1948réf. 128839Couverture souple. Broché. 280 pages. Papier bruni. Rousseurs.
réf. G21443, Moscou, Ed.en langues étrangères 1960, 880pp., couv.en lin, bel état
Moscou, Ed.en langues étrangères 1960, 880pp., couv.en lin, bel état
1924réf. 82296Couverture souple. Broché. 512 pages. Couverture défraîchie. Manque au dos. Papier bruni.
2004br. Ponendo a confronto l'autonomismo socialista post-1956 con la riflessione revisionista dei laburisti britannici negli stessi anni, l'autrice propone una lettura del "riformismo di struttura" dei socialisti italiani che ne ridimensiona la presunta anomalia e ne sottolinea le analogie con il socialismo "tecnocratico" contemporaneamente riscoperto da altri partiti socialisti europei. Il volume ricostruisce, da un lato, la crisi del socialismo cosiddetto "della redistribuzione" e il revival della programmazione nel laburismo e, dall'altro, fornisce un'analisi comparata dell'esperienza italiana di centro-sinistra nella sua fase più strategica (1963-68) con i governi Wilson degli anni Sessanta.
2010br. Tre grandi intellettuali del nostro tempo discutono la crisi di identità della sinistra. Perché è così difficile proporre oggi politiche di emancipazione? Quali temi sono stati tralasciati dal dibattito? È possibile un soggetto politico di sinistra quando proliferano esigenze di frammentazione e di chiusura nelle proprie identità? L'urgenza di questi quesiti è data dal tracollo delle utopie di emancipazione e dalla pervasività del sistema economico e dell'immaginario capitalista che oggi, dopo quest'ultima grande crisi, si riafferma a livello planetario. Le possibili risposte sono molteplici e ricche di spunti: Butler - la maggiore teorica femminista americana - a partire dalla fluidità dell'identità sessuale, propone un soggetto come essere vulnerabile, stretto fra senso del limite e desiderio che muove l'azione; Laclau riprende il concetto gramsciano di egemonia, per uscire dalle strette del veteromarxismo e del decostruzionismo postmoderno; Zizek, uno dei più originali e provocatori pensatori di oggi, scompagina, anche a costo del politicamente scorretto, la paralisi della sinistra e rinnova il linguaggio politico con l'innesto di categorie psicoanalitiche.
2011ill., br. Contrariamente a quanto credeva Marx, non furono le classi a produrre lo stato, bensì quest'ultimo a determinarne la nascita. E la ragion di stato si incarnava nel partito unico e nell'assurdo di una (presunta) eguaglianza conquistabile in assenza di libertà, con la dittatura del (sul) proletariato. Così, l'etnocentrismo occidentale ha avuto mano libera nell'imporre su basi globali il proprio modello, ponendo le basi per un immorale e apocalittico sistema mercatista-consumista. Da qui, la rivincita liberista che si è imposta dopo che il crollo del socialismo autoritario aveva trascinato con sè anche l'incolpevole socialismo libertario. Stefano d'Errico lavora da tempo alla riattualizzazione del pensiero di Camillo Berneri, filosofo e anarchico italiano che sosteneva la necessità di un percorso politico a guida etica, in grado di valorizzare l'associazionismo, il comunalismo e un federalismo non autoreferenziale. L'autore dunque grida con forza al ritorno del socialismo libertario, moralmente intransigente, eppur aperto alla sperimentazione. L'anarchismo deve riscoprire una capacità gradualista atta alle battaglie di opinione, finalizzata anche alle necessarie alleanze in contrasto ad ogni totalitarismo.
2018br. «Letterato per i politici, ideologo per i letterati», com'ebbe a definirsi, Franco Fortini in questo libro pubblicato per la prima volta nel 1957 è già il saggista eclettico e rigoroso e il critico affilatissimo destinato a influenzare più di una generazione e a lasciare un'impronta indelebile nella seconda metà del Novecento. La generazione del '68 incontrò in "Dieci inverni" alcuni dei suoi temi privilegiati, come il rifiuto dello stalinismo (ma anche del progressismo), la denuncia dei ritardi della cultura della sinistra ortodossa, l'analisi della nascente industria culturale e della funzione della critica in essa; ma è l'ostinata determinazione a non disgiungere la dimensione etica da quella politica che segna ogni pagina del libro - «uno dei tanti che almeno dall'età giacobina hanno in Europa chiamato a resistenza e rigore (o si dica alle virtù civili)» - a definire la cifra distintiva e più durevole dell'intera opera fortiniana. Con un saggio di Matteo Marchesini.
2008Il più acuto tra i positivisti italiani, lo ha definito Norberto Bobbio. Ma Francesco Saverio Merlino è stato anche il più acuto tra i socialisti italiani, tra Ottocento e Novecento, anticipatore delle critiche di Bernstein all'ortodossia marxista e iniziatore di una linea di pensiero socialista liberale (o, meglio, libertaria). Il pensiero di Merlino rappresenta una felice sintesi di esigenze di giustizia sociale e di intensi princìpi di libertà sul piano normativo, e di positivismo sociologizzante e di criticismo neokantiano sul piano epistemologico. Egli, per certi versi filosoficamente più accorto e sistematico di figure come Gobetti e Rosselli, raramente è stato ricordato e associato a quei nomi che pure gli devono molto, che lo lessero, lo apprezzarono e in parte ne recepirono le idee. In carcere scrive la sua opera maggiore "Pro e contro il socialismo" (1897) - che qui si ripresenta dopo un'assenza di più di cento anni - nella quale espone una proposta di socialismo svincolato dal materialismo storico e vicina invece alle tesi della scuola economica austriaca (von Mises). È il suo un tentativo di coniugare mercato e proprietà sociale. Nel 1898 appare a Parigi un'opera che riassume e ripropone gli assi principali del suo pensiero, 'Formes etessence du socialisme', con prefazione di Georges Sorel. Autori: Francesco Saverio Merlino. Curatori: M. La Torre.
2018«Letterato per i politici, ideologo per i letterati», com'ebbe a definirsi, Franco Fortini in questo libro pubblicato per la prima volta nel 1957 è già il saggista eclettico e rigoroso e il critico affilatissimo destinato a influenzare più di una generazione e a lasciare un'impronta indelebile nella seconda metà del Novecento. La generazione del '68 incontrò in "Dieci inverni" alcuni dei suoi temi privilegiati, come il rifiuto dello stalinismo (ma anche del progressismo), la denuncia dei ritardi della cultura della sinistra ortodossa, l'analisi della nascente industria culturale e della funzione della critica in essa; ma è l'ostinata determinazione a non disgiungere la dimensione etica da quella politica che segna ogni pagina del libro - «uno dei tanti che almeno dall'età giacobina hanno in Europa chiamato a resistenza e rigore (o si dica alle virtù civili)» - a definire la cifra distintiva e più durevole dell'intera opera fortiniana. Con un saggio di Matteo Marchesini. Autori: Franco Fortini. Curatori: Sabatino Peluso. Prefazione: Matteo Marchesini.
2015br. "Voi credete di perdermi, ma io vi dico che vi illudete. Voi non mi perderete: dodici anni della mia vita di partito sono o dovrebbero essere una sufficiente garanzia della mia fede socialista. Il socialismo è qualche cosa che si radica nel sangue": con queste parole Mussolini teneva il suo ultimo discorso nella tumultuosa assemblea della sezione socialista milanese che l'avrebbe espulso dal Partito il giorno stesso, il 24 novembre 1914. Con una sorta di profezia retrospettiva molti biografi di Mussolini hanno interpretato la militanza del socialista rivoluzionario come la matrice del futuro duce fascista, e hanno visto nell'ideologia interventista mussoliniana l'espressione già elaborata e definitiva dell'ideologia totalitaria fascista. In contrasto con questo antistorico metodo storiografico, i curatori e gli autori di questo volume propongono un'approfondita, e per molti versi originale, analisi dell'esperienza socialista di Mussolini nei suoi aspetti più significativi, dall'esordio svizzero nel 1902 all'entrata dell'Italia nella Grande Guerra, situandola nel suo contesto, come capitolo importante nella storia del socialismo e dell'Italia contemporanea.
2021br. La storia del partito dei radicali comincia nella metà degli anni Cinquanta dalla confluenza di tre elementi: la sinistra liberale del «Mondo» - la famosa rivista di Mario Pannunzio -, i liberalsocialisti e azionisti di Ernesto Rossi e, terza componente, i giovani dell'organizzazione, l'UGI, degli universitari laici repubblicani e di sinistra con Marco Pannella come leader più in vista. In origine, quindi, il partito in-tende porsi come forza progressista, laica nel senso di libera da ideologie: è l'esigenza della «terza forza», sottovalutata e sottorappresentata all'ombra dei mastodontici partiti tradizionali di massa. Ma se ci riferiamo ai radicali come a quel composto inconfondibile di idee, presenza e stile, la svolta, ovvero l'atto di nascita più autentico si ha negli anni Sessanta quando, al posto delle vecchie logiche da cui ci si separa, si afferma l'intuizione di quella che viene presto intesa come l'Alternativa radicale. È questa, prima di un obiettivo politico da realizzare, un modo d'essere. È stata probabilmente la vitalità di questa Alternativa radicale a consentire una coesistenza sor-prendente: tra un successo elettorale limitato e il grande successo di opinione, tra la poca influenza di potere e alcuni risultati di portata storica. Il libro di Gianfranco Spadaccia è la prima storia completa del Partito Radicale. Con enorme ricchezza di documentazione e testimonianze, ricostruisce e interpreta la presenza dell'Alternativa radicale nella vita italiana. Descritta appunto quale presenza nello scenario della vita politica e civile, piuttosto che come una formazione di partito, del Paese. È un resoconto in prima persona, faccia a faccia, poiché Spadaccia è stato tra i fondatori, e protagonista di tutte le vicende accadute. Quindi, rappresenta non soltanto quello che succedeva nella lotta politica, ma an-che l'intensità delle passioni che l'hanno sempre accompagnata. E ricordando la drammatica e movimentata vicenda radicale, in un tempo in cui il suo soggetto principale Marco Pannella non c'è più, Gianfranco Spadaccia vuole anche preservare un patrimonio che resta prezioso per opporsi a una politica fondata solo sul potere o peggio sull'intolleranza e sull'odio.
2012br. Prima ancora che economica, la crisi che stiamo attraversando è politica. Proprio per questo, se vogliamo uscirne, siamo chiamati a pensare e ripensare la politica in modo totalmente libero. Attraverso una serie di autorevoli saggi, questo libro intende delineare un profilo, per certi aspetti anche nuovo, della Sinistra e del Partito Democratico: non solo specificandone la polarizzazione ideologica lungo l'asse Destra-Sinistra, ma anche e soprattutto sforzandosi di riorientarne le politiche economiche e sociali, spesso troppo simili, stanti i vincoli internazionali, a quelle dei principali avversari. Nella convinzione che, più che sui problemi legati alla leadership, l'accento debba essere posto sulle idee.
in-12, XXIII-162 pages, broché. Pli au 1er plat sinon très bon exemplaire. [BL-10]
Fotografia epoca originale che riproduce l'Onorevole Brodolini durante la sua relazione al 36° Congresso Socoalista a Roma, 10-14 novembre 1965. La ripresa è stata eseguita dall'agenzia fotografica ,Ansa. Sul verso vi è il timbro ad inchiostro della stessa. ,La stampa sul recto a sinistra riporta stampato fotograficamente ,il ,cartiglio didascalico dell'immagine.
Fotografia epoca originale che riproduce gli Onorevoli Brodolini e Nenni a Palazzo Madama per la riunione dei partiti di Maggioranza. La ripresa è stata eseguita dall'agenzia fotografica ,Associated Press. La stampa sul recto a destra riporta stampato fotograficamente ,il ,cartiglio didascalico dell'immagine. Databile intorno al 1966.
G. Stalin - Questioni del Leninismo - ed. 1946 Testo in lingua italiana, Pag. 663 Copertina rigida Condizioni molto buone
1983DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Informazioni bibliografiche Titolo: Sindacato e classe operaia nell'età della 2 internazionale Collana: Biblioteca dell'Istituto socialista di studi storici Autori: AA.VV. (Autori Vari) Collaboratore: Maurizio Antonioli Editore: Firenze: Sansoni, 1983 Lunghezza: 482 pagine; 23 cm Soggetti: Novecento, Cicli Conflittuali, Fiom, Francia, Spd, Riformismo, Germania, Lavoratori, Stati Uniti, Industrializzazione, Perrot, Lotte Sindacali, 900, Socialismo, Spini, Castronovo, Conflitto Sociale, Psi, Partito Socialista, Marxismo, Sindacalismo, Saggi, Politica, Riosa, Berta, Studi comparati, Austria, Germania, Italia, Welfare, Socialdemocrazie, Riformismo, Rivoluzione bolscevica, Comunismo, Russia, Scioperi, Prima guerra mondiale, Biennio rosso, Anni venti, Anni trenta, Studi storici
1945TITOLO: VIVA LA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE! (DISCORSI PRONUNCIATI A ROMA IL 12 NOVEMBRE 1944) DESCRIZIONE: Edizione dell'Avanti e dell'Unità 1945?, br. ed. ill. col., pp. 32 in 16°. CONDIZIONI: Ottime tracce di fox. PESO / WEIGHT: 20 gr. without package
1992Cofanetto (15x22 cm) in cartonato rigido illustrato, contenente un fascicolo di presentazione , e quattro cartelline con le riproduzioni delle tessere dl Partito Socialista Italiano a partire dal 1905 fino al 1992 , divise per periodo storico : Dalle origini al Fascismo. Le tessere dell'Esilio. Il Frontismo / Il Centro Sinistra. Il Rinnovamento Socialista. Ottime condizioni.
1963réf. 122044Köln, Kiepenheuer & Witsch, (1963). 679 S. Lwd. M. Rsign. St. a. Tit.
1884réf. 220327Wustrau, 1884-86. Bibl.-Einbd. Rücken teils angerissen. Teils angeschmutzt.
réf. 617507(Jena, o.J.). 4°. 11 Fotokopien. OKldr.
1947réf. 811429Berlin, Vlg. d. Sowjet. Militärverw. in Deutschland, 1947. 200 S. Bibl.-Einbd.