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1980CONSIDERAZIONI DALL'ISOLAMENTO SUL PASSATO E SUL FUTURO RACCOLTE DA MANFRED WILKE CON UN ARTICOLO DI LUCIO LOMBARDO RADICE EINAUDI 1980 150 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIMO, PROBABILMENTE MAI SFOGLIATO.
1961A CURA DI MARIA OLSOUFIEVA TRADUZIONI DI MARIA OLSOUFIEVA E LIA WAINSTEIN FELTRINELLI 1961 XX-413 PP. E 12 TAVOLE FUORI TESTO. SOVRACCOPERTA STANCA CON STRAPPI E LIEVI MANCANZE MARGINALI, COME DA FOTO, SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO INTERNI IN OTTIMO ED ECCELLENTE STATO
réf. UUI-8816Brochure de format in-8, sans date, 47 pp. Un peu jaunie et écornée, usure d’usage, bon état général. Peu courante. Poids 50 g. Frais d'envoi 1,90 euro sur la France, 2,40 euros UE et Suisse, 2,60 euros pour le reste du monde (tarifs de base hors envois suivis). Twitter : @Pontneuf06.
1966OTTIME CONDIZIONI. Informazioni bibliografiche Titolo: Comunismo domani Autore: Mario Pinzauti Introduzione di: Giacomo Mancini Editore: Milano: Azione Comune, 1966 Lunghezza: 175 pagine; 21 cm. Soggetti: Comunismo, Politica, Krusciov, Chruscev, Kruscev, Morte di Stalin, Stalinismo, PCI, PCUS, URSS, Unione sovietica, Internazionale, Partito comunista, Togliatti, Lenin, Tesi di aprile, Manifesto, Marxismo, Marx, Engels, rivolta di Kronstadt, Immobilismo, Progresso, Socialismo, Ideologie politiche, Partiti, Dopoguerra, Guerra Fredda, Sindacalismo, Mikoyan, Economia, Attendismo, Democrazia, Anni cinquanta, sessanta, Novecento, Lavoratori Operai, Problemi politici, Dittatura del proletariato, Amendola, Lotta di classe, Intrighi, Potere, Cina, Totalitarismo, Riflessioni, Saggi, Mao Tse-Tung, ONU, Politica italiana, Gramsci, Libri Vintage, Communism, Politics, Khrushchev, Death of Stalin, USSR, Soviet Union, International, Communist Party, April Thesis, Marxism, Kronstadt Revolt, Immobility, Progress, Socialism, Political Ideologies, Parties, Postwar, Cold War, Trade Unionism, Economics, Attendism, Democracy, Fifties, Sixties, Twentieth Century, Workers, Dictatorship of the Proletariat, Amendola, Class Struggle, Intrigues, Power, China, Totalitarianism, Reflections, Essays, UN, Politics Italian, Vintage Books
1971TRADUZIONE E NOTE A CURA DI MARIO MAFFI MONDADORI 1971 36 FIGURE B/N FUORI TESTO, 155 PP. SEGNI DEL TEMPO, BRUNITURE A TAGLI, PER IL RESTO OTTIMO. ANCORA PRESENTE LA FASCETTA EDITORIALE, COME DA FOTO.
1934DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. RILEGATURA COEVA. Descrizione bibliografica Titolo: La verità sulla Russia Titolo originale: Le paradis infernal Autore: Victor Boret Traduzione di: Leopoldo Passeri Prefazione di: Édouard Herriot Editore: Brescia: Giulio Vannini, 1934 Lunghezza: 351 pagine; 21 cm Soggetti: Comunismo, Unione Sovietica, Russia, Sec. XIX-XX, Saggi, Prigionieri italiani nei campi di Stalin, Gulag, Stalinismo, Repressione, Crimini, Rivoluzione bolscevica, Lenin, Révolution russe, Collettivismo, Kulaki, Contadini, Ideologie, Storia, Novecento, Piani quinquennali, Economia, L'immagine della Russia sovietica, Dneprostroj, Agricoltura, Industrializzazione, America, Francia, Condizioni socioeconomiche, Libri rari, Vintage, Bolscevismo, Ottobre, URSS, Comintern, Collettivizzazione, Soviet, Bucharin, Marxismo, Trockij, Trotzkismo, Socialismo, Dreiser, Nizan, Operai, Classi, Coscienza, Dirigenti, Regime, Internazionale, Politici francesi, Ministro, Relazioni internazionali, Politiche sociali, Rurali, Agricole, Inflazione, Reportage, Anni Trenta, Salari, Indagini, Viaggi, Propaganda, Ateismo, Clemenceau, Capitalismo di Stato, Udarniks, GPU, Spionaggio, Zarismo, Terra, Proprietà privata, Campagna, Kulaks, Trasferimenti, Sfruttamento, Sovchoz, Kolchoz, Scienza, Dogmatica, Società, Soviets, Costumi, Alcoolismo, Divorzio, Aborto, Prostituzione, Libertinaggio, Alimentazione, Determinismo, Karl Marx, Communism, Soviet Union, Russia, 19th-20th Centuries, Essays, Italian Prisoners in the Stalin Camps, Gulag, Stalinism, Repression, Crimes, Bolshevik Revolution, Collectivism, Kulaks, Peasants, Ideologies, History, Twentieth Century, Five Year Plans, Economics, The image of Soviet Russia, Agriculture, Industrialization, America, France, Socioeconomic conditions, Rare books, Vintage, Bolshevism, October, USSR, Comintern, Collectivization, Soviet, Bukharin, Marxism, Trotsky, Trotskyism, Socialism, Workers, Classes, Conscience, Executives, Scheme, International, French Politicians, Minister, International Relations, Social Policies, Rural, Agriculture, Inflation, Reportage, Thirties, Salaries, Travel, Propaganda, Atheism, State Capitalism, Espionage, Zarism, Earth, Property Private, Campaign, Transfers, Exploitation, Science, Dogmatic, Society, Soviets, Costumes, Alcoholism, Divorce, Abortion, Prostitution, Libertinism, Food, Determinism Parole e frasi comuni 127 millions agraire agricole agronomes besoins bolchevique Boukharine bourgeois chiffres citoyens civilisation collective collectivisation collectiviste communiste consommation cultiver culture dictature dirigeants doctrine économique exploitations formule Gouvernement Guépéou guerre Henry Rollin hommes individuelle industrielle Instituts Karl Marx khozes Kolkhozes Koulaks agriculture Artel l'économie soviétique l'Etat exploitation industrie Lénine liberté machines main-d'œuvre marxiste masse paysanne masses russes matériel méthodes monde Moscou nation officiels Oudarniks capitalistes paysan russe paysannerie pensée Pétrograd plan quinquennal politique population principes problème propagande propriété raison réforme régime bolchevick régime soviétique résultats Révolution française Révolution révolutionnaire roubles Russie des Soviets science servage seul situation socialiste Sovkhozes Staline Stolypine superficie surplus système techniciens technique terre russe terriens tracteurs travail travailleurs Tsar tsarisme usines véritable Victor Boret villes
1970MONDADORI 1970 447 PP. SEGNI DEL TEMPO ALLA SOVRACCOPERTA, TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, PER IL RESTO OTTIMO
1968DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO; MACCHIETTE/FIORITURE SPARSE. L'autore, vissuto a Mosca per molti anni come corrispondente del "Corriere della Sera", non ci da con "Mosca sotto pelle" un libro polemico, ma una intelligente, sapida descrizione dei fatti, sempre più eloquenti dei discorsi. La sua testimonianza è superiore ad ogni discussione: non giudica teorie o ideologie, descrive quello che ha visto, cioè episodi concreti, precisi, definiti nel tempo e nello spazio. Si aggiunga che l'autore non nasconde il suo amore per la Russia e la sua gente, ma proprio per questo amore "si accresce la nostra indignazione per l'oppressione che al popolo russo è stata inflitta da un pugno di ideologi piccolo-borghesi, carichi di odio e di illimitata perfidia". Descrizione bibliografica Titolo: Mosca sotto pelle Autore: Vero Roberti Prefazione di: Panfilo Gentile Editore: Roma: Giovanni Volpe, 1968 Lunghezza: 292 pagine; 22 cm Soggetti: Reportage, Giornalismo, Corrispondenti dall'estero, Storia della Russia, 1953-1991, Unione sovietica, Società, Rivoluzione bolscevica, Comunismo, Partito comunista, PCI, PCUS, Internazionale, XX Congresso, Stalin, Chruscev, Khrusciov, Stalinismo, Totalitarismo, Vita quotidiana, Usi, Costumi, Repressione, TASS, URSS, Gulag, Matrimoni, Cucina, Cremlino, Politica, Viaggio, Centralizzazione, Burocrazia, Potere, Classe dirigente, Letteratura, Testimonianze, Dossier, Mosca, San Pietroburgo, Socialismo, Storia contemporanea, Biografie, Libri vintage, Reportage, Journalism, Correspondents from abroad, History of Russia, Soviet Union, Society, Bolshevik Revolution, Communism, Communist Party, International, XX Congress, Khrushchev, Stalinism, Totalitarianism, Life Daily, Uses, Costumes, Repression, Weddings, Kitchen, Kremlin, Politics, Travel, Centralization, Bureaucracy, Power, Leading class, Literature, Testimonies, Dossier, Moscow, St. Petersburg, Socialism, Contemporary History, Biographies, Vintage books, Political Ideologies, Ideologie politiche, Novecento
1965IL SAGGIATORE 1965 1247 PP. COMPLESSIVE. QUALCHE RARO FREGO A MATITA ROSSA E BLU TRA LE RIGHE DI TESTO (NELL'ORDINE DI UNA DECINA SULLE OLTRE 1200 PP.), FIRMA DI APPARTENENZA CON DATA ALL'ANTIPORTA DI ENTRAMBI I VOLUMI, SEGNI DEL TEMPO, NEL COMPLESSO OTTIME CONDIZIONI GENERALI, CONSIDERATI GLI OLTRE 50 ANNI DEI VOLUMI.
1969LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA SOVRACCOPERTA (MACCHIETTE E PICCOLE ROTTURE); PAGINE PERFETTE. Descrizione bibliografica Titolo: La frontiera di Mosca; Il cucchiaio di legno Autore: Jirí Weil Prefazione di: Ruzena Grebenícková (Ruzena Grebenckova) Editore: Bari: Laterza, 1970 Lunghezza: XV, 590 pagine; 23 cm Traduzione di: Gianlorenzo Pacini Collana: Volume 685 di Biblioteca di cultura moderna Soggetti: Unione sovietica, Letteratura ceca, Cecoslovacchia, Narrativa sovietica, Vita quotidiana, Unione Sovietica, Anni trenta, Comunismo, Partito comunista ceco, Romanzi storici, Vertov, Russia, Regimi totalitari, Kafka, Stalinismo, Angelo Maria Ripellino, De hartslag van Moskou, roman, Moscú, frontera, Moskva-hranice, Moskva-hranice, Czech Literature, Fiction, Dilogia, URSS, Europa, Romanzo storico, Novecento, Moscow, Libri rari, Vintage “”La frontiera di Mosca” venne pubblicato per la prima e l’ultima volta nell'anno 1937. Con questo libro Jiri Weil – (Praskolesy, 1900 – Praga, 1959) – inaugurò la sua carriera di romanziere. Fu un inizio infelice, che doveva segnare anche per l’avvenire il destino di uomo e di scrittore di Weil. La critica letteraria dell’epoca riservò, è vero, un’accoglienza favorevole al libro, ma fu ben lungi dall'apprezzarlo come un contributo artistico alla prosa ceca del periodo compreso tra le due guerre; la critica vide nel libro di Weil un romanzo-reportage, un notevole apporto di materiale informativo, una serie di interessanti notizie sulla vita che si svolgeva in un ambiente sconosciuto. “La frontiera di Mosca” sarebbe stato dimenticato come qualsiasi altro libro di attualità se non fosse stato per la reazione che esso allora suscitò da parte comunista, reazione che si concretò nella forma di una recensione scandalizzata…Anche quando il libro era ormai da un pezzo sparito dalla circolazione e divenuto inaccessibile al pubblico, continuava a essere generalmente noto come una raccolta di goffe calunnie sul conto del primo paese socialista del mondo. Fino alla morte sullo scrittore gravò il peso di una condanna dalla quale egli non riuscì mai a farsi assolvere. Weil era tornato a Praga nella seconda metà degli anni trenta, dopo un soggiorno di alcuni anni a Mosca e una permanenza forzata nell'Asia Centrale; il romanzo scaturì appunto dal bisogno dello scrittore di fare i conti con questa sua esperienza. A Mosca Weil aveva lavorato presso la casa editrice in lingue straniere ed era stato espulso dal partito all'epoca della prima ondata di epurazioni. Nel romanzo lo scrittore riprodusse la propria empirica esperienza personale e la storia delle persone con cui aveva fatto conoscenza, senza inventare nulla e senza creare personaggi che fossero frutto di una finzione romanzesca. Questa circostanza doveva avere delle conseguenze tragiche e gettare sull'autore il peso di un’altra colpa: dopo la pubblicazione non fu difficile identificare le persone di cui si parlava nel libro, e che erano rimaste a Mosca. Il seguito di “La frontiera di Mosca” , e cioè “Il cucchiaio di legno”, non venne mai pubblicato. Gli eventi storici che si produssero alla vigilia della seconda guerra mondiale indussero lo scrittore a ritirare il manoscritto dalla casa editrice. La seconda parte dell’opera rimase pertanto non pubblicata e il manoscritto venne considerato perduto. Gli anni immediatamente successivi, in cui la Cecoslovacchia venne occupata dai nazisti, segnarono il primo periodo di forzato silenzio di Weil. Lo scrittore poté evitare la sorte comune riservata agli ebrei giacché riuscì a sottrarsi alla deportazione fingendo il suicidio per annegamento e durante gli anni di guerra riuscì a sopravvivere rifugiandosi nella clandestinità e nascondendosi nelle case dei suoi amici di Praga. In quest’epoca venne scritta una parte dei racconti edita dopo la liberazione. Il primo romanzo da lui pubblicato dopo l’anno 1945 fu una parabola allegorica del sistema totalitario, “Makanna padre dei miracoli”. Il romanzo venne allora letto e interpretato univocamente come un’ allegoria del fascismo tedesco, e non attirò una particolare attenzione. Soltanto il romanzo seguente, “La vita con la stella” (tradotto in Italia da Longanesi) del 1948, avrebbe avuto una certa eco, ma anche questa volta non favorevole per l’autore. La storia di un personaggio quanto mai comune, un impiegatuccio ebreo che proprio come Weil si salva dalla deportazione fingendo il suicidio, in un momento in cui da ogni racconto di guerra si pretendeva anzitutto l’esaltazione della Resistenza, venne considerata come una confessione di vigliaccheria addirittura provocatoria; in una letteratura che si era appunto allora posta il compito di stabilire ciò che si deve e ciò che non si deve fare, una simile opera non poteva trovar posto. Effettivamente questo romanzo – al quale molto più tardi si sarebbe rifatta tutta la letteratura ceca che avesse per tema l’occupazione nazista e la persecuzione degli ebrei – contrastava in modo troppo stridente con le norme letterarie allora stabilite, con il cosiddetto realismo, e ciò semplicemente per il fatto che il metodo narrativo ivi impiegato sostituiva a una visione storica che si pretendeva obiettiva – e che in realtà si fondava su una realtà puramente illusoria, elaborata dall’ ideologia – i semplici stati di coscienza del protagonista…[il quale] non era in grado di adempiere alle funzioni a lui affidate, al compito sociale che gli era stato assegnato e quindi di presentarsi nella parte di un personaggio attivo sul fondo storico. Tanto più che questo “grande mondo”, e cioè la scena della storia, viene presentata nel romanzo come una grandezza estranea e ostile, incomprensibile e perfino irrazionale. “La vita con la stella” si dimostrò quindi inaccettabile per una società totalmente ideologizzata, e venne escluso dalla letteratura ceca degli anni ’50. Nell'anno 1950 lo scrittore venne colpito anche da un’altra esclusione: dall’ Associazione degli scrittori cecoslovacchi, in cui però venne riammesso nel 1955. Negli ultimi quattro anni prima della morte egli pubblicò – non senza difficoltà, e in genere piuttosto tollerato che non apprezzato dalla critica – una raccolta di stupendi racconti intitolata “Il prigioniero di Chillon”, il romanzo storico “Il suonatore d’arpa”, al cui centro troviamo di nuovo il tema dell’utopia falsa e illusoria, e la prosa poetica sulla persecuzione e le sofferenze degli ebrei di Boemia e Moravia intitolata “Elegia per 77 279 vittime”. La sfiducia della critica ceca per l’opera narrativa di Weil, i dubbi sui suoi meriti artistici – che si sono rivelati ben più gravi delle condanne di carattere politico o ideologico, in definitiva passeggere – erano originate da un equivoco. Come difetti, insufficienze e debolezza artistica veniva considerato ciò che costituiva un elemento essenziale della poetica di Weil, [il quale] si sforzava di creare una nuova concezione formale e stilistica della prosa, [rifiutando] ogni psicologismo e inclinando verso una relazione controllata e documentata sui fatti. Il rispetto dei semplici fatti era del resto polemicamente rivolto contro la cosiddetta “elaborazione artistica dei materiali”, i quali invece secondo Weil dovevano parlare di per se stessi. Così come nel metodo cinematografico di Eisenstejn e di Dziga Vertov degli anni venti, anche nel metodo stilistico di Weil della “relazione obiettiva”, il rispetto dei nudi fatti significa in definitiva la loro più alta resa estetica. Il rifiuto della menzogna e della simulazione è evidente anche nel linguaggio. Il vocabolario intenzionalmente povero e la semplice costruzione della frase costituiscono una reazione contro il decorativismo e l’ornamentazione, e proteggono dal manierismo e dall'affettazione. Le fonti della concezione del romanzo propria di Weil sono già presenti nell'avanguardia poetica degli anni venti, nelle teorie del movimento russo LEF e dei formalisti russi. Weil è ancorato all'estetica di questo periodo, alla sua obiettività, alla sobrietà del suo ethos e al suo stile. L’opera di Weil si rifà agli stessi principi da cui prendevano le mosse la prosa di Sklovskij e di Tretjakov, e per i quali si era dichiarata anche la teoria dell’arte di Brik, Tynianov e Ejchenbaum. Lo scrittore ceco aveva raccolto l’eredità di questi artisti quando il movimento russo era stato ormai da un pezzo messo a tacere, e ora saggiava per proprio conto la validità di una teoria della prosa che in Russia era stata attuata e realizzata solo frammentariamente. [In questo senso,] sarebbe un errore giudicare “La frontiera di Mosca” come un reportage in forma di romanzo. Nonostante l’evidente linearità strutturale dell’opera – tre destini umani che vengono narrati uno dopo l’altro e testimonianze fattografiche che si allineano in fila indiana – tuttavia, in “La frontiera di Mosca”, si stacca, dallo sfondo, una peculiare combinazione che costituisce come un secondo piano di visione illuminante, in cui le cose non si offrono direttamente ma sono diverse da come appaiono. Tutti coloro che si mettono alla testa degli insoddisfatti per svolgere disinteressatamente la loro missione e pronunciano con aria ispirata alte parole d’ordine, si rivelano immancabilmente in Weil volgari imbroglioni. Le più alte parole d’ordine sulla grande realtà sociale e sui più nobili fini, vengono quasi sempre smascherate nei romanzi di Weil come oleografie estremamente primitive e volgari. Coloro che si lasciano trascinare dalle “verità” conclamate dai capi e coloro che usurpano il ruolo di salvatori presentano sempre una struttura intima affine: sono stati tutti privati di qualcosa e tentano così di compensare l’insufficienza interiore, e soffrono tutti – chi più chi meno – di un complesso di inferiorità. “Quell'umile orizzonte vitale” all'interno del quale si svolgeranno in rapida successione le visioni del mondo socialista, visioni delle vie di Mosca, di uffici, di fabbriche, di appartamenti con ingresso riservato e di case dove si dorme su duri pancacci, di mense di fabbrica e negozi e circoli riservati agli stranieri, questa completa emancipazione dalle vaste prospettive di portata storica , non costituiscono soltanto il programma di Weil, la sua difesa contro la menzogna e le mezze verità edulcorate, ma anche la sua forza. Le informazioni che il romanzo ci presenta su un’epoca empiricamente osservata si distinguono pertanto nettamente da tutte le altre testimonianze dell’epoca, sia artistiche, che politiche o di reportage. La visione di Weil è libera da ogni partito preso pro o contro, è priva di una tendenza o di un inquadramento ideologico, dell’entusiasmo dei difensori e dei fanatici sostenitori della realtà sovietica come della delusione dei loro avversari, priva anche del rifiuto spietato e del risentimento degli scomunicati. Il documento da lui lasciato resta un fatto unico e privo di termini di paragone nella letteratura, giacché è tutto indirizzato alla sfera della normalità quotidiana, dei comuni e banali fatti di ogni giorno, le preoccupazioni per procurarsi il necessario, la difesa della nuda vita. Dietro la facciata delle cifre, dei piani, dei programmi giganteschi e dei successi dell’edificazione socialista si continua a vivere la lotta assurda e banale per le razioni di zucchero e d’olio, per un posto in tram; dietro la facciata delle discussioni politiche, dei progressi nella presa di coscienza delle masse, della scolarizzazione, dell’aumento della qualificazione e dell’istruzione specializzata, della fierezza di appartenere al nuovo ordine, fa capolino la banale aspirazione ad avere ciò che gli altri hanno. La verità del romanzo si rivela molto più atroce di quanto apparentemente ci voglia dire la mancanza di pathos della testimonianza offerta dall'autore. Sulla materia di una lotta semplice e quasi primitiva per le comuni esigenze di ogni giorno Weil anticipa le conclusioni tratte dallo studio di una realtà sociale tecnocratica. Giacché tutto ciò che in questo romanzo l’uomo effettivamente vive, in realtà non gli appartiene, ma giunge fino a lui dall'organizzazione sociale o dall'assurdo ordine quotidiano; gli viene prescritto, imposto e comandato da invisibili centri di potere pubblico. I sentimenti più personali sono limitati e determinati già in precedenza dal prepotere di un ordine impersonale. Neppure all'interno del proprio appartamento, anche se si tratta di un appartamento indipendente, con ingresso riservato, l’uomo trova scampo alla pressione dei pubblici poteri. Questi poteri riescono a penetrare anche nella sfera del tempo libero e degli svaghi e, perfino – senza che l’uomo se ne renda conto – nella concezione che egli ha di se stesso o della felicità, nelle sue aspirazioni e nei suoi sogni. Dall'alto vengono dettati l’ambito e le forme in cui si devono affermare gli umani destini, i desideri e gli scopi, le gioie e le soddisfazioni, e i rapporti che intercorrono tra due persone, insomma in una parola tutto è stato già sistematizzato in precedenza e d’ufficio. E la generale indifferenza ai dolori e alle sofferenze determina un’evidente indifferenza alla propria vita, una generale perdita di ciò che è più necessario per la vita: l’intimità.”
1966OTTIME CONDIZIONI.UN RIGO SOTTOLINEATO. Informazioni bibliografiche Titolo: Il 23. XXIII Congresso del PCUS Autori: Kommunisticeskaja Partija Sovetskogo, AA.VV., CESES Centro studi e ricerche su problemi economico-sociali Editore: Milano: Ceses; 31 maggio 1966 Collana: Documentazione sui Paesi dell'est Lunghezza: 304 p. ; 22 cm. Contiene: La meccanica dei processi / di Karel Kaplan Supplemento di: Documentazione sui paesi dell'Est | periodico | Suppl. al n. 10 Soggetti: Partito comunista dell'Unione Sovietica, Congressi, 23esimo, atti di congresso, URSS, Comunismo, Stalinismo, Denuncia, Stalin, Chruscev, Repubbliche federate, Congressi, Breznev, Relatori, Kossyghin, Lenin, Kapitonov, Repressione, PCUS, COMINTERN, Internazionale, MOLDAVIA, UCRAINA, BIELORUSSIA, GEORGIA, UZBEKISTAN, TURKMENISTAN, AZERBAIJAN, ESTONIA, TAJIKISTAN, KIRGHIZIJA, COMITATO CENTRALE, trotzkisti, Processi politici, 29 marzo - 8 aprile 1966, Mosca, Relazioni internazionali, Geopolitica, Guerra Fredda, Storia contemporanea, Presidium dei Soviet supremi, Solochov, Kennedy, Mikunis, Golda Meir, Rivoluzione d'ottobre
1969MACCHIETTE E LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA; OMBRA D'UMIDO SUI TAGLI SUPERIORI. PAGINE BRUNITE MA IN OTTIMO STATO. PRIMA EDIZIONE. Lenin e il terrore, GPU - OGPU, Jagoda, la prima Jezovscina Beria, l'NKGB, la "guerra patriottica" di Stalin, fino a Breznev e Kossygin. Descrizione bibliografica Titolo: L'inquisizione rossa Titolo originale: Die rote Inquisition: die Geschichte der sowjetischen Sicherheitsdienste Autore: Boris (Borys) Levitskij (Lewitzkyj) Traduzione di: Aurelio Garobbio Editore: Firenze: Sansoni, 1969 Lunghezza: X, 312 pagine; 22 cm Livello bibliografico e tipo di documento: monografia Collana: Primo piano Soggetto: Stalinismo, Storia contemporanea, Novecento, Processi politici, Unione sovietica, Saggi, URSS, 1930-1940, 1935-1966, 1937, Servizi segreti, Processi stalinisti, Russia, Comunismo, Persecuzioni, Campi di Lavoro, Solzenicyn, Galanskov, Ginsburg, Siniavski, Daniel, Opposizione Politica, Pcus, Congressi, Kgb, Stalin, Grigorenko, Gorbanevskaja, Jachimovic, Fainberg, Borisov, Narica, Marxismo, Crimini, Breznev, Andropov, ONU, Guerra Fredda, Cimanov, Perizie, Soldatov, Gulag, Crimini contro l'umanità, NU, Nazioni Unite, Siberia, Esuli, Terrore, Kirov, CEKA, GPU, NKVD, SMERSC, Polizia segreta, Epurazioni, Lenin, Jezovscina, 1917, Rivoluzione Bolscevica, Mosca, Hitler, Ribbentrop, Pogrom, Breznev, Kossygin, Crimea, Leningrado, Serov, Bela Kun, Jezov, Petkoff, Rajk, Intellettuali, Regime, Totalitarismo, Jagoda, Beria, Politics and society in Soviet Union, Nomenklatura, The Stalinist terror, documentation from the Soviet, Anni Trenta, The uses of terror, the Soviet Secret Police, cult of Stalin's, Communism
1968CONTRIBUTI DI ENZO BIAGI GIULIANO FERRIERI GUIDO GEROSA GIANLUIGI MELEGA FRANCO PIERINI E GIAN FRANCO VENè PARTE GRAFICA A CURA DI LUCIANO RIVA E BENVENUTO GNOCCHI RICERCHE E DOCUMENTAZIONE DI ADRIANO GRANATELLI, LUIGI LONGA E GIORGIO VOGHI RIZZOLI 1968 127 PP. SEGNI DEL TEMPO, LIEVI FIORITURE ALLA PRIMA BIANCA, OTTIME CONDIZIONI GENERALI. ANCORA PRESENTE LA SCHEDA EDITORIALE DI PRESENTAZIONE DELLA COLLANA DA PARTE DELL'EDITORE
1968EDITORI RIUNITI 1968 XII - 310 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA SOVRACCOPERTA, UNGHIE DEI PIATTI UN PO' ARRICCIATE, VOLUME MAI SFOGLIATO
1977PRESENTAZIONE DI SERGIU GROSSU EDIZIONI PAOLINE 1977 150 PP. SEGNI DEL TEMPO, FIORITURE AI TAGLI, BUONE CONDIZIONI GENERALI.
1968PREFAZIONE DI FRANCO BERTONE EDITORI RIUNITI 1968 75 PP. SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, BUONE SE NON OTTIME CONDIZIONI GENERALI.
Roma,Vega,1944. In 16°pp.137n. bross. editoriale ritratto in copertina.
1968LONGANESI 1968 473 PP. SEGNI DEL TEMPO, DUE DISCRETE RIPARAZIONI A SCOTCH SUL RETRO DELLA SOVRACCOPERTA, PERALTRO MOLTO DISCRETI, PER IL RESTO OTTIME CONDIZIONI GENERALI, PROBABILMENTE MAI LETTO.
1968SAMONà E SAVELLI 1968 CONTRIBUTI DI FIDEL CASTRO, PRAVDA MAO TSE TUNG TSE - DUN E DELLA PRESIDENZA E DEL COMITATO ESECUTIVO DEL COMITATO CENTRALE DELLA LEGA DEI COMUNISTI JUGOSLAVI 121 PP. SEGNI DEL TEMPO, BUONE SE NON OTTIME CONDIZIONI GENERALI.
1973LATERZA 1973 PRIMA EDIZIONE, 731 PAGINE, SEGNI DEL TEMPO, OTTIME CONDIZIONI GENERALI.
Milano,Hoepli,1932. In 16°pp.XI+318n. cartonato coevo.
1976pp. 205, cm 18x11, bross., STL 31
Verona, Mondadori, 1946. In 8°pp, 246n. +4nn. bross. orig. illustr.
Milano,Sugar,1969. In 8°pp.68n.bross.or.
réf. REV043MJuillet 1964 / 191 pages. Broché.