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1973Best.-Nr. 147189France Empire France Empire, 1973. In-12 broché de 236 pages. Bon état
2018brossura «234 giorni sull'altalena delle emozioni: sarà vivo? Se è morto cosa faccio? Non posso sopportare una nuova perdita... non so se sono capace di reggere ancora una volta. Ma forse è vivo. In fondo non ho segnali evidenti che sia morto. In verità segnali non ne ho mai avuti, non così evidenti. Eppure sono morte. Erano morte... Ho portato con me la morte senza saperlo. No: devo essere fiduciosa. Se non avessimo un briciolo di fiducia non avremmo tentato ancora. Abbiamo tentato perché vogliamo avere fiducia: ancora. Probabilmente è vivo. Voglio godere della vita di mio figlio. Voglio esserci. Ci sono! Ma se muore? Che ne faccio di questo tempo? Come faccio...? » Perdere un figlio durante l'attesa non rende migliori, così come si usa dire per trovare un valore positivo a qualcosa di tremendo, ma certamente rende diversi. Si cambia e non si torna più indietro. Col tempo certi spigoli possono essere smussati, certi traumi possono essere digeriti e sopportati, ma non si torna più quelli di prima, nemmeno se si riesce ad avere il figlio vivo che si è tanto rincorso.
2015br. Nel dibattito pubblico italiano l'apparato simbolico del discorso ostile alla genetica e alla biomedicina contemporanee si fonda sull'impiego polemico di accezioni fortemente negative della parola "eugenetica". Si tratti di diagnosi prenatale, fecondazione assistita o terapia genica, è sempre questa parola-tabù a comparire. E ad accompagnarla è, il più delle volte, il riferimento a uno specifico contesto storico: il nazismo. In tale discorso stigmatizzante l'eugenetica viene presentata come una forma di "pseudoscienza reazionaria, razzista e antisemita", fonte di violenza e discriminazioni. Ma spesso una reale definizione è del tutto assente. In forte contrasto con tale banalizzazione, negli ultimi trent'anni la storiografia ha definito un quadro sempre più complesso dell'eugenetica nel Novecento. Alla luce di questi sviluppi il libro ragiona sull'uso pubblico del concetto di "eugenetica", per decostruire le ambiguità semantiche, spesso strumentali, legate all'adozione del termine nel dibattito politico-culturale italiano.
2003br. Nell'antichità l'aborto era fondamentalmente una questione di donne, il feto era considerato una sorta di appendice del corpo della madre, e l'aborto era perseguibile solo nei casi in cui ledeva un interesse maschile. È il cristianesimo che per primo equipara l'aborto all'omicidio, ma ci vorranno secoli per codificare il momento in cui avviene l'animazione del feto. La situazione muta radicalmente tra il Sei e Settecento quando il feto acquista una sua autonomia, grazie alle acquisizioni scientifiche, e con la Rivoluzione francese, dopo il 1789, entra nella sfera pubblica. Con il movimento femminista e con la depenalizzazione dell'aborto oggi molti segnali ci dicono che qualcosa sta cambiando: l'aborto è una questione di tutti, donne e uomini.
1976Best.-Nr. 87814Couverture souple. Broché. 187 pages. Couverture légèrement défraîchie.
1974Best.-Nr. 87656Couverture souple. Broché. 220 pages. Couverture défraîchie, tachée.
1989Milano, Feltrinelli, 1989, 8vo brossura editoriale, pp. 300 con figure nel testo.
2009Best.-Nr. 973872009 PUF, collection science, histoire et société - 2009 - In-8 broché - 139 pages
(Milano), Editoriale LCA, (1981), in-8, br. edit., pp. 125.
1977[ 19,5 x 12,5 CM. ], VI 195 (3) PP., BROSS. EDIT., COP. ILL. DI PINO TOVAGLIA (LIEVISSIMI SEGNI D'USO AL DORSO, LIEVI TRACCE DI POLVERE, ALCUNE BRUNITURE), LEGGERE BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, OTTIMO STATO (F), (LA QUESTIONE FEMMINILE, 5). 841
1993Best.-Nr. 7495Albin Michel 1993 185 pages 15x22x2cm. 1993. broché. 185 pages. La psychanalyste Marie-Magdeleine Chatel s'appuyant sur son expérience clinique en milieu hospitalier analyse les effets subjectifs de la contraception et de l'avortement sur la fécondité. Elle interroge de manière polémique les nouvelles pratiques médicales de la procréation et les rapports de pouvoir entre les femmes et la médecine de l'enfantement
1960Quand, pour la morale dominante et la loi, il fallait "laisser faire la nature" (alors que des milliers d'avortements clandestins étaient pratiqués): terrible témoignage sur la détresse des femmes entendue dans son cabinet par la gynécologue Marie-Andrée LAGROUA WEILL-HALLE (1916-1994), fondatrice en 1956 de l'association "La maternité heureuse", qui deviendra le "Mouvement français pour le planning familial" en 1960; préface de Simone de BEAUVOIR. 1ère édition. Français
1980No marks or inscriptions. No creasing to covers. A very clean very tight copy with bright unmarked boards, slightly foxed spine and no bumping to corners. 28pp. A discussion within the Labour Movement about abortion and the 1967 Abortion Act. Scarce.
1962This issue titled Private Lives and their public enemies: journalism, the law, television, medicine, secret police, etc. Contributors include J. B. Priestley, Paul Getty, Adam Faith and Brigitte Bardot. 176 pages. Covers have some creases and browning.
2018Tutto sommato è meglio non abortire. Lo dimostrano qui le testimonianze di tante donne che, aiutate dai centri di aiuto alla vita (CAV) ma soprattutto dal proprio coraggio, hanno deciso di proseguire la gravidanza. E lo dimostra anche lo sconfinato rammarico di altre donne che hanno scelto (o sono state costrette a scegliere) l'aborto. Qui scorrono storie e opinioni di personaggi famosi, come Ornella Vanoni, Alexia e Nek, oltre a Celentano, Andrea Bocelli e a un insospettabile Eminem; e poi registi come Pupi Avati e Franco Zeffirelli; femministe storiche (Lella Costa, Alessandra Kustermann), insieme con la poetessa Alda Merini. Questo libro - al tempo stesso militante ed ecumenico - nasce dalla consapevolezza che ogni vita «abbia in sé la propria giustificazione». Di qui l'idea suggerita da Claudio Magris nella prefazione: «guai a far dipendere il diritto dell'individuo alla sopravvivenza dall'amore o dall'affetto che altri hanno per lui o, peggio ancora, dalle sue capacità e dalle sue prestazioni». Presentazione di Claudio Magris. Postfazione di Marina Casini. Curatori: Gianni Mussini. Prefazione: Marina Casini, Claudio Magris.
2013ril. Ripercorrendo tra memoria privata e pubblica i momenti chiave degli ultimi settant'anni di storia sociale italiana, dal Concordato del '29, alla stagione dei diritti degli anni Settanta, al tema spinoso del fine vita con i casi Welby ed Englaro, Margherita Hack ci lascia questo suo ultimo pamphlet sulle libertà individuali, su cosa significhi essere laico e sulle eredità spesso taciute che ancora pesano sulle istituzioni e impediscono un dibattito veramente libero sui temi che ci toccano in prima persona. Fecondazione assistita e testamento biologico, aborto e unioni civili, libera ricerca scientifica e multiculturalismo, sono le questioni care alla Hack e sulle quali il dibattito nel nostro Paese è pesantemente condizionato dalla Chiesa Cattolica. La società di domani dipenderà da come i giovani sapranno affrontare tali questioni. È a loro, quindi, che la Hack racconta chi eravamo e quali sfide ci attendono, avendo sempre come guida la nostra Costituzione, affinché gli italiani che verranno non si adagino sui diritti acquisiti e siano più liberi dei loro padri.
2012brossura Cosa comporta perdere un bambino durante la sua attesa? Solitamente ci si limita a pronunciare a denti stretti: "L'ho perso", l'interlocutore si ammutolisce, abbassa lo sguardo e, se non ci travolge con commenti inopportuni, dopo un rapido "Mi dispiace", cambia discorso. Resta la sensazione che si parli unicamente di un incidente di percorso, qualcosa di poco conto che deve essere accantonato frettolosamente per andare avanti, perché un figlio è tale solo se nasce vivo, altrimenti non si sa bene cosa sia. La realtà è che dietro la perdita di un figlio, il suo aborto, c'è un insieme di gesti gravosi che devono essere compiuti per forza. Quindi ci sono emozioni da affrontare che costringono a prendere decisioni sofferte, a meno che non siano gli altri (gli addetti ai lavori della medicina) ad arrogarsi il diritto di decidere per noi. Infine ci sono domande, molte domande che vorrebbero risposte, ma di sovente le risposte non ci sono o non si trovano.
2017br. Un nuovo diritto non previsto né codificato da alcuna legge si è prepotentemente affacciato, nel nostro tempo, sulla scena: il diritto al figlio. Per molti è un semplice passo in avanti sul piano della libertà individuale, reso possibile dall'inarrestabile progresso delle tecnoscienze. Per l'autrice di queste pagine è il segno di una trasformazione antropologica di vasta portata in cui sono in questione i punti nevralgici della condizione umana, a cominciare dalla generazione. Nulla più delle modificazioni linguistiche e giuridiche è in grado di mostrare la profondità di questa trasformazione. In molti paesi i termini stessi di «madre» e «padre» vengono cancellati; la frase «nato da...» viene sostituita da «figlio di..»; la «parentela» sparisce e si affermano nuovi termini sessualmente neutri, quali «genitorialità», «progetto genitoriale» ecc. Infine, una nuova formula giuridica, il contratto di affitto dell'utero, rende giuridicamente disponibile ciò che in tutte le legislazioni occidentali è sempre stato giudicato indisponibile: il corpo umano. Il risultato è che la scena della generazione muta radicalmente. Comprende ora, oltre ai due genitori, i donatori o la donna che affitta l'utero, i medici addetti alle operazioni necessarie, le istituzioni che mediano i rapporti fra i cosiddetti «donatori» con gli aspiranti genitori; i legali, indispensabili per definire la «proprietà» del bambino e l'eventuale anonimato del donatore. Un teatro in cui scompare un'unica figura: la madre, quale detentrice unica, secondo Lucetta Scaraffia, di quella capacità di procreare che da sempre gli uomini hanno invidiato alle donne.
1972Best.-Nr. ABE-1636932608986108 PAGES-27 CM X 34 CM-PHILIPPE DE GAULLE AU RENDEZ VOUS DU SOUVENIR-THIEU, VIETNAM-CE NIXON EN QUI L'AMERIQUE SE RECONNAIT-DEUX REPORTAGES SUR L'AVORTEMENT-ROMY: MONTAND EST SON CESAR MAIS HARRY EST SON MARI, 2P-LES PLUS BELLES FILLES DU MONDE AIMENT LES BARBUS, BRIGITTE BARDOT, RAQUEL WELCH, 2P, 2 PHOTOS-PETITS IMPACTS EN MARGE DROITE DE UNE
1976Milano, Mazzotta, 1976, 16mo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 198 (alcune sottolineature a biro nel testo) .
Best.-Nr. ql1010Anonyme Broché In-8 (13,5 x 21 cm.), broché, 53 pages, couvertue illustrée, illustrations en noir et blanc dans le texte, document supplémentaire compris ; intérieur frais, très bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
Best.-Nr. 10544Paris, Le Centurion, 1979 14 x 22, 174 pp., broché, cachets, bon état
8°, br. edit. (dorso rinforzato, lievi tracce d’uso. ), pp. 52. L’aborto dal punto di vista giuridico, medico e farmacologico con dettagliata descrizione dei metodi abortivi e dei sistemi per accertare l’aborto. Inoltre il delitto di procurata impotenza, il contagio di sifilide, ecc.
Best.-Nr. 10753Editions de l'Université de Bruxelles, 1975 16 x 24, 223 pp., broché, bon état
2013brossura Dalla scienziata più amata d'Italia un discorso sulle libertà individuali, su cosa significhi essere laico e sulle battaglie civili nell'Italia di ieri e di domani. Dalla fecondazione sino al suicidio assistito. Dall'inizio alla fine di una vita.