale della sua narrativa, spesso rappresa in un ingiustificato ambito insulare e dentro movimenti e correnti non sempre adeguati a spiegare scelte originali. Attraverso percorsi trasversali si scoprono affinità con la letteratura nazionale e mondiale, e alcune intuizioni che scrittori più accreditati avrebbero poi cavalcato con maggior successo. Temi universali declinati in modi singolari, luci inedite sui rapporti con artisti e intellettuali italiani e stranieri sono presenti, insieme, in questo nuovo contributo per consolidare il ruolo della scrittrice nella letteratura al femminile.
2002brossura Un uomo stanco di vagare trova un modo per sconfiggere l'esilio, una terra che sembra la sua terra, gente che sembra la sua gente; un poeta stanco di ascoltare voci straniere, ritrova la sua lingua e con esso motivo di vita.
2020br. "Guidavo la vecchia Chevrolet della mia famiglia e fumavo Lucky Strike e mi innamoravo delle ragazze che lasciavano segni di rossetto sulle sigarette e che, con lo smalto sulle unghie, rimuovevano i pezzi di tabacco dalla lingua; e con quella visione immortale dell'essere mortale che solo i giovani hanno nel cuore, aspettavo di diventare un uomo." (A. D.)
ref. 12523Hamburg Rowohlt Verlag, o. J. 368 S. 12° Duodez Ldr.
1983ref. 76851Remscheid :: Kierdorf. 1983. 697 Seiten. 18cm;. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband Außen hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Ist an wenigen Stellen gering berieben; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Nachdr. d. Ausg. Stuttgart, 1938; Nachdr. d. Ausg. Stuttgart, 1938 Hardcover ohne Schutzumschlag
2019br. Se la letteratura di genere ha sempre rappresentato lo spazio privilegiato per l'emersione del represso e del non detto, che posizione occupa la letteratura dell'orrore nella nostra società, e quali angosce, tensioni, conflitti si incarica di incarnare e rappresentare, seppur in maniera filtrata e ambivalente? I contributi esplorano il rapporto tra vecchie e nuove forme dell'horror nei territori della letteratura globale contemporanea, del fumetto, del videogioco, del giornalismo. Le analisi spaziano da testi di King, VanderMeer, DeLillo, WuMing, Ligotti e Lovecraft a Dante's Inferno e Go Nagai; gli interventi teorici forniscono una fondamentale messa a punto per orientarsi nella galassia di un genere - l'horror - che non smette di espandersi e rinnovarsi.
2019br. Se la letteratura di genere ha sempre rappresentato lo spazio privilegiato per l'emersione del represso e del non detto, che posizione occupa la letteratura dell'orrore nella nostra società, e quali angosce, tensioni, conflitti si incarica di incarnare e rappresentare, seppur in maniera filtrata e ambivalente? I contributi esplorano il rapporto tra vecchie e nuove forme dell'horror nei territori della letteratura globale contemporanea, del fumetto, del videogioco, del giornalismo. Le analisi spaziano da testi di King, VanderMeer, DeLillo, WuMing, Ligotti e Lovecraft a Dante's Inferno e Go Nagai; gli interventi teorici forniscono una fondamentale messa a punto per orientarsi nella galassia di un genere - l'horror - che non smette di espandersi e rinnovarsi.
1910ref. 2994Berlin-Bielefeld, Verlag von Velhagen & Klasing 1910. Br, 8 , 320 S., reich illustr. Einband Gebrauchsspuren.
187519 cm, rilegatura coeva in mezza pelle blu con titolo e fregi impressi in oro al dorso, antica etichetta di collocamento al dorso, piatti marmorizzati, tagli superiori colorati, segnalibro in tessuto, p. 144. Firma autografa dell'autore al frontespizio. Minimi segni del tempo al dorso della legatura, ma nel complesso esemplare molto buono.
2003ref. 36296Darmstadt: Wiss. Buchges. 2003. XIV, 266 S. Mit zahlr Illustr. Pp. 20x13 cm.
2003Sehr guter Zustand. -- Von Venedig ist alles gesagt und gedruckt, was man sagen kann", schrieb Goethe am 29. September 1786 in sein Tagebuch. Henry James präzisiert ein Jahrhundert später: "Man kann nichts Neues mehr darüber sagen, aber das Alte, das man darüber sagen kann, ist besser als alle Neuigkeiten der Welt." So ist Venedig ein literarisches Thema geblieben, ein bis heute unerschöpflicher Gegenstand. Das vorliegende Buch möchte etwas von dieser Fülle vermitteln, -auch wenn vieles Schöne keinen Platz darin finden konnte und vieles der Aufmerksamkeit des Herausgebers entgangen sein mag. -- Die Form der Anthologie scheint dieser Stadt in besonderer Weise zu entsprechen: Texte verschiedener Herkunft und unterschiedlichen Alters sind aus ihrer Umgebung herausgenommen und, in der Art einer Collage, zu einem neuen Ganzen zusammengefügt worden - so wie das unverwechselbare Bild Venedigs gerade aus Nebeneinander des ursprünglich nicht Zusammengehörigen entstanden ist. Die Bronzepferde, die Säulen und die Pfeiler, der Löwe und der Heilige: lauter einzelne Schmuck- und Beutestücke, die untrennbar zum Markusplatz gehören. Der Canal Grande: ein einzigartiges Ensemble verschiedener Stile und Epochen. -- Der literarische Reiseführer unterscheidet sich von anderen Textsammlungen dadurch, daß er topographisch angelegt ist. Die Texte werden den Sehenswürdigkeiten zugeordnet, so daß sich Spazierwege ergeben, die dem Venedig-Neuling die Erkundung der Stadt erleichtern. -- Die vorgeschlagenen Routen führen zu weltberühmten Monumenten und in unscheinbare Gassen, die keinen Stern im Reiseführer haben und die doch oft für die Geschichte und das Leben der Stadt bedeutsam sind. Mancher Ort ist nur noch als Erinnerung gegenwärtig, so daß die Phantasie das Vorgefundene lebendig machen muß. -- Die Wege beginnen stets an Stellen, die kein Besucher verfehlen kann: Markusplatz, Rialtobrücke, Akademie, Bahnhof. Die Fortsetzung im Labyrinth der Gassen und Kanäle ist dagegen nicht immer leicht zu finden. Man sollte jedoch nicht verzweifeln, wenn man zum fünften Mal in dieselbe Sackgasse gerät! In diesem Fall lese man in der nächsten Bar, was Herzmanovsky-Orlando über die Schwierigkeit, sich in Venedig zurechtzufinden, gesagt hat! -- Zu den Texten für unterwegs kommen Kapitel, die sich nicht auf einen bestimmten Ort beziehen. Sie schildern, wie die "unwahrscheinlichste der Städte" (Thomas Mann) Besucher aus verschiedenen Jahrhunderten empfangen hat und mit welchen Gefühlen empfindsame Reisende von ihr geschieden sind. Sie beschreiben ihre Bewohner und ihr merkwürdiges Verkehrsmittel und versuchen, auch die Nachtseiten der Lagunenstadt wiederzugeben.(Vorwort) ISBN 9783534165896
2016ill., br. Originale reportage assemblato a quattro maniche rappresenta un'equilibrata fusione di immagini e letteratura, di scatti carpiti durante i vagabondaggi per le valli e le illustrazioni letterarie composte in presa diretta dallo scrittore vicentino. Tra immagine e parola si crea una tensione che diventa comune sensibilità di inquadrature e identità d'occhio, d'amore, che tradisce più passione che mestiere. Le fotografie di Capellini restituiscono una grande emozione che si fa addirittura olfattiva e tattile al ricordo dei luoghi e dei momenti evocati. È una dichiarazione d'appartenenza ad una terra che ha conservato la sua forza barbarica e vitale, così come i suoi muschi, le sue acque, le candide nevi e le nebbie autunnali.
2020brossura "Venti di Palermo" racconta il sogno di venti testimoni - scrittori, artisti, poeti, imprenditori, politici, intellettuali - che resistono all'insensatezza del nostro tempo, ribadendo e impreziosendo ancor di più, con la loro opera, l'incanto per la nostra città. Venti palermitani che raccontano creativamente, culturalmente, politicamente il proprio rapporto con la città, al fine di restituirle e preservarne la memorabile dignità legittima che noi tutti auspichiamo. Un libro di colloqui, di confronto, di considerazioni sulla contemporaneità: "Venti di Palermo" è il canto unanime alla difesa della bellezza e della libertà del pensiero, prerogativa imprescindibile dell'essere umano. I Venti di Palermo sono: Roberto Alajmo, Letizia Battaglia, Mimmo Cuticchio, Emma Dante, Francesco De Grandi, Francesco Ferla, Salvatore Ferlita, Ignazio Garsia, Francesco Giambrone, Franco La Rosa, Valeria Patrizia Li Vigni, Luigi Lo Cascio, Piero Longo, Dario Mirri, Leoluca Orlando, Elisa Parrinello, Gianfranco Perriera, Aurelio Pes, Tommaso Romano, Cosimo Scordato.
1994Vol. in -16 (12,5 x 17 cm.), brossura editoriale con alette arancio, fig. in nero e titoli in nero sul piatto ant., pp. 208, (8). In buone condizioni. Collana: PROSA (N. 49) - A cura di Fabio Soldini - Vol. stampato in 2000 copie numerate (la ns. è la N. 641).
1955ref. C1614Frechen, Bartmann-Verlag, 1955. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 292 S., mit zahlr. montierten Abbildungen
1992ref. 3119327Minneapolis: University of Minnesota 1992. XIII, 614 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1984ref. X680Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 1984. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 181 S., 1. Auflage, aus dem Spanischen von Elke Wehr und Rudolf Wittkopf
2020br. Nel 2008 Pia Pera (1956-2016) esordisce sulla Domenica del Sole 24 Ore con un articolo in difesa delle erbacce. Nasce così la rubrica 'Verdeggiando', qui raccolta integralmente. A partire da libri, luoghi, persone che incontra, Pia Pera parla di giardini, ma soprattutto di molto altro. I suoi articoli sono piccoli saggi in difesa della libertà, apologhi della spontaneità, gioiose celebrazioni dell'intelligenza vegetale e umana.
1996ref. 9629Hamburg, Rotbuch Verlag 1996. Taschenbuch, 8°, 218 S., "Von der historischen Henriette Vogel ist nicht viel mehr bekannt, als daß sie sich 1811 zusammen mit Heinrich von Kleist erschossen hat, daß sie ein Kind hatte und einen preußischen Steuerbeamten zum Mann. In Form eines fiktiven Tagebuchs, des "Findebuchs", gibt die Autorin dieser Frau, dieser "Romantikerin" ein Gesicht und ein Leben."
2009br. "La prima edizione di questo saggio su "Rosso Malpelo" uscì nel febbraio 1976" scrive Romano Luperini nella prefazione. "La quarta di copertina lo presentava come "un tentativo sperimentale di nuova critica marxista". Rileggendolo oggi, mi pare una definizione giusta. Ci sono, infatti, tutte le illusioni e i manicheismi di quegli anni. E tuttavia non mi sembra che il libro si riduca a questo aspetto ingenuamente oltranzista. Anzitutto perché l'oltranzismo, pur con le sue indubbie forzature, conferisce forza, vivacità e originalità alle tesi sostenute e allo stile con cui vengono argomentate. In secondo luogo perché il libro è anche un contributo specifico alla interpretazione della novella, nato da un periodo particolarmente favorevole alla fortuna critica verghiana e da un reperimento filologico: quello della prima redazione a stampa, uscita sul "Fanfulla" di Roma i giorni 2-3-4-5 agosto 1878 ("Rosso Malpelo" è dunque cronologicamente il primo dei racconti di "Vita dei campi", la prima applicazione da parte di Verga del metodo naturalista della impersonalità) e qui riportata in appendice. In terzo luogo perché riflette un fervore teorico che era proprio di quegli anni e che oggi è andato perduto; nasce da quel fervore ed è inseparabile da esso". "Verga e le strutture narrative del realismo" è un esempio di critica militante, in cui si sente una forte tensione e passione teorica, forse sregolata, ma sempre rigorosa.
2021br. Un misterioso gentiluomo, in abito scuro, attraversa a piedi Milano nel silenzio dette prime ore pomeridiane, o di notte, quando l'ultima carrozza finisce la sua corsa. È un osservatore curioso, attento e senza fretta, che annota scrupolosamente ciò che vede nelle vie affollate e scintillanti del benessere, ma soprattutto nei bassifondi della periferia sofferente e più degradata, raccontata con la cinica malinconia dello scrittore solitario sorretto dal suo crudo realismo biologico. L'uomo si sofferma ad ascoltare le lamentele del vetturino in piazza della Scala, il chiasso degli amici all'osteria, la baraonda dei ricchi, gli amori e le gelosie tra bambinaie e camerati, la desolata disperazione degli emarginati. Al flâneur non sfugge la vita variegata «della città più città d'Italia» alle prese con l'Esposizione Universale e con gli anni dello sviluppo industriale, mentre il tessuto metropolitano guadagna sempre più spazio «là dove c'era l'erba». Nei decenni Settanta e Ottanta dell'Ottocento Verga visse nella capitale lombarda lunghi anni di operosa solitudine, trascorsi in larga parte nel duro lavoro quotidiano della scrittura, dedicato ad una Sicilia della memoria ricostruita «da lontano». Da quella condizione forzata non riuscivano a distrarlo te esperienze mondane dei veglioni, dei teatri e dei salotti esclusivi. Semmai, il giovamento arrivava dal circolo degli intellettuali frequentatori delle serate al Biffi o al Cova, in compagnia di Felice Cameroni, Luigi Gualdo, Arrigo Boito, Giuseppe Giacosa, Luigi Capuana e tanti altri. In quelle sedi, tra l'ammirazione per Zola e i maestri francesi, si agitavano anche le discussioni per mettere a punto un metodo diverso per raccontare il reale e dare un nuovo destino al romanzo moderno.
2018br. Autore dalla grandezza controversa e difficile, dal duro e rigoroso profilo, Verga ha consegnato il suo più plausibile messaggio alla sua opera: una personalità, quella verghiana, poco decifrabile all'esterno, virtualmente tutta risolta nella sua ricerca artistica. A Verga scrittore - e scrittore che appartiene di diritto alla grande cultura europea del secondo Ottocento - è dedicato questo volume, che attraversa l'intero suo percorso artistico, rivisitato alla luce dei paradigmi interpretativi degli ultimi anni e del dibattito su modernità, letteratura e realismo. Categoria teorica, quest'ultima, tutt'altro che pacifica, una volta intesa non solo come scuola letteraria, ma come modo generativo della scrittura: in quanto tale declinato dal narratore siciliano in una grande pluralità di esiti e di forme espressive, finalizzati ad attuare la sua spregiudicata e tenace scommessa conoscitiva. Un'operazione artistica tanto originale da apparire inafferrabile, che ha incrociato gli snodi teorici e storico-culturali del dibattito critico novecentesco, e su cui l'interpretazione continua a restituire frammenti di senso precedentemente non avvertiti. La scrittura e la critica sono da intendersi, quindi, come un'endiadi.