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2008DESCRIZIONE: Stato Maggiore dell'Esercito Ufficio Storico Roma 2008, br. ed. con sovracc. ill. col. con alette, pp. 302 ill., in 8°. La guerra civile in Russia è stato uno degli eventi più tragici del XX secolo. Su un territorio vasto come quello dellex Impero Russo dal 1918 al 1921 si sono scontrati uomini, idee e diversi modi di concepire il potere. Vi è la sintesi di una società dalle forti contraddizioni sociali messe in evidenza dalle puntuali analisi fatte dagli Ufficiali italiani inviati, a vario titolo, in missione in Russia. Della loro storia e delle loro imprese durante la guerra civile in Russia parla questo libro che torna a puntare lattenzione sullattività delle truppe italiane in terra straniera. CONDIZIONI: Perfette ancora INCELLOPHANATO. PESO / WEIGHT: 900 gr. without package
1972DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. BUONE/OTTIME CONDIZIONI GENERALI, FIORITURE, BRUNITURA E SEGNI DEL TEMPO. RARO. Descrizione bibliografica Titolo: Cultura e democrazia socialista Titolo originale: Culture and socialist democracy Autore: György Konrád Aczél (Gyorgy Aczel) Prefazione di: Giorgio Napolitano Editore: Roma: Editori Riuniti, novembre 1972 Lunghezza: 335 pagine; 21 cm Copertina di: Tito Scalbi Collana: Volume 16 di Argomenti Soggetti: Cultura popolare, Rosa Luxemburg, Socialismo, Democrazia, Società ungherese, Politica scientifica, Principi e direttive, Egemonia, Problemi, Vita culturale, Solidarietà, Progresso, Discorsi, Edificazione socialista, Internazionalismo, Dibattiti, Sinistra, Civiltà, Masse, Governo, Culture et démocratie socialiste, Politique culturelle hongroise, Sozialistische Demokratie und Kultur, Szocializmus, La Hongrie, Classe operaia, Ungheria, URSS, Shoah, Laszlo Arany, Agnes Heller, Peter Eszterhazy, Willy Brandt, Werner Sombart, Olocausto, Zyklone-B, A Látogató, Il visitatore, Cortina di ferro, Emigrazione interna, Politica culturale, Partito socialista operaio, Partito comunista, Potere, Rivoluzione polacca, Foglie nel vento, Perestrojka, György Lukács, Dogmatismo meccanicistico, Democrazia formale, Alienazione burocratica, Umanizzazione dei processi, Ferenc Fehér, Palmiro Togliatti, Democratizzazione, Marxismo, Materialismo, Socialism and the Freedom of Culture, Saggi, Libri Vintage, Fuori catalogo, Libri Rari, Anni Settanta, Europa dell'Est, Folytatás és megújulás, Szocializmus, nemzet, kultúra: írások a kultúráról, Filosofia politica, Teorie socialiste, Stato, Istituzioni, Scienze politiche, Politica culturale, 1956-1970, Anni Cinquanta, Anni Sessanta, Borghesia, Lavoratori, Culto della personalità, Stalin, Comunismo, Unione Sovietica, Istruzione, Letteratura, Artisti, Censura, Repressione, Poesia, Poeti, Scrittori, Propaganda, Repubbliche federali, Marxismo-leninismo, Fascismo, Concezione del mondo, Giovani, Gioventù, Università, Educazione, Intellettuali, Ideologie, Libertà, Rivoluzione, Dogma, Capitalismo, Comitato Centrale, Biblioteche, Revisionismo, Storia, Novecento, Contraddizioni, Scuola, Popular culture, Socialism, Democracy, Hungarian society, Scientific policy, Principles and directives, Hegemony, Problems, Cultural life, Solidarity, Progress, Speeches, Socialist construction, Internationalism, Debates, Left, Civilization, Masses, Government, Working class, Holocaust, Iron curtain, Internal emigration, Cultural policy, Worker socialist party, Communist party, Power, Polish revolution, Leaves in the wind, Mechanistic dogmatism, Formal democracy, Bureaucratic alienation, Process humanization, Democratization, Essays, Books Out of print, Books Rare, Seventies, Eastern Europe, Philosophy, Socialist Theories, State, Institutions, Political Sciences, Cultural Policy, Fifties, Sixties, Bourgeoisie, Workers, Communism, Soviet Union, Education, Literature, Artists, Censorship, Repression, Poetry, Poets, Writers, Federal Republics, Fascism, Conception of the world, University, Education, Intellectuals, Ideologies, Freedom, Capitalism, Central Committee, Libraries, History, Twentieth Century, Contradictions, School Parole e frasi comuni achieved activities Attila Jozsef attitude basis bourgeois capitalist Central Committee communist Comrade contradictions counter-revolution creative artists criticism cultural policy cultural revolution debate demands distortions dogmatic economic Endre Ady fascism fight forces freedom Gyorgy Lukacs historical human Hungarian Socialist Workers Hungarian Soviet Republic Hungary ideological struggle important intellectual interests Kossuth Prize leading Leninist literary literature living Marxism-Leninism Marxist masses monopoly position Nyugat Party personality cult Petfifi Petofi petty-bourgeois poem poet political practice principle problems progress public education questions realist realization reason responsibility revisionist revolution revolutionary role of Marxism secondary schools sense social socialist culture socialist democracy socialist realism society Soviet Soviet Union speak stand-point taste teaching unity V. I. Lenin values working-class movement world Outlook writers young youth
1969LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA SOVRACCOPERTA (MACCHIETTE E PICCOLE ROTTURE); PAGINE PERFETTE. Descrizione bibliografica Titolo: La frontiera di Mosca; Il cucchiaio di legno Autore: Jirí Weil Prefazione di: Ruzena Grebenícková (Ruzena Grebenckova) Editore: Bari: Laterza, 1970 Lunghezza: XV, 590 pagine; 23 cm Traduzione di: Gianlorenzo Pacini Collana: Volume 685 di Biblioteca di cultura moderna Soggetti: Unione sovietica, Letteratura ceca, Cecoslovacchia, Narrativa sovietica, Vita quotidiana, Unione Sovietica, Anni trenta, Comunismo, Partito comunista ceco, Romanzi storici, Vertov, Russia, Regimi totalitari, Kafka, Stalinismo, Angelo Maria Ripellino, De hartslag van Moskou, roman, Moscú, frontera, Moskva-hranice, Moskva-hranice, Czech Literature, Fiction, Dilogia, URSS, Europa, Romanzo storico, Novecento, Moscow, Libri rari, Vintage “”La frontiera di Mosca” venne pubblicato per la prima e l’ultima volta nell'anno 1937. Con questo libro Jiri Weil – (Praskolesy, 1900 – Praga, 1959) – inaugurò la sua carriera di romanziere. Fu un inizio infelice, che doveva segnare anche per l’avvenire il destino di uomo e di scrittore di Weil. La critica letteraria dell’epoca riservò, è vero, un’accoglienza favorevole al libro, ma fu ben lungi dall'apprezzarlo come un contributo artistico alla prosa ceca del periodo compreso tra le due guerre; la critica vide nel libro di Weil un romanzo-reportage, un notevole apporto di materiale informativo, una serie di interessanti notizie sulla vita che si svolgeva in un ambiente sconosciuto. “La frontiera di Mosca” sarebbe stato dimenticato come qualsiasi altro libro di attualità se non fosse stato per la reazione che esso allora suscitò da parte comunista, reazione che si concretò nella forma di una recensione scandalizzata…Anche quando il libro era ormai da un pezzo sparito dalla circolazione e divenuto inaccessibile al pubblico, continuava a essere generalmente noto come una raccolta di goffe calunnie sul conto del primo paese socialista del mondo. Fino alla morte sullo scrittore gravò il peso di una condanna dalla quale egli non riuscì mai a farsi assolvere. Weil era tornato a Praga nella seconda metà degli anni trenta, dopo un soggiorno di alcuni anni a Mosca e una permanenza forzata nell'Asia Centrale; il romanzo scaturì appunto dal bisogno dello scrittore di fare i conti con questa sua esperienza. A Mosca Weil aveva lavorato presso la casa editrice in lingue straniere ed era stato espulso dal partito all'epoca della prima ondata di epurazioni. Nel romanzo lo scrittore riprodusse la propria empirica esperienza personale e la storia delle persone con cui aveva fatto conoscenza, senza inventare nulla e senza creare personaggi che fossero frutto di una finzione romanzesca. Questa circostanza doveva avere delle conseguenze tragiche e gettare sull'autore il peso di un’altra colpa: dopo la pubblicazione non fu difficile identificare le persone di cui si parlava nel libro, e che erano rimaste a Mosca. Il seguito di “La frontiera di Mosca” , e cioè “Il cucchiaio di legno”, non venne mai pubblicato. Gli eventi storici che si produssero alla vigilia della seconda guerra mondiale indussero lo scrittore a ritirare il manoscritto dalla casa editrice. La seconda parte dell’opera rimase pertanto non pubblicata e il manoscritto venne considerato perduto. Gli anni immediatamente successivi, in cui la Cecoslovacchia venne occupata dai nazisti, segnarono il primo periodo di forzato silenzio di Weil. Lo scrittore poté evitare la sorte comune riservata agli ebrei giacché riuscì a sottrarsi alla deportazione fingendo il suicidio per annegamento e durante gli anni di guerra riuscì a sopravvivere rifugiandosi nella clandestinità e nascondendosi nelle case dei suoi amici di Praga. In quest’epoca venne scritta una parte dei racconti edita dopo la liberazione. Il primo romanzo da lui pubblicato dopo l’anno 1945 fu una parabola allegorica del sistema totalitario, “Makanna padre dei miracoli”. Il romanzo venne allora letto e interpretato univocamente come un’ allegoria del fascismo tedesco, e non attirò una particolare attenzione. Soltanto il romanzo seguente, “La vita con la stella” (tradotto in Italia da Longanesi) del 1948, avrebbe avuto una certa eco, ma anche questa volta non favorevole per l’autore. La storia di un personaggio quanto mai comune, un impiegatuccio ebreo che proprio come Weil si salva dalla deportazione fingendo il suicidio, in un momento in cui da ogni racconto di guerra si pretendeva anzitutto l’esaltazione della Resistenza, venne considerata come una confessione di vigliaccheria addirittura provocatoria; in una letteratura che si era appunto allora posta il compito di stabilire ciò che si deve e ciò che non si deve fare, una simile opera non poteva trovar posto. Effettivamente questo romanzo – al quale molto più tardi si sarebbe rifatta tutta la letteratura ceca che avesse per tema l’occupazione nazista e la persecuzione degli ebrei – contrastava in modo troppo stridente con le norme letterarie allora stabilite, con il cosiddetto realismo, e ciò semplicemente per il fatto che il metodo narrativo ivi impiegato sostituiva a una visione storica che si pretendeva obiettiva – e che in realtà si fondava su una realtà puramente illusoria, elaborata dall’ ideologia – i semplici stati di coscienza del protagonista…[il quale] non era in grado di adempiere alle funzioni a lui affidate, al compito sociale che gli era stato assegnato e quindi di presentarsi nella parte di un personaggio attivo sul fondo storico. Tanto più che questo “grande mondo”, e cioè la scena della storia, viene presentata nel romanzo come una grandezza estranea e ostile, incomprensibile e perfino irrazionale. “La vita con la stella” si dimostrò quindi inaccettabile per una società totalmente ideologizzata, e venne escluso dalla letteratura ceca degli anni ’50. Nell'anno 1950 lo scrittore venne colpito anche da un’altra esclusione: dall’ Associazione degli scrittori cecoslovacchi, in cui però venne riammesso nel 1955. Negli ultimi quattro anni prima della morte egli pubblicò – non senza difficoltà, e in genere piuttosto tollerato che non apprezzato dalla critica – una raccolta di stupendi racconti intitolata “Il prigioniero di Chillon”, il romanzo storico “Il suonatore d’arpa”, al cui centro troviamo di nuovo il tema dell’utopia falsa e illusoria, e la prosa poetica sulla persecuzione e le sofferenze degli ebrei di Boemia e Moravia intitolata “Elegia per 77 279 vittime”. La sfiducia della critica ceca per l’opera narrativa di Weil, i dubbi sui suoi meriti artistici – che si sono rivelati ben più gravi delle condanne di carattere politico o ideologico, in definitiva passeggere – erano originate da un equivoco. Come difetti, insufficienze e debolezza artistica veniva considerato ciò che costituiva un elemento essenziale della poetica di Weil, [il quale] si sforzava di creare una nuova concezione formale e stilistica della prosa, [rifiutando] ogni psicologismo e inclinando verso una relazione controllata e documentata sui fatti. Il rispetto dei semplici fatti era del resto polemicamente rivolto contro la cosiddetta “elaborazione artistica dei materiali”, i quali invece secondo Weil dovevano parlare di per se stessi. Così come nel metodo cinematografico di Eisenstejn e di Dziga Vertov degli anni venti, anche nel metodo stilistico di Weil della “relazione obiettiva”, il rispetto dei nudi fatti significa in definitiva la loro più alta resa estetica. Il rifiuto della menzogna e della simulazione è evidente anche nel linguaggio. Il vocabolario intenzionalmente povero e la semplice costruzione della frase costituiscono una reazione contro il decorativismo e l’ornamentazione, e proteggono dal manierismo e dall'affettazione. Le fonti della concezione del romanzo propria di Weil sono già presenti nell'avanguardia poetica degli anni venti, nelle teorie del movimento russo LEF e dei formalisti russi. Weil è ancorato all'estetica di questo periodo, alla sua obiettività, alla sobrietà del suo ethos e al suo stile. L’opera di Weil si rifà agli stessi principi da cui prendevano le mosse la prosa di Sklovskij e di Tretjakov, e per i quali si era dichiarata anche la teoria dell’arte di Brik, Tynianov e Ejchenbaum. Lo scrittore ceco aveva raccolto l’eredità di questi artisti quando il movimento russo era stato ormai da un pezzo messo a tacere, e ora saggiava per proprio conto la validità di una teoria della prosa che in Russia era stata attuata e realizzata solo frammentariamente. [In questo senso,] sarebbe un errore giudicare “La frontiera di Mosca” come un reportage in forma di romanzo. Nonostante l’evidente linearità strutturale dell’opera – tre destini umani che vengono narrati uno dopo l’altro e testimonianze fattografiche che si allineano in fila indiana – tuttavia, in “La frontiera di Mosca”, si stacca, dallo sfondo, una peculiare combinazione che costituisce come un secondo piano di visione illuminante, in cui le cose non si offrono direttamente ma sono diverse da come appaiono. Tutti coloro che si mettono alla testa degli insoddisfatti per svolgere disinteressatamente la loro missione e pronunciano con aria ispirata alte parole d’ordine, si rivelano immancabilmente in Weil volgari imbroglioni. Le più alte parole d’ordine sulla grande realtà sociale e sui più nobili fini, vengono quasi sempre smascherate nei romanzi di Weil come oleografie estremamente primitive e volgari. Coloro che si lasciano trascinare dalle “verità” conclamate dai capi e coloro che usurpano il ruolo di salvatori presentano sempre una struttura intima affine: sono stati tutti privati di qualcosa e tentano così di compensare l’insufficienza interiore, e soffrono tutti – chi più chi meno – di un complesso di inferiorità. “Quell'umile orizzonte vitale” all'interno del quale si svolgeranno in rapida successione le visioni del mondo socialista, visioni delle vie di Mosca, di uffici, di fabbriche, di appartamenti con ingresso riservato e di case dove si dorme su duri pancacci, di mense di fabbrica e negozi e circoli riservati agli stranieri, questa completa emancipazione dalle vaste prospettive di portata storica , non costituiscono soltanto il programma di Weil, la sua difesa contro la menzogna e le mezze verità edulcorate, ma anche la sua forza. Le informazioni che il romanzo ci presenta su un’epoca empiricamente osservata si distinguono pertanto nettamente da tutte le altre testimonianze dell’epoca, sia artistiche, che politiche o di reportage. La visione di Weil è libera da ogni partito preso pro o contro, è priva di una tendenza o di un inquadramento ideologico, dell’entusiasmo dei difensori e dei fanatici sostenitori della realtà sovietica come della delusione dei loro avversari, priva anche del rifiuto spietato e del risentimento degli scomunicati. Il documento da lui lasciato resta un fatto unico e privo di termini di paragone nella letteratura, giacché è tutto indirizzato alla sfera della normalità quotidiana, dei comuni e banali fatti di ogni giorno, le preoccupazioni per procurarsi il necessario, la difesa della nuda vita. Dietro la facciata delle cifre, dei piani, dei programmi giganteschi e dei successi dell’edificazione socialista si continua a vivere la lotta assurda e banale per le razioni di zucchero e d’olio, per un posto in tram; dietro la facciata delle discussioni politiche, dei progressi nella presa di coscienza delle masse, della scolarizzazione, dell’aumento della qualificazione e dell’istruzione specializzata, della fierezza di appartenere al nuovo ordine, fa capolino la banale aspirazione ad avere ciò che gli altri hanno. La verità del romanzo si rivela molto più atroce di quanto apparentemente ci voglia dire la mancanza di pathos della testimonianza offerta dall'autore. Sulla materia di una lotta semplice e quasi primitiva per le comuni esigenze di ogni giorno Weil anticipa le conclusioni tratte dallo studio di una realtà sociale tecnocratica. Giacché tutto ciò che in questo romanzo l’uomo effettivamente vive, in realtà non gli appartiene, ma giunge fino a lui dall'organizzazione sociale o dall'assurdo ordine quotidiano; gli viene prescritto, imposto e comandato da invisibili centri di potere pubblico. I sentimenti più personali sono limitati e determinati già in precedenza dal prepotere di un ordine impersonale. Neppure all'interno del proprio appartamento, anche se si tratta di un appartamento indipendente, con ingresso riservato, l’uomo trova scampo alla pressione dei pubblici poteri. Questi poteri riescono a penetrare anche nella sfera del tempo libero e degli svaghi e, perfino – senza che l’uomo se ne renda conto – nella concezione che egli ha di se stesso o della felicità, nelle sue aspirazioni e nei suoi sogni. Dall'alto vengono dettati l’ambito e le forme in cui si devono affermare gli umani destini, i desideri e gli scopi, le gioie e le soddisfazioni, e i rapporti che intercorrono tra due persone, insomma in una parola tutto è stato già sistematizzato in precedenza e d’ufficio. E la generale indifferenza ai dolori e alle sofferenze determina un’evidente indifferenza alla propria vita, una generale perdita di ciò che è più necessario per la vita: l’intimità.”
1998DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. L'incontro tra Wojtyla e Castro è un fatto simbolico che permette di interpretare la storia di fine secolo attraverso la lettura dei comportamenti delle due parti in causa: la caduta del socialismo reale e la dimostrata incapacità del capitalismo di soddisfare le esigenze di gran parte della popolazione mondiale ha "costretto" il sovrano della "città di Dio" e quello della roccaforte del comunismo a cercare insieme una soluzione che, per l'uno, tuteli la rivoluzione cubana e, per l'altro, aiuti la Chiesa cattolica a superare la crisi religiosa che si estende dalla Polonia postcomunista all'America latina. Descrizione bibliografica Titolo: E Dio entrò all'Avana Titolo originale: Y Dios entrò en La Habana Autore: Manuel Vázquez Montalbán Traduzione di: Lyria Hadro Editore: Milano: Frassinelli, 1998 Lunghezza: 440 pagine; 23 cm ISBN: 8876845798, 9788876845796 Collana: Noche oscura. Saggistica Soggetti: Politica, Ideologie politiche, Letteratura e narrativa, Libri Vintage, Fuori catalogo, Comunismo, Cuba, Fidel Castro, Guerra fredda, Storia contemporanea, Novecento, L'Havana, Incontri storici, Personaggi illustri, Socialismo, Capitalismo, Ateismo, Materialismo storico, Marxismo, Papa Giovanni II, Turismo di massa, Vizi, Stati Uniti, America, Propaganda, Apertura, Rivoluzione, Crollo, Stato, Chiesa, Discorsi, FAO, Crisi, El País, Reportage, Giornalismo, Geopolitica, Lider maximo, Batista, Biografie, Ritratti, Regime castrista, Libertà, Supremazia culturale nordamericana, Consumismo, Mercato, Globalizzazione, Interviste, Barbudos, Diritti umani, Sud America, Utopia, Rigoberta Menchù, Pace, Pacifismo, Oppressione, Censura, Repressione, Cubani, Espatrio, Esuli, Gennaio 1998, Subcomandante Marcos, Indigeni, Visite, Dollari, Denaro, Parenti, Amici, Madrepatria, Emigrazione, Fuga, Miami, Florida, Cittadini cubani, Medici, Diplomazia, Dissidenza locale, Dissenso, Giornali, Cristianesimo, Paris Match, Gérard Rancinan, Spagna, Cattedrale, Guerriglieri, Sierra Maestra, Chomi Miyar, Ritrattisti ufficiali, Raccolta della canna, Zafra, Nuestra Señora de la Caridad, Gerardo León Moré del Río, Salesiani, Indagine storica, Che Guevara, Sinistra, Potere, Società civile, Democrazia, And God entered La Habana, Politics, Political Ideologies, Literature and Fiction, Books Out of Catalog, Communism, Cold War, Contemporary History, Twentieth Century, Historical Encounters, Illustrious People, Socialism, Capitalism, Atheism, Historical Materialism, Pope John II, Mass Tourism, Vices, United States, Opening, Revolution, Collapse, State, Church, Speeches, Crisis, Journalism, Geopolitics, Biographies, Portraits, Freedom, North American Cultural Supremacy, Consumerism, Market, Globalization, Interviews, Human Rights, Peace, Pacifism, Censorship, Repression, Cubans, Expatriation, Exiles, Subcomandante, Indigenous People, Visits, Dollars, Money, Relatives, Friends, Motherland, Emigration, Escape, Cuban Citizens, Doctors, Diplomacy, Local Dissidence, Dissent, Newspapers, Christianity, Spain, Cathedral, Guerrillas, Official portraits, Collection of the cane, Salesians, Historical investigation, Left, Power, Civil society, Democracy Parole e frasi comuni Alfredo Guevara América Latina anti-castrista Aznar Batista bloqueo burguesía Cambio Cubano Canosa capitalismo cardenal Carloscastrismo católica Céspedes ciudad Clinton comandante comunista crítica cultural democracia democrática derechos humanos discurso disidentes dólares economía embajador encuentro escritores España español exilio Felipe González Fidel Castro Frei Betto Fundación Gabriel García Márquez globalización Gramsci Granma grupo guerra Habana Vieja hablar hijo historia hubiera ideológico Iglesia cubana indígenas intelectuales internacional isla izquierda jineteras liberación marxismo mercado Miami momento mundo nacional neoliberalismo norteamericanos Pablo Padilla país Piñeiro poder política pregunta presidente problemas pueblo quiere Raul Raúl Castro relación religioso Revolución revolucionaria sistema situación social sociedad civil soviética teología trabajo Unidos URSS Vaticano viaje Papa
2003DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Ludovico Geymonat (Torino, 11 maggio 1908 – Rho, 29 novembre 1991) è stato un filosofo, matematico, epistemologo e accademico italiano, uno tra più importanti del Novecento. Descrizione bibliografica Titolo: Filosofia, scienza e vita civile nel pensiero di Ludovico Geymonat: atti del convegno di Milano del 29 novembre 2001 Autore: Norberto Bobbio, Ludovico Geymonat, Evandro Agazzi, Franco Baldini, Franco Cambi, Mario Capanna, Cesare Chiericati, William F. Lawere, Gabriele Lolli, Roberto Maiocchi, Fabio Minazzi, Fulvio Papi, Marcello Pera, Tiziano Tussi Curatore: Fabio Minazzi Con una Testimonianza di: Norberto Bobbio Con due inediti di: Ludovico Geymonat Editore: Napoli: La Città del Sole, 2003 Collaboratore: Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano, Casa della Cultura di Milano, Associazione Thélema, Centro culturale Svizzero di Milano Lunghezza: 368 pagine; 22 cm ISBN: 8882922103, 9788882922108 Collana: Volume 5 di La foresta e gli alberi Soggetti: Biografie, Memorie, Studi culturali, Filosofia, Razionalismo, Dialettica, Neopositivismo, Karl Popper, Thomas Kuhn, Materialismo dialettico, Epistemologia, Comunismo, Marxismo, Neo-illuminismo, Nicola Abbagnano, Metafisica, Storicismo, Scienze applicate, Salvatore Veca, Mario Vegetti, Enrico Bellone, Giulio Giorello, Corrado Mangione, Silvano Tagliagambe, Germania, Circolo di Vienna, Novecento, Epistemologia, Matematica, Intellettuali, Contestazione, Critica, Cogito, Interviste, Opere, Scritti, Contributi, Biographies, Memoirs, Cultural Studies, Philosophy, Rationalism, Dialectic, Neopositivism, Dialectical Materialism, Epistemology, Communism, Marxism, Neo-Enlightenment, Metaphysics, Historicism, Applied Sciences, Germany, Circle of Vienna, Twentieth Century, Epistemology, Mathematics, Intellectuals, Contestation, Criticism, Cogito, Interviews, Works, Writings, Contributions Parole e frasi comuni 30 e lode Abbagnano accademico analisi Annibale Pastore complessivo concorso contributi corso costituisce critica cultura culturale dedicato Università differenti diretta docente Einaudi epistemologica etico Fabio Minazzi Facoltà fascista Filosofia teoretica filosofico scientifico giovane Giulio Giorello intellettuale Istituto Sociale italiana italiano Juvalta Kant laurea lezione libertà Liceo logica matematica Ludovico Geymonat Martinetti marxista materialismo dialettico metodologia Milano neopositivismo Nicola Abbagnano Norberto Bobbio razionalismo Paradossi rivoluzioni particolare passione ragione Pastore Peano pedagogico pensiero filosofico Piero Martinetti politica predatore problema psicologia pubblicato relazione ricerca riferimento Rivista Scienza realismo scuola Sociale specifica Storia del pensiero filosofia storia scienza storico studenti studio studiosi sviluppo teorema di Picard teoria teorica testo torinese Torino trascendentale universitario viennese
1973DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI GENERALI, MCCHIETTE/FIORITURE E SEGNI DEL TEMPO. MOLTO RARO. I testi contenuti nel volume riproducono le relative traduzioni pubblicate dalle "Edizioni in lingue estere" di Mosca. The texts contained in the volume reproduce the relative translations published by the Moscow "Foreign Language Editions". Negli scritti teorici di Lenin la connessione fra indagine. scientifica e programma politico è sempre esplicita e rigorosa; e, appunto nell'àmbito di tale impostazione, egli ha costantemente costruito il profilo del marxismo come storia di una lotta: la lotta contro le ideologie liberali e il socialismo utopistico, la lotta contro le influenze borghesi all'interno stesso del proletariato e delle organizzazioni socialiste di ispirazione marxista. A questo corrisponde la pratica dell'azione leninista: lotta contro la reazione politica e lotta contro il revisionismo. Nella biografia ed esposizione organica del pensiero di Karl Marx che costituisce il testo principale di questa raccolta, si rispecchia con particolare evidenza il tipo di «lettura» marxista che Lenin proponeva: una lettura nettamente, necessariamente rivoluzionaria, fatto tanto più significativo in quell'anno 1914, di fronte al fallimento della II Internazionale ed all'incombere della guerra. La lotta teorica e pratica contro il revisionismo è così, anche in questi saggi - di argomento più generale che non i «pamphlets» e gli scritti polemici dedicati alla confutazione dei deviazionisti di destra e di sinistra —, il centro dell'interpretazione marxista di Lenin. Descrizione bibliografica Titolo: Marx, Engels e il marxismo Autore: Vladimir Il'ic Ul'janov Lenin Introduzione di: Augusto Illuminati Editore: Roma: Newton Compton Italiana, Giugno 1973 Lunghezza: 174 pagine; 20 cm Collana: Volume 16 di Paperbacks marxisti Soggetti: Marxismo, Karl Marx, Comunismo, Ideologie politiche, Scritti, Teorie, Economia politica, Raccolte, Antologie, Biografie, Saggi, Pensiero politico, Materialismo storico, Filosofia, Dialettica, Lotta di classe, Proletariato, Rivoluzione, Capitalismo, Sfruttamento, Mercato, Dottrina economica, Plusvalore, Profitto, Socialismo scientifico, Strategia, Tattica, Friedrich Engels, Revisionismo, Marxisti, Amici del popolo, Democrazia, Socialdemocratici, Teoria, Populismo, Anarchismo, Libri rari, libri Vintage Fuori catalogo, Novecento, Collezionismo, Da collezione, Rarità, Ottocento, Aprile 1894, Tesi, Mikhailovski, Il Capitale, Questione dei mercati, Russia, Polemiche, Bolscevichi, NEP, Marxismo-leninismo, URSS, Stalin, Internazionale socialista, Bernstein, Lotte operaie, Scioperi, Cina, Mao Tse-Tung, Rivoluzione culturale, Ottobre, Empirio-criticismo, Critica, Bogdanov, Trotskij, Questione ebraica, Stato, Lettere, Rinnegato Kautsky, Produzione, Hegel, Feuerbach, Dittatura, Imperialismo, Manifesto del Partito Comunista, Potere, Società, Teoria marxiana, Interpretazione, Borghesia, Comune, Parigi, Shangai, Insurrezione, Burocrazia, Emancipazione, Proudhon, Sorel, Bucharin, Riformismo, Guerra civile, Utopia, Estremismo, Lev Trockij, Contadini, Religione, Brumaio, Luigi Bonaparte, Bonapartismo, Parlamentarismo, Conflitti sociali, Accumulazione capitalistica, Monopolio, Operai, Macchine, Automazione, Proprietà, Mezzi di produzione, Adam Smith, Lavoro, Miseria, Sociologia, Antiduhring, Mikhailovsky, Rivoluzionari, Politologia, Introvabili, Dottrine politiche, Dibattito politico-ideologico, Marxism, Communism, Political Ideologies, Writings, Theories, Political Economy, Collections, Anthologies, Biographies, Essays, Political Thought, Historical Materialism, Philosophy, Dialectics, Class Struggle, Proletariat, Revolution, Capitalism, Exploitation, Market, Economic Doctrine, Plusvalue, Profit, Scientific socialism, Strategy, Tactics, Revisionism, Marxists, Friends of the people, Democracy, Social democrats, Theory, Populism, Anarchism, Rare books, Out of print books, Twentieth century, Collectibles, Collectible, Rarity, Nineteenth century, Thesis, Capital, Markets issue, Controversies, Bolsheviks, Marxism-Leninism, USSR, Socialist international, Workers' struggles, Strikes, China, Cultural revolution, October, Empiricism-criticism, Criticism, Jewish question, State, Letters, Production, Dictatorship, Imperialism, Communist Party, Power, Society, Marxian Theory, Interpretation, Bourgeoisie, Commune, Paris, Shanghai, Insurrection, Bureaucracy, Emancipation, Reformism, Civil war, Extremism, Peasants, Religion, Parliamentarism, Social conflicts, Capitalist accumulation, Monopoly, Workers, Machines, Automation, Property, Means of production, Labor, Misery, Sociology, Revolutionaries, Politology, Nowhere to be found, Political doctrines, Political debate - ideological, Bukharin, Untraceable, Unfindable Books
Taipei. Edit. C. HU, 1992. Numerosas ilustraciones en color. 173p. 4º.mayor. Tela editorial con sobrecubierta ilustrada. Muy buen ejemplar. 1ª edició. Primera edició. 1st edition. First edition.
1984(Codice SO/0778) In 4° (cn 28) XXX+547+26 pp. Importante documentario: comunicazione politica e progaganda del PSI dalle origini agli anni Ottanta. Saggi di A.C.Quintavalle, G.Bianchino, A.Calzona. La più vasta documentazione iconografica sull'argomento: ben 1853 illustrazioni, anche a piena pagina, in gran parte a colori con riproduzione di manifesti, volantini, opuscoli, testate di giornali, documenti, frontespizi, ecc. Corposo volume. Brossura oiginale illustrata. Ottimo, freschissimo volume. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1956In-8°, pp. 200, copert. editoriale. Contents: Chou En-Lai, On present international situation, China's foreign policy, and liberation of Taiwan; Li Hsien-Nien, Report on the final account of State revenue and expenditure for 1955 and the State budget for 1956; Li Fu-Chun, Progress of the first five-year plan for the development of the national economy; Chen Yun, On the socialist transformation of private industry and commerce; Teng Tse-Hui, Changes in China's rural economy and problems in the agricoltural co-operative movement; Kuo Mo-Jo, A comprehensive plan for scientific research and the policy of "letting diverse schools of thought contend"; Li Wei-Han, Continue to consolidate and expand the people's democratic united front; Tung Pi-Wu, The work of the people's courts in the past year; Lo Jui-Ching, The struggle against counter-revolutionaires and the policy of dealing with them.
29 cm, brossura illustrata; pp. 260, alcune illustrazioni nel testo
1962Edizioni Avanti, 1962. In-8, brossura, sovracoperta, pp. 484. In buono stato.
Manifesto edito da centro "Oltrecortina" - Milano. Cm. 100x70, dis. col. con il muro rappresentato da un filo spinato mentre la parte est è composta da numerose "falce e martello". Ottima conservaz.
réf. QWA-20853François Maspero, 1968, in-8 br. (14 x 21,5), 244 p., coll. "Cahiers libres 118-119", traduit de l'italien par Nicole Rouzet, couverture à rabats, sous papier cristal, nom manuscrit en page de faux-titre, très bon état.
réf. 20356Privas, Institut d'Histoire Sociale, CGT de l'Ardèche, 2006. Broché, couverture illustrée. in-4 de 199 pages, photos, fac-similés, bel envoi autographe, signé de Serge Der Loughian, secrétaire CGT Ardèche.
Roma, Stabilimento Tipografico Nava, 1962. A cura dell’ufficio stampa della Legazione della R. P. di Bulgaria. Dall’indice: Ricordo di Giorgio Dimitrov, di Palmiro Togliatti; Dimitrov e i comunisti, di Giancarlo Pajetta; Una volontà eroica, di Mauro Scoccimarro; A Mosca nel 1921, di Umberto Terracini; Incontri con Giorgio Dimitrov, di Edoardo D’Onofrio; Scritti di Giorgio Dimitrov: Il processo di Lipsia; Il carattere di classe del fascismo; Il fronte unico della classe operaia contro il fascismo; Nel decimo anniversario di Stato Operaio; L’edificazione del socialismo in Bulgaria. In 8vo (cm. 21,5); brossura originale con titoli al piatto e al dorso; pp. 112, (4). Buono stato di conservazione. PAx
Milano, Edizioni Avanti!, 1963. Fascicolo a cura di Roberto Leydi. Contiene: Una canzone portoghese; Una canzone angolana; Una canzone greca; Canzoniere Italiano; Ivan Della Mea; Il fascismo contro le canzoni; Franco Fortini; Rinaldo Salvadori; Informazioni bibliografiche (a cura di Roberto Leydi). In 8vo (cm. 21); brossura originale illustrata con titoli al piatto; pp. 66. Con varie illustrazioni in bianco e nero nel testo. Ottima copia. Ax
Milano, Edizioni Avanti!, 1964. Fascicolo a cura di Roberto Leydi in collaborazione con Fausto Amodei, Cesare Bermani e Michele L. Straniero. Contiene: Gianni Bosio: Alcune osservazioni sul canto sociale; Canzoniere internazionale: El fuerte de San Cristobal, Los cuatro generales, El ejercito del Ebro; Canzoniere italiano: Camicia rossa, Con De Gasperi alla testa, Vi ricordate quel diciotto aprile, Le tre bandiere - Vittorio Franceschi: Filastrocca della vita tranquilla, Ballata della bomba nucleare; Cesare Bermani: Esperienze politiche di un ricercatore di canzoni nel Novarese; Appunti e notizie. In 8vo (cm. 21); brossura originale illustrata con titoli al piatto; pp. 62. Con varie illustrazioni in bianco e nero nel testo. Ottima copia. Ax
Milano, Edizioni del Gallo, 1965. Fascicolo a cura di Roberto Leydi in collaborazione con Fausto Amodei, Cesare Bermani, Ivan Della Mea, Sandra Mantovani e Michele L. Straniero. Contiene: Roberto Leydi: Nuova canzone e rapporto città campagna oggi; PROPOSTE PER UNA NUOVA CANZONE. Cesare Bermani: Ivan Della Mea; Ivan Della Mea: Ballata per l’Ardizzone, Con la lettera del prete, La mia vita ormai, Congo (Ballata di Stanleyville); Angelo Matacchiera: Silvano Spadaccino; Michele L. Straniero: Gualtiero Bertelli; Gualtiero Bertelli: Balada del carovita, Ale case minime, Ma ‘sti signori; Giuseppe Morandi: Il Gruppo Padano di Piadena; Il Gruppo Padano di Piadena: Il padrone socialista, La Santa Caterina dei pastai, Sciopero!; Una lettera di Fausto Amodei; Fausto Amodei: Lupi e agnelli, Il prezzo del mondo; Le musiche delle nuove canzoni. INTERVENTI. Sergio Boldini: La riscoperta necessaria della componente mediterranea; Luciano Della Mea: Mondo popolare e antagonismo, forza politica e cultura di classe; Inni proletari della piazza. In 8vo (cm. 21); brossura originale illustrata con titoli al piatto; pp. 71, (1). Con varie illustrazioni in bianco e nero nel testo. Ottima copia. Ax
Roma, Edizioni di Cultura Sociale, 1953. Con una lettera di Palmiro Togliatti. Narrazione biografica che risulta dalle conversazioni avute da vari personaggi illustri con Palmiro Togliatti e dalla ricerca accurata di scritti e documenti del passato. In 8vo (cm. 21,3); copertina originale cartonata rigida con titoli al piatto e al dorso; pp. (6), 391, (5). Buono stato di conservazione. Ax
réf. 12239Zürich. Imprimerie Coopérative, 1917. In-8 br. Portrait photo de F. Adler en frontispice. Adler, physicien, un des quatre secrétaires du Parti Social-Démocrate d'Autriche. Il assassine en octobre 1916 le ministre-président Stüngkh, responsable selon lui de la poursuite de la guerre. Condamné à mort, mais gracié par l'Empereur, il fut amnistié en 1918. Il continua sa carrière politique, puis émigra aux États-Unis en 1940. En allemand. E.O.
réf. 12491P., Fayard, 1981, fort et grand in 8° broché, 735pp.
1900réf. 803401900 Paris, Stock, 1900, in 12 broché, XXXI-364 pages ; cachet sur le titre ; dos et plats de la couverture renforcés.
1951Roma, 1951, 8vo brossura, cop. ill. colori, pp. 187. Interventi di tanti compagni e, tra gli altri, ripetuti, di Vittorio Foa e Luciano Lama. Molto interessante ed istruttivo.
1963TESTI SCELTI A CURA DI GIULIANO PROCACCI EDITORI RIUNITI 1963 PRIMA EDIZIONE SCRITTI DI BUCHARIN STALIN TROTXSKIJ ZINOVIEV. 295 PP. FIRMA DI APPARTENENZA IN CARATTERI CIRILLICI ALLA PAGINA DEL FRONTESTPIZIO, SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO IN ECCELLENTISSIME CONDIZIONI.
1963In-8° pp. 490. Leg. in mezza tela con titolo al dorso. Conservate le bross. edit.