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Best.-Nr. 82587Bln.: Insel Vlg. 2022. 111 Ss., 4 Bll. 12°. Illustr. Pp. [3 Warenabbildungen]
1967Best.-Nr. 2901München, Südwest Verlag 1967. Leinen mit SU, 8 , 470 S., "Zu allen Zeiten haben Dichter Städte und Landschaften gerühmt oder getadelt, aus dem Erlebnis der Reise gepriesen oder in rüttelnder Postchaise verwünscht. Welch schönes Thema darum, Deutschland wiederzuspiegeln in ihren Worten". Schutzumschlag oben und unten etwas bestoßen und eingerissen. Schutzumschlag Hardcover
2018br. «Mentre io, prima che Karrer impazzisse, camminavo con Oehler solo di mercoledì, ora, dopo che Karrer è impazzito, cammino con Oehler anche di lunedì... ho salvato Oehler dall'orrore... perché non c'è nulla di più orribile del dover camminare da soli di lunedì»: bastano poche frasi, ad apertura di pagina, a immergerci nel flusso ipnotico della scrittura di Thomas Bernhard. Ma perché, e quando, Karrer è impazzito? Forse, dice Oehler (che come molti personaggi di Bernhard è contagiato da una «micidiale tendenza al soliloquio» e al «meditare sino allo sfinimento su cose insolubili»), c'entra il suicidio dell'amico Hollensteiner - il chimico annientato dalla «bassezza» dello Stato austriaco, che «nulla odia più profondamente di chi è fuori dall'ordinario». O forse l'aver esercitato sino in fondo «l'arte di esistere contro i fatti» - di esistere, cioè, «contro ciò che è insopportabile e contro ciò che è orribile». Al momento in cui Karrer ha varcato «il confine della pazzia definitiva», Oehler ha assistito personalmente: ed è, quella che racconta con precisi, ossessivi, grotteschi dettagli, una sequenza di irresistibile e insieme tragica comicità che fa pensare a certe pagine di Kafka.
2009br. Supremamente ottuso è per Bernhard il mondo dei premi letterari, di cui traccia un ritratto insieme crudele e divertentissimo, senza risparmiare frecciate a nessuno, neanche a se stesso: "Tutto era repellente, ma più repellente di tutto trovavo me stesso" dice a proposito del premio Franz Theodor Csokor. Al grottesco balletto prendono parte stolidi largitori e beneficati vanesi; ministre che russano durante i panegirici per poi risvegliarsi di botto sbraitando imperiose: "Ma dove si è cacciato il nostro scrittorello?"; conferitori di attestati e di prebende che, scambiando il sesso dei poeti laureandi, parlano con disinvoltura della "signora Bernhard"; politici opportunisti e di abissale ignoranza preoccupati solo di fare passerella; giurie letterarie insipienti ma ben liete di trasferirsi, spesate di tutto, nei migliori alberghi e ristoranti; finanziatori che con un esborso spudoratamente basso si assicurano pubblicità a buon mercato e una fama di generosi mecenati; e grossolani esponenti dell'industria che presentandolo parlano diffusamente dello "straniero nato in Olanda", il quale però "già da qualche tempo vive tra noi", e al quale attribuiscono senza fare una piega un fantomatico romanzo ambientato in un'isola del Sud. "Se qualcuno offre del denaro vuol dire che ne ha ed è giusto alleggerirlo" pensa tuttavia Bernhard, e non nega affatto di averlo speso volentieri, soprattutto se gli ha dato l'occasione per comprarsi finalmente una Triumph Herald.
Un interessante saggio su artisti e autori del teatro di prosa dalla fine dell'800 sino agli anni 20. Edizione speciale in vendita dall'autore. Brossura editoriale, pp. 112, in 8° gr.
2017br. In queste pagine il grande pensatore francese critica, con il suo stile passionale e paradossale, i dogmi della società delle macchine: il progressismo, la fede patetica nella scienza e nella tecnica, il mito del Benessere che ha generato una società nevrotica e alienata. La soluzione non è la distruzione delle macchine ma la costruzione dell'uomo, che deve riappropriarsi della sua dignità, affermando la propria libertà, caratteristica appunto dello spirito europeo. Introduzione di Alfredo Cattabiani, premessa di Alessandro Gnocchi.
1898Best.-Nr. 16666BBBerlin, O. Janke (= Reihe: 'Collection Otto Janke'), 1898. kl.8°, 79 S., mit einem Frontispiz (Autorenporträt), farbig illustr. original Kartonage (Paperback), deutsche Erstausgabe Einband mit wenigen kleinen, meist aber winzigen, Beschabungen, sonst ein sehr gutes, sauberes Exemplar ohne Anstreichungen, ohne Vorbesitzvermerke, ohne Eckknicke etc.
2022br. Questo volume porta alla luce oltre dieci anni di ricerca di Alessandro Bergonzoni dalle pagine del «Venerdì di Repubblica»: idee, domande, déjà-vu, babelici elenchi, reiterazioni che inglobano e travalicano l'attualità, e ci permettono di scoprire gli universi - comici, folli, intimi, politici e sociali - dell'autore: un raccolto istantaneo frutto però di un tempo scandito e seriale, di un ritmo continuativo che qui perde la sua identità e lascia fare a chi legge altri ordini e altre sequenze, altre visioni d'insieme e particolari, note e ignote, dando un ordine che può essere rispettato ma forse anche perduto. Con lo stile inconfondibile che non lascia né tregua né riposo al lettore, continuamente sfidato a scavare tra le infinite potenzialità della mente e della scrittura, Bergonzoni affronta dialetticamente quanto troppo spesso siamo invece portati a ignorare, a rimuovere e a non voler conoscere. Il risultato è una raccolta antologica capace di spaziare tra registri e tonalità diversi, per farci compiere un percorso tra le mille anime, spesso sconosciute, di questo poliedrico artista. Uno stile di «Damocle» che pende sulla testa di chi vuol ritrovare un Bergonzoni e ne scopre cento, trovandone uno e perdendone chissà quanti altri, probabilmente misteriosi anche all'autore stesso.
2002Best.-Nr. 139638Freiburg im Breisgau ; Basel ; Wien : Herder, 2002. 253 Seiten mit Ill. 8° , Hardcover/Pappeinband
1931Best.-Nr. Q1805Düsseldorf, Pädagogischer Verlag, 1931. Ganzleinen, 8°, 184 S., 4.-6. Tausend, mit mehreren Abbildungen auf Tafeln
1955Best.-Nr. C1614Frechen, Bartmann-Verlag, 1955. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 292 S., mit zahlr. montierten Abbildungen
1972Best.-Nr. 108494München : Ledermüller, 1972. 47 S. Broschiert
1987Best.-Nr. X5971Berlin und Weimar, Aufbau-Verlag 1987. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 220 S., 1. Auflage
1975Gutes Ex.; Seiten minimal nachgedunkelt; geringfügige Lagerspuren. - Dissertation / Wissenschaftl. Betreuer: Dr. phil. Anneliese Löffler. - Michael Berger, Jg. 1948; Germanist. - Als Typoskript gedruckt. - INHALT : Einleitung ----- Der literarische Charakter - literar-ästhetischer ----- Schein gesellschaftlicher Individuen - Zu einigen theoretischen und historischen Voraussetzungen ----- "Freie Individualität, gegründet auf die universelle Entwicklung der Individuen … - Menschwerdung des Menschen ----- Literarische Charaktere und historische Bewegung ----- Probleme des literarischen Charakters bei Aristoteles ----- Zum mittelalterlichen Menschenbild ----- Georg Wilhelm Friedrich Hegel - Höhepunkt bürgerlichen Denkens - Zu grundlegenden Bestimmungen des literarischen Charakters ----- Ortega y Gasset - ein Stammvater spätbürgerlicher Theorie - "Die Vertreibung des Menschen aus der Kunst" ----- Der literarische Charakter - ein ästhetisch-weltanschauliches Zentrum der Interpretation epischer Kunstwerke ----- Gesellschafts- und Literaturprozeß - Zur wachsenden Bedeutung des Begriffs "literarischer Charakter" ----- Wandlung und Entwicklung - Zu Joachim Knappe "Die Birke da oben" ----- Identifikation und Distanz - Zu Christa Wolf "Nachdenken über Christa T." ----- Volker Braun "Das ungezwungene Leben Kasts" ----- Fabel und Charakterzeichnung - Zu Hermann Kant "Das Impressum" ----- "In den Charakter dieser Menschen, in ihr Verhalten … ist eingegangen, was unsere Gesellschaft an Charakter, Verhalten ... hervorgebracht hat" ----- Zur Methodologie der theoretischen Bestimmung ----- der "Grundstruktur" literarischer Charaktere ----- Zu verschiedenen Definitionsversuchen des literarischen Charakters in der marxistisch-leninistischen Literaturwissenschaft ----- Zum Verhältnis von Figur und Charakter ----- Theoretische Herleitung der Grundstruktur "literarischer Charaktere ----- Bestimmung der Grundstruktur an ausgewählten literarischen Beispielen des untersuchten Zeitraums ----- Anmerkungen ----- Auswahlbibliographie ----- Lebenslauf.
1975Best.-Nr. 12081921975. IX; VI; 157; XXVI S.; 29 cm; kart.
1996Best.-Nr. X1820München, Carl Hanser Verlag 1996. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 215 S., aus dem Englischen von Jörg Trobitius, »Mit diesem Buch hat Berger ein großes, trauriges und zärtliches Buch geschrieben, einen mitreißenden Roman der Gemeinschaft und des Mitgefühls, der in gewisser Weise über Schicksal und Tod triumphiert.«
1983Best.-Nr. 10678Berlin: Der Kinderbuchverlag, 1983. 208 Seiten , 30 cm, Gewebeeinband mit Schutzumschlag
2015ill., br. Questa raccolta di testi e immagini in parte inediti ricompone per la prima volta i molti aspetti di un'opera che ha la caratteristica più unica che rara di presentarsi come dispersa nella sua molteplicità. Di volta in volta narratore, sceneggiatore cinematografico, autore teatrale, giornalista, critico letterario. Critico d'arte, sempre impegnato nelle grandi cause dell'umanità, dal destino dei lavoratori migranti in Europa alle recenti testimonianze sulla realtà palestinese, John Berger ha scelto la non specializzazione e la non professionalizzazione come stile di vita. E come il solo modo possibile per restare partecipe di una realtà fatta di rapporti personali, contatti fisici, scambi emotivi che escludono qualsiasi forma di astrazione ideologica, garantendo l'aderenza a una realtà colta sempre in modo diretto e personale. Tra i testi scelti e curati da Maria Nadotti, la testimonianza su Ramallah, l'intervista sulla collaborazione con il regista Alain Tanner o le pagine su Tiziano e Caravaggio danno un'idea della ricchezza e dell'altezza di ispirazione di uno dei più grandi autori contemporanei.
2016ill., br. Nessuno si azzardi a fumare. È vietato, nocivo, funesto, maleodorante e terribilmente scorretto; se i fumatori vogliono insistere nel loro vizio deprecabile se ne stiano alla larga, e si vergognino un po'. Eppure c'è stato un tempo in cui tutti fumavano, persino i bambini. Si fumava sui treni e al cinema; si fumava addirittura sui campi da tennis. A quel tempo, pipe, sigari e sigarette erano parentesi di quiete, condividerle con qualcuno significava raccontare viaggi, scambiarsi sogni e vedute sul mondo. E prima ancora, quando la natura era minacciosa e non minacciata, un lungo pennacchio di fumo indicava la presenza di un fuoco acceso, di un riparo dal freddo e dalla fame. John Berger, uno dei maggiori scrittori viventi, fumatore orgoglioso e incallito, incontra il mondo variopinto e caliginoso di Selguk Demirel. Insieme disegnano un racconto per parole e immagini che con tono divertito accarezza le atmosfere di Charles Dickens e Jack London; Smoke è questo, ma è anche un piccolo, ironico inno alla libertà che lancia un messaggio eversivo e utopico: fumatori di tutto il mondo, unitevi!
2014ill., br. Forse non tutti sanno che il filosofo Baruch Spinoza, detto Bento, uno degli esponenti del razionalismo del XVII secolo, antesignano dell'Illuminismo e sommo conoscitore dell'esegesi biblica, disegnava. Anzi, era intimamente ossessionato dal disegno. Dopo la scomunica e la cacciata dalla comunità ebraica di Amsterdam, si dedicò al disegno con un trasporto così assoluto che, quando non lavorava come tornitore di lenti, si rinchiudeva nel suo studio ad abbozzare figure o paesaggi, a tracciare centinaia di schizzi a matita e a china. Quando morì, i suoi amici recuperarono le sue lettere, i manoscritti, gli appunti, ma non trovarono nessuna traccia dei suoi disegni. Molti anni dopo, a John Berger viene regalato un vecchio taccuino da disegno intonso e l'autore, mosso da un impulso segreto e irresistibile, sente che quel libricino è proprio quello di Baruch Spinoza. Inizia così un dialogo a due voci e a quattro mani in cui l'autore e saggista inglese, convinto che nella silenziosa pratica del disegno risieda la chiave per accedere al senso del mondo e delle cose, immagina di rileggere le parole del filosofo olandese, e di osservare il mondo con i suoi occhi. Il risultato è un libro che, con una prosa limpida e delicata, crea un ponte tra l'Olanda del XVII secolo e il tempo inquieto in cui viviamo. Una mappa stupefacente che aiuta a orientarsi nel nostro incerto presente, a indagare la sostanza profonda delle cose, e la relazione che ci lega a esse.
1942Best.-Nr. 220343Ohne Verlag. 1942. 5 Seiten. 31,5x25cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband Außen hat leichte Gebrauchsspuren; Auf Büttenpapier gedruckt; Das ist wohl eine Privabindung mit seltenen Texten von Bergengruen; Halbleinen
1990Best.-Nr. 6678Gütersloh, Bertelsmann Club, o.J 1990. Pappband mit Schutzumschlag, 4 , 127 S., mit 41 Farbbildern von Erich Lessing und 25 Wiedergaben nach Stichen die Giovanni Battista Piranesi für sein großes Werk "Ansichten der Stadt Rom" ab 1748 angefertigt hat. Schutzumschlag Gebrauchsspuren, bestoßen und leichte Einrisse, sonst gut. Schutzumschlag Hardcover
1947Best.-Nr. 006899Stuttgart - Tübingen, Wunderlich, 1947. Orig.-Pappband, 58 Seiten, 12°. 1. bis 5. Tausend (1947). Papierbedingt leicht gebräunt. Sonst sehr gut erhaltenes Exemplar.
2018br. Il testo del romanzo di Proust, nella sua concretezza, non corrisponde del tutto alle aspettative dei lettori, basate talvolta su alcuni luoghi comuni critici, corretti ma parziali. Questa guida si propone di fare tabula rasa di molti clichés, permettendo così di orientarsi nel grande labirinto di "Alla ricerca del tempo perduto". Accanto alle canoniche riflessioni sul Tempo e sulla Memoria, vengono qui valorizzate anche altre dimensioni del romanzo, come la comicità, l'erotismo, l'estetica dell'inverosimile, la presenza di un testo nascosto che spetta al lettore portare alla luce. Sono analizzate le componenti principali della cultura, anche filosofica, di Proust, mettendo in luce gli elementi essenziali della sua antropologia, senza trascurare gli aspetti più interessanti della biografia e le più significative e stimolanti interpretazioni critiche succedutesi nell'arco di un secolo.
2009br. Un romanzo di formazione è, per definizione, il racconto dell'evoluzione di un personaggio, inizialmente giovane e inesperto, che attraverso un percorso spesso tortuoso e denso di ostacoli arriva a comprendere e a inserirsi nella realtà. Tradizione vuole che il "Wilhelm Meister" di Goethe, pubblicato nel 1796, sia l'opera che ha inaugurato il genere e ne ha fissato i canoni. Tuttavia, se si restringe il campo alla struttura totale goethiana (ovvero: raggiungimento conclusivo dell'equilibrio inferiore del protagonista e ruolo di primo piano giocato dal contesto esterno - famiglia, società civile, nazione) forse nessuno dei più importanti romanzi francesi tra Sei e Novecento potrebbe rientrare nella categoria. Da "Manon Lescaut" a "La Nouvelle Héloise", da "Le Rouge et le Noir" a "Illusions perdues", dall'"Education sentimentale" fino alla "Recherche" proustiana, gli eroi francesi non sono mai piccoli santi o martiri, anzi, talvolta sono cinici e deboli di fronte alle tentazioni, per poi diventare, nell'Ottocento, apertamente amorali (si pensi a Stendhal). In una fase storica in cui le rivoluzioni si susseguono e un nuovo ordine tarda a stabilirsi, ai romanzieri di Francia non interessa infatti tanto la schematica contrapposizione tra bene e male quanto la ricerca di nuovi valori in base a cui orientarsi.