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2011In 8°, tutta tela con sovraccoperta editoriale illustrata, pp. 179, (9); ottimo esemplare. (XC4/B) 9788845267062 (XC4/B)
1998Cm. 19,3, cart. edit., pag. 127. Con numerose ill.ni nel testo. Ottimo esemplare.
2017Razzismo e fascismo è una estesa sintesi per cercare di capire quali furono gli esiti delle leggi razziali e come si arrivò ad esse; quale fu l’atmosfera di discriminazione che si ricreò nelle campagne razziali, ma anche, e soprattutto, il tentativo di capire come, quando e perché Mussolini e il fascismo divennero razzisti. Non solo, perché sono state dedicate non poche pagine a quei saggi più importanti che uscirono tra gli anni Trenta e primi anni Quaranta, per comprendere meglio le ragioni di quegli intellettuali che scelsero di seguire le linee programmatiche e ideologiche del regime anche sulla questione razziale. Difatti, all'epoca, non fu affatto casuale che le dispute dialettiche sul razzismo italiano, non avvennero in seno al Partito Nazionale Fascista, addirittura privo di un Ufficio della Razza, ma furono lasciate alla classe intellettuale, scientifica e quindi al settore bibliografico, giornalistico e anche accademico universitario, in quest’ultimo specialmente tra i giovani dei GUF (Giovani Universitari Fascisti) e alle loro sezioni di demografia e razza. Autori: Flavio Costantino.
1604In-8°, mm 210x150, 3 parti in un volume, pp. (20) 140, 140, 176, un'incisione al verso dell'ultima carta preliminare raffigurante Gesù con la croce in spalla aggredito dalla folla a Gerusalemme; un'incisione al frontespizio del terzo libro raffigurante la crocifissione di Gesù. Legatura in pergamena coeva con titoli manoscritti al dorso, piatti restaurati in pergamena antica. Un foro di tarlo fino a pagina 6, con perdita di alcune letter, rare e lievi fioriture ai margini, peraltro buon esemplare dell'edizione definitiva, in parte originale, con l'aggiunta dei sette ultimi libri nella terza parte.
201816°, cm 18, 2 volumi pp. 1314 complessive. Brossura editoriale entro cofanetto. Allo stato di nuovo.
Roma, Desclée & C.i, 1908, in-16, br. edit., pp. 198, (2). Radi segni in matita blu. Collezione " I Santi", n. 25. Il francescano Bernardino (1439-1494) è ricordato come uno dei fondatori dei Monti di Pietà, nati per contrastare l'usura.
2017Best.-Nr. UUI-12824In-8 cartonné sous jaquette, Oxford University Press, 2017, 198 pp. Jaquette légèrement frottée, livre en très bon état. Bon exemplaire de lecture de ce titre rare. Poids 500 g. Envoi lettre verte. Frais d'envoi 7,70 euros sur la France, 26,50 euros pour l’étranger (tarifs de base hors envois suivis). Possibilité de remise en mains propres sur Paris, possibilité d’envoi MONDIAL RELAY ou "LIVRES ET BROCHURES", n'hésitez pas à me contacter avant de passer commande. Twitter : @Pontneuf06.
1982Best.-Nr. 127594Couverture souple. Broché. 128 pages.
1898Best.-Nr. PHO-2461Paris, Plon, 1898-99, Folio, 75 numéros (sur 85) du n° 1 à 76, manque le n° 2, sous chemise portefeuille moderne, défauts à quelques fascicules dont le 1 en particulier. M3-Et0
Best.-Nr. 29401Paris, Mathäus Merian 1898-1899, 405x282mm, demi-chagrin rouge, dos à faux-nerfs, fleurons et titre dorés, plats papier marbré. Très bel exemplaire.
1939In-8° (20 x 15 cm). 327 pp. Brossura editoriale. Dedica coeva all'occhiello. Il libro fu pubblicato per la prima volta nell'originale inglese con il titolo The International Jew, the World''s Foremost Problem nel 1920. L'industriale americano Henry Ford raccolse in volume questi contributi apparsi inizialmente sul settimanale The Indipendent Dearbor, contributi scritti aderendo alle false tesi del libro I Protocoli dei Savi di Sion. Il libro fu particolarmente apprezzato da Hitler, e fu tradotto in quattro lingue. In Italia fu tradotto dallo scrittore Enzo Gemignani (n. nel 1887), e stampato per la prima volta nel 1938 nel clima delle leggi razziali.
1938In-8°, pp. 327, brossura editoriale. Il libro fu pubblicato per la prima volta nell'originale inglese con il titolo The International Jew, the World''s Foremost Problem nel 1920. L'industriale americano Henry Ford raccolse in volume questi contributi apparsi inizialmente sul settimanale The Indipendent Dearbor, contributi scritti aderendo alle false tesi del libro I Protocoli dei Savi di Sion. In Italia fu tradotto dallo scrittore Enzo Gemignani e stampato per la prima volta nel 1938 nel clima delle leggi razziali.
1976Mm 210x280 Catalogo di vendita della Galleria Nuova Pesa di Roma. 17 pagine di testo in tedesco ed italiano con disegni in nero compresi nel testo. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Best.-Nr. 897217S.N. Lyon 1959 Plaquette in-8 ( 220 X 140 mm ) de 59 pages, broché. Violent pamphlet raciste...
Best.-Nr. 17437Paris, Société des Amis des Livres, 1902. In-12, 84 pp., demi-maroquin à coins havane de V. Champs, filets dorés sur les plats, dos à nerfs orné de caissons dorés, tête dorée sur témoins, couverture conservée (minuscules frottements, rousseur marginale).
1903Best.-Nr. 71287Couverture souple. Brochure de 97 pages. Couverture légèrement défraîchie. Manque au dos.
Paris, Calmann-Lévy, (1926), in-16, cartone decorato coevo, tassello in pelle con titolo oro al dorso, pp. (6), 320, (2). Ottime condizioni. Costruito in forma di dialoghi filosofici ed ambientato a Roma, questo romanzo contiene una "favola sul futuro": nel 2270, quando si sarà realizzato un Federalismo mondiale, privo di gerarchie e ove i sessi hanno raggiunto l'eguaglianza...
1677Le Piaghe dellìHebraismo scoperte nuovamente… Col lume delle più pretiose dottrine d'Antichi Scrittori Cattolici, Hebrei e Gentili… In 8o (11x16 cm) di 432 pagine. Dedicato a Sigismondo Chigi. L'opera, stampata per la prima volta nel 1674, venne messa all'Indice, nonost5ante il suo deciso carattere di antisemitismo cattolico, forse per lo spazio dato comunque alle tesi ebraiche. Piena pergamena coeva. Buonissime condizioni. Raro.
2020Le posizioni, presenti anche in alcune voci – peraltro prestigiose – della storiografia le quali tendono a presentare l'antisemitismo come un atteggiamento “irrazionale”, rischiano di precludersi la comprensione di questo fenomeno storico che ha allignato per secoli in Occidente. Si tratta di posizioni moralmente comprensibili, ma legate a una visione illuministica della cultura: questa come esercizio il cui fine è quello di elevare l'umanità, eliminando i conflitti e le violenze. Viceversa, l'antisemitismo è visto come un atteggiamento di barbarie, di regressione culturale e, in quanto tale, da respingere appunto come “irrazionale”. Questo giudizio può essere accettabile dopo Auschwitz; ma è da riconoscere che è sterile sotto l'aspetto della conoscenza storica. Del resto, si trascura che, non solo prima ma anche negli anni del dominio nazista, in parecchie delle voci più rappresentative della cultura europea posizioni e atteggiamenti antiebraici non erano occasionali, solo che si pensi ad autori come Pound, Drieu La Rochelle, Céline. Cos'è il confuso dibattito sull'antisemitismo di pensatori come Heidegger e Schmitt – un dibattito che, in corso ormai da decenni, è tutt'altro che concluso –, se non il riconoscimento che coloro che sono considerati il maggior filosofo del Novecento e uno dei più acuti giuristi del secolo scorso avevano talvolta assunto atteggiamenti polemici verso l'ebraismo e, nel caso di Schmitt, atteggiamenti antisemiti che risultavano in linea con quanto sosteneva la propaganda nazista? Autori: Francesco Germinario.
2020Dopo Auschwitz, è possibile pensare l'antisemitismo come ideologia politica? L'antisemitismo europeo è stato talvolta considerato dalla ricerca storica come un atteggiamento irrazionale, senza precisi obiettivi politici. Anche nella storiografia italiana sono stati finora pochi i contributi che indagavano gli aspetti teorico-politici dell'antisemitismo. Questo è invece da considerare un vero e proprio universo ideologico, alla stregua del liberalismo e del marxismo. Come qualsiasi altra ideologia, non solo l'antisemitismo ha avuto i suoi ideologi, ma ha un proprio mercato politico, i ceti medi e soprattutto quei settori della società borghese liberale timorosi che le crisi finanziarie possano erodere il loro status. Possiamo definire l'antisemitismo come un progetto di rivoluzione antiborghese, ma non anticapitalistica. In altri termini, esso è da considerarsi un socialismo del capitale, ovvero un socialismo della circolazione contrapposto al socialismo della produzione di impianto marxista. Autori: Francesco Germinario.
1954Prefazione di Natalia Ginzburg. Traduzione di Arrigo Vita. Numero 175 nella collana Saggi. Illustrazioni in nero fuori testo a piena pagina, una in antiporta. Prima edizione italiana. Ottimo esemplare. Brossura editoriale a stampa, pp. XII, 251, in 8°
1999Best.-Nr. 116841999 paris Seuil 1999. In-8 broché de 792 pages.
1999Seuil 1999. In-8 broché de 792 pages. Bon état
1999Broché. 796 pages.
1970In-16° pp. 215, bross. edit. con abrasione ai margini inferiori, tracce d'uso.