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1966Mm 110x180 Collana "Universale Economica Feltrinelli" - Brossura originale, xxvii-447 pagine. Prefazione di Eugenio Garin. Ottima copia, dorso ingiallito. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1945Mm 140x220 Collana "Collezione storica". Terza edizione - Volume cartonato con copertina a stampa, 495 pagine. Tracce di umidità alla copertina e all'antiporta, peraltro in condizioni molto buone. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1946in-8°, pp. VIII-499. Leg. in cartonato edit. con tracce del tempo e d'uso sui piatti, piccoli guasti sul dorso e sulle cerniere.
19464°ed. (Collezione storica). 8°, pp.VIII 409 (5). T. cart. edit. Indice: Introduzione: Secolo XVIII; Parte I: Forme storiche del liberalismo (Liberalismo inglese; Liberalismo francese; Liberalismo tedesco; Liberalismo italiano) - Parte II: Il liberalismo nel suo significato europeo (Che cos'è il liberalismo; Liberalismo e democrazia; Liberalismo e socialismo; Stato e Chiesa; Libertà e nazione; Crisi del liberalismo).
Bari,Laterza,1945. In 8°pp.VIII+502n. Cartone Editoriale.
1966Milano, Feltrinelli, 1966, 16mo brossura con copertina illustrata, pp. XXVIII-446 (UE).
1925cartone edit., parzialmente fogli chiusi, taglio superiore rosso, lievissime tracce d'uso al dorso
2021br. "Storia del liberalismo europeo" di Guido de Ruggiero non è solo un prezioso contributo alla comprensione e allo sviluppo delle idee e dei partiti liberali in Europa tra Settecento e Novecento, ma anche e soprattutto una veemente protesta contro la distruzione dello stato liberale italiano compiuta dal fascismo e quasi una solenne sistemazione di un patrimonio da salvare, da ripensare e da rendere di nuovo fruttuoso. La carica di protesta che ebbero queste pagine durante il periodo fascista non va sottovalutata, né il valore che quest'opera ebbe nell'educazione delle nuove generazioni e la sua costante presenza in quel fronte culturale che cercò un terreno comune nella "religione della libertà". Si tratta dunque di un capitolo importante della resistenza degli "intellettuali" tra il 1925 e il 1940 e un testo fondamentale per intendere la storia delle idee liberali non solo in Italia. Prefazione di Corrado Ocone.
1962(Universale economica). 16°, pp. XXVII (1) 446 (6). , ottima mz. perg. con angoli, tass. in pelle con tit. al dor. Contiene: Introduzione: il sec.XVIII; Parte I: Le forme storiche del liberalismo (Liberalismo inglese; Liberalismo francese; Liberalismo tedesco; Liberalismo italiano) - Parte II: Il liberalismo nel suo significato europeo (Che cos'è il liberalismo; Liberalismo e democrazia; Liberalismo e socialismo; Stato e Chiesa; Libertà e nazione; La crisi del liberalismo).
Bari, 1923, in-8, cartone editoriale. Taglio superiore rosso.
188468pp., 21cm., br.orig., bon état, B81134
1884rif. B81134Bruxelles, Impr. Gustave Fischlin 1884 68pp., 21cm., br.orig., bon état, B81134
1966In-16 (cm. 20), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale), pp. 267, (5). In buono stato di conservazione (good copy).
1958Complete in 2 volumes: vi + 508pp. (continuous pagination), 27cm., softcovers, unpublished doctoral dissertation in Philosophy at the Catholic University of Leuven (Belgium), good condition, weight: 2.2kg., F102642
2018br. Già deputato popolare, perseguitato e incarcerato dal regime fascista, senza un impiego stabile, nel 1929 De Gasperi fu assunto come bibliotecario nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Lì, in una sorta di esilio interno, trascorse gli anni della dittatura, durante i quali tenne in un suo quaderno segreto il diario che vede oggi la luce. Non un diario intimo ma, dall'osservatorio privilegiato del Vaticano, riflessioni e note sulle relazioni fra la Chiesa e lo Stato fascista, la situazione dei cattolici in Italia e nella Germania nazista, più tardi sugli albori della Democrazia cristiana. Si tratta di pagine assai rilevanti per il loro valore storico e documentale, che gettano luce sul percorso intellettuale di De Gasperi ma anche sull'evoluzione della politica cattolica durante il pontificato di Pio XI e Pio XII.
2007ril. Questo secondo volume affronta un periodo cruciale nella vita dello statista trentino, quello che copre gli anni tra la fine del 1918 e il 1942. Divenuto nella durissima esperienza della guerra l'autorevole portavoce della comunità trentina, concludeva quell'esperienza approdando in Italia come il più rappresentativo referente della provincia ormai "redenta". Si apriva così una fase che sembrava proiettarlo ai vertici del sistema politico italiano con la sua inserzione a pieno titolo e in posizioni sempre più rilevanti nel nuovo Partito popolare italiano fondato da don Sturzo. In questa veste egli diventava un protagonista dei burrascosi anni del dopoguerra, con la fallita stabilizzazione della democrazia italiana e con l'irrompere sulla scena politica del fascismo. Perseguitato, privato delle sue cariche e per un certo periodo anche della sua libertà, si adattava a un duro "esilio interno" in un'Italia assai diversa da come l'aveva sperata. Nonostante le difficoltà materiali (risolte parzialmente nel 1929 con un piccolo impiego presso la Biblioteca Vaticana) si manteneva attivo con una vasta attività di traduttore e di pubblicista, sia su riviste specializzate che su periodici. In questi scritti lasciava testimonianza di quella cultura e di quella sensibilità che aveva maturato negli anni precedenti, confermando l'ampiezza internazionale del suo orizzonte. Nel 1942 l'aprirsi della palese crisi del regime fascista gli avrebbe schiuso gli orizzonti di una nuova fase privata e politica.
1963In-16° pp. 300, bross. edit. coll. economica. Stato di nuovo.
1963Milano, Garzanti, 1963, 16mo brossura con copertina a colori, pp. 300 (Saper tutto antologie, 307 - 310).
2017Mm 150x210 Brossura editoriale di 297 pagine alcune delle quali sottolineate con uso di evidenziatore color rosa, peraltro buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1959rif. 67729Couverture rigide. Reliure toile de l'éditeur. 301 pages.
fort volume in-8, 927 pp., broché, couv. Tres bel exemplaire. [MI-8]
rif. SONG0739181068Used: Good unknown
2010Il messaggio cristiano libera l'uomo dall'idolatria: il cristiano non può attribuire assolutezza e perfezione a nessuna umana istituzione, a nessun evento storico. È, dunque, per decreto religioso che lo Stato non è tutto, non è l'Assoluto. Per il cristiano solo Dio è il Signore: Kàysar non è Kyrios. E sia con la dissacrazione e relativizzazione del potere politico sia con il valore dato alla libera e responsabile coscienza di ogni persona, il cristianesimo ha creato, a livello politico, una pressione a volte travolgente sull'elemento mondano antitetico. Ed esattamente su di un breve tratto di questa storia - del periodo che dagli anni del nostro Risorgimento giunge ai nostri giorni - il presente libro intende richiamare l'attenzione, delineando le idee di fondo di figure quali: Taparelli d'Azeglio, Gioacchino Ventura, Raffaello Lambruschini, Vincenzo Gioberti, Antonio Rosmini, Alessandro Manzoni, Luigi Sturzo, Luigi Einaudi, Angelo Tosato. Pensatori italiani, spesso ignorati anche dal mondo cattolico, i quali costituiscono anelli preziosi della più ampia e grande tradizione del cattolicesimo liberale. Autori: Dario Antiseri.