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2022br. La storia di una delle sovrane più famose del Novecento attraverso le sue lettere e la corrispondenza del suo entourage.
2018ill., br. "Una regale rosa nuziale, ecco cos'era quando l'Austria la consegnò alla Francia. Anche i francesi ne rimasero incantati: la trovarono così bella che non se la sarebbero più lasciata sfuggire". Con queste parole Ida von Düringsfeld ci presenta la "sua" Maria Antonietta: una delicata e affascinante fanciulla appena quattordicenne, giunta in Francia per sposare il futuro Luigi XVI. Un destino che sembrava essere stato benedetto dagli dei e che invece, appena vent'anni anni dopo, si tramuterà in un vero e proprio incubo dal tragico epilogo. Amata, odiata, idolatrata, oltraggiata: se per i contemporanei Maria Antonietta fu il capro espiatorio di tutti i mali della Francia del XVIII secolo, per gli autori ottocenteschi si trasformò nella Martire della Rivoluzione, la "regina-santa" vittima innocente del più vile (ed inutile) dei regicidi. Nel libro l'autrice tedesca ripercorre le vicende umane di un personaggio complesso, accattivante, universale, un'icona che ancora oggi incuriosisce, seduce e divide le coscienze.
2016br. "Che idea avevano della forma della Terra gli antichi, gli uomini del Medioevo e poi i moderni? Come se la immaginavano? E perché se la immaginavano proprio in quella maniera? La questione non è affatto semplice, appunto perché decidere tra le due forme, la piatta e la sferica, è l'atto originario dell'intera riflessione occidentale, nel senso che è proprio intorno a questo problema che la riflessione dell'Occidente sul mondo si struttura, si organizza". La Terra è spazio, immensa estensione, un quadro generale. E la carta geografica che fornisce l'orientamento per muoversi nelle località più concrete della vita vissuta. Non è stato sempre così. Quando il mondo era molto più piccolo, quando era in gran parte sconosciuto e dunque i territori noti erano solo un parziale anticipo di un altrove terreno misterioso, le rappresentazioni della Terra svolgevano probabilmente un'altra funzione, o la stessa in modi diversi. Erano mappe, ma di cosa? Questo libro racconta l'evoluzione della geografia - dalla Genesi e l'Enuma Elis babilonese alla moderna cartografia - in quanto storia di un progressivo disincanto. Dal Mondo alla carta geografica. Come, attraverso cosmogonie, cosmologie, e cosmografie, il vago e mitico universo-tutto, lentamente e laboriosamente, ha partorito la Terra.
2004ill., br. Dalla nascita alla corte di Vienna fino al patibolo a Parigi nel 1793, quella di Maria Antonietta, quindicesima figlia di Maria Teresa, è senza dubbio una delle vicende private e pubbliche più drammatiche della storia moderna. In questa biografia Antonia Fraser ricostruisce il difficile viaggio attraverso la vita di questa sfortunata regina. Inviata in Francia dalla madre a soli quattordici anni per sposare il futuro Luigi XIV, fu per tutta la vita "l'odiata austriaca", e come tale rimase un ostaggio della politica estera fin dai suoi primi giorni in Francia. Manipolata dalla sua famiglia austriaca, venne sempre accusata dai francesi di interferire nei propri affari politici.
2022br. Una domenica di primavera del 2019 Giuliana Vannini visita il campo di prigionia e internamento di Servigliano, nelle Marche. Qui incontra Paolo Giunta La Spada e decide di raccontargli la storia della mamma, Grete Schattner. La sua testimonianza inizia dall'alba dell'8 ottobre del 1943, nella città di Fermo, quando due militi italiani le portano via la mamma. Grete viene internata nel campo di Servigliano, tradotta a Fossoli e il 16 maggio 1944 deportata e uccisa ad Auschwitz. È la prima volta che viene rivelata la storia di una deportata da Servigliano ad Auschwitz, una realtà del tutto inedita. La sua drammatica vicenda è ricostruita con rigore scientifico: la vita di Grete raccontata da Giuliana, la storia del campo di Servigliano, la Shoah, la Resistenza, i grandi temi della Memoria e, nella seconda parte, l'antiebraismo dei secoli scorsi. Un libro che si legge tutto d'un fiato e che può essere fondamentale, anche nelle scuole, per fare educazione civica e parlare con i giovani dei valori irrinunciabili di una società libera e democratica.
2011brossura La vicenda della principessa Francesca Ferrara Pignatelli principessa di Strongoli. Protagonista del bel mondo, l'aristocratica napoletana ci affabula con lo snodarsi della sua straordinaria esistenza lungo l'arco del Novecento. Molto bella ,elegantissima e così minuziosamente descritta nel libro, veste presso le maisons più glamour degli anni Cinquanta e Sessanta.
2014ill., br. Aggettivi come "stravagante", "eccentrico", ed espressioni come "fuori dai canoni", "sopra le righe" trasmettono solo in parte la vertigine, la passione, la furia con cui Raimondo Lanza Branciforte principe di Trabia, appartenente a una delle più antiche, nobili e facoltose famiglie di Sicilia, ha preso a morsi i suoi trentanove anni (1915-1954): combatte in Spagna, è compromesso con i fascisti ma poi aiuta i partigiani, caccia la tigre, dalla vasca da bagno della sua suite all'Hotel Gallia di Milano compra e vende calciatori; è amico dello scià di Persia e di Tomasi di Lampedusa, di Aristotele Onassis e di Luchino Visconti, di Gianni Agnelli e di Robert Capa; ama Susanna Agnelli, Edda Ciano, Rita Hayworth e infine sposa Olga Villi. A sessant'anni dalla sua tragica fine, è la figlia Raimonda, insieme alla nipote Ottavia, a scavare nel passato di quest'uomo fascinoso e scapestrato: da una vecchia valigia sono emersi appunti, documenti, lettere, fotografie, tutto materiale inedito che ha colmato i vuoti, illuminando di una luce nuova testimonianze e racconti di chi Raimondo lo ha conosciuto. Alla fine, la morte dell'ultimo principe di Trabia e la rovina finanziaria della sua famiglia risultano oscuramente legate al trionfo della mafia in Sicilia e al suo radicarsi nei palazzi del potere. Di Raimondo restano questa storia appassionata, il rimpianto per un mondo dorato imploso, il fulgore abbagliante di una vita bruciata.
2017ill., br. Bolivia, 9 ottobre 1967 nel misero villaggio andino de La Higuera veniva ucciso Ernesto Guevara de la Serna, il Che. Cinquant'anni sono passati dalla morte di uno dei protagonisti del XX secolo, del rivoluzionario consegnato alla storia e al mito. Molto si è scritto su di lui, questo libro con 155 immagini realizzato dai due autori racconta il viaggio e la loro esperienza vissuta sui luoghi che videro la nascita, l'infanzia, la giovinezza e l'epilogo eroico e tragico di un uomo che profondamente credeva negli ideali della lotta contro ogni forma di ingiustizia e di sfruttamento. Le Ande, i salares e i deserti dagli spazi infiniti, i villaggi e le campagne riarse dal sole, monumenti grandiosi. Il tutto arricchito da una narrazione, diretta, un voler ripercorrere nella prima parte quei viaggi che furono decisivi nella vita del giovane studente di medicina, figlio di un'agiata borghesia. Il luoghi della cattura: la Quebrada del Churo, La Higuera, Vallegrande. Località segnate per sempre dallo spirito ingombrante e affascinante del Che, il Guerrillero Heroico, il Comandante di mille battaglie trucidato a freddo sul pavimento d'argilla di una misera scuola.
2020br. Federico Maistrello ricostruisce il tragico pomeriggio del 24 aprile 1945 quando le Brigate nere guidate da "Lince" giustiziarono nella campagna trevigiana, a Morgano, Marco Graziati, Anelido Bosello e Luigi Pezzato. Nella prima parte del libro viene ricostruita la vita di Marco, partendo dalla sua esperienza di studente, passando per il servizio militare, per l'armistizio dell'8 settembre e giungendo alla scelta di unirsi ai patrioti per contrastare i nazifascisti. Oltre ai documenti d'archivio, l'autore utilizza nuove fonti conservate dalla famiglia e le memorie di alcuni testimoni. Nella seconda parte la nipote Francesca Graziati ripercorre le sofferenze patite dalla nonna Giuseppina, mamma di Marco, fissate nei commoventi diari che scrisse dopo l'uccisione del figlio.
2022ill., br. «Quando vado da Mengele vengo addormentata, per cui quando esco non ricordo esattamente cosa sia accaduto. Mi sveglio ed è il mio corpo a parlare e a raccontarmi». Lidia Maksymowicz aveva tre anni quando è entrata assieme a sua madre nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. E per tredici mesi è sopravvissuta in quell'inferno, nella baracca dei bambini: una delle piccole «cavie» degli esperimenti del dottor Josef Mengele. La madre di Lidia, cattolica, fin dai primi giorni aveva aderito alla Resistenza bielorussa: una ragazza, con una figlia di pochi anni, che aveva deciso di entrare in clandestinità e di opporsi alla barbarie nazista. I boschi della Bielorussia sono l'ultima luce che Lidia ricordi, prima del buio di Auschwitz. Da cui esce nel gennaio del 1945, dopo la liberazione, per mano a una donna che non è sua madre: una polacca, senza figli, che decide di adottare una delle «orfanelle» rimaste sole in un campo disseminato di cadaveri. Lidia cresce con lei. Ma non dimentica la sua vera madre. Non smette di credere che sia viva, di cercarla. E in una storia che sa di miracolo la ritroverà. Del campo, Lidia ricorda il silenzio: a denti stretti, impegnata a sopravvivere, senza potersi permettere nemmeno un'emozione. Oggi ha ritrovato la voce e ha deciso di dedicare la vita a gridare: mai più. Perché tutto può ancora succedere di nuovo. «Prima che i campi aprissero quale fu l'errore? Dare cittadinanza a parole di una ostilità fuori da ogni logica, ma d'un tratto ritenute legittime. Così è ancora oggi. Torniamo ad ammettere parole che sanno di odio, di divisione, di chiusura. Quando le sento in bocca ai politici, mi manca il fiato. Qui, nella mia Europa, a casa mia, ancora quelle terribili parole. È esattamente adesso, in momenti come questi, che può ridiscendere il buio». Prefazione di Papa Francesco.
2022ril. Sono passati quasi settant'anni dal giorno dell'incoronazione - la prima trasmessa in diretta televisiva - sotto le magnifiche volte dell'abbazia londinese di Westminster, e da quel 2 giugno la fama e la popolarità di Elisabetta II non hanno fatto che aumentare. Nel suo ruolo pubblico ha vissuto in prima persona cambiamenti storici epocali, attraversando guerre mondiali e tempeste politiche; come capo della famiglia Windsor ha dovuto affrontare scandali e tragedie, divorzi e rappacificazioni. La ferma compostezza con cui è rimasta al centro della scena per tutti questi anni l'ha trasformata in un mito che il giornalista Alberto Mattioli e il cultore Marco Ubezio celebrano con pura passione e divertita riverenza. Muovendosi lontano dai profili biografici fatti di gossip e di veri o presunti scoop, ma distillando con humour il senso profondo di una vita straordinaria, i due autori raccontano la favola di una regina che sembra aver sfidato le leggi del tempo e di cui tutti continuiamo a subire l'infinito fascino.
2020brossura La scienza, l'arte, la politica, i diritti civili, la disobbedienza, la pittura, persino la Chiesa: un principio di eresia è presente in tutto ciò che coinvolge l'essere umano. Gli eretici possono essere uomini o donne, assassini o santi, pazzi o estremamente lucidi. E allora come riconoscerli? Gli eretici sono quelli che nei secoli sono stati additati come diversi, quelli che si sono distinti, quelli messi da parte per le loro idee, quelli che hanno infiammato pulpiti e quelli che hanno vissuto nascosti, quelli che hanno pagato con la vita per difendere un'idea e quelli che hanno pagato il loro conto con la giustizia per mantenere viva la propria disobbedienza; gli eretici sono quelli che hanno volontariamente rinunciato alla vita e quelli che la vita l'hanno difesa in tutte le sue forme e manifestazioni; gli eretici sono i non allineati, le presenze scomode, le voci di una coscienza collettiva spesso afona. Gli eretici sono quelle donne e uomini che - attraverso le epoche - non si sono piegati al pensiero unico, sono quelli che ci hanno lasciato l'eredità più importante: il coraggio di scegliere la libertà, il coraggio di scegliere ciascuno la propria strada da percorrere.
2012br. Venezia, seconda metà del Settecento. La repubblica Serenissima spende gli ultimi giorni nella consapevolezza di quanto l'aspetta. Ciò nonostante, un gruppo di uomini cerca di strapparla all'agonia crepuscolare. Tra questi, l'ammiraglio Angelo Emo, l'ultimo dei veneziani. Erede di una potente famiglia patrizia, lotta per invertire il corso della storia e, combattendo in mare, diventa l'eroe di Tunisi. Muore a Malta nel 1792. Cause naturali o intervento umano e, in tal caso, assassinio per ragioni personali, private, oppure esecuzione di una sentenza? Domande a oggi senza risposta che riportano a un quesito centrale, chi è stato davvero Angelo Emo, l'eroe che si è sempre creduto oppure, un traditore?
2017br. Un'icona indimenticabile, che questo libro con nuovi capitoli inediti celebra in occasione dei vent'anni dalla morte della principessa Diana. Come sarebbe stato rivelato solo dopo la sua morte, questo libro è stato scritto con la piena collaborazione di Lady D. Andrew Morton, giornalista investigativo, racconta tutta la verità sulla famiglia reale in un ritratto onesto e scevro da pregiudizi di una delle figure femminili più amate, ammirate e influenti del nostro tempo.
2016ril.
2021br. Nel 1942 Victoria Ocampo annuncia al suo amico Pierre Drieu La Rochelle l'intenzione di porre fine a un'autobiografia del colonnello Lawrence: «In questo momento sono sposata con i "Sette pilastri della saggezza" e con le sue "Lettere", che sto facendo tradurre. Ho già scritto un centinaio di pagine su quest'uomo che mi affascina. Vorrei farlo conoscere ai miei compatrioti e ci riuscirò! T.E.L. mi interessa profondamente perché arriva a conclusioni simili alle mie con un temperamento e per dei percorsi opposti ai miei. Everithing that is, is holy, tutte le cose che esistono sono sacre, come pensava Blake». Pubblicato in patria in quello stesso anno e poi in Inghilterra e in Francia nel 1947, 338171 T.E appare ora per la prima volta in traduzione italiana e per quanto nel mezzo secolo abbondante che ci separa da quella prima uscita la bibliografia intorno a Lawrence sia cresciuta a dismisura, insieme con la revisione storica sulla sua figura e sulla «rivolta araba», l'analisi dell'Ocampo mantiene una freschezza, frutto di un intuito squisitamente femminile, e una profondità che ne fanno un piccolo classico. «Forse il suo torto fu di crogiolarsi nel rifiuto. Ma possiamo chiamare torto ciò che senza dubbio fu il suo dharma? Come quella di Arjuna sul campo di battaglia, la sua anima era sgomenta. Niente poteva dissipare l'ansia che la paralizzava. Come Arjuna, Lawrence non desiderava più né vittoria, né regalità, né voluttà. Era un abitante delle grandi pianure. Ed è in questa regione, popolata di assenze, che ha avuto luogo il nostro incontro».
2022br. «Il signor conte Monaldo Leopardi è stato, come pochi sanno, uno dei gentiluomini italiani più singolari dei suoi tempi: la Chiesa e la spada, cioè il trono e l'altare, ebbero pochi difensori più strenui e convinti di lui. Il padre Giovanni Roothaan, preposto generale della Compagnia di Gesù, lo chiamò scherzosamente "gesuita in veste corta". L'odio contro i giacobini, la democrazia, la burocrazia alla francese, le tasse, la leva militare, le istituzioni costituzionali gli era connaturato nel sangue. Però quello che comunemente si ignora è che per conto suo non tollerava limiti alla sua libertà. Nutriva inoltre un certo suo amabile scetticismo e indifferenza per ogni forma politica che non rispondesse ad un presupposto ideale umano». Riproporre oggi il presente testo di Alfredo Panzini significa riscoprire la sua figura e donarle, sia pur in minima parte, lo spazio che la storiografia per secoli le ha negato.
2022br. Coraggioso, leale, avventuroso, Giuseppe Garibaldi incarna tuttora quegli ideali di patriottismo che hanno agitato la felice stagione del Risorgimento e portato all'unità d'Italia. Infaticabile viaggiatore, con il suo carisma Garibaldi ha lasciato memoria del suo passaggio dall'Europa alle Americhe, tanto da meritare il titolo con cui è passato alla storia di Eroe dei due mondi. Il terzo volume della collana "L'Italia in eredità", frutto del lavoro di storici, giuristi, cultori dell'economia, dell'informazione e dei costumi, ricostruisce le molte vite del Generale, dagli esordi nelle file della Giovine Italia all'impresa risorgimentale, vero campione di italianità.
2022br. "Come evolversi verso la gioia" è il memoir dell'esperienza di vita e di crescita personale di Giuseppe Picone (Riposto, 1941), manager/imprenditore in più settori, indirizzato a coloro che si propongono un'evoluzione dalla forte componente etica. Centrata sul concetto di passaggio da una fase all'altra, la biografia descrive i numerosi percorsi scelti dall'autore per affrontare la sofferenza e le difficoltà in modo costruttivo e idoneo al loro superamento: comunicazione personale, passaggio sui carboni ardenti, yoga, shiatsu, focalizzazione. Tra questi e altri trova la più ampia trattazione quello sulla meditazione creativa in seno all'associazione nazionale di Etica Vivente, comunità e scuola al contempo, di cui egli è membro. La pagina dello scritto autobiografico di Giuseppe Picone vuole costituire un'occasione d'incontro-confronto con un patrimonio esperienziale dal grande potenziale di dialogo intergenerazionale, oltre che la condivisione del felice risultato di una ricerca personale senza soste, senza fideismo cieco per alcuno e senza scoramenti o rinunce di fronte a risultati parziali o deludenti, in vista del raggiungimento di un modo di vivere rispettoso della propria unicità e identità. Un obiettivo che l'autore considera molto più dello stesso, ovvero il presupposto imprescindibile affinché l'essere umano sia capace di dare un apporto costruttivo nella società. Un traguardo che egli consiglia di perseguire e raggiungere a ciascuno di noi, nella piena libertà di scelta sui percorsi più adatti alla propria personalità.
2021br. Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del nuovo secolo, all'emigrazione economica si sovrappose e si mischiò anche quella politica e in particolare quella dei socialisti e degli anarchici in fuga dall'Italia di Crispi. Tra le diverse diaspore italiane, quella degli anarchici ebbe un ruolo del tutto particolare, caratterizzata da un'elevata mobilità circolare fatta, oltre che di militanti, anche di giornali, riviste, fogli unici e, con essi, editori, pubblicisti e redattori. È all'interno di questo contesto che si posiziona la figura di Roberto D'Angiò che potremmo definire come una sorta di «redattore errante». La sua attività politica ed editoriale infatti si sviluppa tra Italia, Egitto, Inghilterra, Uruguay e Argentina esprimendosi in italiano, spagnolo e francese, anche perché «pur cambiando l'idioma si parlava lo stesso linguaggio». Un segmento dell'esperienza dell'emigrazione politica di fine secolo che va ad aggiungersi ad un quadro storicamente complesso che privilegia un approccio transnazionale allo studio delle migrazioni e dei movimenti politici.
2022br. L'8 settembre 2022 muore un'icona dello scorso e del presente secolo, una donna che è stata prima di ogni cosa regina, ma anche moglie, madre e nonna. Elisabetta II è stata una delle sovrane più potenti e longeve nella storia dell'umanità, una narrazione di sacrifici e battaglie, politiche e non. Una donna di altri tempi, che soprattutto negli ultimi decenni è rimasta vittima di numerosi rumor più o meno conclamati. Protagonista indiscussa di gran parte del gossip del XXI secolo, risulta impossibile non rimanere impelagati nei segreti di corte e negli scandali della royal family. "Elisabetta II. L'ultima regina" si propone come un breve trattato dinamico e frizzante, in grado di mostrare uno spaccato scioccante di quel che davvero accadde nei tantissimi momenti di buio della casata dei Windsor: risposte e curiosità alle tante domande che circondano la Regina e la sua morte.
2015br. A distanza di 33 anni dalla pubblicazione dell'ormai classica monografia su Giovanni Verrazzano e sul fratello Girolamo, scritta da M. Mollat Du Jourdin e J. Habert in lingua francese e mai tradotta in italiano, si è cercato con il presente lavoro di aggiornare il quadro conoscitivo sulla vita e sui tre viaggi in America del 1524-1528 per conto del re di Francia del grande navigatore fiorentino e sul fratello cartografo (compagno almeno nel secondo e terzo viaggio). Ciò, grazie ai passi in avanti fatti dalla storiografia negli ultimi decenni e soprattutto di recente, in occasione degli studi promossi dall'Università degli Studi di Firenze in relazione al quinto centenario della morte di Amerigo Vespucci (1512-2012), con il progetto finanziato dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Viene pubblicata, con tanto di apparato critico, la lettera scritta dal navigatore a Francesco I l'8 luglio 1524 e ci si sofferma sul ruolo svolto dai mercanti fiorentini nei primi decenni del XVI secolo e sulle conseguenze delle scoperte verrazzaniane nella produzione cartografica e nei viaggi esplorativi che seguirono, diretti specialmente alla ricerca del passaggio di Nord-Ovest per l'Asia.