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198987 pagine; 21 cm. Brossura editoriale. Ottimo
1755In-8 p. (mm. 237x180), privo di copertina, p. 9 a 30,(2), con 1 tav. ripieg. f.t. Edizione originale. Esemplare con gore al margine inferiore; rinforzo alla tavola e strappo mal restaurato. Scompleto delle 8 pagine iniziali, contenenti l'antiporta, l'indice e il frontespizio.
1835In 8, pp. 25 + (1b). Br. rifatta. Rara pubblicazione contenente la dissertazione tenuta all'Universita' di Lipsia da Gustav Theodor Fechner, fisico e psicologo tedesco (1801-1887), professore di fisica all'univ. di Lipsia (1834). Si occupo' di filosofia, di psicofisica, di estetica. Notevoli le sue ricerche sull'elettromagnetismo, l'elettrochimica e sulla percezione dei colori. Insoddisfatto della ricerca sperimentale, si diede alla psicofisica, tentativo di fondare una scienza esatta dei rapporti tra mondo fisico e mondo psichico. Bakken, p. 194.
1804In-4° (cm. 24,5), brossura marmorizzata antica (lievis. tracce d’usura); pp. 99, [1 b.] in carta antica croccante, e 5 tavole d’illustrazioni ripiegate f.t.. Lievi segni d'uso al front.. Edizione originale. Raro, presente alla sola Biblioteca Sormani di Milano. Prima parte in Latino, seconda in Italiano. Ottimo esemplare. (SJ5)
1560['500 FIG. FISICA RARO] (cm 16) Piena pergamena originale con unghie e tracce di lacci. Piccola vecchia riparazione al dorso; pp 415+1 p. bianca. Marca tipogr. al frontis e in fine. Capilettera figurati, elegante carattere rotondo e corsivo. Pregiata edizione con i commentari di Averroe e Zimara. Assolutamente molto rara, manca al BM. STC., all¿Adams e al Cranz ¿Bibliography of Aristotele Editions¿. Curiosamente, per errore, la data al frontis si legge 15560, anziché 1560 come è chiaramente in fine. Antica firma d¿appartenza al frontis. Quaderno C lievemente arrossato, alcune note manoscritte dell¿epoca ai margini, altrimenti esemplare bello, fresco e genuino. Il Census nazionale Iccu, registra solo 8 copie nelle biblioteche italiane.[f69] Libro
1852In 8° m pelle pp 428. 353 ill nt Deuxieme edit Testo in francese.
183931 cm, copertina muta recente; pp. (40)
1611"Marca tipografica frontespizio e numerosi diagrammi xilografici nel testo. 4 p.l., 78 pp., 1 carta di errata. Piccolo 4to, pergamena coeva. Venezia: T. Baglionus, 1611. Frontespizio con un piccolo restauro. Prima edizione di questa rara e importante opera nella storia dell'ottica e del telescopio; ha avuto una grande influenza sulle teorie ottiche di Newton ed è di grande interesse galileiano. De radiis visus et lucis si occupa di lenti, telescopi e arcobaleno. De Dominis sapeva come la luce si rifrangeva nel suo passaggio da un mezzo all'altro. Dopo l'invenzione del telescopio De Dominis ha aggiunto la sua spiegazione teorica al suo lavoro. La sua spiegazione non fu del tutto soddisfacente, tuttavia, perché la sua conoscenza della legge di rifrazione era incompleta. De Dominis descrive in modo particolareggiato l'effetto sull'angolo di vista di una lente di maggiore curvatura o di maggiore distanza tra la lente e l'oggetto che si sta osservando. Con la stessa accuratezza ha esaminato le combinazioni di lenti, in particolare la combinazione di un oggetto di vetro convesso e di un oculare concavo. Questo lavoro ha portato alla sua scoperta delle condizioni in cui è possibile l'ingrandimento di un'immagine. ""- DSB, IV, p. 158. Nella prefazione, Giovanni Bartoli, che fu ambasciatore della Toscana a Venezia e uno dei primi sostenitori delle scoperte di Galileo, descrive il cannocchiale di nuova invenzione (attribuendo la sua invenzione a Galileo) e le scoperte rese possibili da questo strumento. De Dominis fornisce anche un resoconto del cannocchiale (pp. 34-43) e suggerisce addirittura i tiranti, entrati in uso molto più tardi . Questo libro contiene anche la famosa teoria dell'arcobaleno di De Dominis che influenzò molto Newton. Nel 1704, Newton scrisse nel suo Optics: ""Questa rifrazione è stata recentemente scoperta e spiegata più completamente dal famoso Arcivescovo Antonius de Dominis di Spalato, nel suo libro De Radiis Visus et Lucis, pubblicato dall'amico Bartolus a Venezia, nell'anno 1611, e scritto sopra 20 anni prima. Perché vi insegna come l'arco interno è realizzato da gocce di pioggia rotonde da due rifrazioni della luce solare. ""Per una discussione approfondita sulla spiegazione dell'arcobaleno di De Dominis, vedere Boyer, The Rainbow (pp. 187-92 & passim ), che lo definisce ""superiore a qualsiasi altro pubblicato nell'intervallo di tre secoli dal 1311 al 1611"". Newton possedeva una copia del presente libro che ora si trova al Trinity College di Cambridge (vedi Harrison, The Library of Isaac Newton, 535). De Dominis (1560-1626), gesuita dalmata, tenne conferenze di matematica, logica e filosofia a Verona, Padova e Brescia. In seguito fu nominato arcivescovo di Spalato (Spalato). La sua fede nell'unità di tutti i cristiani chiese e la pace tra le nazioni lo portarono a fuggire in Inghilterra. Poco dopo il suo ritorno a Roma, fu imprigionato dall'Inquisizione. Morì in una prigione e dopo la sua morte fu riconosciuto colpevole di eresia e il suo corpo fu bruciato. Goethe scrisse di De Dominis che ""ha scoperto lo spettro solare mentre diceva messa"" Cinti 33. Poggendorff, I, 589-90. Riccardi, I, 417-18– ""importantissimo libro"". Printer’s mark on title page & numerous woodcut diagrams in the text. 4 p.l., 78 pp., 1 leaf of errata. Small 4to, contemporary calf. Venice: T. Baglionus, 1611. Title page with a small restoration. First edition of this rare and important work in the early history of optics and the telescope; it had a major influence on the optical theories of Newton and is of great Galilean interest. De radiis visus et lucis deals with lenses, telescopes, and the rainbow. De Dominis knew how light was refracted in its passage from one medium to another. After the invention of the telescope Dominis added its theoretical explanation to his work. His explanation was not entirely satisfactory, however, because his knowledge of the law of refraction was incomplete. De Dominis describes in particular detail the effect on the angle of sight of a lens of greater curvature or of a greater distance between the lens and the object being viewed. With the same thoroughness he examined lens combinations, in particular the combination of a convex object glass and a concave eyepiece. This work led to his discovery of the conditions under which the magnification of an image is possible.""–D.S.B., IV, p. 158.In the Preface, Giovanni Bartoli, who was Tuscan Ambassador at Venice and an early advocate of Galileo’s discoveries, describes the newly invented telescope (attributing its invention to Galileo) and the discoveries made possible by this instrument. De Dominis also provides an account of the telescope (pp. 34-43) and even suggests draw-tubes, which came into use much later. This book also contains De Dominis’ famous theory of the rainbow which greatly influenced Newton. In 1704, Newton wrote in his Optics: ""This Refraction was of late more fully discover’d and explain’d by the famous Antonius de Dominis, Archbishop of Spalato, in his book De Radiis Visus et Lucis, published by his friend Bartolus at Venice, in the Year 1611, and written above 20 Years before. For he teaches there how the interior Bow is made in round Drops of Rain by two Refractions of the Sun light."". For a thorough discussion of De Dominis explanation of the rainbow, see Boyer, The Rainbow (pp. 187-92 & passim), who calls it ""superior to any other published in the interval of three centuries from 1311 to 1611."" Newton owned a copy of the present book which is now at the Trinity College, Cambridge (see Harrison, The Library of Isaac Newton, 535). De Dominis (1560-1626), a Dalmatian Jesuit, lectured on mathematics, logic, and philosophy at Verona, Padua, and Brescia. He was later appointed archbishop of Split (Spalato). His belief in the unity of all Christian churches and peace among nations caused him to flee to England. Soon after his return to Rome, he was imprisoned by the Inquisition. He died in a dungeon and after his death he was found guilty of heresy and his body was burned. Goethe wrote of De Dominis that ""he discovered the solar spectrum while celebrating Mass"" Cinti 33. Poggendorff, I, 589-90. Riccardi, I, 417-18–""importantissimo libro"" "
1967bross. edit. ill., piccola rottura in quarta di cop., lievi segni di piega al dorso - prima edizione it. - trad. e glossario a cura di Giuseppe Lanzavecchia - illustrazioni in b.n. nel testo
1725In-8°; pp. XI, 1 tav.; al frontespizio monogramma della società di gesù. Orazio Borgondio (Brescia, 1675 – 1741) gesuita e matematico, fu professore di matematica nel Collegio Romano e maestro di Ruggero Giuseppe Boscovich, che gli successe nella carica alla sua morte. Fu anche custode del Museo Kircheriano del collegio a partire dal 1725, e a lui si deve l'allestimento di una sala dedicata agli strumenti di matematica, astronomia e fisica. Cart. muto. Sommervogel I, 1805 n. 12; Riccardi 166 12. geographia geography società di gesù astronomia astronomy pianeti planets moto physics fisica motion
184031 cm, copertina muta recente; pp. (34), bruniture, qualità della carta
1875In 8, pp. 27 + (1b). Qualche fioritura alle cc. Br. muta coeva con rinforzo al dorso.
1788In 16, pp. 82 con 1 tav. f.t. inc. all'acq. Lieve gora al marg. est. di qualche cc. Br. rifatta con carta d'epoca. Difesa dell'Autore dalle accuse che gli erano state mosse dopo la pubblicazione di l'Essais sur l'hygrometrie del 1783. De Saussure e' noto per aver inventato l'igrometro ad assorbimento o 'igrometro a capello' documentando come alcune sostanze organiche, come i capelli, avessero la caratteristica di allungarsi o di accorciarsi in funzione della quantita' di acqua da esse assorbita. Gli Essais contenevano i risultati di esperimenti sulla pressione del vapore acqueo a varie temperature ed erano stati criticati da alcuni studiosi che avevano inventato igrometri di tipo diverso rispetto a quello ad assorbimento.
1910In 8, pp. 239-243 + (1b). Br. ed.
1879Torino, 1879, estratto, copertina muta, pp.707/720 (Atti della R. Accademia delle Scienze) Tutti : - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Senza luogo, s.n.t., senza anno (XIX sec.), in-8 grande, privo di legatura, pp. 15. Estratto.
1872In 8, pp. 12. Br. rifatta. Estratto dagli Atti della Reale Accademia delle Scienze di Torino, Vol. VII. (Adunanza del 28 Gennaio 1872). Nacque a Piacenza nel 1820 e mori' a Pavia nel 1899. Nel 1841 entro' come alunno all'Osservatorio di Modena, ove rimase fino al 1848, anno in cui per motivi politici venne espulso e privato del posto di Astronomo Aggiunto che aveva nel frattempo conseguito. Insegno' in seguito Fisica nelle Universita' di Genova e Parma e nel 1870 fu nominato Ordinario di Geodesia all'Universita' di Pavia. Durante la sua breve carriera di astronomo, pubblico' diverse memorie concernenti osservazioni e calcoli di orbite di comete.
1874XVI, 278 p.; 17,5 cm. Brossura editoriale. Dedica autografa dell'autore in copertina. Dorso brunito e con una piccola mancanza. Buono
1874L'opera è divisa in tre parti: Sinopsi delle Memorie del fisico vicentino; Dimostrazione che il sistema di filosofia naturale di padre Angelo Secchi è erroneo seguendo i dettami di FUsinieri; I principali commenti sul Fusinieri.
Perfetta copia anastatica, nel testo e nella legatura, della copia presente all'Archivio dell'Osservatorio Astronomico di Padova. ( Presso Gaspare Storti, Venezia1778) Il testo comprende : Informazioni al popolo. Manifesto del Sig. Sauffur. Lettera del Sig Franklin. Descrizione del Conduttore della Specola di Padova. Del Conduttore Elettrico posto al campanile di San Marco a Venezia. Dei conduttori da porsi ai Magazzini da polvere. Dei conduttori per li vascelli. Dei conduttori in genere. Relazione del fulmine caduto nel conduttore della pubblica Specola di Padova. Notizie del fulmine e del conduttore nella Torre di quella Università, con riproduzione delle tavole in rame. Riproduzione perfetta mancante di ogni riferimento ad editore, luogo o data di stampa. Legatura cartonata, pp. XII,104, in 8°
Bologna, Tipografia Arcivescovile, 1881, in-16, brossura editoriale, dorso rinforzato con fascetta, pp. 230. Prima edizione in volume. Sostenitore intransigente della filosofia neotomistica contro i difensori del sistema atomico e meccanico (posizione che gli procurò attacchi anche all'interno della Compagnia di Gesù), ma tollerante nelle questioni politico -religiose, Cornoldi fondò a Bologna con A. Travaglini l'"Accademia filosofico-medica di S. Tommaso" e "La Scienza Italiana", che ne era organo ufficiale (da cui è estratta quest'opera); dagli anni '80 fu intimo collaboratore di papa Leone XIII.
1800In-8°, leg. in bross. muta, pp. XIV-(2)434. Alla fine del vol. 2 tavv. più volte ripiegate. Adair Crawford (1748–1795) è stato chimico e fisico, noto soprattutto per i suoi studi di calorimetria. Prima Ed. italiana. Abrasioni con molte piccole mancanze alla brossura,(da rilegare), Piccola mancanza di un angolino interno alle prime 8 pagine, per il resto buon esemplare.
Bassano, 1794. In 8vo, cartoncino colorato; pp. 55, (1) + una tavola incisa ed una grande tabella ripiegata. Axs