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1966tela edit. con titoli al dorso e sovrac. ill., piccola rottura alla sovrac. e alla prima bianca - prima edizione it. - trad. di Gian Franco Venè
19688°, cm 21, pp. 246; brossura editoriale con sovracoperta illustrata, titolo al piatto e dorso. Collana: Documenti per la Storia n. 1. Prima edizione. Prefazione di Luigi Preti. Bellissima dedica dell'autrice alla carta di sguardia. Normali segni del tempo, nessuna sottolineatura, esemplare molto buono. All'interno è presente la fascetta editoriale. Bianca Tosoni Pittoni nacque a Trieste il 20 marzo 1904, appartenente a famiglia di estrazione austro-marxista. La Pittoni frequentò il salotto stimolante e cosmopolita di Anna Kuliscioff. Dopo la morte di Anna Kuliscioff fu molto vicina a Filippo Turati e quando quest'ultimo fuggì a Parigi, nel dicembre del 1926, Bianca emigrò a sua volta e gli fu vicina per alcuni anni, nella veste di segretaria e amica, cercando di sollevarlo da una depressione così forte che lo portò a tentare il suicidio (dal quale lei stessa lo salvò). Nelle molte lettere che le scrisse fino a poco prima della morte, Turati la informava in dettaglio delle sue iniziative politiche, si lamentava per gli acciacchi della vecchiaia e sembrava molto preoccupato per le condizioni di salute di Bianca.
1953BUONE CONDIZIONI
1984OTTIME CONDIZIONI
in 16°, fascicolo di 23 pp., pubblicazione post 1956
2022br. Una storia intellettuale nata da un lavoro di ricerca impeccabile, in cui il pensiero di Marx è inserito tra le sfide politiche, economiche, religiose e intellettuali del XIX secolo. Le distanze si riducevano, nuove città spuntavano dal nulla e invenzioni sempre più ingegnose modificavano il paesaggio industriale. In un'epoca dominata da nuove idee su Dio, sulle capacità umane, sul lavoro, la rivoluzione, gli imperi e i sistemi politici - e più di ogni altra cosa, su quale forma dare al futuro - quello di Karl Marx fu uno dei più inconfondibili e importanti contributi. Nato in Renania in una famiglia di ebrei convertiti, Marx dedicò la sua intera vita al tentativo di comprendere le paure e le speranze del mondo del XIX secolo. La biografia di Stedman Jones esplora il percorso attraverso cui Marx giunse alle sue rivoluzionarie idee in anni di grande fermento intellettuale e mette in evidenza il loro impatto sulla sua epoca.
2005br. Durante gli anni 1932-33 milioni di contadini ucraini morirono a causa della mancanza di viveri, dello sfinimento fisico, del tifo, delle deportazioni, dei suicidi provocati dallo squilibrio psichico e dal collasso sociale. È quella che viene ricordata come la grande "carestia" in Ucraina e nel Caucaso del nord. Una carestia molto particolare, non dovuta a condizioni naturali avverse, ma alle scelte staliniane nella politica di collettivizzazione delle campagne e di industrializzazione dell'Unione Sovietica. Studiosi italiani e stranieri riesaminano in questo libro le vicende di quegli anni terribili, l'eco che ebbero nel mondo, i riflessi nella letteratura, le conseguenze sulla società ucraina che arrivano fino ai nostri giorni.
2021br. Tra i lasciti maggiori della politica novecentesca vi è l'idea di sinistra e destra come orizzonti inequivocabilmente contrapposti. Oggi questa eredità è considerata da molti non più attuale, resa parziale e anacronistica dall'affermarsi di soggetti politici che rifiutano di definirsi rispetto alla coppia sinistra/destra. Anche nel Novecento la sinistra e la destra sono stati campi tutt'altro che blindati: ricorrenti in particolare i passaggi dal "rosso" del socialismo al nazionalismo e poi al "nero" del fascismo. Passaggi spesso banalizzati secondo l'etichetta del "voltagabbana" (uno su tutti: Mussolini), ma dettati da riflessioni e sensibilità ? la "scoperta" della nazione, la ricerca di una via intermedia tra socialismo e capitalismo, l'antisemitismo, l'anticomunismo ? che segnano linee di continuità tra il prima e il dopo di ogni passaggio. Questo libro ripercorre le ondate principali dei passaggi dal rosso al nero: dai socialisti francesi di fine Ottocento che aderirono al boulangismo, ai sindacalisti rivoluzionari di inizio Novecento che in Francia e in Italia si avvicinarono al nazionalismo e poi al fascismo, ai socialisti francesi che negli anni '30 teorizzarono il "socialismo nazionale" e dopo il 1940 nella Francia sotto controllo tedesco sconfinarono nel collaborazionismo e nel filonazismo, fino ai socialisti italiani che all'indomani del crollo della prima Repubblica confluirono nella destra di Berlusconi alleata dei "postfascisti". Epicentri dei passaggi dal rosso al nero sono state la Francia e l'Italia: perché qui si è affermata al passaggio tra Ottocento e Novecento una inedita destra rivoluzionaria che agiva sullo stesso terreno simbolico e sociale della sinistra muovendole una temibile concorrenza, e perché qui sono stati maggiori il peso e l'influenza di una figura sociale, l'intellettuale "engagé", che di tali passaggi sarà indiscusso protagonista. Ognuno dei casi raccontati è nelle sue dinamiche largamente individuale, tutti in varia misura appartengono a uno stesso tema generale per lungo tempo trascurato o rimosso: quello dei vasi comunicanti tra la sinistra e la destra del Novecento.
2017brossura Il volume ricostruisce le relazioni tra il Partito comunista italiano e i principali partiti comunisti dell'America Latina dalla fine della Seconda guerra mondiale fino agli anni Settanta. Un periodo di grandi trasformazioni globali che investono anche le società latinoamericane e ne mettono in discussione le istituzioni politiche. I partiti comunisti di questi paesi sono il punto di osservazione prescelto dall'autore per comprendere come il PCI legga i cambiamenti in corso e provi a influenzare l'azione delle organizzazioni comuniste, impegnate, al proprio interno, nel dibattito tra la "via pacifica" e la "via armata" al socialismo. Dal Cile all'Argentina, dal Venezuela al Brasile, il libro ricostruisce i diversi scenari nei quali si sviluppa il fitto reticolo di rapporti e solidarietà, ma anche le divergenze e gli scontri tra partiti, prendendo come punto di riferimento lo sguardo degli osservatori italiani. Al tempo stesso, l'analisi della strategia di politica estera del PCI nei confronti dei partiti comunisti latinoamericani, mette in evidenza la specificità del comunismo italiano sia nel contesto della guerra fredda che all'interno del movimento comunista internazionale. Dalla ricerca, condotta principalmente su fonti d'archivio italiane in gran parte inedite, emerge la funzione mediatrice del PCI in sostegno principalmente delle componenti riformatrici del comunismo latinoamericano, ma senza isolare o combattere le pulsioni rivoluzionarie sviluppatesi al suo interno.
1969réf. 50761969 broché (paperback) in-octavo, dos (spine) noir, première de couverture illustrée (front cover illustrated), sans illustration (no illustration), 223 pages, 1969 à Paris La Cité Editeur,
2000Ottimo stato.
1917Illustrazioni in bianco nero Intonso Ottimo stato.
1966Con un ritratto all'antiporta Sottolineature a matita Per il resto ottimo stato.
1935Intonso Buono stato.
1960Ottimo stato.
1964réf. 15935Ithaca: Cornell University Press 1964. First Edition. Octavo. Cloth boards; dustjacket; 237pp. Ownership signature to front pastedown; a few page corners turned down else a clean tight copy in lightly edgeworn dustwrapper; VG or better. Cornell University Press unknown books
réf. 1493Chicago: Socialist Party of America n.d. Edition not stated. Single sheet folded to create 4 pages. Very light handling wear. A Near Fine copy. Short pamphlet laying our 12 objections to socialism -- and the response by the Socialist Party of America to each of the objections. SCARCE. Socialist Party of America unknown books
L. Canfora - Il Sovversivo - Concetto Marchesi e il comunismo italiano - 1^ ed. 2019 pp. 1005 con illustrazioni. Lingua italiana Copertina rigida Condizioni ottime
2010(Codice BB/1154) Due volumi n 8º (24 cm) 592+168 pp. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1973(Codice SY/0745) In 8° 216 pp. Date et signature. Broché, très bon état. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1969(Codice SO/3046) In 4° (310x215 mm) 62 pp. Broché, dos en toile. Jauni, mais en très bon état. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1971(Codice SO/3047) In 4° (310x215 mm) 60 pp. Broché, dos en toile. Jauni, mais en très bon état. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1976Mm 145x225 "Storia - I fatti e le idee. Saggi e biografie". Volume a cura di Enzo Collotti, Giorgio Rochat, Gabriella Solaro Pelazza, Paolo Speziale - Brossura editoriale di 617 pagine. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
16mo. br. ed. Milano: Feltrinelli economica, 1979 308 pagine; 20 cm. Pil njak Boris Andreevic. - Pseudonimo dello scrittore russo B. A. Vogau (n. Moajsk 1894 - m. forse 1941). Conquistò una posizione di rilievo con il romanzo Golyi god, quadro della rivoluzione del 1917. Attaccato dalla critica russa per il romanzo Povest nepogaennoj luny, fu arrestato nel 1937; morì in campo di concentramento. Dove e come sia morto Boris Pilnjak ancora non s’è saputo. La rivista sovietica “Moskvá” nel maggio del ’64. pubblicando un capitolo di un romanzo inedito di Pilnjak, parlò genericamente della tragedia dello scrittore travolto dalle conseguenze del “culto della personalità” staliniana. É probabile che sia stato arrestato tra il ’37 e il ’38, mandato in campo di concentramento ed eliminato, assieme alla moglie, un figlio e una figlia. Una fine tanto oscura chiuse un’esistenza che era stata tumultuosa, agitata, corsa dal vento dell’inquietudine, dell’avventura e dal gusto per i colpi di scena. L’accesa coloritura slavofila della sua partecipazione alla Rivoluzione lo aveva portato molto presto a dibattersi sempre piú convulsamente nella morsa dell’ortodossia; il brillante “compagno di strada,” che era stato per qualche anno quasi un modello per la nuova letteratura in Russia, s’era fatto stritolare dagli ingranaggi repressivi dell’implacabile meccanismo burocratico. Sequestri, reprimende, autocritiche, rielaborazioni, tentativi di rieducazione e goffi allineamenti: le aveva passate tutte, le tappe di un convulso annaspare. Infine su lui era calata la mannaia del silenzio: nel 1939 qualcuno lo vide, e fu l’ultima volta, segar legna in un gulag di Medvezegorsk (la “Montagna degli orsi”) in Carelia, all’estremo nord della Russia, in un paesaggio da Oltre le foreste. Per il lettore che oggi ripigli in mano le sue opere due sentimenti si accavallano: il senso di frustrazione che dà il sapere che un genio (e tale egli certamente fu, superiore, nel romanzo e nel racconto, agli stessi Babel’ e Bulgakov) è stato cosi crudelmente e stupidamente perduto: e l’euforia della sorpresa, perché in anticipo su tutti Pilnják aveva posto, e forse risolto, quei problemi di struttura della narrazione e di rapporto tra segno e metafora, e tra metafora e struttura, intorno ai quali si sono arrovellate in Europa intere generazioni di scrittori. Non sono soltanto le discrepanze tra l’ideologia comunista e la vocazione dell’autore a occuparsi solamente del “destino della Russia” a porre problemi al lettore (certi temi come quello del “partito comunista come semplice anello nella storia della Russia” sono ritornati più tardi in Il dottor Živago – e le pagine finali del romanzo di Pasternak sembrano una risposta provvisoria all’esclamazione dello scettico di Terza capitale di fronte alla rivoluzione: “Chissà cosa ne verrà fuori in futuro!” – come in tutta la letteratura del dissenso degli anni Sessanta e Settanta). Oggi ad appassionare è anche la “prosa senza soggetto” che i critici stalinisti gli rimproveravano. “Le parole sono per me come le monete per il numismatico,” scrisse Pilnjak. Mai come in lui la crisi e la ricerca di nuove vie della prosa narrativa moderna avevano assunto un’evidenza tanto sontuosa.
196144p. Charts and diagrams. 8vo. Original printed wraps. Nice copy of the foundation document for A.I.D. Coldwar/Economics 8