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réf. 8354In 12 broché,faux-titre,titre,XXVII,437 pages,2 pages de table des mots compris dans le dictionnaire. Paris Ladvocat,libraire Bruxelles 1826 Une pâle mouillure triangulaire,en tête,en fin de volume de la page 349 à la fin, non coupé.Rousseurs éparses, plus concentrées à certaines pages.Edition originale
1981Dalla Liberazione al potere DC. Edizione riveduta e ampliata.
2012br. Il libro di Carlo Gambescia non ha la pretesa di essere una storia dettagliata né tantomeno un'enciclopedia del pensiero liberale. In realtà, l'importanza dello studio risiede altrove: nel suo essere un saggio, e nel senso più autentico del termine, quello di verificare, come si usa in campo chimico o fisico, la natura, la qualità, il valore di un certa sostanza. La sostanza esaminata è il liberalismo, e in particolare un certo tipo di liberalismo, che l'autore definisce triste, un liberalismo consapevole delle durezze della realtà politica, un liberalismo non ridens, perché non confida in alcuna provvidenziale armonia, né del mercato, né di altro genere, ma assolutamente cosciente di un fatto fondamentale: che si comanda alla politica ubbidendo alle sue leggi.
1998DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. RARO. I due saggi di Bastiat, tradotti da Antonio Falato sono pubblicati per la prima volta in Italia, rappresentano un importante strumento di analisi nell'attuale dibattito sulla crisi del capitalismo e sulla forma di Stato. Dal punto di vista interpretativo, infatti, viene proposta una soluzione all'interrogativo "quale Stato?", proposizione con cui deve fare i conti anche il moderno liberalismo. La chiave del pensiero di Bastiat, nell'interpretazione fatta da Falato, è semplice: il liberalismo non è solo una buona regola di governo, ma il vero principio regolatore di una società libera. E agli intellettuali spetta il ruolo di "giardinieri" della società in cui vivono. Informazioni bibliografiche Titolo: Il potere delle illusioni Collana: Volume 2 di Quaderni Fondazione Einaudi. Testi Autore: Frédéric Bastiat A cura di: Antonio Falato Note generali: Scritti vari Editore: Napoli: Alfredo Guida Editori, 1998 ISBN: 8871882466, 9788871882468 Lunghezza: 124 pagine; 20 cm Soggetti: Politica, Società, Francia, '800, Ottocento, Libera impresa, Teorie economiche, Saggistica, Capitalismo, Protezionismo, Ideologie politiche, Concorrenza, Mercato, Lavoro, Diritti sociali, Legge, Diritto, Scuola austriaca, Giusnaturalismo, Sophismes économiques, Sofismi economici, Proudhon, Jean-Baptiste Say, Charles Comte, Diritti naturali individuali, Libertà, Responsabilità, Proprietà, Patrimonio preda, Spoliazione legale, Racconto della finestra rotta, Costi occulti, Petizione dei produttori di candele, Cobden e la Lega, Liberalismo cattolico, Cultura, giustizia, Economia politica, Saggi, Pamphlet, Stato, Filosofia, 1848, Moti, Polemisti francesi, Bibliografia, Ideologie, Pensiero economico, Melanges d'economie politique, Hobsbawm, Hayek, Antiseri, Classici, Libertarianismo, Libri Vintage Fuori catalogo, Economisti francesi, Politics, Society, France, 19th century, Free enterprise, Economic theories, Non-fiction, Capitalism, Protectionism, Political ideologies, Competition, Market, Labor, Social rights, Law, Austrian school, Natural law, Economic sophisms, Individual natural rights, Freedom, Responsibility, Property, Prey heritage, Legal dispossession, Tale of the broken window, Hidden costs, Petition of candle makers, Catholic liberalism, Culture, justice, Political economy, Essays, State, Philosophy, Motions, French polemics, Bibliography, Ideologies, Thought Economics, Classics, Libertarianism, Out of Print Books, French Economists Parole e frasi comuni Adam Smith Algeria aratro Aristus Armonie economiche attività aumentare benefici bisogni capitale caso cento milioni cento soldi centomila uomini cittadini coercitivo commercio concorrenza conseguenze consumatore contratto sociale contribuenti costi Dario Antiseri economia denaro diritto lavoro effetti ferro belga forza francese franchi Frédéric Bastiat garantire Giacomo Bonomo governo guadagno incoraggiato individuale individui inganno interessi intermediari Lamartine nazionale legge legislatore legittimo Leviatano liberale liberale classica libero scambio macchine Marsiglia mercato Mondor Montagnardi morale mostrare nazione necessario Odessa organizzazione paese paga polemica politica popolo possibile prestito prezzo privato problema produzione progresso protezionismo responsabilità risparmio risultato Robert Nozick Rothbard salari servizi Signor Proibizionista Smith sociale socialismo francese società libera solidarietà spende spesa pubblica statale sviluppo tasche tasse teoria teorico uomo vantaggio
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2011Questo volume si annovera fra i più impegnativi lavori di Friedrich A. von Hayek e tra le maggiori opere del Novecento. È una compiuta ricostruzione dei principi del liberalismo classico, svolta da un autore a cui tutti hanno riconosciuto la profondità dell'acume teorico e la vastità del sapere. E ci fornisce un quadro d'insieme normalmente irreperibile. Ecco perché il testo hayekiano, sebbene apparso originariamente nel 1960, ha una sua prorompente attualità. Irriducibile avversario di Keynes, Hayek ci fa partecipi della ricerca delle condizioni che rendono possibile o impossibile la "società libera". E ci porta per mano, con un linguaggio piano e comprensibile, a esplorare le ragioni gnoseologiche, economiche, giuridiche e politiche della libertà. La base di partenza è costituita dal problema della dispersione delle nostre conoscenze di tempo e di luogo, di cui la concorrenza e il mercato rendono possibile la mobilitazione. La società libera è un irrinunziabile strumento di orientamento, che non ha destinatari privilegiati. L'arricchimento culturale che essa consente è certo: perché getta una potente luce sul mondo in cui viviamo, sulle sue origini, sui suoi travagli e sulle sue prospettive. Prefazione di Lorenzo Infantino, scritti di Sergio Ricossa. Autori: Friedrich A. von Hayek. Traduttori: Marcella Bianchi di Lavagna. Prefazione: Lorenzo Infantino.
2012Friedrich A. von Hayek è stato nel Novecento il maggiore esponente della cultura liberale. Egli offre qui un suggestivo e agile affresco delle idee che si trovano alla base del liberalismo e delle vicende storiche prodotte dal movimento liberale. Il liberalismo è libertà individuale di scelta, che si rende possibile solo tramite la limitazione della sfera d'intervento del potere pubblico. È il "governo della legge", che si sostituisce al "governo degli uomini". E tuttavia lo schieramento liberale ha due anime: quella rigorosamente evoluzionistica, prevalente nella tradizione britannica, e quella razionalistica, prevalente nella tradizione continentale europea. Esse hanno trovato convergenza su alcuni "postulati essenziali", quali la libertà di pensiero, di parola, di stampa. Ma l'accordo ha carattere "meramente verbale": perché il liberalismo di tipo britannico ha assunto come "valore supremo" la libertà individuale, mentre il liberalismo di tipo continentale si è venuto quasi a identificare con il movimento democratico. Il che complica le cose. La democrazia e il liberalismo si occupano infatti di due differenti problemi. La prima si chiede a chi spetti governare; e la sua risposta è che tocca ai cittadini nel loro insieme. Il secondo pone invece la questione relativa all'estensione dell'intervento del potere pubblico; e la sua risposta è che quel potere deve svolgere un compito residuale, in modo da dare spazio alla più libera cooperazione sociale. Prefazione di Lorenzo Infantino. Autori: Friedrich A. von Hayek. Traduttori: G. Minotti.
2017Fu soltanto nel “Handwoerterbuch der Sozialwissenschaften” - la prima imponente opera collettiva in 12 tomi progettata e realizzata in Germania negli anni 1956-1965 dopo la catastrofe del regime nazionalsocialista - che i due grandi esuli della scuola marginalista austriaca, von Hayek e von Mises, introdussero per la prima volta in una Enciclopedia di scienze economico-sociali tedesca le due voci, distinte ma organicamente interconnesse, di “liberalismo politico” e “liberalismo economico”, restituendo loro quella piena autonomia concettuale ed espositiva che una lunga tradizione enciclopedica di impostazione social-storicista aveva negato omettendone persino i termini, sostituiti con quelli riduttivi di “dottrina libero-scambista” e “scuola manchesteriana”, oppure ricondotti nell’alveo dei concetti generali di “individualismo” e “interesse personale”. A integrazione necessaria delle due voci magistrali mai tradotte in italiano, sono state qui aggiunte le voci altrettanto illuminanti “Scuola di Vienna” di von Hayek, e “mercato” di von Mises. I testi sono accompagnati dai saggi dei due curatori. Nei primi due viene esposto in maniera essenziale l’itinerario intellettuale dei due autori; nel terzo si pone l’attenzione sul continuativo - e poco esplorato - rapporto degli esponenti della scuola marginalista austriaca con le enciclopedie delle scienze economico-sociali. Autori: Friedrich A. von Hayek, Ludwig von Mises. Curatori: Dario Antiseri, Enzo Grillo.
2013br. In questo libro, ormai un vero e proprio classico, il premio Nobel Milton Friedman e sua moglie Rose offrono argomenti a favore dell'economia di mercato. Per i due Friedman, solo attraverso il libero mercato è infatti possibile tutelare i consumatori e i lavoratori, raggiungere elevati livelli d'istruzione, evitare l'inflazione e la disoccupazione, consentire ai cittadini di vivere in sicurezza. Pubblicato originariamente nel 1980, "Liberi di scegliere" evidenzia come la perdita della libertà generi costi gravosi, dato che troppe leggi e regolamenti, una spesa pubblica fuori controllo e una tassazione predatoria impoveriscono la società nel suo insieme. In queste pagine Milton e Rose Friedman sviluppano pure un'analisi sulle potenzialità della cooperazione spontanea fra individui. Consentendo a chiunque di cooperare anche a grande distanza, il mercato rappresenta per giunta un argine alla formazione di qualsiasi concentrazione di potere politico.
189546pp., 21cm., br.orig., peu de rousseurs, bon état, B81148
1895réf. B81148Bruxelles, Impr. Vanbuggenhout 1895 46pp., 21cm., br.orig., peu de rousseurs, bon état, B81148
1966Flammarion 1966, In-8 broché, 345 pages. Bon état.
2019ill., ril. È sopravvissuto a due guerre mondiali, sette papi, la monarchia, il fascismo, la Prima Repubblica e la Seconda. E a sei processi per mafia e omicidio. Giulio Andreotti è stato un esemplare unico del potere in Italia per longevità, sopravvivenza agli scandali, dimestichezza con gli apparati dello Stato e del Vaticano, consuetudine con le classi dirigenti mondiali del passato. È stato unico perfino nell'aspetto fisico, che ha nutrito generazioni di vignettisti. A cento anni dalla nascita, il 14 gennaio del 1919, ripercorrere la sua vita e la sua epoca significa fare i conti con la distanza siderale tra la sua Italia e quella di oggi. Dopo essere stato incombente per mezzo secolo come uomo di governo e come enigma dell'Italia democristiana, Andreotti non c'è più. E non solo perché è morto, il 6 maggio del 2013. Non esistono più la sua politica, la sua cultura, il suo Vaticano. Rimane solo l'eco lontana e controversa del «processo del secolo», che doveva chiarire le sue responsabilità e che invece si è concluso nel modo più andreottiano: con una verità sfuggente. Nel suo libro, ampiamente rivisto e aggiornato per questa nuova edizione, Massimo Franco racconta e analizza Andreotti e il suo mondo: gli alleati, i nemici, il suo alone intatto di mistero, ma anche la famiglia invisibile per decenni, e sorprendente nella sua stranissima normalità. Attraverso la silhouette curva del «Divo Giulio», aiuta a capire che cosa siamo stati e non siamo più. In un'Italia che cambiava o fingeva di cambiare, Andreotti rimase sempre se stesso: nel bene e nel male. Emblema e garante dello status quo nell'era della guerra fredda, ha rappresentato l'«uomo del Purgatorio» per antonomasia, in una nazione in bilico tra Paradiso occidentale e Inferno comunista. Ha permesso a un'Italia di specchiarsi per mezzo secolo in lui, di sentirsi migliore, o forse solo di auto-assolversi. Le ha fornito la bussola: un pessimismo di fondo sulla natura umana, alleviato dall'ironia.
1980DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI GENERALI, MAI SFOGLIATO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA: PAGINE INTERNE PERFETTE. TIMBRO IN ANTIPORTA. Informazioni bibliografiche Titolo: Scritti politici di Francesco Saverio Nitti Introduzione e cura di: Rolando Nieri e Romano Paolo Coppini, Volume 1 Collana: Volume 5 di SC/10: Scrittori politici italiani Editore: Milano: Feltrinelli, 1980 Lunghezza: 311 pagine; 22 cm Copertina di: Bob Noorda, Massimo Vignelli Soggetti: Politologia, Scienza Politica, Liberalismo, Filosofia, Stato Liberale, Fascismo, Marxismo, Benedetto Croce, Storicismo, Dialettica, Materialismo Storico, Bolscevismo, Capitalismo, Economia Politica, Meridionalismo, Questione, Sud, Mussolini, Ottocento, Novecento, Biografie politiche, Bibliografia Parole e frasi comuni Adam Smith agraria agricolo alcune alti salari attività aumento avea base Basilicata bassi salari bisogno bolscevismo borghesia Brassey capitale capitalistico causa civiltà classe dirigente classi medie concezione condizioni contadini creare crisi dell'Italia democrazia determinare emigrazione fascismo fenomeno finanziaria forme forza Francesco Saverio Nitti generale Germania governo gran grandi guerra Ibid idee industria industriale Inghilterra interessi italiana emigrazione operaio lavoro legge Lenin liberale libertà lotta di classe macchine maggiore malaria Marx marxismo masse mente Mezzogiorno migliori milioni miseria movimento Napoli nazionale nazione necessità Nord operai paesi bassi parassitismo politica popolo possibile possono problemi prodotti produzione programma progresso province pubblica questione meridionale radicale regime ricchezza riforme rivoluzionario rivoluzione Russia secolo XX sistema situazione Smith socialismo scientifico utopistico società spese spirito storia storico sviluppo economico tecnica tendenza trasformazione uomini
1982EINAUDI PBE 1982 XV - 315 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO, PERFETTO. I saggi dedicati da Francesco Forte a Luigi Einaudi costituiscono nel loro insieme un utile strumento propedeutico per conoscere la figura dell'economista piemontese. Il pensiero di Einaudi è presentato, attraverso il dialogo critico, o la polemica esplicita, con alcuni tra gli interlocutori principali del suo universo intellettuale: con Keynes, da cui certo lo separa una diversa concezione dell'indebitamento statale, ma a cui lo avvicina, molto più di quanto non si sia messo in rilievo, una valutazione positiva della spesa pubblica produttiva; con Nitti, contraltare di tante prese di posizione a difesa del rigore nell'amministrazione; con Vanoni, con cui è sviluppata un'intensa discussione sui criteri di equità dell'imposizione fiscale. Il filo conduttore che lega queste battaglie einaudiane è, per Forte, la tesi secondo cui la centralità e la preminenza dell'iniziativa privata non sono inconciliabili con una giusta valutazione dei compiti e degli ambiti dell'intervento economico dello stato. Ma l'autore evidenzia soprattutto il carattere della riflessione di Einaudi: una tensione civile sempre sostenuta da un impegno analitico concreto, ma anche connessa con una carica di «esortazione profetica». Indice Introduzione. I. Einaudi e Keynes: libera iniziativa, capitalismo e piena occupazione. II. Einaudi e Nitti: ruolo economico dello stato; Nord-Sud ed Europa. III. Einaudi e Vanoni: i principi e la prassi fiscale. IV. Luigi Einaudi, il problema sociale, i liberali, i socialisti. V. Luigi Einaudi, la moneta, il sistema bancario, le crisi. Indice dei nomi.
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2009cm. 17 x 24, xviii-376 pp. Fondazione Luigi Einaudi. Torino - Studi Il pensiero di Luigi Einaudi ? rivisitato tratteggiando la sua formazione e carriera scientifica, le sue battaglie di ?economista appassionato? su giornali e riviste. Seguono l?analisi del modello einaudiano di finanza pubblica conforme al mercato, cogli sviluppi riguardanti lo stato sociale; il dibattito Einaudi-Croce su liberalesimo e liberismo e il dialogo Einaudi-Ropke sull?economia sociale di mercato; infine la preveggente teorizzazione della federazione europea e dell?economia dei mercati globali. The volume revisits the thought of Luigi Einaudi presenting his scientific background and career, the ?passionate economist? fighting his battles in newspapers and reviews. It also analyses Einaudi?s model of public finance in a market system and its relationship to the welfare state, the debate between Einaudi and Croce on liberalism and liberism, the dialogue between Einaudi and Ropke about social market economy, Einaudi?s prophetic vision of European federation and global market economy. 700 gr. xviii-376 p.
2016br. Il rapimento e l'assassinio per mano delle Brigate rosse, nel 1978, hanno finito per concentrare in quella fine tragica la memoria di Aldo Moro. Nell'intento di riscoprire nella sua interezza questo significativo protagonista della storia italiana, il libro ne tratteggia un profilo biografico completo: l'intellettuale, il giurista, il dirigente delle associazioni cattoliche, il costituente, il politico, lo statista. Moro fu il principale stratega del centro-sinistra e della "solidarietà nazionale", ma anche a lungo guida del governo e della politica estera italiana. La sua esperienza assunse un carattere drammatico non solo per il violento epilogo ma anche per la crescente difficoltà nel tenere assieme Stato e società, innovazione e tradizione, cambiamento e coesione, in un sistema sociale e politico messo a dura prova dalla transizione degli anni Settanta.
2021brossura Quale potrebbe essere l'esito del tormentato processo di transizione che stiamo vivendo? Quale blocco sociale si dovrebbe o potrebbe costruire per marciare verso una civiltà postcapitalista? Quali forme dovrebbe o potrebbe assumere il socialismo del XXI secolo? Dopo il tramonto dell'egemonia americana ci aspettano la rivoluzione o il caos sistemico? Quali idee per una nuova alleanza tra ambientalismo e socialismo? Perché rivendicare la sovranità nazionale non implica regredire ai nazionalismi del secolo scorso? A questi e altri interrogativi cercano di rispondere i dieci autori - Pierluigi Fagan, Carlo Formenti, Carlo Galli, Manolo Monereo, Piero Pagliani, Onofrio Romano, Raffaele Sciortino, Alessandro Somma, Alessandro Visalli e Andrea Zhok - che hanno collaborato alla stesura di questo volume sugli scenari ipotetici di un futuro che potrebbe ridisegnare la geopolitica mondiale e rivoluzionare i rapporti di forza tra classi sociali, popoli e nazioni.
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