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1945250 p.; 18 cm. Brossura editoriale figurata. Carta da periodo bellico, un po' ingiallita, ma buona copia
2010DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. "Se Vincenzo De Michele si è cimentato sul decennio decisivo della nostra storia repubblicana - 1943-1954 -, la motivazione va ricercata, ritengo, in un bisogno interiore di ripensamento, di ritorno ai momenti fondativi della nostra democrazia, di recupero, alla memoria e all'azione, di una stagione di grande respiro e slancio intellettuale, morale e politico, quale fu quella dell'immediato dopoguerra". (Dalla prefazione di Gerardo Bianco) Informazioni bibliografiche Titolo: Il secondo Risorgimento: una meditazione sul decennio della ricostruzione, 1943-1954 Collana: Lettere italiane. Sezione di saggistica Autore: Vincenzo De Michele Editore: Napoli: Alfredo Guida, 2010 ISBN: 8860427312, 9788860427311 Lunghezza: 191 pagine, 22 cm Soggetti: Storia d'italia, Resistenza, Fascismo, Seconda Guerra Mondiale, Repubblica, Costituzione, Assemblea Costituente, Politica, Ventennio, Democrazia, Dopoguerra, Comunismo, Welfare, Alcide De Gasperi, Elezioni, Referendum, Don Luigi Sturzo, DC, Concordato, Legge truffa, Centrismo, Alleanza Atlantica, PCI, USA, Unione Sovietica, Borghesia, Cremlino, Giuseppe Dossetti, Nenni, De Nicola, America, Guerra Fredda, Varsavia, Pace, Luigi Einaudi, Intellettuali, Badoglio, Parri, Palmiro Togliatti, Taviani, Valiani, Bibliografia, Storia culturale e sociale, Novecento, Piano Marshall
2011GUIDA 2010 191 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. "Se Vincenzo De Michele si è cimentato sul decennio decisivo della nostra storia repubblicana - 1943-1954 -, la motivazione va ricercata, ritengo, in un bisogno interiore di ripensamento, di ritorno ai momenti fondativi della nostra democrazia, di recupero, alla memoria e all'azione, di una stagione di grande respiro e slancio intellettuale, morale e politico, quale fu quella dell'immediato dopoguerra". (Dalla prefazione di Gerardo Bianco)
1998Mm 140x225 Volume cartonato rigido di 319 pagine, sovraccoperta editoriale. Copia molto buona. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1999Mm 120x205 Brossura editoriale di pagine 262, un piccolo numero a penna alla prima carta . Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1969(Codice VO/0379) In 8° XXVIII-540 pp. Prima edizione. Prefazione di Ernesto Ragionieri. Cronologia, bibliografia e indice dei nomi. Una carta ripiegata. Tela editoriale (volume ottimo), sovraccoperta in buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Roma, 20 marzo 1955 (In prima pag. : 'Mosca ordina al PCI l'operazione anti-UEO')
2011br. Dal XX congresso del 1991, in cui fu decretata la morte del Partito comunista italiano, sono passati diciotto anni. Fu una morte deliberata, accelerata dalla volontà di un "nuovo inizio". Quel nuovo inizio non c'è stato. Al suo posto si è verificata la perdita di un patrimonio politico, organizzativo e teorico fra i più complessi e strutturati del panorama mondiale. Il Pci, dalla sua fondazione nel 1921 alla lotta partigiana, dalla svolta di Salerno del 1944 alla destalinizzazione del 1956, dal lungo Sessantotto al compromesso storico e all'occasione - mancata per sempre - dell'alternanza democratica, ha attraversato e segnato quasi un secolo di storia italiana. Un cammino che Lucio Magri ripercorre senza mai perdere di vista gli ineludibili, spesso fatali, nessi con gli eventi della scena politica internazionale. Negli anni sessanta il partito aveva raggiunto la propria maturità, era in piena ascesa ed era impegnato nell'ambizioso progetto della "via italiana al socialismo". E negli anni ottanta - nonostante inerzie e ritardi - le potenzialità riformatrici, l'influenza e il seguito di questa grande forza progressista erano ancora enormi. Perché allora nel congresso del 1991 prevalse quella decisione? Perché fu imposta una perdita tanto precipitosa quanto assoluta?
1957(Codice EC/3014) In 16º 152 pp. Brossura editoriale. Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1954(Codice EC/0957) In 8° 99 pp. Prima e unica edizione italiana. Il "giusto salario" nella dottrina cattolica. Con alcune tabelle economiche. L'autore era un eminente porporato spagnolo. Brossura editoriale. Ottimo volume. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1961(Codice EC/2652) In 8º (22,5 cm) 243 pp. Prima edizione italiana. Introduzione di Antonio Pesenti. Con varie tavole fuori testo ripiegate. Indice de nomi e analitico. Cartone editoriale, ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
8vo, leg ed , pp.243,
1970trad. di Maretta Campi, Laura Geronazzo n. 41-42 bross. edit. con titoli
197220 cm, rilegatura editoriale in cartonato illustrata da Silvio Coppola, p.723. Traduzione dal francese di Riccardo Mainardi.
1971OTTIME CONDIZIONI
2010Il terrorismo rosso ha avuto in Italia profonde radici culturali e ideologiche. Questa è stata una delle cause principali della sua longevità e della sua imponenza. Il mito della rivoluzione assoluta ha abbagliato uomini e donne di ogni età e condizione sociale. Dopo aver dedicato un ampio volume al fenomeno brigatista, l'autore rivolge la sua attenzione a quella cultura "contigua" che fornì, a volte in maniera inconsapevole, un ampio incoraggiamento ideologico alla violenza politica. Il protagonista di queste pagine è il rivoluzionario-benestante: colui il quale, pur vivendo di agi e di privilegi, odia e disprezza la società su cui ha fondato il proprio benessere materiale. È colui che giustifica moralmente la violenza come mezzo di lotta politica senza correre rischi in prima persona. È colui che inneggia alla rivoluzione senza praticarla. Il rivoluzionario-benestante incita, ma resta a guardare. Attraverso i classici dell'individualismo metodologico, l'autore si propone di ricostruire l'universo mentale e la condotta di un tipo antropologico che ha profondamente segnato la storia dell'Italia repubblicana. Autori: Alessandro Orsini.
2010br. Il terrorismo rosso ha avuto in Italia profonde radici culturali e ideologiche. Questa è stata una delle cause principali della sua longevità e della sua imponenza. Il mito della rivoluzione assoluta ha abbagliato uomini e donne di ogni età e condizione sociale. Dopo aver dedicato un ampio volume al fenomeno brigatista, l'autore rivolge la sua attenzione a quella cultura "contigua" che fornì, a volte in maniera inconsapevole, un ampio incoraggiamento ideologico alla violenza politica. Il protagonista di queste pagine è il rivoluzionario-benestante: colui il quale, pur vivendo di agi e di privilegi, odia e disprezza la società su cui ha fondato il proprio benessere materiale. È colui che giustifica moralmente la violenza come mezzo di lotta politica senza correre rischi in prima persona. È colui che inneggia alla rivoluzione senza praticarla. Il rivoluzionario-benestante incita, ma resta a guardare. Attraverso i classici dell'individualismo metodologico, l'autore si propone di ricostruire l'universo mentale e la condotta di un tipo antropologico che ha profondamente segnato la storia dell'Italia repubblicana.
1995In-8 (cm. 21.10), brossura illustrata, con alette, pp. IX, (3), 237, (7), con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Tracce di polvere ai piatti; peraltro, volume in buono stato (good copy).
1949Torino, Einaudi, 1949, 8vo brossura originale, pp. XIV-235 (Prima edizione). Con sottolineature al testo.
1966(Collana : Problemi del giorno - Documenti) Prefazione di L. Ciofi degli Atti.
1978Roma, Editori Riuniti, 1978, 16mo brossura, pp. 205, alcune sottolineature a matita nel testo e a margine (Interventi, 1).
195720 cm, brossura editoriale; pp. 28, 3 righe sottolineate a pastello rosso
2014Prefazione di Aldo Tortorella p. 115 7 copie
1972Verona, Bertani, 1972, 16mo brossura editoriale con copertina illustrata a colori, pp. 495.
1972495 pagine; 16,5 cm. Brossura editoriale. Firma di appartenenza