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1963OTTIME CONDIZIONI
réf. 10879Paris, Editions du Parti Communiste, 1946, 1 br., couverture illustrée. in-8 de 16 pp.,
1986come nuovo
In-8, legatura cartonata editoriale con sovraccoperta, pp. 473(5); 36 illustrazioni fotografiche in bianco e nero fuori testo. Esemplare discreto.
1996Cm. 17x24, pp. 429 con alcune illustrazioni in b/n., brossura editoriale con alette. Nuovo.
1986N. PAG.205 - BROSSURA - OTTIMO
1986205 pagine con alcune tavole fuori testo; 22,5 cm. Brossura editoriale. Ottimo
1997Minor scuffing along lower edge of rear wrap and spine. Else fine. ; Schriften Der Philosophisch-Historischen Klasse Der Heidelberger Akademie Der Wissenschaften 2; 170 pages
195621 cm, br. illustrata, p. 52, 3 disegni e 29 foto f.t
1945In-8° pp. 64 con tracce d'uso.
1979(Codice IS/0233) In 8° 272 pp. Première édition. Petit cachet ex-libris. Broché, bon état. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1979Broché. 217 pages.
1920cm. 22, br. edit. pp. xviii, 590; qualche brunitura, ma esemplare molto buono
1995OTTIME CONDIZIONI
réf. 60864Seuil, Points Essais, 2011, 389 pp., poche, bon état général.
1930réf. 33221Couverture souple. Broché. 429 pages. Rousseurs. Fortes rousseurs à la couverture.
réf. QWA-20792Editions sociales, 1980, in-8 br. (13,5 x 21,5), 717 p., coll. "Terrains", couverture à rabats, bon état.
1985réf. 13406Lieu commun 1985 In-8 broché, 177 pages
1982réf. 110314Gallimard, Le Seuil, coll. « Hautes Etudes » 1982 In-8 broché 23,7 cm sur 15,4. 428 pages. Couverture légèrement passée. Bon état d’occasion.
199913.5x21.5 cm. viii+152 pages. Softcover. In good condition.
1974206 pages. "Compiled from lists prepared by more than 180 librarians around the US." - from Introduction. Usual library markings. Front free endpaper removed. Tight and square with moderate wear. A quality working copy. Book
in-8°, 349 pages, illustrations. Hardcover, no dj. Good. [EN-7]
1975LIEVE SCREPOLATURA DELL'ANGOLO INFERIORE DX DELLA COPERTINA; PER IL RESTO PERFETTO, MAI SFOGLIATO. Sinjavskij, scrittore russo con lo pseudonimo di Abram Terz, fu arrestato nel settembre 1965 e internato nei gulag sovietici, per aver pubblicato all'estero le proprie opere con lo pseudonimo di Abram Terz e accusato di propaganda reazionaria contro lo stato sovietico. Scelse l'Occidente ma con Gorbaciov si riavvicinò al comunismo. Grande avversario di Solzenicyn, confessò di aver collaborato con il KGB. Il libro fu scritto in diversi lager della Mordovia, dove l'autore ha scontato oltre 5 anni di condanna per i libri da lui scritti. È questa la prima opera (difficile definirla: romanzo, diario, saggio?) pubblicata da Sinjavskij in Occidente dopo aver scelto la via dell'esilio. A ogni parte de! libro (tranne l'ultima, che racconta dell'angoscioso inserimento nella vita «libera») corrisponde un anno di reclusione in lager. Una voce dal coro, infatti, è nata giorno dopo giorno da appunti, note di diario, lettere spedite e non spedite, e registra, in contrappunto con le dense riflessioni esistenziali, religiose e letterarie dell'autore, gli «involontari» interventi di innumerevoli e anonimi compagni di prigionia. Ne risulta una struttura arditamente polifonica, dove la raffinata e meditatissima scrittura di Sinjavskij si pone in rapporto dialettico — quasi un'infinita interrogazione sulle sorgenti stesse dell'espressività — con il parlato ingenuo e brutale, sgrammaticato e immaginifico dell'immenso coro dell'universo concentrazionario. Testimonianza originalissima sull'uomo recluso, Una voce dal coro è anche una nuova, straziata condanna di chiunque attenti alla libertà dell'uomo e dell'artista, ma al tempo stesso partecipa la scoperta di un'«altra» libertà: la paradossale e insopprimibile libertà dell'emarginato. Informazioni bibliografiche Autore principale: Sinjavskij, Andrej Donatʹevič Titolo: Una voce dal coro Titolo originale: Golos iz Chora Traduzione dal russo di: Riccardo Gluckner Editore: Milano : Garzanti, 1975 Descrizione fisica: 325 pagine; 21 cm Collana: Narratori moderni Lingua: ITALIANO Soggetti: Comunismo, Unione Sovietica, URSS, Gulag Sovietici, Campi di internamento, Gulag, Russia, Siberia, Biografie, Memorie, Saggi, Letteratura, Lager, Esilio, Prigionia, Solzenicyn, Jurij Daniel, Lavori forzati, Dissidenti, Politica, Storia, Novecento, '900, KGB, Maximov, Plioutch, Nissen, Heller, Perestrojka, Gorbaciov, Stalin, Breznev, Puskin, Communism, Soviet Union, USSR, Soviet Gulag, Internment camps, Gulag, Russia, Siberia, Biographies, Memoirs, Essays, Literature, Lager, Exile, Captivity, Solzenicyn, Jurij Daniel, Forced Labor, Politics, History, Twentieth Century, '900, KGB, Maximov, Plioutch, Nissen, Heller, Perestroika, Gorbachev, Stalin, Brezhnev, Pushkin, Dissidents
2013br. "Sono nata sotto il segno felice del disordine." È l'incipit di una vita, quella di Miriam Mafai, che avrebbe conosciuto molti colpi di scena, in decenni tormentati della storia europea: le persecuzioni razziali, la guerra mondiale, la Resistenza, la parabola grandiosa e tragica del comunismo fino allo sgretolarsi di quella potente illusione. Miriam era nata in una famiglia di artisti: pittore il padre, Mario Mafai, pittrice e scultrice la madre, Antonietta Raphaël, ebrea fuggita dai pogrom della Lituania e giunta in Italia dall'Inghilterra. Visse gli anni terribili dei bombardamenti a Genova e dell'occupazione nazista a Roma, durante la quale assieme alla sorella distribuiva clandestinamente "l'Unità". Nel dopoguerra la passione fortissima prima civile e solo in un secondo tempo politica che ispirò molti della sua generazione la portò a proseguire la militanza come funzionaria del Pci in Abruzzo e assessore comunale a Pescara. Poi gli eventi del 1956, le rivelazioni del XX Congresso del Pcus, l'invasione dell'Ungheria, e il suo trasferimento a Parigi, per cominciare una nuova pagina della sua esistenza. Purtroppo, questo appassionante racconto di una donna e di un secolo si interrompe qui. L'autobiografia che per anni Miriam si era rifiutata di scrivere, e a cui aveva messo mano solo negli ultimi tempi, con impegno crescente e incalzata dalla malattia, non sarà mai terminata. La morte le ha impedito di narrarci la sua seconda vita, quella da giornalista.