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1998réf. 500111168Presses Universitaires de France (PUF) 1998 128 pages 11 4x17 4x1 1cm. 1998. mass_market. 128 pages.
1978Mm 135x215 Collana "Metodologia delle scienze e filosofia del linguaggio". Volume nella sua brossura originale con alette, 166 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta, piccoli timbri al frontespizio, colophon e in chiusura del volume, leggere fioriture e un'abrasione al dorso che non rende leggibile parte del titolo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2006Leggi vergogna, telefonate segrete e altro dell'uomo che da anni prende in giro gli italiani, ossia B.
2003réf. Q-0739106651Lexington Books 2003-08-25T00:00:01Z. paperback. New. New. In shrink wrap. Looks like an interesting title! Lexington Books paperback
2005réf. DADAX0742515168Rowman & Littlefield Publishers 2005-01-20. hardcover. New. 6.62x0.84x9.74. Buy with confidence. Excellent Customer Service & Return policy. Rowman & Littlefield Publishers hardcover
2014br. Pubblicato nella primavera del 1945, "Per la comunità cristiana. Principi dell'ordinamento sociale" a cura di un gruppo di studiosi amici di Camaldoli ha segnato il percorso di maturazione democratica del cattolicesimo italiano. Seguendo il magistero di Pio XII, gli intellettuali del Movimento Laureati di Azione Cattolica, in particolare Sergio Paronetto e Pasquale Saraceno, diedero in quelle pagine una compiuta forma dottrinale all'ansia di rinnovamento sociale che attraversava il paese. Nel "Codice" furono travasate eterogenee esperienze - l'attivismo spirituale dei giovani cattolici, la scuola marginalista anglosassone, l'aziendalismo dell'IRI, la riflessione sulla programmazione economica - convergenti nel tracciare una "terza via" sociale allo sviluppo, mediana fra Stato e mercato. Il volume ricostruisce la storia di questa proposta, partendo dalle sue radici culturali negli anni Trenta e allargando successivamente l'orizzonte alla sua ricezione nel secondo dopoguerra, dalla rinascita repubblicana del paese durante la fase dell'Assemblea Costituente fino alla fine della Prima Repubblica. Rapidamente dimenticato dopo la vittoria dell'aprile 1948, di fronte alla crisi del modello di economia mista e alla crescente divaricazione fra politica e società civile, alla fine degli anni Settanta "Per la comunità cristiana" fu riscoperto quale momento dottrinalmente genetico del partito cattolico, un utopico ritorno al passato...
188235pp., 22cm., br.orig., bon état, B81173
1882réf. B81173Anvers, Typ. J.-E. Buschmann 1882 35pp., 22cm., br.orig., bon état, B81173
1976Mm 130x200 Volume nella sua brossura originale, 119 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e gore al dorso. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1992Mm 135x210 Volume in copertina flessibile, ix-248 pagine con tavole a colori non comprese nel testo. Dedica e piccola etichetta in apertura, ma buona copia; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1992Bologna, Re Enzo, 1992, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 191 con numerose tavole fotografiche in nero e a colori nel testo (con dedica autografa originale firmata dell'Autore) .
1992Bologna, Re Enzo, 1992, 8vo (cm. 24 x 17) brossura con copertina illustrata a colori, pp. 191 con numerose tavole fotografiche in nero e a colori nel testo (con dedica autografa originale firmata dell'Autore) . Volume in condizioni eccellenti
2001DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Il testo aiuta a comprendere il processo di modernizzazione iniziato in Guatemala con la rivoluzione liberale del 1871 e proseguito nei tre decenni successivi. L'autrice analizza con particolare attenzione le conseguenze a livello istituzionale, economico e sociale innescate dalla transizione da un regime conservatore post-coloniale a un regime liberale oligarchico moderno. Questo libro analizza alcuni aspetti del processo di modernizzazione in Guatemala, dalla rivoluzione liberale del 1871 alla fine del secolo XIX, nei suoi risvolti istituzionali, politici, economici e sociali. La ricerca si incentra in particolare sulle dinamiche, le contraddizioni, i limiti con cui avvenne la transizione da un regime conservatore post-coloniale a un regime liberale oligarchico moderno. Dall'analisi emerge come il modo in cui fu realizzata la costruzione della nuova nazione liberale abbia comportato la prosecuzione della dipendenza dal mercato estero e il mantenimento ed aggravamento della segmentazione sociale ed etnica. Patrizia Salvetti Insegna Storia dell'America Latina presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università La Sapienza di Roma; è autrice di numerose pubblicazioni di storia politica e storia sociale in età contemporanea, in particolare di storia dell'emigrazione italiana nelle Americhe: negli Stati Uniti, in Nicaragua, in Cile, in Argentina. Tra i suoi lavori più recenti: Immagine nazionale ed emigrazione nella Società Dante Alighieri, Roma 1995; La massoneria italiana a Buenos Aires, "Italia Contemporanea" n.214, marzo 1999. Descrizione bibliografica Titolo: Guatemala, nascita di una dipendenza (1871-1898) Autore: Patrizia Salvetti Editore: Roma: Jouvence, 2001 Lunghezza: 250 pagine; 21 cm ISBN: 8878013005, 9788878013001 Collana: Volume 9 di Politica e Storia Soggetti: Storia contemporanea, Americhe, Etnologia Politica, Colonialismo, Decolonizzazione, Dipendenza, Economia, Potere, Etnie, Saggi storici, America Latina, Liberalismo, Conservatorismo, Geopolitica, Guatemala, Studi Politici, Analisi, Riforme, Stato, Partito liberale, Rivoluzione, Lavoro, Indigeni, Indios, Fincas, Caffè, Vagabondaggio, Ozio, Problemi, Esercito, Professionalizzazione, Scuola Politecnica, Formazione, El Salvador, Nicaragua, Messico, Costa Rica, Honduras, Province Unite, Federalismo, Aziende agricole, Finqueros, Terra, Manodopera, Contadini, Milpa, Mais, Coltivazioni, Cocciniglia, Mandamiento, Lavoratori, Arretratezza culturale, Cafetaleros, Oligarchie latine, Odio di classe, Lotta, Suffragio universale, Diritti civili e sociali, Coloranti artificiali, Progresso, Miri, Cultura locale, Scontri, Sacra Congregazione, Vaticano, Chiesa, Ladinos, Meticci, Lavoro salariato, Immigrazione, Politica agraria, Produzione, Trasporti, Commercio internazionale, Documenti, Bibliografia, Libri Vintage Fuori catalogo, Cronologia, Ottocento, Novecento, Censimento, Popolazione, Granados, El Reformador, Justo Rufino Barrios, Manuel Lisandro Barillas, José Maria Reyna, Manuel Estrada Cabrera, Dittatura, Capitale straniero, Indipendenza, Giustizia, Spagna, Nativi spagnoli, Peninsular, Peso, Portreros, Operai, Zapadores, Contemporary history, Americas, Political ethnology, Colonialism, Decolonization, Dependence, Economy, Power, Ethnicities, Historical essays, Latin America, Liberalism, Conservatism, Geopolitics, Political studies, Analysis, Reforms, State, Liberal party, Revolution, Labor, Indigenous, Coffee, Wandering, Leisure, Problems, Army, Professionalization, Polytechnic School, Training, Mexico, United Provinces, Federalism, Farms, Land, Labor, Peasants, Corn, Crops, Cochineal, Workers, Cultural backwardness, Latin oligarchies, Hate class, Struggle, Universal suffrage, Civil and social rights, Artificial dyes, Progress, Local culture, Clashes, Sacred Congregation, Vatican, Church, Mestizos, Wage labor, Immigration, Agricultural policy, Production, Transport, International trade, Documents, Bibliography, Out of print books, Chronology, Nineteenth century, Twentieth century, Census, Population, Dictatorship, Foreign capital, Independence, Justice, Spain, Spanish natives, Workers
Roma, Armando editore, 1985, in-8, br. editoriale con sovraccoperta, pp. 135, (1). Con bibliografia. (Filosofia e problemi d'oggi, 91).
1931réf. 7079Editions "JE SERS" 1931 306 pages in12. 1931. reliure editeur pleine toile. 306 pages. Ouvrage du pasteur André-Numa Bertrand présentant des réflexions sous forme de notes sur divers aspects du protestantisme et des questions religieuses dans une approche libérale. Le livre a connu plusieurs éditions revues et augmentées entre 1931 et 1946
2021br. Come raccontano le testimonianze e la documentazione biografica raccolte in questo volume, Vittorio Sora è stato un amministratore pubblico preparatissimo e apprezzato. Aveva competenze economiche, studi raffinati di economia politica, buone letture di filosofia, di teologia, di urbanistica, di programmazione territoriale. Appassionato della politica, concepita come il dovere di un servizio alla vita in comune, era un abile organizzatore, un fedele costruttore di amicizie, un catalizzatore di energie, un collante di gruppo. Aveva il carattere di chi guarda al futuro, mai rassegnato. Insegnava che c'è sempre qualcosa di buono, qualcosa di meglio. Basta lasciarsi scaldare il cuore. Era fedele ai principi di universalità cristiana, di laicità dello Stato, di responsabilità individuale del cattolicesimo democratico. Credeva nelle utopie che danno speranza agli uomini. Non fu mai avaro di sé stesso. La vita non gli risparmiò durezze e fatiche, ma gli donò il respiro leggero di un uomo probo che continua a vivere nelle storie della Bassa, nelle memorie di una stagione politica quasi esemplare perché non si allontanò troppo dalla vita.
Torino, ERI/Edizioni RAI Radiotelevisione Italiana, 1975, in-8, br. editoriale, pp. 268.
2016Nel 1926 Keynes scrisse il saggio The end of laissez-faire nel quale sosteneva che il capitalismo senza regole doveva essere considerato finito e, tra il 1944 e il 1946, propose con Beveridge di dare vita al welfare e alle politiche di piena occupazione. Nell'arco di vent'anni la convivenza civile registrò un netto miglioramento delle rilevanti conquiste liberali raggiunte nei secoli precedenti. La tesi di questo lavoro è che il liberalismo, entrato in concorrenza con le forze culturali e politiche che si sono avvalse delle sue proposte propugnando istanze più avanzate in termini di benessere, ha subito a opera della giustizia sociale un'attrazione che si è mostrata fatale e ha condotto alla fine della liberaldemocrazia. Da questi eccessi non sono restate immuni neanche le correnti di pensiero politico alternative che hanno accolto, senza saperle controllare, le spinte crescenti provenienti dalla domanda di assistenza; il combinato effetto di aumenti salariali eccedenti la produttività e di un'azione pubblica sulla redistribuzione del reddito, unita alla negazione dell'utilità del mercato nel contribuire alla crescita e alla giustizia sociale, hanno creato inflazione prima e deflazione poi. Dopo quasi mezzo secolo di conquiste, l'orologio della storia è tornato indietro e ha consentito il ritorno di politiche conservatrici propiziate dall'avvento del processo di globalizzazione, caratterizzato da grandi oligopoli e dall'esplosione di una finanza incontrollata. Autori: Paolo Savona.
2013DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. All'uscita dalla guerra e con il ritorno dell'Italia nel consesso delle nazioni democratiche entro i nuovi equilibri della guerra fredda, la Democrazia cristiana elaborò una propria visione dell'identità del paese e del suo ruolo internazionale. Questa originale ricerca approfondisce l'intenso lavoro di costruzione di miti politici e ideologie svolto dal gruppo dirigente Dc con l'obiettivo di contribuire a un ordine nazionale e internazionale cristianamente fondato. Partendo dalla tradizionale immagine dell'Italia nazione cattolica e mediterranea erede della civiltà latina, la Dc si spostò in quegli anni sul nascente ideale di una nuova patria europea e sull'appartenenza dell'Italia a una comunità atlantica, dove nell'antagonismo con l'Europa orientale comunista l'accento era posto sulla comune radice "occidentale". Paolo Acanfora è ricercatore all'Istituto Sturzo e insegna all'Università Lumsa di Roma. Ha pubblicato «Un nuovo umanesimo cristiano. Aldo Moro e Studium (1945-1948)» (Studium, 2011). Descrizione bibliografica Titolo: Miti e ideologia nella politica estera Dc. Nazione, Europa e Comunità atlantica (1943-1954) Autore: Paolo Acanfora Editore: Bologna: Il Mulino, 2013 Lunghezza: 253 pagine; 22 cm ISBN: 8815247300, 9788815247308 Collana: Volume 661 di Studi e ricerche Soggetti: Società, Scienze sociali, Scienza Politica, Destra, Comunicazione, Governo, Ideologie politiche, Liberalismo, Centro, Democrazia Cristiana, DC, Storia repubblicana, Novecento, Politica estera, Relazioni internazionali, Geopolitica, Dottrine, Dopoguerra, Europa, NATO, Patto Atlantico, Difesa, Civiltà europea, Internazionalismo, Dossetti, De Gasperi, Nazionalismo, Mito, Patria, Unità, Cristianesimo, Patriottismo, Sinistra, Martin Bull, Vera Capperucci, Daniela Saresella, Maria Chiara Mattesini, Antonio Varsori, Daniela Preda, piano Schuman, Bruxelles, Studi di Storia Contemporanea, Altiero Spinelli, Guerra fredda, Mediterraneo, De Michelis, Mario Scelba, Giuseppe Pella, Aldo Moro, Andreotti, Kissinger, crisi di Suez, Integrazione, Medio Oriente, Formigoni, Pietro Nenni, anni Cinquanta, Diritto romano, Chiesa, Cristianesimo, Alleanza Atlantica, Storia d'Italia, Society, Social Sciences, Political Science, Right, Communication, Government, Political Ideologies, Liberalism, Center, Christian Democracy, Church, Republican History, Twentieth Century, Foreign Policy, International Relations, Geopolitics, Doctrines, Postwar Period, Atlantic Pact, Defense, European Civilization, Internationalism, Nationalism, Myth, Motherland, Unity, Christianity, Patriotism, Left, Studies of Contemporary History, Cold War, Mediterranean, Integration, Middle East, Fifties, Roman Law, Christianity, Atlantic Alliance, History of Italy, Political Science
grand in-8°, 590 pp, reliure demi.veau, dos a 5 nerfs, titre et filets dorés, ttes tranches jaspees. Bel exemplaire dans une reliure solide et intacte. [GD8-8]
2019br. La Grande Guerra fu una questione di vita o di morte per la classe politica liberale. Sia al momento dell'ingresso dell'Italia nel conflitto, sia dopo Caporetto il 'mondo liberale' si divise, ma la spaccatura tra giolittismo e antigiolittismo non è sovrapponibile a quella tra neutralismo e interventismo: quest'ultimo rappresentò un nuovo cleavage che passò non solo all'interno della classe politica, ma nell'intera società italiana. La guerra, inoltre, portò per la prima volta a una nazionalizzazione delle masse, contribuì a innescare un processo di 'emancipazione' delle donne, un grande take over industriale e un significativo progresso tecnologico e realizzò quell'unità territoriale che era un'aspirazione dei padri fondatori del Risorgimento. Furono risultati che ebbero tuttavia un prezzo molto alto. Le fratture dell'unità nazionale, che già durante la guerra si erano manifestate, deflagrarono subito dopo, prendendo forma sociale, politica ed istituzionale. E mutati erano anche i rapporti di forza internazionali. Solo alcuni settori minoritari della classe dirigente liberale avevano presagito questi esiti, ma una consapevolezza dei problemi da affrontare non era maturata. Cosicché, attraverso un complesso processo storico, già avviato dalle vicende della guerra, che sono oggetto delle pagine di questo libro, invece del passaggio dallo Stato liberale alla democrazia liberale, si ebbe l'avvento del fascismo.
in-8°, 82 pages, broche, couverture illustree en couleurs. Tres bel exemplaire DEDICACE par l'auteur. [NV-15]
2022br. Il giorno in cui si riordina la soffitta della memoria saltano fuori dalla scatola dei ricordi anche frasi che hanno significato qualcosa. E supponiamo che la frase di tale professoressa Rapposelli "supponiamo di supporre un metro lungo due metri", suggerisca che certi fatti non funzionino con il sistema bianco/nero o vero/falso. La realtà difficilmente si presta a letture unilaterali e il giudizio, di conseguenza, si fa incerto. Supponiamo che Mauro Orletti decida che sia conveniente adottare la logica di "un metro lungo due metri" per affacciarsi in modo eccentrico sulle vicende personali e nell'intimità domestica di un notabile di stazza della Prima Repubblica, personaggio buffo e antipatico, innocuo e autoritario, senza cercare di dirimerne le ambiguità. Sembrerebbe poi che la stessa logica sfocata, svincolata dal criterio giusto/sbagliato, pigiama/non pigiama caratterizzi anche le scelte del nostro uomo. E in questo girare attorno alla vita di Remo Gaspari, sconosciuto ai più ma sedici volte ministro, protagonista assoluto nella gestione dell'alluvione in Valtellina, emerge un passato recente, in parte già finito nel dimenticatoio: la guerra, gli anni '40, la Democrazia cristiana, i dorotei, le Brigate rosse. De Mita e il 2rinnovamento", gli anni '80, il rampantismo socialista, Craxi e Nilla Pizzi, Lupo Alberto e l'amaro Ramazzotti. Vicende e figure che costringono a osservare anche solo un pezzo di mondo in un'ottica e in una postura del tutto particolari: quelle del collezionista di storie.
2017brossura Filippo Ugolini è qui considerato soprattutto nella sua qualità di uomo politico, caratterizzato da sinceri sentimenti religiosi e sensibile al progresso economico e sociale delle classi più disagiate. Dopo una fallimentare parentesi carbonara e dopo una momentanea, e poco convinta, iscrizione alla Giovine Italia, si orientò verso un liberalismo di tipo moderato, scelta che non gli avrebbe impedito di collaborare con la Repubblica Romana del 1849. Esiliato, ebbe stretti legami di amicizia con il migliore ambiente culturale toscano, impegnandosi attivamente con il circolo di Giovan Pietro Vieusseux. Solo in vecchiaia poté infine far ritorno nelle Marche, sua terra d'origine, a ridosso dell'unificazione nazionale. La figura dell'Ugolini emerge da questa ricerca come modello esemplare per ricostruire in un'area periferica dello Stato Pontificio la travagliata evoluzione del sentimento nazionale nella coscienza di un cattolico liberale, verificata nel mutare dei tempi e ripensata nelle diverse contingenze della politica.