1986rif. REG6541MBroché, 170 pages, paru en 1986 chez J.-P. Dugène, très bon état général.
rif. 11917- Lyon, Librairie Générale Henri Georg - Collection des Opuscules Lyonnais N° 4 - Opuscule de 23 pages, belle réalisation - titrage rouge et noir sur élégante couverture souple et page de faux titre de même rappel - dans un tirage limité à 100 exemplaire celui-ci sur Hollande.
1884rif. boz_005321Antoine Héron de VILLEFOSSE. Lettre autographe signée et datée du 12 février 1884. Dimensions : 10.5 x 16.7 cm. 1 page. Etat : Bon état malgré la présence de deux onglets au verso. Antoine Héron de Villefosse est un archéologue français, né en 1845 et mort en 1919 , spécialiste d' épigraphie latine . Envoi soigné dans un emballage rigide et étanche. N’hésitez pas à visiter ma boutique et affiner vos recherches en fonction des catégories qui vous intéressent. Ma boutique L'Art Délivré. Lettres autographes, vieux papiers, livres anciens, photographies, gravures, timbres… Nous expertisons et/ou rachetons dans toute la France vos lettres, collections de lettres et livres anciens. Merci de votre visite. Jérôme KAYSER.
1955rif. 48069Couverture souple. Broché. 141 pages.
rif. VLE-409P., Rouen, , 1852, in-8, VII+131pp. illustrées d'un frontispice et de 27 sujets gravés sur bois. Envoi de l'auteur à Mr Vitet. Edition originale broché
1892rif. GITk079Paris Ernest Leroux Imprimerie Nationale 1892. Fort in-4 carré broché 3 feuillets non chiffrés XXIV 809pp dont table des matières 1 feuillet non chiffré table des planches. Orné de quelques figures dans la texte et 22 illustrations hors texte ainsi réparties: 10 héliogravures (7 vues, 3 d'objets de fouilles ou d'épigraphie dont 2 sur double page): 6 plans (3 en noir dont 1 sur double page et 3 en couleurs); 6 cartes (3 en noir, 3 en couleurs dont 1 dépliante et 1 grande dépliante en fin d'ouvrage). Exemplaire imprimé sur papier vergé. Couverture poussiéreuse, dos brisé, quelques pâles rousseurs ou brunissures claires. Collationné complet du texte et des 22 planches.
1866rif. GITk009Sans lieu Août 1866. In-8 paginé 63 à 126pp. Demi chagrin acajou, dos lisse avec le titre doré en long, reliure ancienne. Manque de cuir sur environ 2cm au bas du dos, mention manuscrite au stylo à bille "annuaire SENA 1867 2e année" sous le titre. Intérieur de la plus grande fraîcheur et complet, reliure solide, malgré le défaut signalé. Intéressante étude à la fois historique et épigraphique. (5043)
1873rif. GITj982Malaga 1873. In-8 4 feuillets non chiffrés 2-256pp. Pleine basane blonde mouchetée, dos à nerfs rehaussés d'un filet perlé, pièce (auteur) rouge et (titre) verte, reliure de l'époque. Orné d'une figure dans le texte et 8 planches dépliantes: 3 de stèles gravées en latin et 5 reproductions en fac simile sous serpente des stèles en bronze découverte à Osuna. Bel exemplaire frais et complet dans une reliure postérieure en bon état et décorative. Remarquable étude en langue espagnole sans traduction française.
rif. 057962Paris Editions A. et J. Picard 2005 in 8 (24x16,5) 2 volumes brochés, couvertures illustrées, VIII et 1167 pages, pagination continue. Collection '' Antiquité / Synthèses '', 8. Bel exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
rif. IXY-390Université de Haute Bretagne Rennes II/ Institut armoricain de recherches économiques et humaines (IAREH), Librairie Klincksieck, Paris, 1978, 245 + 296 p. ill. n&b, annexes, plans, cartes, bibliographie, 60 planches dont 16 hors texte regroupées dans un cahier en fin d’ouvrage. Broché, 15,6 x 24 cm.
rif. QWA-6312L'Harmattan, 1978, grand in-8 rel. pleine toile (19 x 25), VII-458 p., illustré de quelques photos et croquis, couvertures conservées, très bon état.
rif. QWA-3029Presses Universitaires de France, 1986, 253 p., in-8 br., coll. "Essais et Conférences du Collège de France", préface de Jean Leclant, 63 figures in-t., 108 planches h.-t., très bon état
2002rif. LFA-126716076N° 279 (Décembre 2002-janvier 2003) 142 pages, format 215 x 285 mm, illustré, broché couverture couleurs, bon état
2005rif. GITc434Lyon Editions du Cosmogone sd v 2005. Grand in-8 broché couverture illustrée 328pp 23 feuillets de bibliographie, sources et table. orné de 125 figures dans le texte. très pâle mouillure sur le 2e plat de couverture ayant fait se gondoler quelques pages sans gravité.
2005Perri, Basilio Il Senatus consultum de Bacchanalibus in Livio e nell'epigrafe di Tiriolo. Soveria Mannelli, Calabria letteraria 2005 italian, 225 AP.6Brossura editoriale,volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda ,225 pagine circaCopertina come da foto
2000Augusto Fraschetti (a cura di) La commemorazione di Germanico nella documentazione epigrafica : convegno internazionale di studi, Cassino 21-24 ottobre 1991. Roma, L'Erma di Bretschneider 2000 italian, 263 AP.6Copertina rigida, In cop.: Tabula Hebana e tabula Siarensis, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda , 263 pagine circaCopertina come da foto
2002brossura Le iscrizioni paleocristiane sono una fonte preziosa per conoscere meglio tanti aspetti della società cristiana dei primi secoli. Gli studi qui raccolti ne sono una prova eloquente: le testimonianze epigrafiche fanno emergere molti elementi utili e talvolta inediti sulla lingua usata dei fedeli di allora, sulla loro religiosità, sulla loro affettività, sulla loro concezione sociale e su tanti particolari, di cui nessun documento ufficiale ha mai fatto cenno.
2010ill., ril. Da sempre l'umanità riflette sulla propria fine, alimentando la speranza di una vita oltre la morte, o chiudendosi entro l'orizzonte di una dimensione puramente terrena. Nell'un caso e nell'altro, monumenti e iscrizioni funerarie stanno a testimoniare un "sentire" che si manifesta nell'elogio delle virtù del defunto o nell'espressione del dolore dei sopravvissuti. Tra i vivi e i morti si stabilisce quell'intenso rapporto affettivo che il Foscolo definisce "corrispondenza d'amorosi sensi". Se fino al Settecento molte epigrafi contenevano il riferimento alla mort de soi (ossia alla morte del soggetto, al corpo sepolto e al suo disfacimento in attesa della risurrezione), intorno alla metà del secolo prevale l'attenzione per la mort de toi, che si esprime nel dolore dei vivi che piangono la scomparsa dei propri cari. La morte non annulla il legame con i defunti: essi continuano a vivere nella memoria personale e collettiva e spesso in un aldilà definibile sia in termini di fede cristiana sia in forme di spiritualismo laico.
2021ill., br. Questa raccolta ripropone le pubblicazioni che meglio consentono di delineare, all'interno della vasta produzione scientifica di Alfredo Buonopane, i suoi concreti itinerari di ricerca connessi con l'ambiente geografico della sua sede universitaria di appartenenza. Il volume si articola in tre grandi sezioni: epigrafia veronese vera e propria, temi economico-sociali e interessi collezionistico-antiquari.
2020br. "Terra ateniese abitata da Ateniesi, estensione dell'Attica al di fuori dei propri confini, appendice cittadina sottoposta alla tutela della città madre: tutto questo fu Lemnos e molto altro ancora. Fu anche un'isola pianeggiante e ricca di prodotti cerealicoli, dove le spighe di grano crescono fino a ridosso delle spiagge marine. Fu un irrinunciabile punto di sosta e di smistamento al centro delle rotte del Nord-Egeo, cuneo strategico tra Europa e Asia. A fronte di realtà documentarie complesse e articolate, questi Studi su Lemnos intendono far luce sullo straordinario rapporto di gemmazione che legò Atene al suo insediamento oltremare. A partire da quel prospero V secolo, in cui il forte dominio imperialistico di Atene assicurò un legame esclusivo con l'isola di Lemnos, annullando le distanze reali di tipo geografico. E a proseguire poi con le età successive, in cui la lontananza geografica si fece, via via e (...)".
2019ril. La civiltà greca, forse più di ogni altra cultura antica, sembra aver avuto una particolare predisposizione a iscrivere quasi qualunque oggetto, prodotto, spazio utili a contenere lettere, frasi, veri e propri testi articolati, finanche componimenti poetici di altissima fattura. Centinaia di migliaia sono le testimonianze di epigrafi che la Grecia antica ci ha lasciato. Fra queste, un posto di rilievo occupano le epigrafi di carattere sepolcrale, e, fra queste, le epigrafi in versi. Commissionate soprattutto dalle famiglie più colte e facoltose, queste testimonianze aprono un orizzonte tutto da scoprire sulla civiltà antica: greca, ma non solo, visto che in lingua ellenica, sentita come la lingua della cultura e della poesia, sono realizzati anche epitaffi per uomini e donne romani, italici, o di altre aree del mondo antico. Sfogliare le "pagine di pietra" di questo affascinante repertorio mette di fronte il lettore a migliaia di individui: uomini e donne, bambini e anziani, che vissero e morirono nelle più diverse situazioni. Mette di fronte il lettore, in una parola, alla vita. I casi che ci rivelano colpiscono, a volte per la drammaticità degli eventi, altre volte per la serenità di chi ha saputo affrontarli, spesso per la disarmante attualità di tante sventure, di allora e di oggi. Testi reali, composti da poeti sconosciuti, per uomini e donne che hanno lasciato in tal modo il loro ricordo nei secoli: anziani che hanno concluso la vita con una vecchiaia serena e giovani morti prematuramente; naufraghi sfortunati e soldati gloriosi; fanciulle appena sposate che Ade ha strappato agli affetti e medici che, dopo aver curato altri, non hanno potuto curare se stessi. Il quadro che emerge dalle oltre duemila testimonianze è quello di una società multiforme e, per molti aspetti, simile alla nostra: una vera e propria Spoon River dell'antichità. Nel 1955 il grande epigrafista tedesco Werner Peek pubblicò la più importante raccolta, a tutt'oggi, di epigrammi sepolcrali greci, dall'età arcaica all'epoca cristiana. In oltre dieci anni di lavoro, Franco Mosino, grecista e linguista scomparso nel 2015, tradusse e commentò, per la prima volta al mondo, la raccolta del Peek. Emanuele Lelli, in collaborazione con un gruppo di studenti del Liceo Tasso di Roma, ne ha curato la revisione, l'aggiornamento e l'introduzione. La Prefazione di Giulio Guidorizzi poi apre orizzonti di lettura suggestivi, antropologici e letterari. Un'opera, dunque, che rende finalmente disponibile al pubblico italiano un materiale imponente per quantità, e particolarissimo per contenuti: un insostituibile strumento per ogni studioso di antichità classiche, ma anche un affascinante viaggio nel quotidiano dei greci, per il lettore curioso di oggi.
1866In-4° pp. 68, bross. muta coeva priva del dorso.
1916In-4° pp. 310 su (334 mancano le prime 23), con centinaia di ill. e facsimili n.t. e 5 tav. f.t. Bross. edit. Intonso. Molto interessante la documentazione fotografica.
1981Busta editoriale in-4 contenete 18 tavole incluse le due doppie. Ben conservato.
1988In-4° pp. XVI-346 con due carte f.t. Bross. edit. ill. con margini rinforzati con nastro trasparente.