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1988réf. 1094591988 Editions Presses Pocket, Collection "Agora" - 1988 - In-12, broché, couverture illustrée - 211 p.
2022ril. A cinque anni dal barbaro assassinio di Regeni e a un anno dall'arresto di Patrick Zaki, la sistematica repressione di ogni forma di dissenso da parte del governo Al Sisi è ormai sotto gli occhi di tutti, e di certo l'Egitto non è più un paese sicuro per ricercatori e studiosi. Questo libro continua e arricchisce con nuovi studi e testimonianze autorevoli il percorso di approfondimento della situazione in Egitto e dei suoi rapporti con l'Italia avviato nel 2020 con la raccolta di saggi Minnena. L'Egitto, L'Europa e la ricerca dopo l'assassinio di Giulio Regeni (Mesogea). Scritti puntuali, appassionati e documentati che fanno luce sui meccanismi repressivi del regime di Al Sisi e sulla disinformazione dilagante in Italia e in Occidente.
2009DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Nel volume l’Autore si sofferma su alcuni risvolti caratteristici di quel fenomeno vastissimo e pluridimensionale chiamato con una categoria insanabilmente ambigua, la modernità. Per un verso si esamina la strutturale valenza antropocentrica del Dio del pensiero moderno, in quanto dio totalitario, a cui fa riscontro la concezione di Dio definita dalla teologia dialettica, e in particolare da Karl Barth. Il capitolo successivo indaga sulle radici della valenza totalitaria che innerva la cultura della modernità, e dunque dell’uomo contemporaneo: ci riferiamo alla riflessione che la filosofia moderna ha fatto del giornalismo, e quindi dell’uomo-massa, da Hegel attraverso Kierkegaard, Nietzsche, Barth. La seconda parte del volume è dedicata alla analisi di alcune fondamentali figure che rappresentano l’opposto del dio totalitario della modernità e dunque dell’Ordine stabilito: -la figura dell’uomo comune, del tutto ignorata dalla filosofia moderna, quale troviamo delineata in Kierkegaard e in Newman, -Antigone, giudice e martire dell’Ordine stabilito -L’evocazione del daimon nella musica di Mozart, nonché nella sua lotta contro l’Ordine stabilito, attraverso un tentativo di ricostruzione biografica. Descrizione bibliografica Titolo: Giuseppe Mario Pizzuti Autore: Metamorfosi della modernità. Il nuovo nome dell'idolo: l'Ordine stabilito. Editore: Napoli: La Città del Sole, 2009 Collaboratore: Dipartimento di Scienze storiche, linguistiche, antropologiche del Consiglio di Amministrazione dell'Università degli Studi della Basilicata Lunghezza: 311 pagine; 22 cm ISBN: 8882924467, 9788882924461 Collana: Volume 23 di Passato e Presente Soggetti: Filosofia, Dialettica, Teologia, Karl Barth, Idolatria, Giornalismo, Kierkegaard, Newman, Uomo comune, Totalitarismo, Antigone, Daimon, Mozart, Nichilismo, Individuo, Libertà, Modernità, Politica, Democrazia, Dio, Formalismo, Lutero, Scolastica, Globalizzazione, Ordine stabilito, Philosophy, Dialectics, Theology, Idolatry, Journalism, Common Man, Totalitarianism, Nihilism, Individual, Freedom, Modernity, Politics, Democracy, God, Formalism, Luther, Scholasticism, Globalization, Order established
2014ill., br. I totalitarismi del Novecento sono stati quasi integralmente liquidati. Sopravvivono fragili fasce di resistenza sui fronti politici, atteggiamenti emotivi non facili da qualificare che si sviluppano tra mitologia e folclore. Restano, soprattutto, tracce architettoniche vistose e magniloquenti, portatrici non solo di storia ma anche di cultura, spettacolo, mentalità. In questa chiave, i saggi qui presentati affrontano il problema della monumentalità totalitaria e delle sue svariate applicazioni in regimi diversi. I Paesi coinvolti non coprono, per ovvi motivi, tutte le possibilità che la situazione universale offre a chi si voglia occupare di rovine o macerie architettoniche, estetiche della politica, ideologie manifeste o criptate. I contributi raccolti nel volume riguardano Italia, Germanie (DDR e Terzo Reich), Cecoslovacchia, Jugoslavia, Unione Sovietica, Albania, Corea del Nord, Cuba. Letture, interpretazioni, indagini illustrate da immagini che coinvolgono architettura, cinema, antropologia, filosofia, storia culturale, cultura visuale, scienze umane.
2019br. Quale eredità ci ha lasciato il XX secolo? Da un lato ha fatto affiorare gli aspetti peggiori dell'essere umano. Ha visto la tragica affermazione del totalitarismo, con le sue due varianti, il nazismo e il comunismo, e gli errori di una democrazia pronta a usare le bombe atomiche contro i propri nemici o a intraprendere "guerre umanitarie" senza curarsi della contraddizione. Insieme con il male, il XX secolo ha però conosciuto anche il suo opposto. Alcuni individui dal drammatico destino e dall'implacabile lucidità hanno illuminato questa epoca oscura con il loro esempio e i loro scritti: Vassilij Grossman, Margarete Buber-Neuman, David Rousset, Primo Levi o Romain Gary hanno dimostrato che è possibile resistere al male.
1977COME NUOVO, MAI SFOGLIATO, PAGINE PERFETTE. PRIMA EDIZIONE. Raccolta di saggi che affrontano varie tematiche, dalla nascita e crisi dello stato repubblicano, a Gramsci, fino ai partiti degli anni 70 e i sindacati. Informazioni bibliografiche Titolo: Masse e potere Collana: Volume 1 di Politica Autore: Pietro Ingrao Editore: Roma: Editori riuniti, Maggio 1977 Lunghezza: 390 pagine, 19 cm Comprende: Perché il dibattito su Gramsci, p. 239-256 Soggetti: Fascismo, Totalitarismi, 1948-1976, Storia politica, Sec. 20, Società, 1943-1980, Democrazia cristiana, Ideologie politiche,1943-1977, Saggi, Stato italiano, Istituzioni politiche, STORIA D'ITALIA, Prima REPUBBLICA, 1946, BOBBIO, Situazioni e condizioni politiche, Capitalismo, Comunismo, Marxismo, Rivoluzione, Resistenza, Costituzione, Partiti politici, Sindacati, Sindacalismo, Classici, Pensiero politico, Valori Parole e frasi comuni antifascista assemblee elettive autonomia avanzata base bisogno blocco borghese cambiamento capacità capitalismo capitalistica cattolico Cecoslovacchia centrale centrismo centro-sinistra ceti classe operaia collocazione Congresso contraddizioni controllo corporativa coscienza crisi critica democrazia rappresentativa democristiana democristiano determinati dialettica dibattito difficoltà dimensione diretta discussione economia egemonia essenziale fascismo fondo forme forze politiche fronte generale governo Gramsci gruppo dirigente ideologie interna internazionale istituzionali istituzioni italiana lavoro legge-truffa Lenin livello lotta macchina statale manovra marxista momento mondiale monopolistica movimento comunista movimento operaio nazionale nuova oggi organismi organizzazione paese parlamento partecipazione polemica popolare popolari posizione potere problemi profonda programma proletario pubblica questione ragione regime ricerca riforma rilancio rivoluzionaria rottura ruolo sbocco scelte scontro sindacale sindacato sistema socialdemocratici sociale società Stalin strategia strumenti strutture sviluppo Togliatti unitario URSS vecchio visione
2016br. Questo libro raccoglie le memorie di prigionia di due martiri albanesi che hanno vissuto la dittatura di Enver Hoxha. Anton Luli e Gjovalin Zezaj svelano il prezzo della grande utopia albanese: passare da paese più arretrato d'Europa a paese guida della rivoluzione mondiale. Tra carceri e torture, gulag e lavori forzati, il sogno egualitario si realizza a rovescio, nell'abbrutimento comune a tutti. Dopo il 1990, con l'avvento della democrazia, gli albanesi scopriranno che la vera felicità non sta nell'agognato consumismo bensì nell'essere e restare umani.
1958réf. 3169280Köln, Westdeutscher Verlag, 1958. XL, 181 S. OLwd (mit OUmschlag).
2008réf. 121394Éditions Imago 2008 In-8 broché 22,7 cm sur 14,2. 231 pages. Bon état d’occasion.
1998réf. 160219Grand Livre du Mois Grand Livre du Mois, 1998. In-8 relié cartonnage souple éditeur de 684 pages. Rares passages discrètement soulignés au crayon de papier en marge sinon Très bon état.
1999Roma, Ideazione, 1999, 16mo brossura editoriale con copertina illustrata a colori, pp. 222.
2020brossura La degenerazione dello Stato liberale ha prodotto come risultato una tra le immani tragedie dell'umanità, un sonno della ragione che ha condotto al baratro della seconda guerra mondiale. Reo il fascismo, complice la monarchia. Eppure il fascismo inizialmente ha incontrato il favore di molti che speravano in una rinascita dopo la "vittoria mutilata" della prima guerra mondiale. Ma quali furono le ragioni che condussero il fascismo al potere? Perché il re, che avrebbe potuto proclamare lo stato d'assedio nel giorno della marcia su Roma, rifiutò di sottoscrivere il decreto? Perché si può parlare di "Stato totalitario" solamente dal 1938 in poi? Perché lo Stato totalitario e non la dittatura? Una serie di domande a cui quest'opera tenta di rispondere attraverso un'analisi dello Stato totalitario nel caso italiano, con un occhio al presente, poiché soltanto nell'indagine di ciò che è successo sta l'antidoto per il futuro.
2004Mm 140x205 Il volume fu pubblicato a New York nel 1940, un anno dopo la morte improvvisa del suo autore. L'ultima e unica opera sistematica di Emil Lederer sullo Stato totalitario riflette le conoscenze e le esperienze da lui accumulate in una vita di studioso delle classi sociali, di economista, di militante dei sindacati nella Repubblica di Weimar e di esule in fuga dal nazismo. Il libro definisce lo Stato "totalitario" (una definizione che mira a includere non solo la Germania e l'Italia, ma anche la Russia bolscevica) come un sistema politico "moderno", la cui novità deriva dall'avere scientemente distrutto la struttura sociale precedente, basata sull'esistenza delle classi e dei gruppi, sostituendola con "lo Stato delle masse". Collana "Economica". Edizione a cura di Mariuccia Salvati. Brossura editoriale di LX-143 pagine. Esemplare in perfette condizioni, come nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1996Mm 135x205 Brossura editoriale di pagine 154, etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2011br. Le rivolte che stanno cambiando l'immagine e il futuro del nord Africa, le lotte pacifiche per la democrazia in Ucraina, Lituania, Slovenia, Cecoslovacchia, ma anche in Bolivia, Mali, Madagascar, Nigeria sono pagine di storia che hanno segnato e stanno segnando il nostro pianeta. Dietro questi movimenti ci sono idee, voglia di libertà, passione civile e, in parecchi casi, c'è la figura di un uomo che con i suoi scritti ha voluto educare e insegnare i modi e i metodi di una rivoluzione pacifica. Quest'uomo è Gene Sharp, i suoi libri hanno fatto il giro del mondo, sono stati tradotti e diffusi via Internet, in copie clandestine, in fotocopie, raggiungendo spesso i luoghi in cui si stava formando la coscienza civile e libera di popoli oppressi. Sharp, filosofo politico di ottantatrè anni, è il maggior esperto mondiale di non violenza e disobbedienza civile. Nel 1983 ha fondato l'Albert Einstein Institute per "lo studio e l'utilizzo della non violenza nei conflitti di tutto il mondo".
2006brossura Il titolo allude a "I demoni" di Dostoevskij, che sono assunti a simbolo dei due grandi mali che hanno condotto alle tragedie del Novecento e hanno alimentato le ideologie totalitarie: il mito della palingenesi sociale e il mito della gestione scientifica dei processi sociali. L'idea aberrante che l'umanità debba essere ricostruita dalle fondamenta ha generato quell'"odio di sé" che ha corrotto la civiltà europea e che François Furet ha definito come la capacità di generare uomini che odiano l'aria che respirano senza averne mai conosciuta un'altra. Le manifestazioni estreme di questa malattia - lager e gulag - esprimono quei miti fondatori: i miti palingenetici (politica razziale o purificazione sociale di classe), la gestione scientifica della deportazione, del lavoro forzato e dello sterminio di massa. L'umanità europea compie azioni di penitenza ma sembra non aver compreso le radici della catastrofe che l'ha devastata. L'"odio di sé" si manifesta nelle ideologie postcomuniste e dell'estremismo pacifista; mentre l'adesione critica all'ideologia scientista assume le forme di un relativismo radicale che nega ogni spazio all'etica, alla morale e alla religione nella vita pubblica, e oltretutto nega la scienza come conoscenza, aumentando così il degrado civile.
1970réf. 2888Le cercle du nouveau livre 1970 334 pages in8. 1970. reliure editeur pleine toile. 334 pages.
1936réf. 8948Grasset 1936 381 pages in8. 1936. broché. 381 pages. Ouvrage de John Gunther analysant l'Europe contemporaine des années 1930 mettant en lumière le rôle des personnalités politiques et la montée des régimes totalitaires en particulier en Italie fasciste en URSS et dans l'Allemagne nazie
réf. 6488La Table Ronde Broché sous jaquette au format approx de 14x20cm , couverture souple éditeur, 248 pages , ensemble défraichi mais intègre . Bon état
réf. 45549Paris, Denoël, 1982. 16 x 24, 256 pp., broché, bon état.
1982Paris, Denoël, 1982. In-8 broché de 256 pages. Quelques passages soulignés au crayon de papier sinon bon état
1982réf. 152142Denoël Paris, Denoël, 1982. In-8 broché de 256 pages. Quelques passages soulignés au crayon de papier sinon bon état
2000réf. 1241082000 Editions de Paris, Paris - 2000 - Fort in-8, cartonnage illustré - 741 pages
2021ril. Due delle maggiori religioni politiche del Novecento, il fascismo italiano e il comunismo sovietico, si fondano su corpi defunti, eletti a sacre reliquie. Nello stesso anno 1924, infatti, Mussolini poneva le spoglie di Alfredo Oriani (morto nel 1909) in un sarcofago di pietra, creando un luogo cerimoniale al Cardello (dov'era nato) e la figura del "precursore" del fascismo; Stalin invece patrocinava l'immortalizzazione di Lenin, appena deceduto, ponendolo in un mausoleo sulla Piazza rossa a Mosca. Il culto del capo era impersonato da due vivi: la retorica intorno a Oriani parava il culto di Mussolini; l'imbalsamazione di Lenin quella del culto della personalità di Stalin. I totalitarismi ponevano così la loro legittimazione non sulle elezioni ma sulla pubblica condivisione dei corpi sacri dei "fondatori". Ne discendeva l'indiscutibilità delle ideologie ridotte a catechismi, un modello di leadership di tipo mistico, il primato dei dirigenti sui militanti. Un "lutto" prolungato impregnava sotterraneamente due morali sociali antindividualistiche, al fine di impedire che la formazione dell'io, propria della modernità, potesse scivolare verso l'individualismo e il corpo "edonista" dell'Occidente liberale. Questo libro ripercorre, attraverso l'attenzione alla sacralizzazione della politica, il ruolo del corpo del capo nella formazione del consenso.
2012br. Un racconto coinvolgente ed entusiasmante dei primi giorni della rivoluzione egiziana, un personale resoconto degli avvenimenti contestuali e successivi alle dimissioni di Mubarak. A parlarne è un giornalista che vive dal 2006 a Il Cairo. Un quadro complesso e realistico viene dipinto dalle voci dalla gente di piazza Tahrir, scrittori, artisti, bloggers ma anche politici, i protagonisti della Primavera araba. Emblematica è l'intervista all'allora non ancora Presidente della Repubblica, Mohamed El Morsi, che mostra la mediazione e la sagacia politica dell'intera organizzazione dei Fratelli Musulmani. La post-rivoluzione con i suoi interrogativi e i suoi attori politici prende forma nell'analisi sviluppata da Vincenzo Mattei che, con estrema lucidità, trae le somme di una situazione ancora in bilico. La valutazione socio-politica delle forze in campo, dagli Shabab, i ragazzi della piazza, ai Fratelli Musulmani, relativi vincitori, fino ai militari, inizialmente alleati della Rivoluzione e successivamente abili destabilizzatori sociali, evidenzia quanto l'Occidente non abbia realmente compreso cosa si urlava nella piazza della capitale egizia.