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1957ref. 17832Weimar, Gustav Kiepenheuer Verlag 1957. Ganzleinen, 8°, 316 S., Gustav-Kiepenheuer-Bücherei Band 7,
1853ref. 005891Stuttgart, Rieger'sche Verlagsbuchhandlung, 1853. Orig.-Leinenbände, 443 / 440 / 420 / 416 / 401 / 416 / 460 / 390 / 410 / 360 / 316 / 256 Seiten, Kl.-8°. Vierte, sorgfältig erläuterte Original-Auflage (1853). Komplette Ausgabe in zwölf Bänden. Einbände berieben und mit kleinen Läsuren an den Kanten. Sehr wenige Stellen mit kleinen Anstreichungen. Diese lassen sich mit einem Radiergummi entfernen und wurden bei der Preisfindung berücksichtigt. Insgesamt handelt es sich um gut erhaltene Exemplare. Schöne Ausgabe mit reicher Goldprägung, marmoriertem Schnitt und einem Frontispiz-Portrait des Verfassers im ersten Band.
ref. 1390579875.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
Zanichelli 1922. 16°:pp.270n. bross.origin.
2016br. La riflessione sui temi del vivere associato e della sovranità accompagnò Lodovico Antonio Muratori lungo tutta la vita, portandolo a misurarsi con le grandi questioni che animavano il dibattito europeo. Difficile inquadrare la sua posizione dentro categorie nette, come più volte si è fatto oscillando tra un Muratori "ghibellino" e un Muratori controriformista. I testi pubblicati nel volume - il trattato Della pubblica felicità (scritto nel 1748 e stampato l'anno successivo) e i Rudimenti di filosofia morale (concepiti come lezioni di governo per il giovane Francesco Maria d'Este tra il 1713 e il 1715 e qui presentati per la prima volta in edizione critica) - costituiscono i nuclei del suo pensiero e consentono di abbracciarne il percorso comprendendone appieno la portata. Quella di Muratori, commenta Matteo Al Kalak, è una "modernità involontaria", i cui frutti più originali si nutrono di un'impostazione cristiana tradizionale. Secondo questo impianto, la politica è subordinata all'etica e il principe a Dio: il potere di chi governa è limitato dagli obblighi nei confronti dei sudditi, in primo luogo quello di renderli felici; a guidarlo sono le virtù cardinali, declinazioni di un valore supremo e inderogabile, la carità cristiana, base della coesione sociale. Con un saggio di Cesare Mozzarelli. Presentazione di Fabio Marri.
2009br. Tre sono le forze in gioco: il cieco istinto dell'odio, la libera scelta dell'anima e la pura e semplice ragione. Un soldato non deve essere il mero strumento dell'autorità, ma proprio in nome della ragione e del sentimento ha il diritto di ribellarsi agli ordini. Con "La guerra del Peloponneso" di Tucidide, il trattato di Clausewitz è un classico della letteratura sull'arte della guerra. Un'analisi logica, razionale ed emotiva dell'aggressività umana quando si fa vero e proprio strumento politico.
2006br. Introduzione, traduzione e note di Sebastiano Timpanaro «Mi meraviglio che un aruspice non si metta a ridere quando incontra un altro aruspice». Cicerone aveva ben presente il celebre motto di Catone il Vecchio mentre componeva il De divinatione (44 a.C.). Nel dialogo, il fratello Quinto, suo interlocutore, seguendo la dottrina degli stoici difende l'eterogeneo armamentario delle pratiche divinatorie, che va dal consultare gli oracoli all'interpretare il volo degli uccelli, al decifrare prodigi, portenti e inusuali segni celesti per ricavarne anticipazioni sul futuro. Cicerone, invece, ne è un fiero e convinto detrattore: tutti i fenomeni hanno cause naturali, anche quando appaiono straordinari, ed è meglio rassegnarsi all'ignoranza che cadere nella superstizione. E se da cittadino e uomo politico, nel timore che l'incredulità generi pericolosi sovvertimenti sociali è costretto a difendere il ricorso ai riti divinatori come instrumentum regni, in quanto filosofo egli denuncia con veemenza l'infondatezza e il carattere ridicolo di tali pratiche che alimentano terrori irrazionali finendo con l'inquinare l'autentico sentimento religioso.
2012br. In bilico fra strumento del potere ed esercizio di libertà, la dissimulazione si pone come una delle arti, e delle armi, più raffinate della politica. In uno dei testi cardine della letteratura barocca, Accetto la descrive come un velo, che copre temporaneamente la verità per proteggerla, per impedire che si manifesti in modo inopportuno. Un capolavoro della pamphlettistica, cui fanno da controcanto le Rime, pubblicate per la prima volta in edizione moderna, che mostra tale conoscenza delle passioni e degli affetti umani da porsi come un gioiello di psicologia morale. Il sapiente commento di Edoardo Ripari guida il lettore attraverso tutto ciò che Accetto, in perfetta sintonia con il suo scritto, aveva scelto di tacere.
2013br. Meditando sul conformismo e sull'ipocrisia della società del suo tempo, l'autore si interroga su quale possa essere la risposta e la reazione dell'uomo onesto. Accetto vuole dimostrare che la dissimulazione, quando si identifica con la prudenza e non giunge alla volgare menzogna, diventa nelle mani del saggio un'arma per difendersi dall'oppressione dei potenti. Nato nel contesto della dominazione spagnola in Italia questo breve trattato fu pubblicato a Napoli nel 1641 e rapidamente dimenticato. Il libello fu riscoperto da Benedetto Croce all'inizio del XX secolo.
2005brossura L'orazione inaugurale di Foscolo "Dell'origine e dell'ufficio della letteratura" (1809) è un'appassionante indagine sugli enigmi dell'uomo e della natura, sull'essenza della religione, della morale e della letteratura. Un apparato di più di 300 note registra fonti note e meno note di questo scritto. Un ampio saggio ricostruisce il pensiero di Foscolo, autore "chiaroscurale", che scopre (dopo altre grandi figure dei Lumi) la dualità dell'essere e della soggettività umana.
1982Opera in più tomi incompleta, disponibili due volume, nel dettaglio: vol. 2, libro II, vol. 3, libro II, testo latino, intro, traduz. e note di A. Paciotti. Legatura datata in piccolo formato, copertina in tela ben tenuta con minimo sbiadimento al bordo, sovraccoperta illustrata, segnata da severo ingiallimento e sbiadimento dei toni, sofferenze e abrasioni nel patinato ombrato da polvere e umido da scaffale, fogli e tagli avorio, puliti e molto ben preservati. N. pag. 301; 214. USATO
2018br. L'opera è un trattato a forma di dialogo suddivisa in sette libri, dedicata a Lorenzo di Filippo Strozzi, patrizio di Firenze. Fabrizio Colonna (alter ego dello stesso Machiavelli) famoso condottiero dell'esercito spagnolo dialoga con vari intellettuali e membri della Repubblica fiorentina, tra cui Zanobi Buondelmonti e Cosimo Rucellai. La conversazione verte sulla polemica contro i mercenari che sono la debolezza dello stato, intrecciando anche la quotidianità nell'uso delle armi, la paga e la disciplina dei soldati, la disposizione dell'esercito e le fortificazioni, dando risalto all'arte militare dell'antica Roma.
1998brossura
2020br. Un altro libro su Woody Allen? E perché no? Così avrebbe potuto rispondere il regista americano a chi gli avesse chiesto: un altro film comico? Un'altra commedia? Un'altra commedia amara? Un altro film intimistico o drammatico? Un'altra favola magica? Un'altra rivisitazione dei generi? Un'altra autobiografia in maschera? Con le debite proporzioni, questo non è un nuovo libro sull'intero cinema di Allen, è l'analisi dei film drammatici, dei suoi delitti senza castigo, insieme alle suggestioni del cineasta per la magia, le illusioni, i trucchi, indissolubilmente connessi alle pratiche delittuose dell'occultamento. Entrare nel cinema dei delitti-senza-castigo insieme a quello della magia-del-falso/vero di Woody Allen è come fare un viaggio, anche etico, nell'ironia dell'inconscio: la realtà si misura con l'illusione dell'immaginario restituendo una piacevole inquietudine, esaltata dall'arte geniale della sua narrazione visiva, che aiuta ad accettare di vivere nel cinismo irrazionale del tempo presente, anche con qualche impunita cicatrice morale.
2015br. La trasformazione di Delhi in una metropoli del ventunesimo secolo è una storia entusiasmante, a tratti terrificante. Il boom successivo all'apertura dell'economia indiana ha tuffato la città in un tumulto di distruzione e creazione: baraccopoli e mercati sono stati abbattuti, centri commerciali e condomini sono sorti dalle rovine, grandi fortune sono state guadagnate. Ma la trasformazione è stata spietata, brusca e iniqua, e ha generato sentimenti sconcertanti: la città trabocca di rabbia e ambizione. Si potrebbe raccontare questa metamorfosi con l'immagine di un vulcano che erutta: Delhi oggi è il risultato di questa eruzione, di un vulcano nel cui nucleo caldissimo si è fusa la vecchia India e da cui sono usciti, devastando l'ambiente e la storia, ma anche portando novità e cambiamento, getti di lava incandescente sotto forma di cambiamenti sociali, economici e culturali incredibili e destabilizzanti. Questa opera ci permette di vedere Delhi con gli occhi della sua gente e attraverso una serie di incontri, con miliardari e burocrati, spacciatori e commercianti di acciaio, abitanti delle baraccopoli e psicoanalisti, veniamo immersi nella storia della sua trasformazione capitalistica. Intrecciando oltre un secolo di storia con il suo viaggio personale, Dasgupta ci offre il primo ritratto letterario di una delle megalopoli più in rapida crescita del ventunesimo secolo.
2016br. In un giorno d'ottobre del 1899, una giovane donna, scrittrice non ancora famosa, arriva a Cagliari, festeggiata ospite della direttrice di una rivista femminile. Nel corso di un blitz durato poche settimane incontra l'uomo della sua vita, lo sposa e con lui si trasferisce a Roma, dove vivrà il resto dei suoi anni. Appena giunta a Cagliari, nessuno sospetta che questa timida ragazza abbia davanti a sé una luminosa carriera letteraria: nel giro di qualche decennio diventerà la prima (e unica) scrittrice italiana a ricevere il Premio Nobel. Così inizia questa biografia di Grazia Deledda, che attraverso la ricerca saggistica e l'evocazione romanzesca trova, tra le pieghe della fitta corrispondenza deleddiana, l'immagine di una donna in continuo movimento tra creazione letteraria, desiderio di autoaffermazione, amori (soprattutto epistolari, ma non per questo meno infelici), tentativi di distacco dalla città dove è nata, Nuoro, e da un ambiente che giudica raggelante e provinciale. Tanti i personaggi che, insieme a lei, incontriamo in queste pagine: da Pirandello, che mostra curiosità nei confronti della scrittrice, a Puccini e alla divina Eleonora Duse, che interpreterà la protagonista di Cenere nell'adattamento cinematografico del romanzo. Diversamente da gran parte dei ritratti biografici della Deledda, dedicati agli anni nuoresi, l'autore si concentra qui sul periodo romano, disegnando la figura di una scrittrice matura e a suo modo integrata nell'ambiente letterario italiano, consapevole del proprio talento e insieme investita dalle ansie e dai dubbi che si accompagnano alla creatività artistica. La vita della Deledda è una storia di determinazione e coraggio; una storia da leggere come un romanzo, per riscoprire la voce di una grande scrittrice, a ottant'anni dalla sua scomparsa.
2018br. "Di questo mondo e degli altri" (Feltrinelli 2013) raccoglieva una parte delle cronache scritte da José Saramago tra il 1968 e il 1969 per i giornali di Lisbona "A Capital" e "Jornal do Fundão". Le cronache sono, come è noto, il primo regolare esercizio della prosa del futuro Nobel: vi si può scorgere, in filigrana, allo stato embrionale, quell'immenso tessuto finzionale dei romanzi, in cui la meravigliosa potenza dell'invenzione permette allo scrittore di sviluppare il disegno ardito di storie che comunicano una nuova visione dell'infinita ricchezza e pluralità dell'uomo e del mondo. È in tale prospettiva che vanno lette quelle lontane cronache, in cui, come afferma lo stesso Saramago, "c'è già tutto". Valeva dunque la pena di continuare, con l'integrazione di quelle "storie" non contemplate nella precedente raccolta, quella straordinaria avventura, quel singolare viaggio, fino al termine, attraverso il mondo dei ricordi, che l'autore ha fissato sulla carta, "perché non si perda nulla di quei minuti d'oro, ore che risplendono come soli nel cielo tumultuoso e immenso che è la memoria. Cose che sono anche, con il resto, la mia vita".
1859Vol. in -32 (6,5 x 10,5 cm.), brossura editoriale col. avorio con titoli in nero sul piatto e al dorso, pp. XXXVII, (1), 436. Copertina brunita, nel complesso in abbastanza buone condizioni. COLLEZIONE DIAMANTE.
2020br. «Dobbiamo diventare bambini, se vogliamo raggiungere il sublime». Queste parole, che Rilke scrisse in un testo sull'arte del paesaggio, si possono leggere come il condensato della sua percezione delle cose, di una sensibilità che con lui nasce e con lui muore. Una sensibilità che si esprime con rara intensità in tutti gli scritti offerti in questo volume - raccolti e tradotti da Giorgio Zampa, che di Rilke è stato uno dei massimi interpreti -, attraverso meditazioni e memorie, confessioni e impressioni di viaggio, lettere (come quelle a un giovanissimo Balthus) e visioni oniriche. Una sensibilità che si trasmette al lettore grazie a una prosa tra le più alte del Novecento tedesco, aerea e profonda, lucente e umbratile. Una sensibilità capace di cogliere il riverbero dell'assoluto in ogni oggetto a cui si volge: dall'arte («Proprio dell'artista è amare l'enigma. Ché ogni arte è solo amore riversato sopra enigmi») all'«essenza infantile e portentosa» del poeta, all'erotismo («una cosa affatto incommensurabile che gli uomini non si stancano di aggredire con norme, misure, regolamenti»). E in grado di spingersi «là dove la realtà conosciuta e quella inconoscibile si concentrano in un solo punto, si completano e diventano un unico possesso» - dove l'esteriore e l'interiore formano «uno spazio ininterrotto in cui, arcanamente protetto, resta un solo punto di purissima, profondissima coscienza». Con una Nota di Marco Rispoli.
ref. 0366242350.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
167812°, due parti in una, primo front.fig.in rame, testatine e finalini ornati, leg.coeva t.perg. L'opera divisa in due parti contiene 1é scherzi nella prima e 12 nella seconda:(Achille furibondo.Agrippina calunniata.Antonio Caracalla Amante.Cicerone dolente.Ennona gelosa.Lugretia violata.M.Antonio Eloquente.M.Antonio moribondo.Poppea supplichevole.Seiano disfavorito.Seneca prudente.Sisigambi consolante.Alessandro pentito.Annibale invitto.Ciro animoso.Curzio ripreso.Elena piangente.Elena supplicante.Frine lasciva.Germanico tradico.Pirro rimproverato.Rossane modesta.Teagene generoso.Xenovrate continente.
1963DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, LIEVE BRUNITURA. Informazioni bibliografiche Titolo: Decamerone Collana: Volume 98 di Collana internazionale Autore: Giovanni Boccaccio <1313-1375> Editore: Milano: Bietti, 1963 Lunghezza: 708 pagine; 21 cm Soggetti: Letteratura italiana, Storia, Classici Popolari, Trecento, 1300, Critica letteraria, edizione critica, Note, Prosa, Narrativa, Ironia, Erotismo bucolico, Peste Nera, Firenze, Toscana, Prencipe Galeotto, Rinascimento, 1351, Novelle, Raccolte, Opera di dieci giorni, volgare italiano, vita edonistica, cultura umanista e rinascimentale, Scandalistica, Pier Paolo Pasolini, Fratelli Taviani, Galehaut, ciclo bretone, romanzo cortese, 1348, preghiere, Privilegio di Dioneo, Fiammetta, proemio, Fortuna, Natura, Lisabetta da Messina e il vaso di basilico, Canzoniere, Petrarca, Dante, Ser Ciappelletto, Badessa e le brache del prete, Federigo degli Alberighi, Apuleio, fabliaux, lais, cantari dei giullari, exempla, vidas, trovatori, censura, Ghino di Tacco, Jean Bourciez, Šklovskij, Vittore Branca, Messer, libri rari, vintage Parole e frasi comuni abate allato Ambrogiuolo amore andare andò Andreuccio appresso avea nome avendo avesse basciò bassilico bella Boccaccio buona camera casa chiamato Ciappelletto ciascuno Cicilia Cimone Cipri compagnia conoscendo costei costui Currado Decamerone diletto dimorava Dioneo disiderava fante femmina Ferondo festa figliuola Filostrato Fineo frate fuggire gentil donna giorno giovane grandissima guisa Iddio insieme Lamporecchio lieta limosina Lisimaco luogo Madonna mandò mangiare maraviglia marito medesimo messer moglie monaco morte mostrare niuna notte novella onesta onore padre Pampinea parole perciocché persona piacere piagnere potesse priego Procida quivi ragionare Reina Ricciardo Rodiani Rossiglione Saladino sapere seco sentendo signore subitamente Tedaldo Tunisi uomini usignuolo vedere veggendo
1984Molto buono, 2 volumi, t.tela con titoli, 22,5 cm, 699 pp, ill. bn nt, ingialliture e macchioline
2017ill., ril. Lettere a pensatori, a scrittori e personaggi delle loro opere. Le ho scritte nell'arco di un anno, come per procedere verso una meta: l'altro. Nel tentativo di avvicinarmi al mistero che siamo.