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Pisa, 1855 - 1857. Sei volumi ben rilegati all’epoca in mezza pergamena in 8vo grande (cm. 21,2); pp. 479 + 4 tavole; 480 + 2 tavole; 479 + 1 tavola; pp. 480 + 1 tavola; 479 + 4 tavole. Il Nuovo Cimento fu il punto di riferimento della comunità dei fisici, sia per la qualità dei contributi sia per la sua funzione promotrice. Memorie originali di Giambattista Amici (Meridiana iconantidiptica), F. Selmi, C. Matteucci, G.B. Donati, L. Pacinotti, A. Bisset, E. Siegle, W. Hofmann, P. Secchi, F. Carlini, A. Nobile... Traduzioni ed estratti di L. Pasreur, J. Liebig, L. Tebal, W. Grove, E. Sabine, C. Wolf.... Axs
[Fig. Bologna-Carracci] (cm.21,5) Ottima piena pergamena originale titolo al dorso. --cc.8nn., pp.432 (440). Bellissima antiporta figurata disegnata da Agostino Carracci e 17 imprese, sempre in rame per lo più del Carracci. + figure geometriche, epigrafi, ecc.Notevoli 2 figure astronomiche a fondo nero con costellazioni osservate dal Montanari e da Galileo. E' la più importante pubblicazione degli accademici Gelati di Bologna, EDIZIONE ORIGINALE. tratta vari argomenti: armi, imprese, musica, filosofia, politica, fisica, astronomia, terme, giochi ecc.di insigni autori come BOMBACI, MARSILI, MONTANARI.Esemplare bellissimo molto fresco e nitido con rami in ottima tiratura. --GRAESSE I 9, AUTORI ITALIANI DEL '600 3509, PRAZ II 3, CICOGNARA 1830, FETIS III p.4 E VIII p.397, FRATI G477. Ex libris autografo alla sguardia "Salvatore Betti 1824" Per notizie sul Betti (1792-1882) vedi, Pitrè G. "Profili Biografici"Palermo 1878 pag.9.[f30] Libro
1583réf. 11101Lyon, s.n. (François Conrard), 1583 ; in-8 ; demi-vélin à petits coins, étiquette orange titre manuscrit (reliure probablement de la mi-XIXe) ; (32), 362, (10) pp., *-2*-8 A-Z8 [croix]2 ; marque 2 au titre.
2 volumi in-4, pp. (8 con Prefazione), 270 (con De Magnete), 83 (con De Tubis capillaribus vitreis); (2 occhietto), 64 (con De magnitudine terrae), 264 (con Indroductio ad cohaerentiam corporum firmorum e Ephemerides Metereologicae..). Legature coeve in vitello marmorizzato, fregi oro e tassello granata al dorso. Titolo in rosso e nero, impresa al titolo con figura femminile davanti ad un torchio e una cassa tipografica (motto Altius labore et favore). Illustrato con complessive 30 tavole f.t. ripiegate, incise in rame (di cui XXVIII num.) Pregevole edizione di raccolta di opere, apparsa per la prima volta nel 1729. Notevoli gli studi sul magnete, sui tubi capillari e sulla coesione; nello stesso volume vennero pubblicati i manoscritti inediti di W. Snellius relativi alla misura dell'arco di meridiano terrestre e condotti a termine alcuni calcoli lasciati incompiuti da Snellius. "Of particular relevance to this collection is ‘Introduction ad Cohaerentiam Corporum Firmorum,' accompanied by a number of plates illustrating fractured test specimens and testing apparatus. Also of relevance is the chapter ‘Tentamen de corporum Duritia' which concerns the hardness of materials" (Roberts and Trent, Bibliotheca Mechanica, p. 232.). "Underlying Musschenbroek's lectures demonstrated with experiments was the experimental philosophy...the principal source of inspiration was Newton, but Galileo, Torricelli, Huygens, Réaumur, and others were important to this school" (D.S.B., IX, p. 596). Petrus van Musschenbroek (Leida 1692-1761), fu celebre fisico noto soprattutto per aver inventato il primo condensatore d'elettricità. Ottimo esemplare (lievi usuali fioriture e arrossature della carta).. Roberts and Trent, Bibliotheca Mechanica, p. 232. D.S.B., IX, p. 596.
109 fascicoli, per un totale di oltre 11000 pagine e nuerose tavv. f.t. in lit. La rivista si presenta legata in br. ed. ed e' in buone condizioni generali, qualche fascicolo presenta lievi mancanze ai d. Collezione quasi completa, rarissima, della nota rivista che comincio' il suo corso di pubblicazioni nel 1890 e usci' con scadenza trimestrale con una media di 4 fascicoli l'anno (talvolta uscirono 3 fascicoli in un anno con l'ultimo numero doppio 3-4). In nostro possesso tutte le annate complete dal 1893 al 1924 con le seguenti eccezioni: mancano completamente gli anni 1902 e 1916; del 1911 mancano 3 numeri (presente il solo no 2 di giugno), del 1919 manca un numero, il 4o, presenti i primi 3. Moltissimi articoli di archeologia preistorica, geologia, speleologia, biologia, geografia, fisica, chimica, meteorologia, riguardanti in particolar modo la Liguria ma non solo. Fra gli autori i maggiori studiosi delle diverse discipline: Issel, Pellizzari, Rovereto, Negri, Cattaneo, Squinabol, Lessona, Morelli, Lupi, Carazzi, Sacco, Traverso, Celesia, Bozano, Parona, Setti.
In -4°; mezza pergamena; cc. (4) + 104 + cb. Numerose illustrazioni nel testo. Frontespizio rifoderato con fori marginali di tarlo che si estendono alle prime quattro pagine (non incidono sul testo, così come gli strappetti sugli angoli); le prime pagine piuttosto abrase. Il pesarese Guidobaldo Del Monte (1545-1607), matematico, scienziato e astronomo, fu tra i più importanti sostenitori di Galileo: proprio grazie a Dal Monte, che lo segnalò al proprio fratello Cardinale, Galilei ottenne nel ’29 la cattedra universitaria di matematica all’Università di Pisa. La prima edizione di questo trattato di meccanica del 1577 fu considerata il più importante trattato di statica dai tempi dell’antica Grecia. Restored title, marginally damaged by bookworms, as like the first six pages (text is not touched); first pages are not very fresh. Many illustrations framed in the text. Dal Monte (1545-1607) was a big supporter of Galileo; thanks to Dal Monte, who recommended him to his brother (a Cardinal), Galilei obtained it’s first academic chair at Pisa university. The first edition of this work, in 1577, was considered the most important dissertation on statics, since ancient Greeks.
In -8°, pp. (2), 112; mezza pergamena. Prima edizione in volume del trattato di Menelao Alessandrino (I sec. d.C.), considerato il primo trattato di trigonometria sferica che si conosca, e che contiene anche la dimostrazione del teorema ancor oggi noto come Teorema di Menelao. Una edizione precedente dei tre libri compare anche nell’insieme di testi curato da Francesco Maurolico, che tradusse Teodosio, Euclide, Autolico e appunto Menelao in un suo lavoro dedicato agli studi della sfera (Messina, 1558). Nel 1644 Mersenne ripubblica gli “Sphaericorum libri”, sempre in un volume che comprende altri scritti (“Universae geometriae...”, Parigi, Bertier: il volume è citato da Leopardi nella sua “Storia dell’astronomia”), e sulla base del volume precedentemente citato. La presente edizione era stata curata, su fonti non coincidenti con le edizioni rammentate, dal celebre astronomo Edmund Halley per la stampa universitaria oxfordiana, nel 1712. Ma l’edizione del ’12, stampata solo parzialmente, non fu completata se non nel ’58 come postuma, quando fu chiesto a George Costard e James Bradley, entrambi astronomi a Oxford di curare la pubblicazione del lavoro. Mancano, in questa copia, le otto pagine di prefazione di Costard, numerate a parte, mentre il trattato in sé è completo: la copia è perfettamente conforme a quella conservata nella biblioteca bodleiana di Oxford. Una copia, sempre conforme a questa, e qualificata come quella del 1713-14 è stata venduta nel 2005 da Sotheby’s, asta Macclesfield. First edition in a volume of the Menelaus Alexandrinus work, considered the first spheric trigonometry essay ever known, also containing the demonstration of the theorem still known after Menelaus name. An earlier edition of the three books was also published in a collection of texts edited by Francesco Maurolico, who translated Theodosius, Euclides, Autholicus and Menelaus in a work dedicated to sphere studies (Messina, 1558). In 1644 Mersenne republish the “Sphaericorum libri”, always in a volume including more works (“Universae geometriae…”, Paris, Bertier), based on the Maurolico’s work. The Oxford edition was edited, based on different sources than the Maurolico ones, by the famous astronomer Edmund Halley, in 1712. But that edition was never published, and it was only partially printed in 1713-14. Only in 1758 the book was completed by George Costard and James Bradley, both Oxford’s astronomers. In the present copy the eight introduction pages of Costard are missing, while the essay is complete: the copy is identical to the one kept by the Bodleian Library of Oxford. A copy, still similar to this one and qualified as the 1713-14’s one, was sold in 2005, at Sotheby’s, Macclesfield auction.
[Figurato-Fisica-Giunti] (cm.32) bella mezza pergamena antica restaurata, piatti con musica rosso e nero, sguardie antiche. -- cc. 6 nn., cc. 147 + 1 c. bianca. Caratteri gotici, testo a 2 colonne, grande xilografia a carta 1, molte figure e schemi n.t.. Edizione elegantissima, capolettera figurati grandi e piccoli. il testo rivisto e illustrato da molte xilografie è quello del rarissimo incunabolo romano del 1481: "Libri auscultationis de natura... J. Argyropolus", (cfr. Bm. Stc. p.51). Edizione molto rara, manca ad Adams, Bm. Stc. e a Cranz "Bibliography of Aristotle". Due macchie di inchiostro per censura sopra il nome di Argyropyli che però non ne impediscono la lettura, altrimenti esemplare assolutamente molto bello, fresco e nitido. * Camerini "Annali Dei Giunti" I 504. Il Census Nazionale Iccu registra solo 5 copie nelle biblioteche italiane. [80] Libro
In -4°, pp. (8), 445, (17), foglio di errata, antiporta calcografica, numerose illlustrazioni nel testo, anche a piena pagina, frontespizio inciso, con un’originale immagine di una granata innescata. Piena pelle, titolo e nervi al dorso. A pag. 112, secondo l’indicazione del tipografo al legatore (v. “avis au relieur”, nell’ultima pagina prima del testo) è stata applicata la figura corretta su quella “originariamente stampata per errore”. Rara prima edizione di questo manuale di balistica basato sulle dottrine di Galileo circa la traiettoria: è il primo esempio di applicazione militare di una teoria galileiana. Nella prima parte si discutono, oltre alle elaborazioni di Galileo, anche quelle di Torricelli, Tartaglia, Cassini e altri. Come specificato nella nota dello stampatore il manoscritto fu preparato per la stampa fin dal 1675, stampa che fu ritardata di otto anni dopo per ordine di Luigi XIV, il quale temeva che i nemici potessero approfittare loro stessi delle teorie qui esposte (in effetti l’opera fu tempestivamente tradotta in altre lingue: l’edizione tedesca è già dell’84). Dedica manoscritta a “Roussin, geographe et ingeneiur du roi, 1693” e qualche nota manoscritta a margine. Blondel (1618-1686) fu architetto, ingegnere, matematico e militare, nonché precettore del Delfino di Francia: la sua competenza militare gli derivava dall’aver partecipato alla guerra dei trent’anni, durante la quale Richelieu gli affidò personalmente missioni in Portogallo, Spagna e Italia. A rare first edition of this balistic guide based on Galileo’s studies about trajectories: it’s the first exemple of military application for a galilean study. On the first part, beyond Galileo’s ones, also the researches of Cassini, Torricelli, Tartaglia and others are put in discussion. The manuscript was ready to print since 1675, but the publication was delayed for eight years on Louis XIV’s order: the French monarchy was afraid that their enemies could themselves take advantage of Blondel’s discovers (the work, once published, was suddenly translated: the german edition is from the same year). Signed copy, dedicated to “Roussin, geographe et ingenieur du roi, 1693”. Some handed written notes on sides. Blondel (1618-1686) was an architect, engineer, mathematician and military, and teacher for the France Dauphine.
Due volumi: in -4°, pp. 44 e in -4°, pp. IX, (3), 205, (5), cb.; cartonato. Nel volume del ’29 c’è la dedica dell’autore “A sua eccellenza il signor conte Prospero Balbo...” Nel 1827 Libri pubblicava le sue prime tre “mémoires”, ripubblicate anche nel volume del ’29, con lo stesso titolo ma qualificato come “Tome premier” (mentre nel ’27 si usava “Premier Cahier”). Il “Tome I” contiene altre tre “mémoires” e una parte finale in cui si annunciano i saggi successivi (non sarà mai stampato un altro volume di “Mémoires...”: alcuni dei lavori annunciati alla fine del Tome I sarebbero stati raccolti e pubblicati nel 1835 dal matematico tedesco August Leopold Crelle). Entrambi i libri furono stampati a spese dell’autore in pochissime copie: quello del ’29 ha uno strappo marginale nei fogli di errata, che non ne impedisce la lettura. Two books. In 1827 Libri published on his own expenses his first three “Mémoires…”, reprinted in the ’29 book under the same title (but the ’29’s one is named “Tome premier” while the ’27’s is “premier cahier”). In the “Tome premier” there are three “mémoires” more and a final part in which the next works are annonced. But there wouldn’t have been more volumes of “Mémoires”. Both books are printed at author’s expense and are very rare. The one from ’29 has a light damage on errata leaves, and a dedication of the author to Prospero Balbo.
24x17. 191h. 157h. 156p. 24x22. 532p. 330p. 5 Vols. En Vol. III. Estudio introductorio de L. Reti. Trad. A. Madinavitia. Vol. IV. Transcipción L. Reti, Trad. F. Chueca Goitia, L. Reti, A. Madinaveitia. Vol. V. Transcipción L. Reti. Trad. F. Chueca Goitia. Enc. Cart. Ed. Estuche.
In -8°, (2), XXXI, (1), 215, (7). Mezza pelle. La teoria cartesiana dei “tourbillons” sul movimento dei pianeti era, all’epoca della composizione di questo trattatello, abbondantemente superata. Secondo Cartesio, in sostanza, il movimento dei pianeti dipenderebbe da turbolenze dell’“etere” (Descartes negava l’esistenza del vuoto) che li sospingono sulle loro traiettorie. Nel 1752 la teoria newtoniana era in Francia universalmente accettata e Fontenelle, all’epoca ultranovantenne, decide di scrivere questo trattato in accordo con le sue posizioni “ultracartesiane”. La possibilità di esporsi al biasimo generale della comunità scientifica lo incoraggia a restare anonimo. Si veda “Le dernier défenseur des tourbillons: Fontenelle”, in “Revue d’histoire des sciences et de leurs applications”, 1954, VII, 3. Half calf. The cartesian theory of “tourbillons”, on the planets’ motion, was outdated when this book was written and printed. According to Descartes the planets were pushed in their trajectories by “ether” turbulences (he denied the existence of empty). Fontenelle decided to write this book mainly because of his “ultracartesianism”, but he decided to publish it not under his name, to avoid the reproach of scientific french community.
In-8 gr. (mm. 260x190), 3 volumi (di cui 1 di tavole), p. pelle bazzana coeva (con abras.), dorso a cordoni con decoraz. e tit. oro, tagli marmorizz. L’opera è così composta: Vol. 1°: pp. (4),XVI,708 + 34 pp., con proprio frontespizio, contenenti “Observations sur les nouvelles découvertes aérostatiques, et sur la probabilité de pouvoir diriger les Ballons. Pour servir de Supplément à son Dictionnaire..”, Paris, 1784 - Vol. 2°: pp. (4),770 compreso l’Errata - Vol. 3° (Planches): pp. VI, con 90 tavole inc. in rame, ciascuna con numer. figure. "Prima edizione". Brisson (1723-1806) iniziò la sua carriera scientifica come assistente di Reaumur, classificando e avendo cura degli esemplari della sua immensa collezione di storia naturale. La morte del suo mentore segnò la fine della sua carriera di naturalista e, su consiglio di Nollet, orientò i suoi studi verso la fisica sperimentale. In questo campo fece enormi progressi, collaborando con Lavoisier e succedendo in seguito a Nollet alla cattedra di fisica sperimentale del Collegio di Navarra. Influente propagatore delle più avanzate teorie del suo tempo, pubblicò con grande successo un libro di testo ed il presente dizionario, che contiene oltre ad una eccellente presentazione dei vari aspetti della fisica, anche una importante appendice sulla "machine aérostatique" di Mongolfier. Cfr. Poggendorff, 301 - Brockett, 2213a - D.S.B. II,475. Con bruniture interc. nel t.; le tavv. portano uniformi arross. per lo più marginali.
In Firenze, per Giuseppe Cocchini all'Insegna della Stella, 1667, in-folio, legatura settecentesca in mezza pelle titolo e filetti "a greca" impressi in oro al dorso, pp. [16], CCLXIX, [17]. Con occhietto, frontespizio stampato in rosso e nero, insegna calcografica dell'Accademia del Cimento sul frontespizio, ritratto calcografico di Ferdinando II inciso da Franciscus Spierre f.t. Numerose illustrazioni incise in rame a piena pagina comprese nella fascicolazione (apparati per esperimenti scientifici), testate, finali ed iniziali xilografiche. Prima edizione seconda tiratura (la prima reca la data 1666), di questa importantissima pubblicazione, rendiconto di un decennio di attività della celebre Accademia del Cimento: sono descritti esperimenti condotti sulla pressione dell'aria, sugli effetti del vuoto, il congelamento dei liquidi, le proprietà del calore, la propagazione del suono e della luce, sulla calamita, sull'ambra e su altre sostanze considerate conduttori di elettricità. L'opera raccoglie inoltre gli studi sul perfezionamento dell'igrometro, del barometro a mercurio e del termometro. Due gore al margine bianco delle prime 8 carte: al frontespizio avevano causato due mancanze che sono state restaurate con reintegro in carta. Variante B descritta in ICCU, con l'indice legato in fine. Riccardi II, 407.
In 4° (245x180). Pagg. XLIX (1), 96. Occhietto, vignetta allegorica in rame al frontespizio, con motto "il più bel fior ne coglie"; capilettera ornati e testatine incise il legno. Tre figure incise in legno nel testo che riguardano le celebri esperienze scientifiche dell'argento vivo. Mezza pergamena coeva con titolo manoscritto al dorso. Prima edizione di questa raccolta di dodici letture tenute all'Accademia della Crusca in occasione della nomina di Torricelli (Faenza 1608-Firenze 1647) a membro effettivo della stessa. Torricelli dopo aver studiato con Castelli collaborò negli ultimi anni della vita di Galileo con il celebre scienziato. alcune trattano della percussione, sviluppando alcune teorie di Galilei, altre sviluppano la teoria della pressione atmosferica, dove l'autore si pone in contrasto con le teorie di Galileo, altre riguardano la luce, il vento, architettura militare e matematica; si descrive anche la famosa esperienza dell'argento vivo eseguita da Torricelli nel 1644 e l'invenzione del barometro a mercurio, a cui è legato il suo nome. Le lezioni vennero pubblicate postume con la prefazione di Tommaso Bonaventura (il saggio introduttivo contiene la ristampa di due lettere a Michelangelo Ricci, già stampate nel 1663, sul barometro e sulla pressione atmosferica). Buon esemplare, stampato su carta forte. Presenta note coeve manoscritte di commento al margine di talune pagg. Antica nota di possesso manoscritta cassata alla sguardia iniziale. Lievi tracce d'uso e sporco superficiale alla legatura. Manca (supplito in facsimile) il ritratto dell"autore, che come è noto, fu aggiunto solo a pochi esemplari; manca anche l'ultima carta con l'imprimatur. Riccardi II, 544; Gamba, 2104; Cinti, 169; Norman, 2088.
In-4°, prima edizione. Alla Centuria problematum mancano il ritratto dell’autore (o del dedicatario Rospigliosi), la carta bianca Ii4, tutto l’index Alphabeticus (8cc, ma accluse a fine volume in riproduzione fotografica); mancante l’antiporta del Centuriae opticae pars altera. Presenti le 2 carte di tavola.Legatura recente in piena pergamena rigida, con nervature al dorso e titolo in oro su tassello. Luogo e data al piede del dorso in oro.
In 8 (cm 17 x 23), pp. (4) + 218 + (16) di indice. Restauro al frontespizio. Carte leggermente brunite in maniera uniforme, qualche lieve gora al margine inferiore delle pagine. Legatura coeva in piena pergamena morbida con macchietta d'inchiostro al piatto anteriore. Vignetta incisa all'acquaforte al frontespizio, capilettera e testatine, numerose illustrazioni geometriche xilografate intercalate al testo. Edizione originale di questa importante opera sulla teoria copernicana. Fabri, padre gesuita, ammette come accettabile la teoria del Moto della terra se correttamente dimostrata. Fabbri venne fatto arrestare da papa Alessandro VII per aver affermato il significato figurato del passo biblico attestante l'immobilita' della terra. Carli-Favaro, 294; Goldsmith, F44.
in 4°, 22x16,5 cm, elegante legatura inizio settecento in piena pergamena, titolo in oro su tassello, filetti dorati e 3 antiche etichette al dorso; pp. (8), 514, (2); (2 carte sono invertite per errore del rilegatore). Al frontespizio e al colophon grande monogramma dei gesuiti silografato; diversi capilettera animati, numerosissimi disegni geometrici e tabellenel testo
Cm. 15, pp. (32) 391 (1). Marchio tipografico al frontespizio e ritratto a piena pagina dell'autore al verso di quest'ultimo. Solida ed elegante legatura seicentesca in piena pelle, dorso a nervi con titoli e ricchi fregi in oro. Piccole mancanze alle estremità del dorso e qualche fioritura sparsa, peraltro esemplare genuino ed in ottimo stato di conservazione. Un'antica firma di possesso ms. al frontespizio. Rara edizione originale che contiene molte interessanti osservazioni in campo scientifico, botanico, medico ed alchemico. Da segnalare accenni specifici a territori d'oltremare tra cui l'India, le colonie americane, l'uso terapeutico del tabacco, del balsamo messicano, ed altri prodotti indigeni. Il quarto ed ultimo libro è dedicato interamente a soggetti alchemici e contiene "il vero ordine da far la pietra filosofale, per trasmutare li corpi metallici in Sole e Luna".
in-4 (mm.215x155), pp. (1), XI, 300, (2), 1 cb, belliss. leg. m. pelle rossa coeva con tass., fregi e tit. oro al d., piatti in carta dec. "remondiniana". Belliss. antip. inc. in rame da Marco Pitteri su dis. di G.B. Piazzetta raffigurante una dama e un cavaliere. Testat. e final. xilogr. L'A., (Venezia 1712 - Pisa 1764) attraverso le teorie del Newton, espone le famose ipotesi sulla natura della luce e dei colori. Questa è l'opera che per prima diede celebrità all'A.: in forma di dialoghi con la Marchesa di E.... (Emilie du Chatelet), al fine di convertirla dalle opinioni cartesiane alle verità di Newton, vero continuatore della scienza galileiana. L'ultimo dialogo riguarda la forza gravitazionale. L'Algarotti affiancò nei sui studi di fisica newtoniana, in particolare di ottica, la famosa scienziata italiana Laura Bassi ricordata anche come la prima donna laureata presso l'Università di Bologna nel 1732. La semplificazione del linguaggio scientifico, non pedantesca e appositamente voluta dall'Algarotti, gli produsse le critiche di altri colleghi ma di fatto quest'opera risponde al bisogno del tempo e testimonia la volontà degli ambienti femminili di accedere a quei settori del sapere che per anni erano stati di esclusività degli scienziati uomini. L'opera ebbe comunque un grandissimo successo e fu presto tradotta e diffusa in tutta Europa. Prima rariss. ediz. da non confondere con quella pirata del medesimo anno che però reca XII pagine numerate romane di prefazione anzichè XI, e la tav. in antip. reincisa da G. Filosi. Morazzoni 212. Biancardi Francese, p.23. Parenti, Falsi luoghi, p. 148. Sconosciuta a Riccardi. Freschiss. esempl. a larghi margini. [047]
2 Volumi in folio piccolo (mm270x210) pp. XII, 335, (1), e 10 tavole ripiegate f.t; pp. (4), 376, e 10tavole ripiegate f.t; belle ed uniformi legature in piena pelle bazzana, titolo oro su tassello e fregi al dorso a 4 nervi. Frontespizi stampati in rosso e nero con vignetta incisa da Giuseppe Patrini e disegnata da Benigno Bossi. Rara edizione originale adorna di 20 tavole ripiegate f.t incise in rame raffiguranti figure geometriche. Fondamentale opera del Belgrado che insieme al Grandi, Manfredi e Riccati, nella prima metà del secolo, aveva portato in Italia i metodi infinitesimali di Newton e di Leibniz, ridestando l'interesse per la geometria e per l'analisi. Per applicare l'analisi alla fisica si richiedono tre condizioni: definire le quantità delle masse, dei volumi e delle densità. L'opera tratta di: problemi di idraulica, statica, astronomia, ottica, balistica, "centrobaryca", fisica dei gas, architettura, meteorologia, igrometria, "de motu uniformi, et accelerato", "de pendulis", "de corporum collisione", "de cohaerentia corporum", acustica, nautica, geografia, "gnomonica", forze centripete e centrifughe, comunicazione dei moti, resistenza dei corpi, analisi infinitesimale. Esemplare in perfetto stato di conservazione, marginoso impresso su carta forte. . .
[fisica- Torrentino] (cm.22,5) legatura recente in piena pergamena antica restaurata, sguardie antiche rimontate. -pp.197, pp3nn. Con avviso al lettore ed errata in fine. Magnifico carattere rotondo, molti passaggi in greco. Edizione originale di un veramente importante trattato, pseudo-aristotelico sui colori attribuito anche a Theoprastus e a Strato Lampsacenus, spesso confuso dai bibliografi con l'altra opera "de coloribus oculorum". Il filosofo napoletano Porzio (1497-1554) fu dottore in medicina e come il suo contemporaneo Pomponazzi tenne lezione all'università di Pisa. Si dedicò alla traduzione di molti saggi sull'argomento scritti da Aristotele, passò poi a meditazioni sulla natura dell'uomo, sul meterialismo e negò l'immortalità sotto ogni forma. Esemplare molto bello, nitidissimo e marginoso. Solo vecchia integrazione all'angolo interno del frontis e alcuni tarli ben restaurati all'angolo di poche carte interne, quasi invisibili. * Moreni (Torrentino) p.25; * Crans "bibliogr. of Aristotle" 108.139; * Wellcome I 5217; * Hoffmann I 289; * Bm.Stc. 54; * Adams P 1958.[f30] Libro
In-8 (mm. 246 x 193), 3 volumi, cartonato muto coevo (lievi abrasioni), tit. ms. al dorso, pp. (8),XXXVIII,420; (4, le prime 2 bianche),VI, 423; (2 bianche),VI,566,(2); frontespizi con tit. in rosso e nero e vignetta inc. in rame con il ritratto dell'Autore; ornati da belle testate, grandi iniziali figurate a vignetta e finalini inc. su legno, con 2 tabelle più volte ripieg. (incluse nella paginaz.), parecchi esercizi di matematica nel t., completi delle 64 tavole f.t., inc. in rame e ripieg., ciascuna con numerose figure geometriche, astronomiche, ottiche e di prospettiva, tutte dettagliatamente descritte. Raccolta di opuscoli suddivisa per argomenti; il primo volume riguarda la matematica; il secondo i trattati filosofici, principalmente dedicati alle “lezioni di ottica” tenute dall’A. a Cambridge dal 1669 al 1671; alcuni saggi trattano del calcolo infinitesimale e altri della famosa teoria della luce e dei colori. Il terzo accoglie le opere filologiche. "Prima edizione postuma" di 26 opere minori di Isaac Newton (1642-1727), uno dei più grandi scienziati della storia, curata dall’astronomo e matematico Giovanni Fancesco Salvemini, detto il Castiglione (1708-1791). Cfr. Poggendorf,II, p. 279 - Brunet,IV,48 - Olschki,VI,7424 - Gray, pp. 2-3. Pagine con uniformi arross. interc. nel t. ma certamente un buon esemplare.
In -4°, pp. (2), 16, (20), 322, (3), b, con quattro tavole ripiegate ft; cartonato coevo. Seconda edizione di uno dei libri più importanti nella storia della scienza, il trattato che segna “la nascita della fisica atomica” (Pmm, 203). The second edition of one of the most important books in history of science, the “Philosophiae naturalis” marks the birth of atomic phisics.
In-4°; 2 parti in 2 volumi rilegati in mezza pelle coeva con tassello e titolo in oro al dorso (del primo vol. lievemente difettosa); tagli spruzzati. Pp. 321, (1), 3 tavole f.t. a piena pagina incise su rame (una raffigura il vulcano Pambamarca nella zona di Quito in Ecuador), 2 grandi tavole ripiegate con tabelle; Pp. 400, 4 tavole a piena pagina incise su rame di cui una raffigura il, vulcano di Pichincha vicino Quito, e l’altra il vulcano Chimborazo sempre in Ecuador; 2 grandi tavole ripiegate con tabelle. Al verso dei frontespizi piccoli timbri di possesso. Interessante e poco nota opera di fisica sperimentale e sienze naturali del gesuita spagnolo Francesco Perez (1720-1807 Bologna), matematico e missionario in Ecuador, Quito, fino alla espulsione dei gesuiti dai domini spagnoli (1767); in Italia si dedicò alla scrittura di opere scientifiche che vennero pubblicate dopo la soppressione della Compagnia nel 1773. Il suo nome è legato anche all’invenzione di strumenti scientifici, tra cui uno per misurare gli angoli. Oggetto del trattato il Barometro, “istrumento in grado eminente per condurre l’intelletto alla cognizione dell’elemento dell’aria”, e il Termometro, strumenti dei quali si ricordano gli inventori, i metodi costruttivi, le evoluzioni tecniche; si esaminano le differenze tra aria e atmosfera, “l’elasticità” della materia eterea, l’atmosfera equinoziale dell’America, specialmente delle montagne e vulcani dell’Ecuador (Caraburo, Oyambaro, Pichincha Pambamarca ecc.) dove l’atmosfera fu misurata con l’aerometro, come ampiamente si descrive nella seconda parte. Un capitolo, in fine, è dedicato all’atmosfera europea.