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2018ill., br. Le verità e le bugie intorno ai due dittatori che hanno portato il mondo alla distruzione durante la Seconda guerra mondiale. Da una parte il Führer con sangue ebraico e forse origini berbere. Dall'altra il campione della famiglia italiana, il Duce, che si innamorò di Claretta Petacci che probabilmente era una spia degli inglesi. In mezzo: una lettera di Gandhi, il complotto di Papa Pio XII e il premio Nobel per la pace caldeggiato come provocazione. Poi la fine nel bunker di Berlino: fu vero suicidio con Eva Braun o Adolf Hitler fuggì e si nascose in Sudamerica? In Italia Benito Mussolini e il balilla ebreo, ma anche le cinquemila donne possedute, in un trionfo di sanguinario maschilismo. La fine, avvolta dai misteri, e una domanda: quando venne fucilato Mussolini era già morto? Due storie intrecciate, avvitate, unite nell'odio e nella prevaricazione. Hitler e Mussolini, dittatori potenti e crudeli, raccontati nelle loro piccole deformanti e maniacali debolezze umane.
2019br. La nostra è un'inchiesta, una sorta di indagine calata sul territorio: una ricostruzione che, lo sappiamo bene, non può dirsi completa e neppure in grado di soddisfare tutte le curiosità. Comunque costituisce una onesta, se pur piccola, base documentale che ha come soggetto vicende mai completamente chiarite, all'interno delle quali si sono mosse, in modo ufficiale, ma non solo, persone diverse. Abbiamo operato con onestà intellettuale, impegnandoci semplicemente a raccogliere indizi e tracce per comporre un mosaico sufficientemente vasto e chiaro. In tal modo si intende dare al lettore un quadro globale, una visione d'insieme che tenendo conto delle molteplici sfaccettature proposte, possa illustrare un angolo oscuro della nostra storia. Si consideri poi un ulteriore aspetto: grazie ai notevoli livelli raggiunti dai sistemi d'indagine scientifica, oggi è possibile effettuare analisi che nei decenni passati sarebbero rientrati a pieno titolo nella fantascienza. Forse, nel mare magnum di eventi qui raccolti, ce ne sono alcuni effettivamente degni di essere riportati al cospetto del tribunale della storia.
2019br. Pochi leader politici del secolo scorso hanno goduto di un favore popolare maggiore di Adolf Hitler negli anni successivi alla sua presa del potere nel 1933. Ma non bastano la sua personalità, le sue fissazioni ideologiche e il suo magnetismo a spiegare un consenso quasi plebiscitario, al limite dell'adorazione. lan Kershaw, tra i massimi esperti mondiali di storia del Terzo Reich, sposta quindi la sua attenzione da Hitler alla costruzione della sua immagine e alla ricezione di tale immagine da parte della popolazione tedesca. Maestri delle nuove tecniche di propaganda, i nazisti le usarono facendo leva sulle opinioni, sui pregiudizi e sulle paure esistenti, terreno fertile su cui il culto del Rihrer poté attecchire. Il «mito di Hitler» ricostruisce analiticamente la creazione dell'immagine del Fùhrer; la formazione del mito, dal 1920 al 1940, il culmine della popolarità, 1940-41, fino alla sconfitta e al disastro finale.
2020ill., br. «Hitler è stato definito un "mostro" o un "folle" dimenticando la normalità dei molti, certamente troppi, che si sono identificati in lui, lo hanno seguito con fanatico bisogno di trovare risposte e soluzioni in un complicato gioco di seduzione reciproca. Gli appellativi "mostro" e "folle" troppo spesso nel comune lessico sono affibbiati a tutti coloro le cui condotte inqualificabili ed indegne deviano decisamente da ciò che per convenzione consideriamo normale. Perché i mostri che abitano l'inconscio individuale e collettivo vivono nelle favole e nei miti, ma non esistono nella realtà. La parola "mostro" è un simbolo in cui si condensano tutti gli aspetti che razionalmente non accettiamo della nostra umanità e Hitler e i nazisti erano esseri umani, cittadini, uomini e donne come tutti. E così la follia che è una distorsione dalla realtà oggettiva; e anche questo appellativo non si può attribuire ai nazisti che agirono razionalmente, lucidamente e freddamente, consapevoli delle loro azioni. Intorno a Hitler e associati è stato creato un mito, che ha condotto ad un'idealizzazione che finisce poi nell'enfatizzazione, falsificando la reale natura e statura del personaggio.»
2020br. Nella sterminata letteratura sul Terzo Reich quest'opera, interamente revisionata e ampliata rispetto alla precedente edizione, rappresenta un unicum: essa infatti porta in rassegna in maniera dettagliatissima tutti gli aspetti della storia personale di Hitler, della sua interazione col popolo tedesco, e dell'organizzazione del genocidio perpetrato dalle politiche naziste, che possono avere una pertinenza psicopatologica. Si passa dai numerosissimi tentativi interpretativi e diagnostici che molti psichiatri, a partire dall'epoca della Seconda guerra mondiale, hanno attuato sulla personalità del Führer - giungendo a risultati diagnostici eterogenei ma che, nel complesso, concordano nell'evidenziare la presenza di numerosi aspetti psicopatologici nella sua personalità e nel suo comportamento -, all'analisi della regressione di massa trascinata dal legame ipnotico con un leader carismatico: un intero popolo evoluto sul piano scientifico, tecnologico, culturale e filosofico, composto da persone comuni e normali, è stato trasformato nell'esecutore efferato di convinzioni totalmente irrazionali. Pur muovendosi nell'ambito di uno scetticismo metodologico rispetto a una seducente spiegazione psicopatologica del complesso fenomeno storico del nazismo, che ovviamente è stato sostenuto soprattutto da fattori politico-economici e anche ideologici, scientifici e para-religiosi, gli Autori hanno inteso di porre in risalto la particolare regressione psicologica necessaria alla esecuzione criminale delle decisioni politiche, che porta alla luce alcuni meccanismi psichici basici evidenziabili anche a livello di micro e macro-gruppi in ogni contesto antropologico. Prefazione di Paolo Francesco Peloso.
2020br. Tra gli infiniti studi di carattere vario dedicati a Hitler (storici, psicologici, biografici, persino esoterici) "Il Napoleone del terzo Reich" si segnala per una caratteristica unica: non tratta la complessa personalità del dittatore nazista col metro tipico degli storici anglosassoni, ovvero imputando a una follia insanabile ogni atto e ogni decisione di Hitler. Al contrario, Cartier (che si fonda sulle dichiarazioni "private" raccolte al processo di Norimberga) delinea l'immagine di Adolf Hitler per quella che realmente fu: ossia quella di un lucido, spietato e assolutamente autonomo tecnocrate della guerra, di un capo militare che, nella prima parte del conflitto, ebbe idee tanto geniali da conquistare l'Europa occidentale in pochi mesi, impresa mai riuscita a nessuno, e al quale l'intera casta militare degli junker prussiani obbedì ciecamente dal primo all'ultimo giorno di guerra. Uno studio controcorrente ancora oggi, poco diffuso nel nostro paese. Cartier era un democratico conservatore che visse l'occupazione nazista della Francia in prima persona, conobbe personalità di rilievo del Terzo Reich e affrontò la complessa e terribile storia di Hitler e del Nazionalsocialismo germanico con gli strumenti dello studioso indipendente, evidenziando un lato della storia della conquista del potere da parte tedesca: uno studio che ancora oggi fa scuola.
2020br. Dopo i volumi dedicati al nazismo magico, Giorgio Galli prende in considerazione l'esoterismo specifico di Adolf Hitler, iniziato a circoli esoterici segreti ma molto attivi. Analizzando accuratamente tutti gli scritti del Fuehrer, l'autore traccia una mappa dell'esoterismo di Hitler, passando per Ernst Jünger, G. I. Gurdjieff, R. Hess e la Società Thule.
2020br. Su Hitler sono stati versati oceani d'inchiostro. Eppure, rimane un enigma. Tanto che Joachim Fest, autore di una monumentale biografia del dittatore, è giunto ad affermare che qualsiasi rappresentazione storica di Hitler sarebbe arbitraria perché vorrebbe rendere comprensibile l'incomprensibile per antonomasia. Oggettivamente, Hitler rimase sempre uno sconosciuto anche per coloro che gli furono molto vicini, spesso stupefatti dalle sue decisioni improvvise, impreviste e imprevedibili. Sicché, di Hitler è rimasta soltanto una maschera impenetrabile dopo tre quarti di secolo dalla sua morte. Le maschere, però, ricoprono sempre un volto.
2021br. 14 milioni di morti. Questa la cifra che da lettori di Timothy Snyder ricorderete dopo aver avuto modo di indagare a fondo le nuove fonti e i moderni studi a sostegno della documentazione di cui lo storico di Yale si serve per reinterpretare in modo originale tutti gli episodi apparentemente noti della Seconda guerra mondiale, ma stavolta come separate sfaccettature di un fenomeno unico. L'Olocausto e le stragi della guerra sono di norma associati ai soli eventi accaduti nei campi di concentramento, ma in questo testo la volontà dello storico è quella di puntare la lente di ingrandimento su diversi protagonisti, vittime e luoghi del conflitto. Le terre di sangue non sono una semplice definizione metaforica ma stanno a identificare delle precise zone geografiche, quei territori dell'Europa centro-orientale, tra Ucraina, Bielorussia, Polonia e stati baltici, dove, tra il 1940 e il 1943, si sono intrecciate le politiche sanguinarie di Hitler e Stalin, oggetto di attacchi contro civili e prigionieri politici, i luoghi in cui i regimi più dittatoriali d'Europa si sono scagliati con la maggiore ferocia. Un saggio in cui la fedeltà della ricostruzione storica non implica la rinuncia all'elemento umano, restituendo con questa trattazione dignità alle vittime e alla loro soggettività, impedendo di pensare a queste persone come a soli numeri. Un'analisi storica che infrange ogni stereotipo e prova a insegnarci a fare ciò che ogni libro dovrebbe: guardare le cose in modo differente.
2021br. La sera del 30 gennaio 1933, per le strade di Berlino sfila una fiaccolata di venticinquemila uomini tra SS e SA. Dalle colonne della Porta di Brandeburgo pende lo striscione: «Führer befiehl wir folgen», 'Führer comanda noi obbediamo'. È la fine della Repubblica di Weimar, è l'inizio di uno dei regimi più efferati della storia dell'umanità. Pochi avrebbero mai immaginato di vedere Adolf Hitler così: apparentemente invincibile, tra folle esaltate, festeggiare la nomina a cancelliere. Non i professori che lo bocciarono quando era solo un ragazzino svogliato. Non Reinhold Hanisch, il suo ex coinquilino a Vienna, come lui povero in canna, che coinvolse nella vendita dei propri quadri. E forse nemmeno Helene Bechstein, la donna che intravide in questo goffo provinciale il micidiale oratore che diverrà tristemente noto a tutto il mondo. Giocando sul confine tra la biografia e il romanzo, con molti episodi raccontati in Italia per la prima volta, questa è la storia vera della radicalizzazione e dell'ascesa di Hitler: infanzia, adolescenza e giovinezza, dalle origini dell'odio per gli ebrei agli incontri che contribuirono a formare il più feroce dittatore del Novecento.
2021br. I documenti pubblicati nel presente volume aprono una nuova prospettiva sui fatti politici e militari che vanno dall'estate del 1939 ai giorni del primo governo Badoglio. Le personalità di Hitler e Mussolini emergono vivide, assumendo proporzioni storicamente più esatte. Dalla presentazione di Franco Cardini «...Si tratta della presentazione sostanzialmente fedele e accurata di 67 documenti - in parte in edizione originale italiana, in parte in traduzione dal tedesco - che vanno da un messaggio telefonico del ministro degli esteri del Reich a una serie nutrita di lettere, messaggi fonografici, mozioni di governo, intercettazioni telefoniche, note, verbali di riunioni, relazioni e comunicati vari fino agli ultimi quattro, drammatici "pezzi" che documentano l'eclisse di Mussolini e la sua uscita di scena... Tra i documenti qui editi, i più interessanti riguardano senza dubbio lo scambio epistolare fra Hitler e Mussolini...»
2021br. «Abbiamo cercato di considerare Hitler un condensato, o se si preferisce come il catalizzatore di forze che si sprigionano dalla vertiginosa mutazione di quei sistemi economici, sociali e cognitivi che costituiscono l'Europa - in particolare l'Europa di mezzo - tra la fine dell'Ottocento e la Grande Guerra e che hanno trasformato il continente, le sue modalità di 'gestire' le masse umane, di nutrirle, guidarle, controllarle e di pensare la dimensione politica. Ciò che si delinea è quindi la storia di un uomo, di un destino, ma anche, per suo tramite, di un oggetto che abbracciò l'Europa e che si autodenominò 'Terzo Reich'. Nel destino di quest'uomo si mescolano infatti militantismo frenetico, speranza imperiale, conquista dell'Europa, guerra ripugnante, inaudito genocidio.»
2021br. La dittatura nazionalsocialista ha rappresentato la pagina più buia della storia dell'Occidente; ha indicato che non esistono limiti all'efferatezza cui può giungere l'essere umano. Gli studiosi oggi delineano con sempre maggiore chiarezza il percorso storico-ideologico del nazionalsocialismo, portano nuova documentazione per comprendere se il genocidio degli ebrei e dei non ariani fosse insito fin dall'inizio nel pensiero hitleriano oppure avesse rappresentato una "soluzione" funzionale nel corso della guerra; ma ogni analisi storiografica non può alleviare le responsabilità singole o collettive di queste atrocità, così come non può far rimarginare le ferite che il regime hitleriano ha inferto alla dignità dell'uomo, al diritto alla vita e alla sua integrità fisica e spirituale, che rimarranno per sempre aperte.
2021br. In questo secondo volume l'indagine si sposta intorno allo sterminio di massa perpetrato da Hitler e dai tedeschi nazisti. L'autore ricostruisce minuziosamente la storia di una popolazione straziata in modo atroce, nell'Europa occupata dai tedeschi: dalla Norvegia ai Balcani, quindi alla Francia e all'Italia. Se nel primo volume si erano indagate le motivazioni che spinsero alla soluzione finale, ora Mario Ragionieri racconta quali fossero i mezzi e le forze dispiegate per metterla in atto e quali le conseguenze di tale estrema azione sono adesso spiegate fin nei dettagli più macabri. Con questi due volumi Mario Ragionieri torna su una delle ferite più dolorose della storia dell'umanità, svelandone i risvolti più insensati e crudeli, riportando alla luce fonti documentate che attestano ciò che non avreste mai voluto sapere di quel periodo da dimenticare.
2021br. Quando Hitler si apprestava a cancellare dalla faccia della terra un intero popolo le sue tesi e i suoi propositi furono ascoltati e accolti da un'eterogenea massa di persone: operai e imprenditori, cattolici e atei, uomini e donne. Quali furono le motivazioni addotte per giustificare la soluzione finale sono da ritrovare nel suo personale manifesto d'intenzioni, che attinge da secoli di odio e false credenze. In questo primo volume Mario Ragionieri ripercorre le tesi professate da Hitler e indaga gli effetti che quelle parole d'odio hanno avuto sulla popolazione in Germania, in Austria, in Polonia e in Unione Sovietica. Ha inizio così lo sterminio di massa. Mario Ragionieri torna su una delle ferite più dolorose della storia dell'umanità, svelandone i risvolti più insensati e crudeli, riportando alla luce fonti documentate che attestano ciò che non avreste mai voluto sapere di quel periodo da dimenticare.
2022ill., br. La vita amorosa di Adolf Hitler rappresenta ancora oggi un mistero, e soltanto Eugen Dollmann poteva proporsi di raccontare la verità, sfatando leggende e miti. Dalla tragica passione per Geli Raubal, alle nozze con Eva Braun prima del suicidio, il Führer appare qui, per la prima volta come un essere umano. Innamorato, romantico, fedele alle regole della cortesia viennese, Hitler nascose a tutti, gelosamente, quelle che considerava le sue «debolezze». Soltanto una volta, durante il viaggio in Italia, non seppe resistere e si fece raggiungere dalla sua compagna. Scomparve da Firenze e la scorta lo ritrovò in un alberghetto la mattina seguente, alle tre, e lo sorprese nell'atto di chiudersi dolcemente alle spalle la porta dell'alcova. Mentre gli agenti lo salutavano, Hitler bevve una limonata e torno ad essere il personaggio ufficiale che il mondo conosceva.
2019br. August Kubizek descrive in che modo si formarono il carattere feroce, l'impareggiabile forza di volontà e l'implacabile sistematicità mentale del più ingombrante e scomodo personaggio del secolo scorso. Durante l'adolescenza Hitler è un personaggio alla deriva: ha fallito a scuola, è disoccupato, respinto dall'Accademia d'Arte di Vienna, vive miseramente dipingendo cartoline. Ma dietro quest'apparente inettitudine, Kubizek ci mostra il carattere di un uomo che, da questi inizi, grazie ad una personalità magnetica, diverrà il conquistatore più potente e terribile della storia moderna, riuscendo a mobilitare i peggiori istinti di rivalsa del popolo tedesco.
2022br. Già dagli anni Venti Hitler ebbe un'idea precisa dei propri orizzonti politici, da lui stesso definiti come la propria concezione del mondo, la sua Weltanschauung. Delineata nel Mein Kampf, la concezione del mondo del Führer servì a edificare e a esercitare il suo progetto di dominio assoluto. Un programma di violenza e di distruzione disumano, ma innegabilmente nitido ed unitario. In questo libro l'autore tratteggia un quadro completo non solo della Weltanschauung di Hitler, ma anche dell'uomo e della sua opera.
2020ill. Il 3 maggio 1938 Hitler con il suo numeroso seguito arrivava in Italia in visita di Stato. In sette giorni il Führer avrebbe visitato Roma, Napoli e Firenze. Nel dispiegare grandi apparati cerimoniali preparati con cura, il regime fascista volle accoglierlo proponendogli tre «quinte di scenario»: il glorioso passato della nazione che aveva in Roma le radici del suo destino; il mare che essa aveva solcato e dominato e che sarebbe stato ancora suo; l'arte e la cultura che avevano affascinato schiere di viaggiatori venuti da Oltralpe. La visita di Hitler, che seguiva quella fatta pochi mesi prima da Mussolini in Germania, si inseriva in un quadro di politica internazionale quanto mai complesso e il duce, nonostante i discorsi ufficiali, esitava ancora dinanzi alla prospettiva di un'alleanza col Reich. Di lì a poco però, con il «Manifesto della razza», il regime imboccò una strada irreversibile e fatale.
2019ill., br. Nel 1933 Adotf HitLer divenne cancelliere della Germania. Poco dopo, tutti i partiti politici e la libertà di stampa erano solo un ricordo, e il dominio di Hitler sembrava completo. Eppure, nel giro di pochi anni, un improbabile gruppo di cospiratori - insegnanti, politici, teologi, persino un falegname - avrebbe tentato, per molte vie e ripetutamente, di porre fine al regno genocida del Führer. "Uccidere Hitler" restituisce, con il ritmo serrato di un thriller, il drammatico resoconto dei tentativi ingegnosi, nobili, e fallimentari, messi in atto da pochi uomini e donne coraggiosi che si impegnarono in prima persona per provare a cambiare il corso della storia, e getta una luce brillante e di speranza, persino redentiva, sui giorni più bui che l'umanità abbia attraversato.
2019ill., br. Considerata una pietra miliare degli studi su Adolf Hitler e sul Terzo Reich, quest'opera monumentale, pubblicata per la prima volta in due volumi tra il 1998 e il 2000, è il racconto spaventoso e affascinante di come un misero provinciale venuto da un angolo remoto dell'Austria asburgica sia riuscito a conquistare un potere senza precedenti; di come le idee improbabili e spregevoli di un ex studente d'arte perdigiorno siano riuscite a saldarsi in un'ideologia che per dodici anni segnò il destino di milioni di persone; e di come la folle determinazione a imporre militarmente la sua volontà e a respingere i suoi molti nemici abbia scatenato una catastrofe genocida. In queste pagine Ian Kershaw ricostruisce la parabola dell'uomo che trascinò il mondo ben oltre l'orlo del baratro e lo fa con rigore appassionato e indiscussa autorità.
2018ill., br.