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1992(Codice SF/0551) In 8° 8 pp. Professore emerito di Meccanica razionale all'Università di Bologna; ritratto fuori testo. Brossura originale. Come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1982PP. 277, CM. 22,5X15, CART., SOVRACOPERTA, NUMEROSE ILL. E FOTOGRAFIE FUORI TESTO, CON PASSI SCELTI DALLE OPERE E LETTERE DELLO SCIENZIATO.
1991Mm 120x190 Brossura originale, 202 pagine con 16 tavole in nero non comprese nel testo redatto in lingua tedesca - german text. Copia in ottime condizioni ovvero mai letta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2001Edizione accademica, vol. 431 della collana con 74 illustrazioni, brossura commerciale, usato con aspetto prossimo al nuovo, copertina illustrata da grafica minimale, segnata da comuni tracce da manipolazione, conservazione interna ottima, puliti i tagli. N. pag. 247. USATO
1950Coperta imbrunita e con punti di più marcata fioritura, tagli e pagine con imbrunitura, libro completamente fruibile, con prefazione dell'autore, presenti calcoli, formule e tabelle nel testo, numero pagine 87 USATO
1779[Figurato Fisica] (cm.21,5) bel cartoncino originale policromo, titolo al dorso. -- cc. 2 nn., pp. 49, 1 c. bianca + 3 tavv. f.t. ripiegate in rame. Con vari tipi di barometri e la macchina pneumatica del Cari, prima in Italia. Vedi Boffito " Gli Strumenti della Scienza " p.133: " Una macchina pneumatica venne pure costruita in Toscana, verso il 1770 da Gaetano Cari ". Edizione originale ed unica veramente rara di questa serie di esperimenti sul vuoto, capillarità, barometri ecc. Con riferimenti a Guadagni, Hooke, Hauksbee, Torricelli nonchè a Boyle e Gravesande. Nessuna copia in Poggendorff, Britisch M. Cat., BNC, Sotheran e Riccardi. Esemplare molto bello e nitido.[f56] Libro
1759(Lipsia, Gleditsch, 1759) estratto con copertina posticcia muta, pp. 116/123 - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
17612 Volumi in folio piccolo (mm270x210) pp. XII, 335, (1), e 10 tavole ripiegate f.t; pp. (4), 376, e 10tavole ripiegate f.t; belle ed uniformi legature in piena pelle bazzana, titolo oro su tassello e fregi al dorso a 4 nervi. Frontespizi stampati in rosso e nero con vignetta incisa da Giuseppe Patrini e disegnata da Benigno Bossi. Rara edizione originale adorna di 20 tavole ripiegate f.t incise in rame raffiguranti figure geometriche. Fondamentale opera del Belgrado che insieme al Grandi, Manfredi e Riccati, nella prima metà del secolo, aveva portato in Italia i metodi infinitesimali di Newton e di Leibniz, ridestando l'interesse per la geometria e per l'analisi. Per applicare l'analisi alla fisica si richiedono tre condizioni: definire le quantità delle masse, dei volumi e delle densità. L'opera tratta di: problemi di idraulica, statica, astronomia, ottica, balistica, "centrobaryca", fisica dei gas, architettura, meteorologia, igrometria, "de motu uniformi, et accelerato", "de pendulis", "de corporum collisione", "de cohaerentia corporum", acustica, nautica, geografia, "gnomonica", forze centripete e centrifughe, comunicazione dei moti, resistenza dei corpi, analisi infinitesimale. Esemplare in perfetto stato di conservazione, marginoso impresso su carta forte. . .
1548[fisica- Torrentino] (cm.22,5) legatura recente in piena pergamena antica restaurata, sguardie antiche rimontate. -pp.197, pp3nn. Con avviso al lettore ed errata in fine. Magnifico carattere rotondo, molti passaggi in greco. Edizione originale di un veramente importante trattato, pseudo-aristotelico sui colori attribuito anche a Theoprastus e a Strato Lampsacenus, spesso confuso dai bibliografi con l'altra opera "de coloribus oculorum". Il filosofo napoletano Porzio (1497-1554) fu dottore in medicina e come il suo contemporaneo Pomponazzi tenne lezione all'università di Pisa. Si dedicò alla traduzione di molti saggi sull'argomento scritti da Aristotele, passò poi a meditazioni sulla natura dell'uomo, sul meterialismo e negò l'immortalità sotto ogni forma. Esemplare molto bello, nitidissimo e marginoso. Solo vecchia integrazione all'angolo interno del frontis e alcuni tarli ben restaurati all'angolo di poche carte interne, quasi invisibili. * Moreni (Torrentino) p.25; * Crans "bibliogr. of Aristotle" 108.139; * Wellcome I 5217; * Hoffmann I 289; * Bm.Stc. 54; * Adams P 1958.[f30] Libro
1873In-4° pp. da 492 a 532, bross. edit. Intonso. Aloni viloacei al margine interno. Intonso.
1841In 8', br. ed. pp. 144, es. quasi sciolto, dorso usurato, ex libris al dorso, timbro illegibile al piatto post, segni d'uso e del tempo.Troisieme edition augmentee d'une partie experimentale en collaboration avec M. Tessie' du Motay<!--[if gte mso 9]>Luogo di pubblicazione ParisEditore Chez Guillaumin EditeurAnno pubblicazione 1841Materia/Argomento Scienze, Fisica
1947Opera in lingua francese con alcune ill. in b.n. n.t.; prefazione di F. Joliot-Curie.
Paris, Presses Universitaires de France, 1960, in-16, br. edit., pp. 128. Con figure n.t.
18211 tavola fuori testo
Paris, Ernest Flammarion, 1907. (mm. 185 x 120). Brossura editoriale arancione. 1 c. b, pp. VIII, 302, 8 di catalogo, 1 c. b. Si unisce: LE BON GUSTAVE. L'EVOLUTION DE LA MATERIE. Paris, Ernest Flammarion, 1906. (mm. 185 x 120). Brossura editoriale arancione. 1 c. b, pp. (4), 400. Una tavola f.t. e molte foto nel testo. Ottimi esemplari.
1884In 8, pp. 10 + (2b) con tavv. sinottiche n.t. Dedica autogr. dell'A. al fr. Rinforzo al d. Br. ed.
1884In 8, pp. 19 + (1b). Omaggio autogr. dell'A. al fr. Rinforzo al d. Br. ed.
19843 esquemas intercalados.
1755In-8 (mm. 240 x 175), cartoncino muto mod., pp. 58, 1 c. d’errata, con fregio al frontespizio, una testata e una grande iniziale figurata a vignetta, inc. su legno. Mancano il ritratto di S. Luigi Gonzaga e 1 tavola f.t. più volte ripieg. (v. esempl. segnalati sull’Opac). "Rarissima prima edizione" in prima tiratura di questa interessante dissertazione del Boscovich sulle lenti telescopiche e l'ottica newtoniana. Nel titolo non compare il nome di Boscovich, ma quello di un suo studente, Luigi Leonori. Nello stesso anno verranno pubblicate le altre copie dal titolo modificato in: “De lentibus et telescopiis dioptricis dissertatio auctore P. Rogerio Josepho Boscovich S.J..”. Romae, 1755. Cfr. Backer Sommervogel, tomo I, col. 1838 - Bibliotheca Mechanica, p. 45: “In "De lentibus" Boscovich reveals himself to be a skillful experimentor, establishing guidelines for achieving the optimal refraction of lenses when viewing celestial bodies” - Riccardi I, 178: "Importante memoria" - “The Honeyman Collection”,I,425 - Diz. Biograf. Ital.,XIII, p. 224. “Ruggero Giuseppe Boscovich, astronomo, geodeta, fisico, matematico (Ragusa di Dalmazia 1711 - Milano 1787), gesuita, fu consulente di alta ed apprezzata competenza in svariate questioni tecniche (dalla stabilità della cupola di S. Pietro alla bonifica delle paludi pontine, ecc.).. Sostenitore di una concezione crepuscolare della materia, è ricordato come uno dei precursori della moderna fisica atomica.. Viaggiò per tutta Europa, insegnò all’università di Pavia (1764) e alle Scuole Palatine di Milano (1768).. Dopo essere passato a Venezia, alla soppressione della Compagnia di Gesù (1773) si rifugiò in Francia (fu Direttore d’ottica della Marina francese), ritornando in Italia nel 1783”. Così Diz. Treccani,II,p. 423. Lieve alone al margine infer. bianco di tutto il testo, ma complessivam. esemplare ben conservato.
1837In 8, pp. 33 + (1b) con tavv. sinottiche n.t. di cui 1 rip. Br. rifatta con carta d'epoca.
183931 cm, copertina muta recente; pp. (24), una tavola più volte ripiegata
1784In 8° (18,5x11,5 cm); (10 compresa antiporta figurata), 279 [i. e. 379], (1) pp. Bella legatura coeva in mezza pelle con titolo in oro su fascetta al dorso.Filetti in oro al dorso. Piatti foderati con bella carta marmorizzata (qualche minima strofinatura ai piatti). Tagli leggermente spruzzati. L'incisione in antiporta rappresentante la celebre "bilancia di Santorio" all'antiporta è applicata su una carta diversa rispetto a quella utilizzata per il frontespizio. Bella e rarissima edizione napoletana, un solo esemplare censito in ICCU, che presenta le annotazioni di Lorry di questa celebrerrima opera di medicina. Noto anche come Sanctorius o Santorio Santorii o Sanctorius da Padova o Santorre Santario. Studiò all'Università di Padova dove si laureò in medicina nel 1582. Dopo la laurea esercitò in Croazia e alla corte di Massimiliano re di Polonia. Tornato nella Repubblica Veneta nel 1599, si stabilì a Venezia dove esercitò la medicina pratica con grande consenso e successo e dove fece amicizia con Sarpi, Sagredo e Galileo. Il suo adattamento del pendolo alla pratica medica fu probabilmente ispirato dalle discussioni con Galileo sugli esperimenti di quest'ultimo con i pendoli del 1602; lo strumento fu descritto in un libro pubblicato da Santorio alla fine di quell'anno o agli inizi del 1603. Nel 1611 divenne professore di medicina teorica all'Università di Padova. In quella città pubblicò descrizioni di congegni termometrici che probabilmente avevano tratto ispirazione dal termoscopio di Galileo. Nel 1624 rinunciò alla cattedra per dedicarsi alla pratica privata. Fu un pioniere nell'impiego delle misurazioni fisiche in medicina; il suo dispositivo più famoso fu una grande bilancia usata per studiare le trasformazioni metaboliche in soggetti sperimentali tra i quali vi fu Galileo. Fu seguace del metodo sperimentale di cui comprese l'importanza e la necessità anche per le discipline biologiche. Considerato il fondatore della iatromeccanica, fu autore di importanti studi sul metabolismo e sulla termoregolazione umana dimostrando l'esistenza della perspiratio insensibilis ed introducendo in medicina l'uso del termometro clinico che ideò. Santorio inventò altri strumenti come il pulsilogio o pulsametro capace di tradurre in numero l'apprezzamento individuale della frequenza del battito cardiaco ed altri congegni atti a determinare con esattezza matematica i parametri vitali umani. L'opera qui presentata ebbe traduzioni in numerosissime lingue. L'opera è considerata come una dei primi esempi di medicina speriementale. L'opera rientra anche nella bibliografia gastronomica per l'ampio capitolo "De cibo et Potu". Cfr. Castiglioni (p. 471). FULTON "History of Physiology" p. 161: "Santorio introduced the use of instruments of precision for making his measurements and is regarded as the founder of the modern study of metabolic processes.". Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.
1734Formato cm. 22 x 17. Pagine (7), 494, (1), 19 carte con tavole ripiegate. Segue "Gli elementi dell'arte sfigmica": XX, 179, 1 carta con tavola ripiegata (manca una tavola) Pregevole legatura in mezza pelle un po' sciupata con titoli e motivi decorativi incisi in oro al dorso. All'interno qualche macchia e brunitura ma stato di conservazione più che buono. Le due opere sono rilegate insieme. L'opera di Borelli è seguita da 19 belle tavole ripiegate che illustrano il movimento degli organismi animali. Il testo è completo. L'opera del Gandini è stampata a Napoli nel 1776 da Gaetano Castellano. Manca una delle due tavole.
1998Collana "Biblioteca della scienza italiana", XIX. Un volume di 289 pagine, brossura editoriale con sovracoperta. Dimensioni: 17x24 cm. Minime tracce d'uso alla brossura, per il resto ottime condizioni. Introduzione e cura di Giovanna Baroncelli. Il De motu naturali gravium solidorum et liquidorum fu pubblicato nel 1638, poco prima dei Discorsi intorno a due nuove scienze di Galileo Galilei. In questo lavoro Giovanni Battista Baliani presenta per primo la legge del moto accelerato dei gravi e distingue fra massa e peso.