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2013brossura Tra il pamphlet e il saggio di costume, "Il lavoro culturale" ripercorre le tappe di formazione di un intellettuale della provincia grossetana tra l'immediato dopoguerra e gli anni cinquanta, quando mezza Italia, fondava cineclub e circoli di cultura, analizzava problemi e progettava saggi sulla struttura culturale italiana.
2022br. «Sembra ormai chiaro che a questo mondo tutto si può imparare: l'allevamento del pollame e l'arte del governo, la scienza delle finanze e il gioco della canasta, l'astronomia e l'interpretazione dei sogni, a scopi psicoanalitici ma anche per vincere al lotto. Infatti esistono grammatiche e manuali che spiegano per filo e per segno come si fa. Fra i tanti, non uno dedicato ai giovani che intendano vivere, e addirittura prosperare, in quel campo di attività umane, non essenziali peraltro alla vita dell'uomo, che vanno sotto il nome complessivo e vago di "cultura"». Nel 1966 Luciano Bianciardi si era già trasferito a Milano, era stato assunto e licenziato da Feltrinelli, aveva scritto la tetralogia del dissenso, rifiutato una collaborazione fissa con il Corriere della Sera, quando pubblicò su ABC, il settimanale in bianco e nero sostenitore delle grandi battaglie civili dell'epoca, sei lezioni a puntate, pensate per i giovani - ma non tutti i giovani, solo quelli particolarmente privi di talento. Norme chiare, precise, efficaci, a uso di coloro che avessero deciso di diventare intellettuali. Si va dai consigli su come vestirsi, dove andare in vacanza o con chi accasarsi, alle frasi-cerotto - che sembrano dire, ma non dicono assolutamente niente - «per salvare i giovani mediocri (ma anche agli altri, i cervelloni, i geniali e i genialoidi) da un'esistenza mediocre, avviarli alla scalata dell'Elicona». Non leggete i libri, fateveli raccontare è un piccolo, provocatorio e irriverente capolavoro: a cinquant'anni di distanza, in un'epoca in cui la superficialità sembra ormai l'unica via sicura per il successo, riscoprire Bianciardi è un modo per ridere con intelligenza di quello che in fondo siamo sempre stati, ben prima dei social network.
1971brossura
In 8, bross., pp. 61, ritratto in antiporta.Piccoli strappi e mancanze al dorso, evidenti fior. ai piatti, firma di app. al frontespizio. Discrete condizioni.Luogo di pubblicazione FirenzeEditore La Fiamma FedeleAnno pubblicazione s.d.Materia/Argomento Storia, Prosa
1951réf. 4583Berlin, Verlag Neues Leben 1951. HLn, 8 , 221 S., Einband und Illustrationen von Herbert Thiele, 1. Auflage. Einband Gebrauchsspuren,Namensstempel und Schulstempel auf Schmutztitel.
1999réf. Y711Frankfurt/M., Suhrkamp Verlag, 1999. Hardcover mit Schutzumschlag, 8°, 108 S., 1. Auflage, »Er trug Tag für Tag einen Stein auf den Berg, 365 Steine im Jahr, dabei blieb es, und er ließ sich seine Biographie nicht durch Zufälligkeiten versauen, durch Besuche etwa an Ostern oder Weihnachten von Sohn und Familie, sie hatten jetzt auch ein Kind, Julia, aber es blieb dabei, 365 Steine im Jahr, auch wenn ihm durch Umstände die Rechnung durcheinanderkam ...«, Widmung des Verfassers auf dem Titelblatt
1873réf. 211839Berlin: Denicke`s Verlag. 1873. 452 Seiten. 20cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut gering gebräunt, leicht wellig, vorderes Vorsatzblatt mit Exlibris wurde entfernt (Innen); Ex Libris vorne; Einband Außen hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Unterer Buchrücken nur stellenweise etwas heller berieben; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Halbleder
1924réf. 370621Berlin: Propyläen-Verl. 1924. VI, 435 S. 22,5 cm. Zustand: Gut min. gebräunt, aber mind. leicht wellig (Innen); Bleistiftnotizen nach dem Text; Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Oberer Kapital ist min. bestoßen; Untere Außenecke des Deckels gering bestoßen; Kopfschnitt in Farbe; Schutzumschlag fehlt; Gewebe (Rot)
2009br. Da Kawabata a Tanizaki al web e alla telefonia mobile, un lungo viaggio che si propone di mettere a fuoco le motivazioni storiche dei cambiamenti, sviscerare le problematiche, illustrare i temi ricorrenti e le novità, indicare le opere più significative, segnalare i nomi degli autori più interessanti, e che trova il suo filo conduttore nell'importanza che ha avuto per il Giappone il reiterato confronto con culture diverse, con l'Altro.
1986réf. X4164München, Deutscher Taschenbuch Verlag (dtv) 1986. Taschenbuch, 8°, 212 S., ungekürzte Ausgabe, mit zahlr. Abbildungen im Text, »Die "Aufzeichnungen" entstanden während der zehnjährigen Arbeit an seiner großen Schlesien-Tetralogie. Sie markieren den Hintergrund, vor dem die erdachten Personen erst ihre Authentizität gewinnen, sind Werkkommentar und Tagebuch in einem.«
1972lggeri danni
1896réf. STLA0013Berlin, Schuster & Loeffler 1896. 19 x 22 cm. 278(2) S. Mit Kalendarium in Rot- und Schwarzdruck und Buchschmuck (Kopfleisten, Vign. u. Illustr.) von Felix Vallotton und E[mil] R[udolf] Weiß. Weißer Leinenband d. Zt. m. goldgepr. Deckeltitel, Kopfgoldschnitt, rauhem Schnitt u. farb. Vorsätzen. Einbd. stärker angestaubt u. geringf. berieben, Fälzelstreifen nicht verarbeitet und mit Abklatsch auf Schmutztitel, im Text papierbed. gebräunt aber kaum abgegriffen. WG²16. Erste Ausgabe des ersten von zwei erschienenen Jahrgängen des 'Kalenderbuches'. Mit literarischen Texten des deutschen Journalisten, Redakteurs, Schriftstellers und Librettisten Otto Julius Bierbaum (1865-1910) und Jugendstil-Buchschmuck von dem Schweizer Maler und Grafiker Felix Vallotton (1865-1925) sowie dem deutschen Typografen, Grafiker und Maler Emil Rudolf Weiß (1875-1942). Exemplar einer insgesamt nur sehr kleinen Auflage. Außer dem vorliegenden Jahrgang erschien noch der Jahrgang 1899.
2014br. Siamo abituati a pensare a un dizionario come a un testo autorevole, un riferimento capace di svelarci il significato di parole o espressioni che non conosciamo. "Il Dizionario del Diavolo" di Ambrose Bierce, non a caso detto Bitter (l'Amaro), sovverte questa funzione rassicurante. Smascherando sul filo di una tagliente ironia le distorsioni linguistiche che spesso nascondono comportamenti deplorevoli o quantomeno discutibili, Bierce polemizza contro la falsità dilagante e porta in scena l'ignobile teatrino dell'ipocrisia umana, che stravolge e svuota valori e ideali da qualunque valenza profonda. Dall'amore alla morte, dalla guerra alla politica, passando per lavoro, religione, editoria e varie amenità, l'antidizionario di Bierce include lo scibile umano in un abbraccio acidulo e sarcastico che cambierà il vostro modo di guardare il mondo.
1978réf. A628Frankfurt/M, Büchergilde Gutenberg 1978. "Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 361 S., mit einem biographischen Essay ""Das Rätsel Bierce"" von Elisabeth Schnack, illustriert mit 32 Zeichnungen von Klaus Böttger, »Erzählungen von Soldaten und Zivilisten aus dem amerikanischen Sezessionskrieg«"
1965réf. 21223ABDavos, Kyrios, 1965. Kl.8°. 140 Seiten. Originalkarton mit Originalumschlag. - Wohlerhalten und frisch. 1. Auflage.
2021br. Conteso dalle case editrici di tutto il mondo, Il dottor Zhivago di Boris Pasternak fu pubblicato per la prima volta in assoluto nel 1957 dall'italiana Feltrinelli. Per poter essere letto in Unione Sovietica, il grande romanzo dovrà attendere oltre trent'anni. Dietro alle vicende editoriali di questo capolavoro si cela una storia oscura costellata di colpi di scena, manovre ordite da poteri occulti e servizi segreti, primi fra tutti CIA e KGB, colpi di mano e intrighi maturati all'ombra della Guerra Fredda. In questo saggio, basato su fonti d'archivio e documenti inediti, il "caso Zhivago" è ricostruito con dovizia di particolari, mostrando le molte ambiguità, dando risposta agli interrogativi irrisolti, senza tralasciare le teorie più suggestive.
2011br. Beppe Fenoglio (1922-1963) ha ormai da tempo un posto di prima fila tra i classici del nostro Novecento. Tuttavia, nonostante l'attenzione critica e filologica che gli è stata riservata, il suo ritratto ha ancora bisogno di alcune essenziali messe a punto. È quel che si propone di fare in questo agile saggio Roberto Bigazzi, il quale intende non solo ripercorrere l'intera parabola esistenziale e artistica dello scrittore, ma soprattutto riportare in primo piano la grandiosa impresa narrativa della storia di Johnny. Dopo tante discussioni e edizioni, si continua a dimenticare l'assetto originario del capolavoro fenogliano, da cui sono nate le versioni in circolazione, "Primavera di bellezza" e "Il partigiano Johnny, ambedue variamente scorciate rispetto all'originale, che appartiene però a una diversa idea di romanzo: lo dimostra la primigenia parte finale dell'opera, il cosiddetto UrPartigiano Johnny, sottratto da troppo tempo alla lettura e qui riproposto come chiave interpretativa. Ma è tutto l'universo narrativo di Fenoglio, caratterizzato da una incessante sperimentazione, ad essere ripercorso.
2012brossura Filo conduttore del lavoro è l'esplorazione del romanzo "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana", ultima e tormentatissima fatica dello scrittore. L'oggetto dell'indagine è traguardato da differenti angolature, che dovrebbero restituirne, o almeno suggerirne, la prismatica complessità, senza perdere di vista il nesso che lega, in circolo ermeneutico, le questioni generali (ad es. il riuso del poliziesco) all'esame delle singole zone testuali (ad es. lo splendido passo del ritrovamento del cadavere). La solidarietà tra i diversi saggi è anche metodologica e comporta un'attenzione privilegiata ai dati espressivi, alla rete dei rapporti intertestuali e agli intrecci, sempre molto fitti, col resto dell'opera, specie con la produzione che orbita attorno al romanzo (soprattutto Eros e Priapo). Il titolo del volume funge anche da ipotesi critica. Nella dimensione atemporale dell'inconscio, in cui gli avvenimenti per tutta la seconda parte sembrano sprofondare, lo "gnommero" invade tutti i livelli dell'esperienza, ineliminabile come il "male oscuro" della Cognizione, come il "quanto di erotia" che soggiace a individui e collettività.
2014br.
2017br. Che cos'è il silenzio? È l'assenza di qualunque suono? È una mera astrazione del pensiero, o forse - come scrisse José Saramago - solo il silenzio esiste davvero? Nel silenzio possiamo riordinare i pensieri scossi dalla frenesia della quotidianità, trovare pace dopo aver subito delusioni o prevaricazioni; ma possiamo anche vivere l'angoscia dell'attesa, l'inquietudine dell'ignoto, lo spettro della solitudine. Il silenzio dei vili può coprire nefandezze e sopraffazioni, ma il silenzio dei forti può essere un gesto di estremo coraggio, di fiera opposizione alle lusinghe e alle minacce del potere. Mentre oggi la scienza pone in dubbio la sua reale esistenza, autori come Shakespeare, Sterne, Twain, Poe e Rilke, artisti come Rothko e Duchamp, e musicisti come Cage si sono interrogati sul significato del silenzio e sulla sua rappresentazione nella letteratura e nell'arte. E proprio nella varietà e contraddittorietà delle risposte risiede il grande fascino del silenzio, che John Biguenet restituisce in questo libro indagandone le mutevoli e variegate sembianze: premio o punizione, arma letale o strumento di resistenza, vuoto da riempire o sensazione di pura pienezza, bene di lusso o disturbo da evitare. In un mondo che procede febbrile, snervante e caotico, sempre più spesso il silenzio sa esprimere meglio delle parole le passioni umane, dalle più esaltanti e virtuose alle più tristi: con prosa lieve e cultura sconfinata, Biguenet ci ricorda che inseguirne il fragile, utopico incantesimo è oggi il modo migliore per prenderci cura di noi stessi.
2021br. Paradiso terrestre e terra martoriata, luogo di magia e di guerra, di spiriti e di generali: su una mappa che Gabriel García Marquez disegna con confini incerti, questa Colombia è segnata da cammini di stupore che uniscono Bogotà. e Napoli, Cartagena e Mosca, Barranquilla e la Luna. Bisogna viaggiare lungo sentieri che costeggiano i luoghi della miseria endemica e del potere illusorio, così come della poesia e della baldoria infinita, antidoti alla solitudine dello scrittore e dei suoi personaggi. La Colombia è guerra civile, miseria, repressione, lotta; è anche il tempo sospeso di Macondo, paese immaginario, forse, ma non immune dal disordine del mondo. E chi meglio di Gabriel Garda Marquez può cantarla? Un giornalista di formazione, ancorato alla realtà e al tempo stesso prodigioso e ribelle, immerso in un mondo di tradizione e di magia, che non è solo superstizione ma saggezza che arricchisce la realtà. Alberto Bile Spadaccini segue Gabo nei suoi luoghi, senza forze di gravità e in un tempo imbizzarrito, e ci porta in viaggio tra reportage chimerici e crude finzioni, planando sui tetti di città furibonde abitate da bambine libere e patriarchi prigionieri, delinquenti felici e puttane tristi. Al ritorno, balleremo le canzoni del vallenato e parleremo lingue nuove, per raggiungere dalla stanzetta di Aracataca il mondo intero.
2008réf. 77433Wuppertal: J.H. Born. 2008. 256 Seiten. 22,5cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen (Innen); Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren;, Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Ppbd.
1935réf. 17665Frankfurt a. M. Rütten & Loening, ca 1935. 66 S. 8, Illustrierter Pappeinband ,ohne Schutzumschlag ,Frakturschrift ,
2015ill., br. Qual era il vero paese di Renzo e Lucia? Dov'era ubicato il castello dell'innominato? Com'era fatta la casa di Agnese? E la stradetta dei Bravi? Giuseppe Bindoni, analizza il testo manzoniano e ci svela le vie, i borghi e persino le abitazioni in cui hanno vissuto i protagonisti del celebre romanzo.
Mm 125x190 Collana "Classici italiani". Volume cartonato, legatura editoriale in tela avana, titoli in oro al dorso e al piatto anteriore, sguardie figurate, xilografia di Duilio Cambellotti al frontespizio, 303 pagine. Macchiette alla tela, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.